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Domingo Millella – Orli estremi di qualche età sepolta
Le immagini che saranno esposte fanno parte di una ricerca che l’autore porta avanti sul paesaggio. Incentrate sul rapporto tra natura e civiltà, e sulla costruzione di un senso di identità e memoria, raccontano il possibile dialogo tra cultura antica e moderna
Comunicato stampa
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Castelmezzano, borgo delle Dolomiti Lucane, saranno in mostra a partire dal 3 settembre,
per un mese, le fotografie di Domingo Millella. Le immagini che saranno esposte fanno parte di
una ricerca che l’autore porta avanti sul paesaggio. Incentrate sul rapporto tra natura e civiltà, e
sulla costruzione di un senso di identità e memoria, raccontano il possibile dialogo tra cultura
antica e moderna.
Ciò che in questa esposizione accomuna luoghi geograficamente lontani tra loro è la tensione che il
paesaggio, attraverso la sua complessa stratificazione, rende evidente ai nostri occhi. Dal bacino
del Mediterraneo fino al Messico, lo sguardo di Milella racconta l’odierna coesistenza di una storia
arcaica e di un presente che dialogano non senza contrasti. Gli insediamenti abitativi, le strutture e
le infrastrutture urbane si insinuano e mescolano nella pietra, materia prima di una cultura
ancestrale, di un’identità radicata che non si arrende alla modernità.
La mostra è inserita tra le iniziative promosse da The View From Lucania (TVFL), un ampio
progetto per la fotografia che ha scelto la Lucania come luogo privilegiato in cui realizzare la
propria offerta culturale. Interesse primario di TVFL è produrre cultura e sviluppo territoriale
attraverso la realizzazione di progetti legati al mondo dell’audiovisivo presieduti da fotografi di fama
internazionale e qualificati professionisti del settore.
La mostra ha il contributo e il patrocinio dell’Agenzia di Promozione Territoriale Basilicata (APT)
e del Comune Di Castelmezzano.
Il 4 settembre, e per cinque giorni, prenderà il via anche un workshop a cura di 3/3 dedicato
al libro fotografico, una forma espressiva di importanza centrale nello sviluppo di progetti legati
all'immagine.
Domingo Milella negli ultimi anni ha incrementato il suo corpus fotografico attraverso numerosi
viaggi nel Sud Italia e nei paesi del Mediterraneo con lo scopo di fondare una ricerca ed un dialogo
con e sul paesaggio contemporaneo. Quello che l’autore ha trovato in questi luoghi è una cultura
silente e dimenticata che resiste a quelle che Pasolini aveva descritto come le inesorabili forme del
“Dopo-storia”: la modernizzazione ed il processo capitalistico sfaldano il senso di comunità ed il
radicamento. Le fotografie di Milella si fanno moderne portavoci del messaggio formulato da
Pasolini nel documentario “La forma della città”, difendendo forme, strutture, e profili non
monumentali del paesaggio, si fanno portavoci di un passato anonimo ma importante quanto
quello legato a grandi eventi della storia.
Guardando Castelmezzano, dall’alto delle Piccole Dolomiti Lucane, è evidente il filo che lega,
attraverso i suoi tratti arcaici, questa realtà del Sud Italia alle antiche e moderne popolazioni
dell’Anatolia, alla Grecia, all’Egitto fino al Messico erede dell’impero precolombiano. Nelle immagini
degli insediamenti rupestri in Anatolia, come nella veduta della città di Ankara, è evidente la
coesistenza di storia passata e presente. Ciò che dalle immagini traspare è la forza del passato, il
valore quasi archetipale di una comune dimensione arcaica dell’abitare espressa nella sua
consistenza più solida: la pietra, e la montagna. Dimensione quest’ultima che Milella ritrova nelle
Murge del tarantino, tra Castellaneta e Massafra, lungo il ciglio della gravina di San Marco, che
mostra lo sviluppo dalla pietra scavata a quella costruita, e a Polignano, nel barese, arroccata su
uno sperone a strapiombo sul mare.
Nelle prime immagini scattate da Milella a Tlatelolco, Piazza delle Tre Culture, a Città del Messico,
l’incontro di tre frontiere culturali, quella Azteca, quella coloniale e quella moderna, è la
manifestazione lampante di quell’esperienza collettiva che sopravvive attraverso complesse
stratificazioni diventando emblema di una civiltà estesa, di una comunità globale fatta di legami
atavici fondati sulla tradizione e sul radicamento al proprio territorio.
Domingo Milella è nato a Bari nel 1981, città nella quale ha vissuto fino all’età di 18 anni. Dopo essersi trasferito a New
York ha studiato fotografia alla School of Visual Arts, Stephen Shore è stato uno dei suoi maestri. Dal 2003 al 2010 ha
lavorato con Massimo Vitali. Thomas Struth è stato per lui un mentore che ha profondamente influenzato il suo lavoro. Dal
2001 Milella sta portando avanti un progetto sul paesaggio. Attualmente vive fra Bari e New York. I suoi lavori sono stati
esposti alla galleria Brancolini Grimaldi (Londra), alla Tracy Williams (New York), al Foam Museum (Amsterdam) e al festival
Rencontres d'Arles
per un mese, le fotografie di Domingo Millella. Le immagini che saranno esposte fanno parte di
una ricerca che l’autore porta avanti sul paesaggio. Incentrate sul rapporto tra natura e civiltà, e
sulla costruzione di un senso di identità e memoria, raccontano il possibile dialogo tra cultura
antica e moderna.
Ciò che in questa esposizione accomuna luoghi geograficamente lontani tra loro è la tensione che il
paesaggio, attraverso la sua complessa stratificazione, rende evidente ai nostri occhi. Dal bacino
del Mediterraneo fino al Messico, lo sguardo di Milella racconta l’odierna coesistenza di una storia
arcaica e di un presente che dialogano non senza contrasti. Gli insediamenti abitativi, le strutture e
le infrastrutture urbane si insinuano e mescolano nella pietra, materia prima di una cultura
ancestrale, di un’identità radicata che non si arrende alla modernità.
La mostra è inserita tra le iniziative promosse da The View From Lucania (TVFL), un ampio
progetto per la fotografia che ha scelto la Lucania come luogo privilegiato in cui realizzare la
propria offerta culturale. Interesse primario di TVFL è produrre cultura e sviluppo territoriale
attraverso la realizzazione di progetti legati al mondo dell’audiovisivo presieduti da fotografi di fama
internazionale e qualificati professionisti del settore.
La mostra ha il contributo e il patrocinio dell’Agenzia di Promozione Territoriale Basilicata (APT)
e del Comune Di Castelmezzano.
Il 4 settembre, e per cinque giorni, prenderà il via anche un workshop a cura di 3/3 dedicato
al libro fotografico, una forma espressiva di importanza centrale nello sviluppo di progetti legati
all'immagine.
Domingo Milella negli ultimi anni ha incrementato il suo corpus fotografico attraverso numerosi
viaggi nel Sud Italia e nei paesi del Mediterraneo con lo scopo di fondare una ricerca ed un dialogo
con e sul paesaggio contemporaneo. Quello che l’autore ha trovato in questi luoghi è una cultura
silente e dimenticata che resiste a quelle che Pasolini aveva descritto come le inesorabili forme del
“Dopo-storia”: la modernizzazione ed il processo capitalistico sfaldano il senso di comunità ed il
radicamento. Le fotografie di Milella si fanno moderne portavoci del messaggio formulato da
Pasolini nel documentario “La forma della città”, difendendo forme, strutture, e profili non
monumentali del paesaggio, si fanno portavoci di un passato anonimo ma importante quanto
quello legato a grandi eventi della storia.
Guardando Castelmezzano, dall’alto delle Piccole Dolomiti Lucane, è evidente il filo che lega,
attraverso i suoi tratti arcaici, questa realtà del Sud Italia alle antiche e moderne popolazioni
dell’Anatolia, alla Grecia, all’Egitto fino al Messico erede dell’impero precolombiano. Nelle immagini
degli insediamenti rupestri in Anatolia, come nella veduta della città di Ankara, è evidente la
coesistenza di storia passata e presente. Ciò che dalle immagini traspare è la forza del passato, il
valore quasi archetipale di una comune dimensione arcaica dell’abitare espressa nella sua
consistenza più solida: la pietra, e la montagna. Dimensione quest’ultima che Milella ritrova nelle
Murge del tarantino, tra Castellaneta e Massafra, lungo il ciglio della gravina di San Marco, che
mostra lo sviluppo dalla pietra scavata a quella costruita, e a Polignano, nel barese, arroccata su
uno sperone a strapiombo sul mare.
Nelle prime immagini scattate da Milella a Tlatelolco, Piazza delle Tre Culture, a Città del Messico,
l’incontro di tre frontiere culturali, quella Azteca, quella coloniale e quella moderna, è la
manifestazione lampante di quell’esperienza collettiva che sopravvive attraverso complesse
stratificazioni diventando emblema di una civiltà estesa, di una comunità globale fatta di legami
atavici fondati sulla tradizione e sul radicamento al proprio territorio.
Domingo Milella è nato a Bari nel 1981, città nella quale ha vissuto fino all’età di 18 anni. Dopo essersi trasferito a New
York ha studiato fotografia alla School of Visual Arts, Stephen Shore è stato uno dei suoi maestri. Dal 2003 al 2010 ha
lavorato con Massimo Vitali. Thomas Struth è stato per lui un mentore che ha profondamente influenzato il suo lavoro. Dal
2001 Milella sta portando avanti un progetto sul paesaggio. Attualmente vive fra Bari e New York. I suoi lavori sono stati
esposti alla galleria Brancolini Grimaldi (Londra), alla Tracy Williams (New York), al Foam Museum (Amsterdam) e al festival
Rencontres d'Arles
03
settembre 2011
Domingo Millella – Orli estremi di qualche età sepolta
Dal 03 settembre al 03 ottobre 2011
fotografia
Location
PALAZZO COIRO
Castelmezzano, - , (Potenza)
Castelmezzano, - , (Potenza)
Vernissage
3 Settembre 2011, ORE 19
Sito web
www.theviewfromlucania.com
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