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Enrico Boccioletti – Daisyword
Lo spazio della galleria verrà riconfigurato in un ecosistema forzato, un ambiente narrativo ambiguo e sci-fi.
Comunicato stampa
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Pressure is a privilege.
“Se il lupo e la dea lavorano insieme avranno un comportamento di amore e compassione. Se il lupo e Satana lavorano
insieme allora aggressività e rabbia è il modello di comportamento che sarà generato.”
Lo spazio della galleria verrà riconfigurato in un ecosistema forzato, un ambiente narrativo ambiguo e sci-fi. Vorrei invitare
il visitatore a sentirsi user, parte attiva e necessaria del sistema, che si offre a sua volta deliberatamente aperto. L’ambiente,
come un device performativo, sarà preparato per innescare un coinvolgimento alternato, tanto fisico e sensoriale
quanto immaginario e mentale.
Ciò che c’è di avvincente nella commistione tra la psicologia, l’esoterismo e l’assurdità che scaturisce dall’analisi in reverse
delle interviste di chi sostiene di avere subito esperienze di alien abduction (rapimento da parte di forme non terrestri),
come la citazione iniziale che apre questo testo, è la densità esoterica e neo-medievalista che fa parte di numerosi strati
del tessuto sociale contemporaneo, di cui spesso neghiamo l’esistenza in nome della trasparenza digitale, della “datacloud”
e del pensiero pseudo-realista.
Continuavo, nella preparazione di questo lavoro ambientale, a pensare all’utilizzo di CO2 allo stato solido – l’anidride carbonica
portata a -78 °C solidifica per sublimazione ed è comunemente conosciuta come “ghiaccio secco”– congiuntamente
alle proteine del siero di latte in polvere, usate in modo massiccio nel contesto del body-building, ma inscrivibili
anche in una narrazione “survivalista”, per le loro caratteristiche come alimento: immediata preparazione e agile consumo
in condizioni al limite della sopravvivenza o post-catastrofiche – per questo vengono utilizzate anche come fonte di
sostentamento in ambito militare.
Parlando di “possibilità”, narrazione, realtà e leggenda metropolitana, penso all’immaginario legato alla colonizzazione
di Marte (la cui atmosfera si compone al 95% di CO2), con iniziative come Mars One (http://www.mars-one.com/), che
dal mio punto di vista includono vorticosamente tutti i livelli di questo discorso, a cavallo tra ricerca scientifica, fantascienza,
sfruttamento (post)coloniale e fantasie bislacche al limite del ridicolo. Portandoci su di un piano molto più concreto,
l’anidride carbonica allo stato solido è implicata in una molteplicità di applicazioni che rendono silenziosamente sostenibile
il nostro stile di vita: dal raffreddamento di CPU e GPU in condizioni di overclock al trasporto alimentare, fino alla
conservazione di medicinali e all’impiego per gli “effetti speciali” in discoteca o a teatro.
Mi interessa molto questa fiction: una narrazione in cui più ambiti del possibile prendono una deriva di pura fantasia che
apre a livelli di “libertà” più vasti. Come anche la ayahuasca o la MDMA. È necessario lasciare aperta a metà una porta
sul retro affinché una condizione di pericolo possa (o non possa) introdursi, o quanto meno accettare che la noiosa
condizione di “sicurezza” e civilizzazione, che sembra ormai durare da sempre e per sempre, sia uno stato delle cose
risibilmente part-time.
(Enrico Boccioletti, 2015; in occasione della mostra “Daisyworld” da Operativa, Roma)
“Se il lupo e la dea lavorano insieme avranno un comportamento di amore e compassione. Se il lupo e Satana lavorano
insieme allora aggressività e rabbia è il modello di comportamento che sarà generato.”
Lo spazio della galleria verrà riconfigurato in un ecosistema forzato, un ambiente narrativo ambiguo e sci-fi. Vorrei invitare
il visitatore a sentirsi user, parte attiva e necessaria del sistema, che si offre a sua volta deliberatamente aperto. L’ambiente,
come un device performativo, sarà preparato per innescare un coinvolgimento alternato, tanto fisico e sensoriale
quanto immaginario e mentale.
Ciò che c’è di avvincente nella commistione tra la psicologia, l’esoterismo e l’assurdità che scaturisce dall’analisi in reverse
delle interviste di chi sostiene di avere subito esperienze di alien abduction (rapimento da parte di forme non terrestri),
come la citazione iniziale che apre questo testo, è la densità esoterica e neo-medievalista che fa parte di numerosi strati
del tessuto sociale contemporaneo, di cui spesso neghiamo l’esistenza in nome della trasparenza digitale, della “datacloud”
e del pensiero pseudo-realista.
Continuavo, nella preparazione di questo lavoro ambientale, a pensare all’utilizzo di CO2 allo stato solido – l’anidride carbonica
portata a -78 °C solidifica per sublimazione ed è comunemente conosciuta come “ghiaccio secco”– congiuntamente
alle proteine del siero di latte in polvere, usate in modo massiccio nel contesto del body-building, ma inscrivibili
anche in una narrazione “survivalista”, per le loro caratteristiche come alimento: immediata preparazione e agile consumo
in condizioni al limite della sopravvivenza o post-catastrofiche – per questo vengono utilizzate anche come fonte di
sostentamento in ambito militare.
Parlando di “possibilità”, narrazione, realtà e leggenda metropolitana, penso all’immaginario legato alla colonizzazione
di Marte (la cui atmosfera si compone al 95% di CO2), con iniziative come Mars One (http://www.mars-one.com/), che
dal mio punto di vista includono vorticosamente tutti i livelli di questo discorso, a cavallo tra ricerca scientifica, fantascienza,
sfruttamento (post)coloniale e fantasie bislacche al limite del ridicolo. Portandoci su di un piano molto più concreto,
l’anidride carbonica allo stato solido è implicata in una molteplicità di applicazioni che rendono silenziosamente sostenibile
il nostro stile di vita: dal raffreddamento di CPU e GPU in condizioni di overclock al trasporto alimentare, fino alla
conservazione di medicinali e all’impiego per gli “effetti speciali” in discoteca o a teatro.
Mi interessa molto questa fiction: una narrazione in cui più ambiti del possibile prendono una deriva di pura fantasia che
apre a livelli di “libertà” più vasti. Come anche la ayahuasca o la MDMA. È necessario lasciare aperta a metà una porta
sul retro affinché una condizione di pericolo possa (o non possa) introdursi, o quanto meno accettare che la noiosa
condizione di “sicurezza” e civilizzazione, che sembra ormai durare da sempre e per sempre, sia uno stato delle cose
risibilmente part-time.
(Enrico Boccioletti, 2015; in occasione della mostra “Daisyworld” da Operativa, Roma)
12
giugno 2015
Enrico Boccioletti – Daisyword
Dal 12 al 30 giugno 2015
arte contemporanea
Location
OPERATIVA ARTE CONTEMPORANEA
Roma, Via Del Consolato, 10, (Roma)
Roma, Via Del Consolato, 10, (Roma)
Orario di apertura
dal Mercoledì al Sabato 16.30 – 19.30
Vernissage
12 Giugno 2015, 19:00
Autore
Curatore




