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Diego Perrone – Il servo astuto
La sperimentazione sulle tecniche di fusione del vetro, i rimandi alla tradizione classica del ritratto e l’indagine sul processo creativo propri dell’artista trovano nuova espressione nei lavori pensati per Museion e realizzati grazie alla collaborazione di una scuola di eccellenza come Vetroricerca.
Comunicato stampa
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La sperimentazione sulle tecniche di fusione del vetro, i rimandi alla tradizione classica del ritratto e l’indagine sul processo creativo propri dell’artista trovano nuova espressione nei lavori pensati per Museion e realizzati grazie alla collaborazione di una scuola di eccellenza come Vetroricerca.
Per la mostra a Museion la mole di grandi sculture in vetro abita la Project Room al piano terra. Le opere sono frutto di un lungo processo creativo: partendo da dei ritratti fotografici Perrone ha elaborato un dettaglio dell’immagine, l’ha trasformato in disegno e lo ha poi trasferito nella tridimensionalità della scultura in cera. Da queste forme sono poi nate le sculture, fuse nei forni di Vetroricerca con una tecnica tradizionale, la fusione a pasta di vetro. La trasparenza e il colore del vetro restituiscono frammenti di fisionomie - il pensiero corre ai profili delle monete, anche di quelle antiche. La rilettura di temi e iconografie classiche della storia dell’arte o provenienti dalla cultura popolare sono infatti cifra caratteristica del lavoro di Diego Perrone.
Anche sulle sculture realizzate per la Project Room sembra aver soffiato un vento di passato e di classicità. Lo stesso titolo della mostra, “Il servo astuto”, è un richiamo al passato, al personaggio del servo furbo delle commedie di Plauto, determinante per risolvere la storia – figura positiva, ma a cui corrisponde una maschera dai tratti deformati. La storia sembra quindi trovare, nelle sculture di Perrone, una sua dimensione nella contemporaneità - una dimensione del tutto nuova e inafferrabile, però. Grazie alle possibilità del vetro, il riferimento alla moneta e al ritratto è solo un punto di partenza: le fisionomie e i profili contenuti nelle opere in mostra si confondono allo sguardo, sfuggendo ad un’identificazione precisa. Le immagini risultano stranianti, dai diversi colori del vetro emerge un paesaggio quasi pittorico; l’aspetto figurativo della scultura passa in secondo piano e lascia il posto al mistero che racchiude, al non svelato. Come tipico della sua arte, anche in questo lavoro dalle immagini di Diego Perrone se ne generano di nuove e non emerge mai un senso univoco, per una ricerca frutto di un processo creativo continuo.
Diego Perrone, nato ad Asti nel 1970, ha realizzato diverse mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero. Attualmente presente alla Biennale di Venezia, Palazzo Enciclopedico, il suo lavoro è stato esposto anche al PAC di Milano (2012), al CNAC - Le Magasin di Grenoble (2010), a Palazzo Grassi a Venezia e al Castello di Rivoli (2008).
In occasione della mostra di Diego Perrone verrà pubblicato un quaderno con un testo di Paola Tognon edito da Museion (ita/dt/ eng).
Per la mostra a Museion la mole di grandi sculture in vetro abita la Project Room al piano terra. Le opere sono frutto di un lungo processo creativo: partendo da dei ritratti fotografici Perrone ha elaborato un dettaglio dell’immagine, l’ha trasformato in disegno e lo ha poi trasferito nella tridimensionalità della scultura in cera. Da queste forme sono poi nate le sculture, fuse nei forni di Vetroricerca con una tecnica tradizionale, la fusione a pasta di vetro. La trasparenza e il colore del vetro restituiscono frammenti di fisionomie - il pensiero corre ai profili delle monete, anche di quelle antiche. La rilettura di temi e iconografie classiche della storia dell’arte o provenienti dalla cultura popolare sono infatti cifra caratteristica del lavoro di Diego Perrone.
Anche sulle sculture realizzate per la Project Room sembra aver soffiato un vento di passato e di classicità. Lo stesso titolo della mostra, “Il servo astuto”, è un richiamo al passato, al personaggio del servo furbo delle commedie di Plauto, determinante per risolvere la storia – figura positiva, ma a cui corrisponde una maschera dai tratti deformati. La storia sembra quindi trovare, nelle sculture di Perrone, una sua dimensione nella contemporaneità - una dimensione del tutto nuova e inafferrabile, però. Grazie alle possibilità del vetro, il riferimento alla moneta e al ritratto è solo un punto di partenza: le fisionomie e i profili contenuti nelle opere in mostra si confondono allo sguardo, sfuggendo ad un’identificazione precisa. Le immagini risultano stranianti, dai diversi colori del vetro emerge un paesaggio quasi pittorico; l’aspetto figurativo della scultura passa in secondo piano e lascia il posto al mistero che racchiude, al non svelato. Come tipico della sua arte, anche in questo lavoro dalle immagini di Diego Perrone se ne generano di nuove e non emerge mai un senso univoco, per una ricerca frutto di un processo creativo continuo.
Diego Perrone, nato ad Asti nel 1970, ha realizzato diverse mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero. Attualmente presente alla Biennale di Venezia, Palazzo Enciclopedico, il suo lavoro è stato esposto anche al PAC di Milano (2012), al CNAC - Le Magasin di Grenoble (2010), a Palazzo Grassi a Venezia e al Castello di Rivoli (2008).
In occasione della mostra di Diego Perrone verrà pubblicato un quaderno con un testo di Paola Tognon edito da Museion (ita/dt/ eng).
05
ottobre 2013
Diego Perrone – Il servo astuto
Dal 05 ottobre 2013 al 26 gennaio 2014
arte contemporanea
Location
MUSEION
Bolzano, Via Dante, 6, (Bolzano)
Bolzano, Via Dante, 6, (Bolzano)
Orario di apertura
da martedì a domenica, ore 10-18. Giovedì: 10-22. Lunedi chiuso. Ingresso libero
Vernissage
5 Ottobre 2013, h 19
Autore
Curatore




