Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Effetti collaterali: Geografie (im) possibili
Geografie (Im)Possibili riflette su alcuni momenti della storia contemporanea dell’Iran sottolineando la complessità e le radici dei conflitti d’interesse globale attraverso un allestimento in tre sezioni: video, riviste storiche e tappeti di guerra.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
La stanza di compensazione 3.
Effetti collaterali: Geografie (Im)Possibili
A cura di it’s hard noise, Centro Itard Lombardia, CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea, in collaborazione con Visualcontainer, a+mbookstore edizioni, galleria Stazione Arte Contemporary
Inaugurazione: Domenica 24 Maggio 2026 ore 17.00
Luogo: it’s hard noise | Piazza delle Tranvie 6/7 (Autostazione bus), Cremona
Collateralmente alla settimana dell’arte di Cremona, dal 24 maggio al 20 giugno 2026 Centro Itard Lombardia e CRAC presentano il programma Effetti collaterali: Geografie (Im)Possibili in collaborazione con Visualcontainer e a+mbookstore edizioni di Milano.
Il programma Effetti collaterali: Geografie (Im)Possibili curato da Dino Ferruzzi, Susanna Ravelli, Alessandra Arnò e con la collaborazione di Michela Corzo Farnè, inaugura il 24 maggio dalle ore 17.00 alle 21.00, presso gli spazi It’s hard noise in Piazza delle Tranvie 6/7 a Cremona.
L’iniziativa accende l’attenzione sulla questione iraniana come uno dei luoghi prossimi a noi, costantemente alimentati da conflitti e rivoluzioni, da aneliti di libertà e da strategie geopolitiche, spesso decise da un sistema globale, da un potere disancorato dalla dimensione di umanità e alleanza tra popoli, che crea costanti confini e muri di oppressione e indifferenza.
Geografie (Im)Possibili riflette su alcuni momenti della storia contemporanea dell’Iran sottolineando la complessità e le radici dei conflitti d’interesse globale attraverso un allestimento in tre sezioni: una rassegna di videoarte di artiste e cineaste iraniane e un archivio di riviste storiche del 1957 e tappeti di guerra.
Femininity, è una rassegna di opere di videoarte selezionate da Fereshteh Alamshah (Isfahan, Iran) che si collocano all’interno di Mediterranea – Analysis of experimental gender audiovisual production in the Mediterranean area (Italian Council XI, 2022), progetto di ricerca di Alessandra Arnò. La rassegna, dedicata al tema della femminilità, riunisce opere di artiste che vivono e lavorano in Iran:
Hamideh Sobhanifard, Elahe Abdollahzadeh, Mina Eshtehardiha, Morvarid Ghasemi & Gelareh Goudarzi, Farzaneh Sanaei, Sahar Gholampour, Shahireh Foroughi, Shiva Motalebi & Zahra Barahimi, Marzieh Alsadat Golestaneh, Nasim Mahdavi, Dorsa Basij.
“La selezione curatoriale “Femininity” presenta undici opere di videoarte realizzate da tredici artiste iraniane che esprimono urgenze e preoccupazioni influenzate dalle dinamiche della società, della tradizione, della cultura, della religione, dal governo e dalla geografia.
Da anni, le artiste iraniane lottano per trovare modalità di espressione attraverso le proprie opere, nonostante le molteplici forme di censura, le difficoltà e persino le minacce.
Questa forma di espressione talvolta raggiunge il pubblico attraverso livelli simbolici e nascosti all’interno delle opere, come sussurri sommessi, e altre volte tramite grida potenti, con l’obiettivo di entrare in relazione con la comunità degli spettatori.
Essere una donna e vivere artisticamente qui è estremamente difficile, e lo è ancora di più essere un’artista donna.
La maggior parte delle opere di questa selezione è stata prodotta mesi prima della rivoluzione delle donne iraniane, e alcune di esse non possono essere esposte in Iran.
Nonostante l’inasprirsi delle restrizioni e dei filtri nello spazio virtuale, insieme alle pressioni economiche e all’insicurezza degli ultimi mesi, le artiste iraniane continuano a lavorare con motivazione e speranza, desiderose che le loro voci possano essere ascoltate. Fereshteh Alamshah (2023)
La collezione di riviste iraniane dell’archivio a+mbookstore edizioni pone la questione del destino dell’Iran, che, come attestano le pubblicazioni del 1957, diventa interesse americano con la creazione della SAVAK - polizia segreta al fine di contrastare con ogni mezzo la presenza russa e i comunisti. Un susseguirsi di avvenimenti legati alle tattiche della Guerra Fredda che porteranno all’ascesa di Khomeini nel 1979, all’investitura di Khamenei nel 1989 e alla progressiva strategia della tensione, della soppressione di libertà e diritti, all’escalation sugli armamenti nucleari e negoziazioni di guerra e non certo di pace.
Tra le riviste esposte: storico quotidiano iraniano Ettela'at, uno dei più antichi e importanti dell'Iran e Asiaye Javan ("Giovane Asia"), una pubblicazione settimanale molto popolare in Iran tra gli anni '50 e '70, che si occupava di cultura, arte, letteratura e questioni sociali.
War Rugs | Tappeti di guerra della collezione di Enrico Mascelloni, critico e tra i massimi esperti in materia. I Tappeti di guerra sono di tradizione afgana e si diffondano progressivamente in Pakistan e Iran tra gli anni ’70-’80 e ’90 del secolo scorso. Accanto ai motivi e cromatismi tradizionali s’inseriscono, nella forma di colorati arabeschi decorativi, kalashnikov e missili stinger, elicotteri, carri armati e munizioni di vario genere. In altri casi viene rappresentato in prospettiva a volo d'uccello un paesaggio punteggiato dallo schieramento di uomini e mezzi pronti al combattimento. Le prime manifatture bakthiari risalgono alla fine del 1800, ma dagli anni ’70 del 1900 con l’invasione russa dell’Afganistan s’intensifica la produzione che raggiunge oltre a Kabul, Herat, Teheran e Peshawar diventando strumento diffuso di massiccia propaganda.
La mostra Geografie (Im)Possibili intende evidenziare come sia possibile una via d’uscita dalla politica del conflitto, che attraversa tutta l’area mediterranea del Medio Oriente, accogliendo le voci e le istanze di libertà e di rivendicazione dei diritti, con la centralità del ruolo delle donne artiste e pensatrici, che non si sono arrese di fronte alla censura e al controllo sociale, alla repressione violenta.
La mostra è visitabile dal 24 Maggio al 20 Giugno da Lunedi a Sabato, ore 10.00 - 12.00 / 16.00 - 20.00, festivi chiuso.
La mostra è realizzata da Centro Itard Lombardia e CRAC Cremona nell’ambito del programma Stanza di Compensazione 3 edizione con la collaborazione dell’Associazione Visualcontainer, a+mbookstore, galleria Stazione Arte Contemporary.
Hanno collaborato: Amedeo Martegani per la selezione delle riviste, Giovanni Busacca ed Enrico Mascelloni per il prestito dei tappeti di guerra, Reza Rashidy per la traduzione, Michela Cozo Farnè per l’assistenza grafica e alla produzione, Alessandra Arnò e Paolo Simoni per il prestito delle opere video.
Info:
It's hard noise - transiti creativi per una casa comune
piazza Tranvie 6/7 (autostazione bus) 26100 Cremona
stanzadicompensazione@gmail.com 347 7798839 – 351 881330
https://www.facebook.com/profile.
www.itard.it | www.crac-cremona.org
Effetti collaterali: Geografie (Im)Possibili
A cura di it’s hard noise, Centro Itard Lombardia, CRAC Centro Ricerca Arte Contemporanea, in collaborazione con Visualcontainer, a+mbookstore edizioni, galleria Stazione Arte Contemporary
Inaugurazione: Domenica 24 Maggio 2026 ore 17.00
Luogo: it’s hard noise | Piazza delle Tranvie 6/7 (Autostazione bus), Cremona
Collateralmente alla settimana dell’arte di Cremona, dal 24 maggio al 20 giugno 2026 Centro Itard Lombardia e CRAC presentano il programma Effetti collaterali: Geografie (Im)Possibili in collaborazione con Visualcontainer e a+mbookstore edizioni di Milano.
Il programma Effetti collaterali: Geografie (Im)Possibili curato da Dino Ferruzzi, Susanna Ravelli, Alessandra Arnò e con la collaborazione di Michela Corzo Farnè, inaugura il 24 maggio dalle ore 17.00 alle 21.00, presso gli spazi It’s hard noise in Piazza delle Tranvie 6/7 a Cremona.
L’iniziativa accende l’attenzione sulla questione iraniana come uno dei luoghi prossimi a noi, costantemente alimentati da conflitti e rivoluzioni, da aneliti di libertà e da strategie geopolitiche, spesso decise da un sistema globale, da un potere disancorato dalla dimensione di umanità e alleanza tra popoli, che crea costanti confini e muri di oppressione e indifferenza.
Geografie (Im)Possibili riflette su alcuni momenti della storia contemporanea dell’Iran sottolineando la complessità e le radici dei conflitti d’interesse globale attraverso un allestimento in tre sezioni: una rassegna di videoarte di artiste e cineaste iraniane e un archivio di riviste storiche del 1957 e tappeti di guerra.
Femininity, è una rassegna di opere di videoarte selezionate da Fereshteh Alamshah (Isfahan, Iran) che si collocano all’interno di Mediterranea – Analysis of experimental gender audiovisual production in the Mediterranean area (Italian Council XI, 2022), progetto di ricerca di Alessandra Arnò. La rassegna, dedicata al tema della femminilità, riunisce opere di artiste che vivono e lavorano in Iran:
Hamideh Sobhanifard, Elahe Abdollahzadeh, Mina Eshtehardiha, Morvarid Ghasemi & Gelareh Goudarzi, Farzaneh Sanaei, Sahar Gholampour, Shahireh Foroughi, Shiva Motalebi & Zahra Barahimi, Marzieh Alsadat Golestaneh, Nasim Mahdavi, Dorsa Basij.
“La selezione curatoriale “Femininity” presenta undici opere di videoarte realizzate da tredici artiste iraniane che esprimono urgenze e preoccupazioni influenzate dalle dinamiche della società, della tradizione, della cultura, della religione, dal governo e dalla geografia.
Da anni, le artiste iraniane lottano per trovare modalità di espressione attraverso le proprie opere, nonostante le molteplici forme di censura, le difficoltà e persino le minacce.
Questa forma di espressione talvolta raggiunge il pubblico attraverso livelli simbolici e nascosti all’interno delle opere, come sussurri sommessi, e altre volte tramite grida potenti, con l’obiettivo di entrare in relazione con la comunità degli spettatori.
Essere una donna e vivere artisticamente qui è estremamente difficile, e lo è ancora di più essere un’artista donna.
La maggior parte delle opere di questa selezione è stata prodotta mesi prima della rivoluzione delle donne iraniane, e alcune di esse non possono essere esposte in Iran.
Nonostante l’inasprirsi delle restrizioni e dei filtri nello spazio virtuale, insieme alle pressioni economiche e all’insicurezza degli ultimi mesi, le artiste iraniane continuano a lavorare con motivazione e speranza, desiderose che le loro voci possano essere ascoltate. Fereshteh Alamshah (2023)
La collezione di riviste iraniane dell’archivio a+mbookstore edizioni pone la questione del destino dell’Iran, che, come attestano le pubblicazioni del 1957, diventa interesse americano con la creazione della SAVAK - polizia segreta al fine di contrastare con ogni mezzo la presenza russa e i comunisti. Un susseguirsi di avvenimenti legati alle tattiche della Guerra Fredda che porteranno all’ascesa di Khomeini nel 1979, all’investitura di Khamenei nel 1989 e alla progressiva strategia della tensione, della soppressione di libertà e diritti, all’escalation sugli armamenti nucleari e negoziazioni di guerra e non certo di pace.
Tra le riviste esposte: storico quotidiano iraniano Ettela'at, uno dei più antichi e importanti dell'Iran e Asiaye Javan ("Giovane Asia"), una pubblicazione settimanale molto popolare in Iran tra gli anni '50 e '70, che si occupava di cultura, arte, letteratura e questioni sociali.
War Rugs | Tappeti di guerra della collezione di Enrico Mascelloni, critico e tra i massimi esperti in materia. I Tappeti di guerra sono di tradizione afgana e si diffondano progressivamente in Pakistan e Iran tra gli anni ’70-’80 e ’90 del secolo scorso. Accanto ai motivi e cromatismi tradizionali s’inseriscono, nella forma di colorati arabeschi decorativi, kalashnikov e missili stinger, elicotteri, carri armati e munizioni di vario genere. In altri casi viene rappresentato in prospettiva a volo d'uccello un paesaggio punteggiato dallo schieramento di uomini e mezzi pronti al combattimento. Le prime manifatture bakthiari risalgono alla fine del 1800, ma dagli anni ’70 del 1900 con l’invasione russa dell’Afganistan s’intensifica la produzione che raggiunge oltre a Kabul, Herat, Teheran e Peshawar diventando strumento diffuso di massiccia propaganda.
La mostra Geografie (Im)Possibili intende evidenziare come sia possibile una via d’uscita dalla politica del conflitto, che attraversa tutta l’area mediterranea del Medio Oriente, accogliendo le voci e le istanze di libertà e di rivendicazione dei diritti, con la centralità del ruolo delle donne artiste e pensatrici, che non si sono arrese di fronte alla censura e al controllo sociale, alla repressione violenta.
La mostra è visitabile dal 24 Maggio al 20 Giugno da Lunedi a Sabato, ore 10.00 - 12.00 / 16.00 - 20.00, festivi chiuso.
La mostra è realizzata da Centro Itard Lombardia e CRAC Cremona nell’ambito del programma Stanza di Compensazione 3 edizione con la collaborazione dell’Associazione Visualcontainer, a+mbookstore, galleria Stazione Arte Contemporary.
Hanno collaborato: Amedeo Martegani per la selezione delle riviste, Giovanni Busacca ed Enrico Mascelloni per il prestito dei tappeti di guerra, Reza Rashidy per la traduzione, Michela Cozo Farnè per l’assistenza grafica e alla produzione, Alessandra Arnò e Paolo Simoni per il prestito delle opere video.
Info:
It's hard noise - transiti creativi per una casa comune
piazza Tranvie 6/7 (autostazione bus) 26100 Cremona
stanzadicompensazione@gmail.com 347 7798839 – 351 881330
https://www.facebook.com/profile.
www.itard.it | www.crac-cremona.org
24
maggio 2026
Effetti collaterali: Geografie (im) possibili
Dal 24 maggio al 20 giugno 2026
altro
Location
it’s hard noise
Cremona, Via Agli Scali, 6, (CR)
Cremona, Via Agli Scali, 6, (CR)
Orario di apertura
da Lunedi a Sabato ore 10-12 e 16-20
Sito web
Autore
Curatore







