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Fa andà i man
Move your hands. Fa andà i man riunisce sette artisti del territorio chiamati a raccontare il presente attraverso linguaggi differenti. Pittura, disegno, scultura e installazione compongono un percorso corale dove poetiche autonome dialogano, restituendo lo sguardo di una nuova generazione.
Comunicato stampa
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MOVE YOUR HANDS
(FA ANDÀ I MAN)
Un pensiero sul luogo, sulle origini e sull’arte.
Tra ironia ed esortazione trova spazio la mostra collettiva che vede come protagonisti sette artisti under 35 che gravitano, o che hanno gravitato, attorno a un luogo: la Brianza. Giorgio Bernasconi, Manuel Esposito, Gabriele Napoli, Marco Paleari, Aronne Pleuteri, Rikyboy e Beatrice Spadea sono gli attori di una mise en scène volta a riconoscere e rivalutare il territorio attraverso un coinvolgente percorso artistico. Il progetto nasce infatti dal desiderio di dare voce a una generazione che vive e racconta il mondo attraverso i diversi linguaggi contemporanei e si sviluppa in un itinerario di opere che spaziano dal disegno alla pittura, dalla scultura all’installazione.
Tra le opere grafiche e pittoriche incontriamo: Rikyboy, Gabriele Napoli, Aronne Pleuteri e Marco Paleari. Rikyboy è un artista visivo la cui poetica rimanda ai ricordi dell’infanzia in cui la nostalgia è protagonista. La mescola di vedute rurali e mondo circense è oggetto-soggetto delle sue opere. La pittura gestuale e frammentata si alterna alle campiture piatte della grafica cartellonistica. Una rappresentazione contemporanea in un’atmosfera di altri tempi. Approfondendo l’ambito pittorico, in particolare la tecnica del trompe l’oeil, Gabriele Napoli si presenta con una serie di opere che desiderano rendere omaggio alla pittura di tradizione, marcando però la contemporaneità del suo lavoro. Il rigore processuale e la densità degli strati pittorici formano una materia che simula gli strappi d’affresco che qui rappresentano scene paesaggistiche che richiamamo le favole o spazi interiori. Le figure, alter ego dell’artista, sono sospese tra adolescenza e vota adulta. Aronne Pleuteri, artista poliedrico, in mostra è rappresentato da opere pittoriche che indagano tra i suoi temi più dichiarati come l’insensato, l’imbarazzo e le convezioni sociali. Con equilibrio sottile tra ironia e considerazione critica, Pleuteri riflette sulla collettività di oggi attraverso un linguaggio esplicito. Tra disegno e dipinto incontriamo Marco Paleari che rilegge le iconografie sacre e profane del rinascimento e del manierismo con l’intento di ri-attualizzare le stesse in forma tragicomica. I disegni dipinti di Paleari sono sospesi tra la storia dell’arte del passato, i ricordi personali e le nuove prospettive. Un palcoscenico dove passato e presente si incontrano.
Si distinguono invece per la sperimentazione tra scultura e installazione: Beatrice Spadea, Giorgio Bernasconi e Manuel Esposito. Beatrice Spadea esplora la sottile linea di confine tra immaginazione, percezione e memoria. Attraverso opere che spesso simulano spazi, Spadea propone installazioni che interagiscono con lo spettatore con l’obiettivo di ricreare altre dimensioni, nello specifico un luogo del “non ancora accaduto”. Giorgio Bernasconi affronta una ricerca transdisciplinare tra arti visive e installative. Qui le opere intitolate Processo Miceliare si ispirano a forme del mondo naturale, ma sono progettate artificialmente: all’interno di una stampa 3D con PLA un micelio cresce e produce funghi. L’opera simula l’ecosistema riflettendo tra naturale e artefatto. Manuel Esposito sostiene la filosofia che “l’artista deve occuparsi delle cose del mondo” e con questa affermazione si può dire che le sue idee siano svincolate dal pragmatismo e che risiedano chissà in quale territorio. Tra provocazione e considerazione sul quotidiano, tra manumetalità e affetto per in banale trova luogo la scultura di Esposito.
Move your hands (Fa andà i man) si contestualizza in un territorio sfondo e pretesto al tempo stesso. La Brianza ha certamente plasmato gli obiettivi, i riferimenti culturali, l’emotività e la sensibilità di ciascuno di noi e questa mostra restituisce allo spettatore una visione più intima – quella dei singoli itinerari – e una visione più universale, la volontà di appartenere a questo preciso momento storico attraverso l’arte.
Martina Corbetta
(FA ANDÀ I MAN)
Un pensiero sul luogo, sulle origini e sull’arte.
Tra ironia ed esortazione trova spazio la mostra collettiva che vede come protagonisti sette artisti under 35 che gravitano, o che hanno gravitato, attorno a un luogo: la Brianza. Giorgio Bernasconi, Manuel Esposito, Gabriele Napoli, Marco Paleari, Aronne Pleuteri, Rikyboy e Beatrice Spadea sono gli attori di una mise en scène volta a riconoscere e rivalutare il territorio attraverso un coinvolgente percorso artistico. Il progetto nasce infatti dal desiderio di dare voce a una generazione che vive e racconta il mondo attraverso i diversi linguaggi contemporanei e si sviluppa in un itinerario di opere che spaziano dal disegno alla pittura, dalla scultura all’installazione.
Tra le opere grafiche e pittoriche incontriamo: Rikyboy, Gabriele Napoli, Aronne Pleuteri e Marco Paleari. Rikyboy è un artista visivo la cui poetica rimanda ai ricordi dell’infanzia in cui la nostalgia è protagonista. La mescola di vedute rurali e mondo circense è oggetto-soggetto delle sue opere. La pittura gestuale e frammentata si alterna alle campiture piatte della grafica cartellonistica. Una rappresentazione contemporanea in un’atmosfera di altri tempi. Approfondendo l’ambito pittorico, in particolare la tecnica del trompe l’oeil, Gabriele Napoli si presenta con una serie di opere che desiderano rendere omaggio alla pittura di tradizione, marcando però la contemporaneità del suo lavoro. Il rigore processuale e la densità degli strati pittorici formano una materia che simula gli strappi d’affresco che qui rappresentano scene paesaggistiche che richiamamo le favole o spazi interiori. Le figure, alter ego dell’artista, sono sospese tra adolescenza e vota adulta. Aronne Pleuteri, artista poliedrico, in mostra è rappresentato da opere pittoriche che indagano tra i suoi temi più dichiarati come l’insensato, l’imbarazzo e le convezioni sociali. Con equilibrio sottile tra ironia e considerazione critica, Pleuteri riflette sulla collettività di oggi attraverso un linguaggio esplicito. Tra disegno e dipinto incontriamo Marco Paleari che rilegge le iconografie sacre e profane del rinascimento e del manierismo con l’intento di ri-attualizzare le stesse in forma tragicomica. I disegni dipinti di Paleari sono sospesi tra la storia dell’arte del passato, i ricordi personali e le nuove prospettive. Un palcoscenico dove passato e presente si incontrano.
Si distinguono invece per la sperimentazione tra scultura e installazione: Beatrice Spadea, Giorgio Bernasconi e Manuel Esposito. Beatrice Spadea esplora la sottile linea di confine tra immaginazione, percezione e memoria. Attraverso opere che spesso simulano spazi, Spadea propone installazioni che interagiscono con lo spettatore con l’obiettivo di ricreare altre dimensioni, nello specifico un luogo del “non ancora accaduto”. Giorgio Bernasconi affronta una ricerca transdisciplinare tra arti visive e installative. Qui le opere intitolate Processo Miceliare si ispirano a forme del mondo naturale, ma sono progettate artificialmente: all’interno di una stampa 3D con PLA un micelio cresce e produce funghi. L’opera simula l’ecosistema riflettendo tra naturale e artefatto. Manuel Esposito sostiene la filosofia che “l’artista deve occuparsi delle cose del mondo” e con questa affermazione si può dire che le sue idee siano svincolate dal pragmatismo e che risiedano chissà in quale territorio. Tra provocazione e considerazione sul quotidiano, tra manumetalità e affetto per in banale trova luogo la scultura di Esposito.
Move your hands (Fa andà i man) si contestualizza in un territorio sfondo e pretesto al tempo stesso. La Brianza ha certamente plasmato gli obiettivi, i riferimenti culturali, l’emotività e la sensibilità di ciascuno di noi e questa mostra restituisce allo spettatore una visione più intima – quella dei singoli itinerari – e una visione più universale, la volontà di appartenere a questo preciso momento storico attraverso l’arte.
Martina Corbetta
30
aprile 2026
Fa andà i man
Dal 30 aprile al 12 maggio 2026
arte contemporanea
Location
GALLERIA CIVICA EZIO MARIANI
Seregno, Via Camillo Benso Di Cavour, 26, (Monza E Brianza)
Seregno, Via Camillo Benso Di Cavour, 26, (Monza E Brianza)
Orario di apertura
Lunedì- sabato 16 - 19 Domenica 10-12 16 -19
Vernissage
30 Aprile 2026, ore 18
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Media partner
Produzione organizzazione
Patrocini









