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Emily Little – W?re threads. Il filo in viaggio
Mostra personale dell’artista Emily Little, inserita nella manifestazione M(a)y Fiber 2026.
Propone una serie di “appunti” cuciti e modellati, che si collocano all’intersezione tra industria ed artigianato, dove il filo diventa il centro della creazione artistica.
Comunicato stampa
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12 maggio - 30 giugno 2026
Inaugurazione 10 maggio 2026 - ore 18.00
Civiche Raccolte d’Arte Palazzo Marliani Cicogna
Piazza Vittorio Emanuele II, 3 - Busto Arsizio (VA)
W?re threads, la mostra dell’artista Emily Little, curata dall'artista stessa, propone una collezione di "appunti" cuciti e modellati, frutto di viaggi esplorativi con ago e filo.
La mostra, all'interno de "Uno spazio per l'arte" e inserita nell'ambito di M(A)Y FIBER "Percorsi di arte e tessile fra tradizione e sostenibilità" 2026, presenta opere create in Italia, Irlanda e Finlandia, molte delle quali sono esposte per la prima volta.
Realizzate dal 2014 ad oggi, le opere impiegano tecniche che le avvicinano al mondo della Fibre Art e al mondo tessile in generale, in quanto il filo (cotone, metallico o nylon) è al centro della creazione artistica. Allo stesso tempo, W?re threads propone opere che si collocano all'intersezione tra il mondo industriale e quello artigianale.
Le opere in mostra affondano le radici nella formazione artistica formale dell'artista e nella sua esperienza - Edinburgh College of Art, Scozia, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, Central Saint Martins College of Art & Design, Londra, Cartiere Milani, Fabriano - e nel desiderio di orientarsi verso nuove forme di scultura non permanenti, che utilizzano materiali più leggeri e sostenibili. Questo sviluppo attesta il suo approccio essenzialmente empirico alla creazione artistica, basato sul principio di trovare potenziale espressivo in materiali ordinari e tecniche semplici.
Nel mio lavoro tessile esploro i materiali di uso quotidiano per le loro qualità tensili, tattili, cromatiche e "virtuali" (trasparenza, ombra), forzando le proprietà della materiale per vedere cosa è possibile. Utilizzo spesso elementi riciclati e trovati e considero l'impatto ambientale dell'opera stessa, che si è evoluta come alternativa a processi scultorei tradizionali meno sostenibili come la fusione e la cottura.
Le sue esperienze come artista in residenza in Irlanda e Finlandia, l’incontro con l’arte, luoghi e persone, alcune delle quali all'avanguardia dell'arte tessile contemporanea, fanno parte delle esperienze che sono state fondamentali per fornire incentivi allo sviluppo delle opere attualmente in mostra.
Per me, l’arte tessile è l'utilizzo dei materiali e metodi semplici per creare opere che possono essere complesse o funzionare su più livelli, permettendo inoltre affermazioni di forti carica emotiva e politica attraverso il semplice uso di ago e filo. A differenza di altri mezzi artistici, questa tecnica è veramente democratica, essendo conveniente e accessibile a tutti. Inoltre, l’arte tessile contemporanea sfida lo status formalmente concesso alle tecniche artigianali tradizionali, mettendole alla pari con altre forme d’arte ‘alte’.
L’ampia esperienza dell'artista sia nella scultura che nella pittura ha dato vita a una pratica altamente personale, che si riflette nelle opere esposte. In quanto tale, esplora principi e tecniche comuni a entrambe le discipline. Ad esempio, il modo in cui vengono sfruttati colori, spazi e forme, o le possibilità ottiche e strutturali ottenute attraverso la manipolazione fisica della materia. Questi principi e tecniche vengono poi estese al mondo della stoffa e del tessuto con conseguente convergenza di mondi in cui il ‘fatto a mano’ incontra il prodotto a macchina, l'irregolare incontra l'uniforme, l'unicità incontra la conformità e il prevedibile lascia il posto allo sperimentale.
Tendo a non vedere queste opere tessili, soprattutto le sculture, come elementi finiti fissati nel tempo, ma piuttosto come parte di un insieme organico situato su una traiettoria temporale molto più lunga. Ciò può comportare la loro trasformazione e riconfigurazione in nuove forme. Per me questo modo di lavorare costituisce in ultima analisi la base per una pratica artistica sostenibile.
W?re threads (in inglese può essere letto come ‘Perché un filo?’) si interroga sul significato dell’arte tessile nell'era della Quarta Rivoluzione, e se la sua presenza possa essere un atto di rivendicazione o un modo per ridefinire e riaffermare il territorio delle forme artigianali tradizionali e del ‘handmade’. Da un’altra prospettiva, la mostra invita ad una riflessione sulla tradizione e l'innovazione nel tessile e, in questo modo, mira a entrare in risonanza con la collezione del Museo del Tessile di Busto Arsizio.
Inaugurazione 10 maggio 2026 - ore 18.00
Civiche Raccolte d’Arte Palazzo Marliani Cicogna
Piazza Vittorio Emanuele II, 3 - Busto Arsizio (VA)
W?re threads, la mostra dell’artista Emily Little, curata dall'artista stessa, propone una collezione di "appunti" cuciti e modellati, frutto di viaggi esplorativi con ago e filo.
La mostra, all'interno de "Uno spazio per l'arte" e inserita nell'ambito di M(A)Y FIBER "Percorsi di arte e tessile fra tradizione e sostenibilità" 2026, presenta opere create in Italia, Irlanda e Finlandia, molte delle quali sono esposte per la prima volta.
Realizzate dal 2014 ad oggi, le opere impiegano tecniche che le avvicinano al mondo della Fibre Art e al mondo tessile in generale, in quanto il filo (cotone, metallico o nylon) è al centro della creazione artistica. Allo stesso tempo, W?re threads propone opere che si collocano all'intersezione tra il mondo industriale e quello artigianale.
Le opere in mostra affondano le radici nella formazione artistica formale dell'artista e nella sua esperienza - Edinburgh College of Art, Scozia, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma, Central Saint Martins College of Art & Design, Londra, Cartiere Milani, Fabriano - e nel desiderio di orientarsi verso nuove forme di scultura non permanenti, che utilizzano materiali più leggeri e sostenibili. Questo sviluppo attesta il suo approccio essenzialmente empirico alla creazione artistica, basato sul principio di trovare potenziale espressivo in materiali ordinari e tecniche semplici.
Nel mio lavoro tessile esploro i materiali di uso quotidiano per le loro qualità tensili, tattili, cromatiche e "virtuali" (trasparenza, ombra), forzando le proprietà della materiale per vedere cosa è possibile. Utilizzo spesso elementi riciclati e trovati e considero l'impatto ambientale dell'opera stessa, che si è evoluta come alternativa a processi scultorei tradizionali meno sostenibili come la fusione e la cottura.
Le sue esperienze come artista in residenza in Irlanda e Finlandia, l’incontro con l’arte, luoghi e persone, alcune delle quali all'avanguardia dell'arte tessile contemporanea, fanno parte delle esperienze che sono state fondamentali per fornire incentivi allo sviluppo delle opere attualmente in mostra.
Per me, l’arte tessile è l'utilizzo dei materiali e metodi semplici per creare opere che possono essere complesse o funzionare su più livelli, permettendo inoltre affermazioni di forti carica emotiva e politica attraverso il semplice uso di ago e filo. A differenza di altri mezzi artistici, questa tecnica è veramente democratica, essendo conveniente e accessibile a tutti. Inoltre, l’arte tessile contemporanea sfida lo status formalmente concesso alle tecniche artigianali tradizionali, mettendole alla pari con altre forme d’arte ‘alte’.
L’ampia esperienza dell'artista sia nella scultura che nella pittura ha dato vita a una pratica altamente personale, che si riflette nelle opere esposte. In quanto tale, esplora principi e tecniche comuni a entrambe le discipline. Ad esempio, il modo in cui vengono sfruttati colori, spazi e forme, o le possibilità ottiche e strutturali ottenute attraverso la manipolazione fisica della materia. Questi principi e tecniche vengono poi estese al mondo della stoffa e del tessuto con conseguente convergenza di mondi in cui il ‘fatto a mano’ incontra il prodotto a macchina, l'irregolare incontra l'uniforme, l'unicità incontra la conformità e il prevedibile lascia il posto allo sperimentale.
Tendo a non vedere queste opere tessili, soprattutto le sculture, come elementi finiti fissati nel tempo, ma piuttosto come parte di un insieme organico situato su una traiettoria temporale molto più lunga. Ciò può comportare la loro trasformazione e riconfigurazione in nuove forme. Per me questo modo di lavorare costituisce in ultima analisi la base per una pratica artistica sostenibile.
W?re threads (in inglese può essere letto come ‘Perché un filo?’) si interroga sul significato dell’arte tessile nell'era della Quarta Rivoluzione, e se la sua presenza possa essere un atto di rivendicazione o un modo per ridefinire e riaffermare il territorio delle forme artigianali tradizionali e del ‘handmade’. Da un’altra prospettiva, la mostra invita ad una riflessione sulla tradizione e l'innovazione nel tessile e, in questo modo, mira a entrare in risonanza con la collezione del Museo del Tessile di Busto Arsizio.
10
maggio 2026
Emily Little – W?re threads. Il filo in viaggio
Dal 10 maggio al 30 giugno 2026
arte contemporanea
Location
Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna
Busto Arsizio, Piazza Vittorio Emanuele II, 3, (VA)
Busto Arsizio, Piazza Vittorio Emanuele II, 3, (VA)
Orario di apertura
da martedì a giovedì 14.30-18
venerdì 9.30-13 e 14.30-18
sabato e domenica 9.30-13 e 15-18.30
lunedì chiuso
Vernissage
10 Maggio 2026, 18
Sito web
Ufficio stampa
Ufficio Stampa - Comune di Busto Arsizio
Autore
Patrocini









