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EI FU – Il ciclo pittorico di Napoleone di Italo Bolano incontra i ritratti pop di Edoardo Nardin
L’appuntamento della Fondazione si concentra sul ciclo pittorico di Napoleone, tema assai caro a Italo Bolano, e vede la partecipazione di Edoardo Nardin (Pordenone, 1983), artista visivo e performativo, che rivisita oggi il personaggio storico attraverso il suo linguaggio pop.
Comunicato stampa
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EI FU
Le opere del ciclo pittorico di Italo Bolano dedicato a Napoleone
in dialogo con i ritratti pop di Edoardo Nardin
Giovedì 9 aprile dalle 18.30 alle 20.30, presso l’Open Studio Italo Bolano (via Fra’ Bartolomeo 57, Prato), verrà inaugurata la mostra EI FU. Il Ciclo pittorico di Napoleone di Italo Bolano incontra i ritratti pop di Edoardo Nardin, a cura della direttrice artistica Erica Romano. L’appuntamento che la Fondazione dedica al suo fondatore Italo Bolano (Portoferraio, 1936 – Prato, 2020) si concentra sul ciclo pittorico di Napoleone, tema che l’artista ha trattato periodicamente nei lunghi anni della sua produzione, e vede la partecipazione di Edoardo Nardin (Pordenone, 1983), artista visivo e performativo basato in Toscana e attivo a livello nazionale e internazionale, che rivisita oggi il personaggio storico attraverso il suo linguaggio pop.
Il gesto espressionista di Bolano incontra il segno grafico di Nardin, il quale lavora da anni sul ritratto e l’autoritratto, presentando in mostra alcuni ritratti di Napoleone, degli unicum nella sua produzione, in cui il pennarello marca sulla tela i plurimi profili del grande generale, entrando così in dialogo con le tele dai toni vigorosi e vibranti di Bolano che a Napoleone ha ciclicamente portato il suo pensiero creativo.
Il titolo della mostra EI FU è l’incipit della poesia Il cinque maggio (1821) di Alessandro Manzoni, scritta quasi di getto dopo aver appreso della morte di Napoleone a Sant’Elena, e a cui Italo Bolano si era già ispirato con i versi Fu vera gloria?, prima come titolo per un’opera poi per una mostra. Simbolo di un’epoca attraversata da profondi cambiamenti storici, Napoleone è stato il primo mito moderno, che di quel cambiamento è stato fautore, rappresentandone le istanze culturali e politiche. Ei fu, infatti, sono le battute d’apertura scelte dal poeta per la fine di un uomo e l’inizio di un mito: uomo artefice di se stesso, figura critica, enigmatica e contraddittoria, ha sempre affascinato Bolano – un elbano con una certa familiarità con i ricorsi al tema napoleonico – vedendo in lui e nelle sue imprese il dramma individuale dell’eroe romantico, dal destino tragico e attraversato da ambizione, solitudine e struggimento, simile forse all’animo tormentato di un artista o certamente vicino a come Bolano stesso si sentiva. Nei ritratti che invece ne fa Edoardo Nardin, vediamo la sagoma o il profilo di un volto ideale o apparentemente uniforme, che si frantuma in molte possibili variabili di un mito forse ormai caduto. La storia sembra allora lasciare solo l’impronta della leggenda che gli ha dato forma, in un processo che invita a riflettere su ciò che resta, tra i vuoti lasciati nella costruzione del personaggio – in cui ciò che si perde può essere ripreso, rivisitato e reinterpretato nel corso dei secoli – e ciò che invece rende riconoscibile la persona dietro l’immaginario e le tante iconografie standardizzate e condivise.
La mostra, infine, è accompagnata da un evento speciale sabato 11 aprile ore 16.00: la presentazione del libro Conversazioni con il fantasma di Fatima Mariucci (Chìria – Chianti Editoria, 2025), un testo che narra senza avere una narrazione lineare, dove il personaggio principale è in dialogo con il fantasma di qualcuno che non sappiamo se tale solo nella mente di chi ancora vive. Le “apparizioni” accompagnano la protagonista e il lettore nei ricordi che si susseguono, diventando tante piccole storie che sembrano così riportare in vita chi ei fu, prendendo voce e colore in una tavolozza di emozioni che la scrittura di Mariucci riesce a rendere visibili.
Short bio
ITALO BOLANO
Portoferraio, 1936 – Prato, 2020
Italo Bolano si trasferisce a Firenze giovanissimo per poter frequentare il liceo artistico, dopo il quale si abilita all’insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte. Si specializza poi a Padova con il prof. Travaglia in composizione architettonica. Costruisce la sua prima casa sull’Isola in località Magazzini ispirandosi all’architetto Le Corbusier e inizia ben presto anche a viaggiare tra i continenti, visitando monumenti e musei per studiarne le collezioni e le sezioni didattiche, cosa che gli permette di realizzare nel 1964, su un terreno abbandonato in località S. Martino a Portoferraio, quello che oggi si chiama Open Air Museum Italo Bolano, oggi parte di S.M.Ar.T. – Sistema Museale dell’Arcipelago Toscano della Regione Toscana. Pur in questo articolato percorso che lo porterà ad un certo punto a vivere tra l’Elba e la città di Prato per gli ultimi 20 anni della sua vita, dove oggi ha sede l’Open Studio Italo Bolano, non tralascia mai la pittura che lo accompagna sin da giovanissimo, risalendo a soli 14 anni la sua prima mostra.
Nel tempo, Bolano passa dall’espressionismo figurativo all’espressionismo astratto ispirato all’arte gestuale americana e tedesca, affrontando temi sempre nuovi ed originali con una particolare predilezione per i colori, le forme e i materiali della sua isola. Nella prolifica e poliedrica produzione dell’artista possiamo però individuare quattro cicli pittorici che lo hanno accompagnato in maniera costante nel corso della sua lunga parabola creativa dedicati a Napoleone, personaggio emblematico che ha lasciato tracce significative nella storia elbana, alla figura alta e drammatica di Cristo, alla poesia di Mario Luzi, del quale è stato grande amico, e infine alla Donna Isola, immagine quasi mitologica dell’Elba stessa che dell’isola incarna sia l’idea di madre cosmica datrice di vita sia di donna dal fascino profondo e magnetico amata con intensa passione.
Le opere di Italo Bolano si trovano in musei, gallerie pubbliche e private, la sua carriera artistica è stata ed è ricca di premi e di mostre allestite in Italia e all’estero.
Link: https://italobolano.com/italo-bolano/la-vita/
EDOARDO NARDIN
Pordenone, 1983, basato in Toscana
Edoardo Nardin si laurea alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze in Progettazione e Gestione di eventi e imprese dell’Arte e dello Spettacolo, con tesi sui finanziamenti alla cultura. Contemporaneamente si forma come artista circense, attore e performer e da più di 15 anni porta i suoi spettacoli in tutta Italia e all’estero, con tournée in diversi stati europei e anche in Giappone, India, Stati Uniti, Indonesia, Russia, Oman, Egitto, Tunisia. Ad oggi la sua ricerca si muove fra arti visive e arti performative ed ha all’attivo mostre collettive e personali, nonché numerose collaborazioni con il mondo delle imprese e della cultura.
Tra le mostre e i riconoscimenti più rilevanti: personale presso la sede di PATRIZIA PEPE (Prato, 2018); secondo premio del concorso nazionale d’arte “R-evolution” organizzato da Enegan Art (2019); pubblicazione dell’albo illustrato dal titolo “Barba Fantasy. La storia de “L’Omino vestito di Rosso” (KM Edizioni, Firenze 2021) con la prefazione di Silvana Sperati, presidente dell’Associazione Bruno Munari; realizzazione dell’opera “DaDa Lamborghini”, esposta in occasione del 60° anniversario della casa automobilistica presso il Museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese ed inserita nella collezione permanente (2024).
www.edoardonardin.it
EI FU |Il Ciclo pittorico di Napoleone di Italo Bolano
incontra i ritratti pop Edoardo Nardin
a cura di Erica Romano
Opening | giovedì 9 aprile ore 18.30 – 20.30
Open Studio Italo Bolano | via Fra’ Bartolomeo 57, Prato
Periodo mostra | dal 9 aprile al 14 maggio su appuntamento
Evento speciale | sabato 11 aprile ore 16.00 | presentazione del libro Conversazione con il fantasma di Fatima Mariucci, Chìria – Chianti Editoria, San Casciano Val di Pesa (FI), 2025.
Dialogano con l’autrice Erica Romano, Giovanna Corti (docente), Andrea Ciappi (editore)
Alessandra Ribaldone, Presidente
Erica Romano, Direttrice artistica
Info e contatti
arte@italobolano.com
+39 338 6996406 | +39 347 0393170
www.italobolano.com
Le opere del ciclo pittorico di Italo Bolano dedicato a Napoleone
in dialogo con i ritratti pop di Edoardo Nardin
Giovedì 9 aprile dalle 18.30 alle 20.30, presso l’Open Studio Italo Bolano (via Fra’ Bartolomeo 57, Prato), verrà inaugurata la mostra EI FU. Il Ciclo pittorico di Napoleone di Italo Bolano incontra i ritratti pop di Edoardo Nardin, a cura della direttrice artistica Erica Romano. L’appuntamento che la Fondazione dedica al suo fondatore Italo Bolano (Portoferraio, 1936 – Prato, 2020) si concentra sul ciclo pittorico di Napoleone, tema che l’artista ha trattato periodicamente nei lunghi anni della sua produzione, e vede la partecipazione di Edoardo Nardin (Pordenone, 1983), artista visivo e performativo basato in Toscana e attivo a livello nazionale e internazionale, che rivisita oggi il personaggio storico attraverso il suo linguaggio pop.
Il gesto espressionista di Bolano incontra il segno grafico di Nardin, il quale lavora da anni sul ritratto e l’autoritratto, presentando in mostra alcuni ritratti di Napoleone, degli unicum nella sua produzione, in cui il pennarello marca sulla tela i plurimi profili del grande generale, entrando così in dialogo con le tele dai toni vigorosi e vibranti di Bolano che a Napoleone ha ciclicamente portato il suo pensiero creativo.
Il titolo della mostra EI FU è l’incipit della poesia Il cinque maggio (1821) di Alessandro Manzoni, scritta quasi di getto dopo aver appreso della morte di Napoleone a Sant’Elena, e a cui Italo Bolano si era già ispirato con i versi Fu vera gloria?, prima come titolo per un’opera poi per una mostra. Simbolo di un’epoca attraversata da profondi cambiamenti storici, Napoleone è stato il primo mito moderno, che di quel cambiamento è stato fautore, rappresentandone le istanze culturali e politiche. Ei fu, infatti, sono le battute d’apertura scelte dal poeta per la fine di un uomo e l’inizio di un mito: uomo artefice di se stesso, figura critica, enigmatica e contraddittoria, ha sempre affascinato Bolano – un elbano con una certa familiarità con i ricorsi al tema napoleonico – vedendo in lui e nelle sue imprese il dramma individuale dell’eroe romantico, dal destino tragico e attraversato da ambizione, solitudine e struggimento, simile forse all’animo tormentato di un artista o certamente vicino a come Bolano stesso si sentiva. Nei ritratti che invece ne fa Edoardo Nardin, vediamo la sagoma o il profilo di un volto ideale o apparentemente uniforme, che si frantuma in molte possibili variabili di un mito forse ormai caduto. La storia sembra allora lasciare solo l’impronta della leggenda che gli ha dato forma, in un processo che invita a riflettere su ciò che resta, tra i vuoti lasciati nella costruzione del personaggio – in cui ciò che si perde può essere ripreso, rivisitato e reinterpretato nel corso dei secoli – e ciò che invece rende riconoscibile la persona dietro l’immaginario e le tante iconografie standardizzate e condivise.
La mostra, infine, è accompagnata da un evento speciale sabato 11 aprile ore 16.00: la presentazione del libro Conversazioni con il fantasma di Fatima Mariucci (Chìria – Chianti Editoria, 2025), un testo che narra senza avere una narrazione lineare, dove il personaggio principale è in dialogo con il fantasma di qualcuno che non sappiamo se tale solo nella mente di chi ancora vive. Le “apparizioni” accompagnano la protagonista e il lettore nei ricordi che si susseguono, diventando tante piccole storie che sembrano così riportare in vita chi ei fu, prendendo voce e colore in una tavolozza di emozioni che la scrittura di Mariucci riesce a rendere visibili.
Short bio
ITALO BOLANO
Portoferraio, 1936 – Prato, 2020
Italo Bolano si trasferisce a Firenze giovanissimo per poter frequentare il liceo artistico, dopo il quale si abilita all’insegnamento di Disegno e Storia dell’Arte. Si specializza poi a Padova con il prof. Travaglia in composizione architettonica. Costruisce la sua prima casa sull’Isola in località Magazzini ispirandosi all’architetto Le Corbusier e inizia ben presto anche a viaggiare tra i continenti, visitando monumenti e musei per studiarne le collezioni e le sezioni didattiche, cosa che gli permette di realizzare nel 1964, su un terreno abbandonato in località S. Martino a Portoferraio, quello che oggi si chiama Open Air Museum Italo Bolano, oggi parte di S.M.Ar.T. – Sistema Museale dell’Arcipelago Toscano della Regione Toscana. Pur in questo articolato percorso che lo porterà ad un certo punto a vivere tra l’Elba e la città di Prato per gli ultimi 20 anni della sua vita, dove oggi ha sede l’Open Studio Italo Bolano, non tralascia mai la pittura che lo accompagna sin da giovanissimo, risalendo a soli 14 anni la sua prima mostra.
Nel tempo, Bolano passa dall’espressionismo figurativo all’espressionismo astratto ispirato all’arte gestuale americana e tedesca, affrontando temi sempre nuovi ed originali con una particolare predilezione per i colori, le forme e i materiali della sua isola. Nella prolifica e poliedrica produzione dell’artista possiamo però individuare quattro cicli pittorici che lo hanno accompagnato in maniera costante nel corso della sua lunga parabola creativa dedicati a Napoleone, personaggio emblematico che ha lasciato tracce significative nella storia elbana, alla figura alta e drammatica di Cristo, alla poesia di Mario Luzi, del quale è stato grande amico, e infine alla Donna Isola, immagine quasi mitologica dell’Elba stessa che dell’isola incarna sia l’idea di madre cosmica datrice di vita sia di donna dal fascino profondo e magnetico amata con intensa passione.
Le opere di Italo Bolano si trovano in musei, gallerie pubbliche e private, la sua carriera artistica è stata ed è ricca di premi e di mostre allestite in Italia e all’estero.
Link: https://italobolano.com/italo-bolano/la-vita/
EDOARDO NARDIN
Pordenone, 1983, basato in Toscana
Edoardo Nardin si laurea alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Firenze in Progettazione e Gestione di eventi e imprese dell’Arte e dello Spettacolo, con tesi sui finanziamenti alla cultura. Contemporaneamente si forma come artista circense, attore e performer e da più di 15 anni porta i suoi spettacoli in tutta Italia e all’estero, con tournée in diversi stati europei e anche in Giappone, India, Stati Uniti, Indonesia, Russia, Oman, Egitto, Tunisia. Ad oggi la sua ricerca si muove fra arti visive e arti performative ed ha all’attivo mostre collettive e personali, nonché numerose collaborazioni con il mondo delle imprese e della cultura.
Tra le mostre e i riconoscimenti più rilevanti: personale presso la sede di PATRIZIA PEPE (Prato, 2018); secondo premio del concorso nazionale d’arte “R-evolution” organizzato da Enegan Art (2019); pubblicazione dell’albo illustrato dal titolo “Barba Fantasy. La storia de “L’Omino vestito di Rosso” (KM Edizioni, Firenze 2021) con la prefazione di Silvana Sperati, presidente dell’Associazione Bruno Munari; realizzazione dell’opera “DaDa Lamborghini”, esposta in occasione del 60° anniversario della casa automobilistica presso il Museo Lamborghini di Sant’Agata Bolognese ed inserita nella collezione permanente (2024).
www.edoardonardin.it
EI FU |Il Ciclo pittorico di Napoleone di Italo Bolano
incontra i ritratti pop Edoardo Nardin
a cura di Erica Romano
Opening | giovedì 9 aprile ore 18.30 – 20.30
Open Studio Italo Bolano | via Fra’ Bartolomeo 57, Prato
Periodo mostra | dal 9 aprile al 14 maggio su appuntamento
Evento speciale | sabato 11 aprile ore 16.00 | presentazione del libro Conversazione con il fantasma di Fatima Mariucci, Chìria – Chianti Editoria, San Casciano Val di Pesa (FI), 2025.
Dialogano con l’autrice Erica Romano, Giovanna Corti (docente), Andrea Ciappi (editore)
Alessandra Ribaldone, Presidente
Erica Romano, Direttrice artistica
Info e contatti
arte@italobolano.com
+39 338 6996406 | +39 347 0393170
www.italobolano.com
09
aprile 2026
EI FU – Il ciclo pittorico di Napoleone di Italo Bolano incontra i ritratti pop di Edoardo Nardin
Dal 09 aprile al 14 maggio 2026
arte contemporanea
Location
Open Studio Italo Bolano – Prato
Prato, Via Frà Bartolomeo, 57, (PO)
Prato, Via Frà Bartolomeo, 57, (PO)
Orario di apertura
opening 18,30 - 20,00
altri giorni su prenotazione cell. +39 347 0393170+39 | 338 6996406
Vernissage
9 Aprile 2026, 18,30 - 20.00
Sito web
Autore
Curatore

