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Ergin Çavuşoğlu – Proposition I: Distance
A Estopia Lugano, Proposition I: Distance presenta nuovi dipinti e rilievi anamorfici di Ergin Çavuşoğlu. Tra Wittgenstein, fotografia e percezione spaziale, la mostra esplora la realtà come costruzione visiva, instabile e relazionale. Guardare diventa prendere posizione.
Comunicato stampa
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Estopia è lieta di presentare Proposition I: Distance, mostra personale di Ergin Çavuşoğlu che riunisce un nuovo corpus di dipinti e rilievi anamorfici a intarsio. L’idea di “Proposition” estende la ricerca che l’artista porta avanti da tempo intorno alle riflessioni del filosofo Ludwig Wittgenstein sui temi del confine, del punto di vista e della percezione dello spazio.
I dipinti e i rilievi a intarsio in mostra rappresentano la realtà come una forma di “proposizione”, ovvero come una verità costruita. Wittgenstein considerava le immagini come modelli della realtà, capaci di esprimere relazioni piuttosto che significati fissi. In modo analogo, le opere di Çavuşoğlu non cercano una rappresentazione stabile o definitiva, ma costruiscono immagini stratificate, indistinte e quasi oniriche, dove la percezione si manifesta come qualcosa di fluido, incerto e dipendente dalla posizione dello spettatore.
In Proposition I: Distance, lo spazio pittorico diventa un campo relazionale. Figure, architetture, superfici e profondità sembrano esistere in uno stato di sospensione, come se l’immagine fosse costantemente sul punto di definirsi senza mai chiudersi del tutto. Più che raffigurare l’inconscio, queste opere presentano la realtà come una rappresentazione visiva continua, instabile e relazionale.
La mostra si collega anche all’interesse di Wittgenstein per la fotografia sfocata o composita, dove l’immagine non corrisponde a un singolo istante definitivo, ma suggerisce una pluralità di possibilità. Come osserva Michael Nedo, “Wittgenstein mirava a una diversa forma di chiarezza, espressa attraverso la fotografia dell’indistinto”. Questa idea di chiarezza non come nitidezza, ma come apertura del visibile, attraversa l’intero progetto espositivo.
Conosciuto per i suoi film narrativi e le sue installazioni immersive, Çavuşoğlu basa i dipinti di questa mostra su un corpus di opere fotografiche realizzate negli anni Novanta, durante un periodo di transizione dalle orchestrazioni teatrali e messe in scena verso l’osservazione di situazioni quotidiane e spazi liminali nella loro potenziale performatività. Come nota l’artista, questo insieme di fotografie raramente esposto raffigura situazioni come se fossero state costruite in un ambiente di studio. Ne emerge un dialogo sottile tra il familiare, il quotidiano e il perturbante, dove ciò che appare ordinario assume una qualità sospesa, scenica e psicologicamente ambigua.
All’interno della mostra è inoltre presente un’opera di İsmet Çavuşoğlu, padre dell’artista. La sua inclusione apre una riflessione ulteriore sul rapporto tra vicinanza e distanza, riprendendo il nucleo concettuale di Vicinanza / Nähe, la recente mostra dedicata a İsmet Çavuşoğlu da Estopia. In questo contesto, la prossimità non viene intesa soltanto in senso familiare o generazionale, ma come condizione percettiva, affettiva e filosofica. La vicinanza non annulla la distanza: al contrario, la rende visibile come spazio di risonanza, trasmissione e differenza.
Proposition I: Distance interroga la distanza non come semplice separazione, ma come condizione attraverso cui l’immagine, lo spazio e lo sguardo diventano leggibili.
La mostra è visitabile fino al 27 giugno.
I dipinti e i rilievi a intarsio in mostra rappresentano la realtà come una forma di “proposizione”, ovvero come una verità costruita. Wittgenstein considerava le immagini come modelli della realtà, capaci di esprimere relazioni piuttosto che significati fissi. In modo analogo, le opere di Çavuşoğlu non cercano una rappresentazione stabile o definitiva, ma costruiscono immagini stratificate, indistinte e quasi oniriche, dove la percezione si manifesta come qualcosa di fluido, incerto e dipendente dalla posizione dello spettatore.
In Proposition I: Distance, lo spazio pittorico diventa un campo relazionale. Figure, architetture, superfici e profondità sembrano esistere in uno stato di sospensione, come se l’immagine fosse costantemente sul punto di definirsi senza mai chiudersi del tutto. Più che raffigurare l’inconscio, queste opere presentano la realtà come una rappresentazione visiva continua, instabile e relazionale.
La mostra si collega anche all’interesse di Wittgenstein per la fotografia sfocata o composita, dove l’immagine non corrisponde a un singolo istante definitivo, ma suggerisce una pluralità di possibilità. Come osserva Michael Nedo, “Wittgenstein mirava a una diversa forma di chiarezza, espressa attraverso la fotografia dell’indistinto”. Questa idea di chiarezza non come nitidezza, ma come apertura del visibile, attraversa l’intero progetto espositivo.
Conosciuto per i suoi film narrativi e le sue installazioni immersive, Çavuşoğlu basa i dipinti di questa mostra su un corpus di opere fotografiche realizzate negli anni Novanta, durante un periodo di transizione dalle orchestrazioni teatrali e messe in scena verso l’osservazione di situazioni quotidiane e spazi liminali nella loro potenziale performatività. Come nota l’artista, questo insieme di fotografie raramente esposto raffigura situazioni come se fossero state costruite in un ambiente di studio. Ne emerge un dialogo sottile tra il familiare, il quotidiano e il perturbante, dove ciò che appare ordinario assume una qualità sospesa, scenica e psicologicamente ambigua.
All’interno della mostra è inoltre presente un’opera di İsmet Çavuşoğlu, padre dell’artista. La sua inclusione apre una riflessione ulteriore sul rapporto tra vicinanza e distanza, riprendendo il nucleo concettuale di Vicinanza / Nähe, la recente mostra dedicata a İsmet Çavuşoğlu da Estopia. In questo contesto, la prossimità non viene intesa soltanto in senso familiare o generazionale, ma come condizione percettiva, affettiva e filosofica. La vicinanza non annulla la distanza: al contrario, la rende visibile come spazio di risonanza, trasmissione e differenza.
Proposition I: Distance interroga la distanza non come semplice separazione, ma come condizione attraverso cui l’immagine, lo spazio e lo sguardo diventano leggibili.
La mostra è visitabile fino al 27 giugno.
21
maggio 2026
Ergin Çavuşoğlu – Proposition I: Distance
Dal 21 maggio al 27 giugno 2026
arte contemporanea
Location
Estopia Art Gallery
Lugano, Corso Elvezia, 3, (Lugano)
Lugano, Corso Elvezia, 3, (Lugano)
Orario di apertura
Lunedì e Martedì, su Appuntamento
Mercoledì - Sabato, 15:00-19:00
Domenica, Chiuso
Sito web
Autore
Curatore





