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Ettore Innocente – Girandola
La ‘girandola’, litografia di Ettore Innocente del 1968, appartiene a un passaggio cruciale della vicenda creativa di questo artista, al termine della cosiddetta stagione pop e all’inizio di una svolta in chiave concettuale. Un piccolo indice vorticante del vigore ideativo del suo autore
Comunicato stampa
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«La girandola, litografia di Ettore Innocente del 1968, appartiene a un passaggio cruciale della vicenda creativa di questo artista, al termine della cosiddetta stagione pop e all'inizio di una svolta in chiave concettuale. Quest'opera è un piccolo indice vorticante del vigore ideativo del suo autore. In quell'anno Innocente partecipa, a maggio, alla rassegna Teatro delle mostre – ogni giorno un artista in scena, presso la galleria romana de La Tartaruga, vi allestisce la Camera fiorita, una stanza con le pareti coperte da fasce di plastica bianca con sopra girandole come fiori. È un passo importante di impronta spaziale. Ritroviamo questa rinnovata forza connettiva nel febbraio dell'anno successivo con la mostra Azioni inutili alla galleria La Salita: Innocente realizza l'ambiente Fasciare lo spazio, strisce orizzontali di tela che percorrono tutte le pareti di una stanza e ridisegnano lo spazio. D’ora in avanti, con uno scarto paradigmatico di grande portata, si spinge verso un territorio dove niente è più garantito e l'opera (azione, processo,linguaggio) rischia la propria identità in una avventura non definibile a priori. Il ruolo attivo del fruitore e la casualità degli eventi emergono sempre più, insieme al valore del progetto che acquista una rilevanza straordinaria. È, in ogni caso, compito dell'artista creare le necessarie aperture dell'opera verso l'esterno: nel negoziare nuovi patti con l’Altro, il lavoro di Innocente diviene sempre più scaltro ma pure più originario. Il 29 ottobre 1969, Innocente compie l'azione 100 metri di libertà, srotolando progressivamente per tutta la sua lunghezza una bobina di tela grezza fissata con un gancio al pavimento del proprio studio romano di via S. Maria dell'Anima, attraverso le stanze dell’appartamento, poi giù per le scale, oltre l’androne del palazzo, fino in strada. L'azione prende forma seguendo la topografia dei luoghi percorsi, innescando un meccanismo che soltanto la concretezza del vissuto può davvero attivare. Sempre nel 1969, idea l'ambiente di Odorare lo spazio, Vedere lo spazio, Toccare lo spazio, dove impronte del naso, della mano, degli occhi dell'artista affondano nella parete della stanza, spazio svuotato che diviene permeabile. Nel maggio 1971, Innocente presenta alla Galleria G.A.P di Roma. Take one 1970 (Ipotesi per una dilatazione fruitiva), primo esempio della serie dei Take one, iniziata nel 1970 e proseguita per tutto il decennio. Il coinvolgimento del fruitore nel compimento dell'opera diviene estremo. Tra i lavori esposti: 1500 microelementi in trafilato di ferro (vettori) poggiati a terra su una griglia numerata disegnata su cartoncino. Ogni visitatore, prelevando un vettore, lascerà l'orma corrispondente vuota fino a totale esaurimento dei vettori. Ciascun fruitore in possesso di un vettore spostandosi nello spazio e nel tempo estende e modifica la forma di relazione tra gli elementi dell'opera, che si trasforma così in un'entità in continuo e infinito divenire. L’opera sparisce proprio mentre rinasce in un altrove, mentale, sentimentale, emotivo, esistenziale: “Questi elementi che io chiamo vettori non sono altro che generatori di una ‘scultura-spazio’,- scrive Innocente - la nuova ‘forma’ che ne risulterà non saràcontemplativa, ma saremo anche noi forma e spazio nello stesso tempo”». (Antonio Capaccio)
Ettore Innocente nasce a Roma nel 1934. Vi morirà precocemente nel 1987. Studia all'Accademia di Belle Arti di Roma e partecipa alla VIII Quadriennale (1960). Durante gli anni Sessanta realizza personali innovative alle gallerie romane de La Salita e La Tartaruga e al Naviglio di Milano. È presente in importanti mostre di gruppo, come Realtà dell'immagine a La Tartaruga (1965), Corradino di Svevia a Torre Astura (1965), V Biennale des Jeunes Artistes a Parigi (1967), Undici artisti italiani degli anni Sessanta al Festival di Spoleto (1967), Teatro delle mostre ancora a La Tartaruga (1968). Seguono, negli anni successivi, personali, tra le altre, alle gallerie G.A.P. (Roma, 1971), La Bertesca (Milano e Genova, 1972), Multimedia (Brescia, 1976), La Salita (Roma, 1983), del Cortile (Roma, 1985). Un'importante retrospettiva sul suo lavoro si è tenuta nel 2002 presso il CERP Centro Espositivo Rocca Paolina di Perugia.
Ettore Innocente nasce a Roma nel 1934. Vi morirà precocemente nel 1987. Studia all'Accademia di Belle Arti di Roma e partecipa alla VIII Quadriennale (1960). Durante gli anni Sessanta realizza personali innovative alle gallerie romane de La Salita e La Tartaruga e al Naviglio di Milano. È presente in importanti mostre di gruppo, come Realtà dell'immagine a La Tartaruga (1965), Corradino di Svevia a Torre Astura (1965), V Biennale des Jeunes Artistes a Parigi (1967), Undici artisti italiani degli anni Sessanta al Festival di Spoleto (1967), Teatro delle mostre ancora a La Tartaruga (1968). Seguono, negli anni successivi, personali, tra le altre, alle gallerie G.A.P. (Roma, 1971), La Bertesca (Milano e Genova, 1972), Multimedia (Brescia, 1976), La Salita (Roma, 1983), del Cortile (Roma, 1985). Un'importante retrospettiva sul suo lavoro si è tenuta nel 2002 presso il CERP Centro Espositivo Rocca Paolina di Perugia.
25
giugno 2026
Ettore Innocente – Girandola
Dal 25 giugno al 05 settembre 2026
arte contemporanea
Location
VETRINA DI BRECCE
Roma, Via Mario De' Fiori, 61, (Roma)
Roma, Via Mario De' Fiori, 61, (Roma)
Orario di apertura
visibile ininterrottamente giorno e notte
Vernissage
25 Giugno 2026, dalle ore 18
Autore
Curatore
Produzione organizzazione




