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Domenico Marranchino – La febbre dei segni
L’artista italiano con questa serie di opere apre una finestra sulla vita quotidiana raccontando per immagini – il metrò, il treno, le stazioni, l’attesa, la donna, le città, la folla, ecc., con toni e colori che sanno di pioggia e di fuoco.
Comunicato stampa
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“FRONTIERA” si avvia ad essere, in una città come Firenze, lo specchio di un’arte giovane e non, ma assolutamente in movimento, iperfuturibile, bastevole a centrare il cuore della comunicazione estetica. E’ così che questo progetto, ideato e diretto dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, figura di piano internazionale, diventa anzitutto una sorta di termometro vero della spettacolarità e della storicità dell’arte nuova, ma soprattutto si fa bussola in un mare di proposizioni della cultura e delle arti. E’ finito il tempo delle utopie e delle ideologie. Il nuovo secolo vive tensivamente la realtà, quella quotidiana in cui inciampa ogni comune mortale. Si vuole nuovamente, e in modo accelerato, operare “futuristicamente” in una ricostruzione dell’universo. L’arte è anche un’arma politica, nel senso di volgersi verso una politica delle arti e verso le arti della politica. Frontiera è un punto di partenza. “Frontiera” trova così ogni volta coinvolti sei artisti con sei mostre personali. I nuovi sei in questo percorso sono, Enea Defedilta, Fausta Dossi, Rosida Mandruzzato Vettori, Domenico Marranchino, Francesco Melcarne Casi, Anna Eva Monteduro.
Scrive Carlo Franza nel testo: “Dopo il realismo esistenziale degli anni Cinquanta e la ripresa dell'immagine figurale con la transavanguardia, non s'era ancora vista in Italia una venatura artistica così incidente e così coincidente, che spartisce con un certo neorealismo il trucco dell'esistenza, la nudità della città, lo specchio e il corpo delle cose; è quanto fa vivere nel suo lavoro Domenico Marranchino, che finalmente apre una finestra sulla vita quotidiana non soltanto raccontando per immagini - il metrò, il treno, le stazioni, l'attesa, la donna, le città, la folla, ecc.- ma innervando una sorta di fobia morbosa, una carta delle febbri, o una febbre dei segni, ripartendo da guizzi rapidi, da un'aria quasi selvaggia, dove i colori e i toni assediano il clima delle opere, lasciando intravedere il delirio delle trasgressioni, i luoghi delle scompiglio, la vita insepolta e perfino l'uragano degli incontri. Ma il viaggio è appena iniziato. Finalmente l'operato di Domenico Marranchino va oltre la morale corrosiva per cogliere la sortita esplosiva della città elettronica, le implicite allusioni, i segnali di delizia, il ritmo delle vene e della vita, con i toni e i colori che sanno di pioggia e di fuoco. Nella sfera di questi gesti, di queste azioni e di queste presenze, Marranchino si fa fotografo nel bersaglio di flash capaci fermare sì la materia del mondo, ma in un tormento infinito”.
Biografia dell’artista
Domenico Marranchino è nato a Roccanova (Potenza) nel 1955. All'età di diciassette anni si è trasferito a Milano dove ha iniziato a dare sbocchi concreti alla propria sensibilità artistica, affinando tecniche aiutato in ciò anche dalla propria attività di decoratore. Dapprima la frequentazione dello studio del pittore Carmine Caputo di Roccanova, poi il clima e la frequentazione degli artisti del quartiere Brera a Milano, dove tuttora abita, contribuiscono al suo percorso con collettive e personali (Milano, Santa Margherita Ligure, Firenze, MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello - Alessano, Roma, ecc.). La svolta determinante del suo percorso artistico avviene nel 2007, in seguito a una grave malattia alle corde vocali, con conseguente intervento invasivo; infatti da questo momento destinato a condizionare negativamente la vita dell'artista sono fuoriuscite una reazione e un'energia che hanno dato prove di pittura figurale forte, intensa, coloristica, espressiva, inquietante ed esistenziale.
Nel 2010 una sua grande mostra personale “La febbre dei segni” al Plus Florence di Firenze invitato dall'illustre Storico dell'Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza nel Progetto Frontiera, mentre altre mostre sono programmate ancora a Roma, Firenze e Milano. E' candidato al Premio delle Arti Premio della Cultura edizione 2010 a Milano su segnalazione del Prof. Carlo Franza, presidente di giuria. Nel 2010 uscirà un servizio sulla sua arte nelle riviste “Leadership Medica” e “Leadership for Chemist” di Milano.
Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università Estere. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti d’Europa. Giornalista, critico d’arte dal 1974 a “Il Giornale”di Indro Montanelli , oggi a “Libero” fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000. di cui è Presidente di Giuria dal 2001
Scrive Carlo Franza nel testo: “Dopo il realismo esistenziale degli anni Cinquanta e la ripresa dell'immagine figurale con la transavanguardia, non s'era ancora vista in Italia una venatura artistica così incidente e così coincidente, che spartisce con un certo neorealismo il trucco dell'esistenza, la nudità della città, lo specchio e il corpo delle cose; è quanto fa vivere nel suo lavoro Domenico Marranchino, che finalmente apre una finestra sulla vita quotidiana non soltanto raccontando per immagini - il metrò, il treno, le stazioni, l'attesa, la donna, le città, la folla, ecc.- ma innervando una sorta di fobia morbosa, una carta delle febbri, o una febbre dei segni, ripartendo da guizzi rapidi, da un'aria quasi selvaggia, dove i colori e i toni assediano il clima delle opere, lasciando intravedere il delirio delle trasgressioni, i luoghi delle scompiglio, la vita insepolta e perfino l'uragano degli incontri. Ma il viaggio è appena iniziato. Finalmente l'operato di Domenico Marranchino va oltre la morale corrosiva per cogliere la sortita esplosiva della città elettronica, le implicite allusioni, i segnali di delizia, il ritmo delle vene e della vita, con i toni e i colori che sanno di pioggia e di fuoco. Nella sfera di questi gesti, di queste azioni e di queste presenze, Marranchino si fa fotografo nel bersaglio di flash capaci fermare sì la materia del mondo, ma in un tormento infinito”.
Biografia dell’artista
Domenico Marranchino è nato a Roccanova (Potenza) nel 1955. All'età di diciassette anni si è trasferito a Milano dove ha iniziato a dare sbocchi concreti alla propria sensibilità artistica, affinando tecniche aiutato in ciò anche dalla propria attività di decoratore. Dapprima la frequentazione dello studio del pittore Carmine Caputo di Roccanova, poi il clima e la frequentazione degli artisti del quartiere Brera a Milano, dove tuttora abita, contribuiscono al suo percorso con collettive e personali (Milano, Santa Margherita Ligure, Firenze, MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello - Alessano, Roma, ecc.). La svolta determinante del suo percorso artistico avviene nel 2007, in seguito a una grave malattia alle corde vocali, con conseguente intervento invasivo; infatti da questo momento destinato a condizionare negativamente la vita dell'artista sono fuoriuscite una reazione e un'energia che hanno dato prove di pittura figurale forte, intensa, coloristica, espressiva, inquietante ed esistenziale.
Nel 2010 una sua grande mostra personale “La febbre dei segni” al Plus Florence di Firenze invitato dall'illustre Storico dell'Arte Contemporanea Prof. Carlo Franza nel Progetto Frontiera, mentre altre mostre sono programmate ancora a Roma, Firenze e Milano. E' candidato al Premio delle Arti Premio della Cultura edizione 2010 a Milano su segnalazione del Prof. Carlo Franza, presidente di giuria. Nel 2010 uscirà un servizio sulla sua arte nelle riviste “Leadership Medica” e “Leadership for Chemist” di Milano.
Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università Estere. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci critici d’arte più importanti d’Europa. Giornalista, critico d’arte dal 1974 a “Il Giornale”di Indro Montanelli , oggi a “Libero” fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000. di cui è Presidente di Giuria dal 2001
17
aprile 2010
Domenico Marranchino – La febbre dei segni
Dal 17 aprile al 12 novembre 2010
arte contemporanea
Location
PLUS FLORENCE
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Orario di apertura
da lunedì a domenica su appuntamento
Vernissage
17 Aprile 2010, ore 18.00
Autore
Curatore




