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Fashion Jewellery Made in Italy
Triennale Design Museum presenta una rassegna di bijoux fabbricati in Italia dall’inizio del ‘900 ad oggi messi in relazione con la storia della moda italiana, a cura di Deanna Farneti Cera
Comunicato stampa
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Triennale Design Museum presenta una rassegna di bijoux fabbricati in Italia dall’inizio del ‘900 ad oggi messi in relazione con la storia della moda italiana, a cura di Deanna Farneti Cera.
Da sempre l’Italia ha prodotto gioielli in materiali semipreziosi, copie di gioielli veri e prototipi. Iniziando dai primi anni del ‘900, in mostra sono presentate alcune creazioni di Edoardo Saronni per poi procedere, cronologicamente, attraverso gli anni del fascismo e in particolare l’autarchia, che obbligava i creatori ad usare solo materiali locali come legno, galalite, sughero, rafia, paglia, pietre e tessere in vetro veneziano, corallo.
Se gli abiti presentati ai compratori stranieri a cominciare dal 1951 a Firenze non fossero stati accompagnati da bijoux fabbricati dai nostri artigiani, non avrebbero goduto del grande successo che invece ebbero. Proprio con le sfilate di Palazzo Pitti iniziano a diffondersi ad un pubblico allargato i nomi dei creatori di bijoux e complementi per la moda: Giuliano Fratti, Emma Caimi Pellini, Coppola e Toppo, Luciana de Reutern, Canesi, Ornella. Insieme a loro, si affermano anche i nomi dei creatori di abiti di quel periodo: Missoni, Biki, Germana Marucelli, Walter Albini, fondatori della moda italiana.
Un’attenzione particolare è riservata ai bijoux della moda “Made in Italy”, importante fenomeno sbocciato a Milano a cominciare dalla fine degli anni ‘70, che vede in pochi anni affermarsi a livello internazionale stilisti italiani come Armani, Versace, Ferré, Moschino e, alcuni anni più tardi, Prada e Dolce e Gabbana.
Contemporaneamente si affermano anche nuovi nomi di fabbricanti di bijoux: Ugo Correani, Sharra Pagano, Carlo Zini, Donatella Pellini, Angela Caputi, Maria Calderara, Giorgio Vigna, Fabio Cammarata, Emilio Cressoni, Thomas Roberts, Silvia Beccaria e altri.
Da sempre l’Italia ha prodotto gioielli in materiali semipreziosi, copie di gioielli veri e prototipi. Iniziando dai primi anni del ‘900, in mostra sono presentate alcune creazioni di Edoardo Saronni per poi procedere, cronologicamente, attraverso gli anni del fascismo e in particolare l’autarchia, che obbligava i creatori ad usare solo materiali locali come legno, galalite, sughero, rafia, paglia, pietre e tessere in vetro veneziano, corallo.
Se gli abiti presentati ai compratori stranieri a cominciare dal 1951 a Firenze non fossero stati accompagnati da bijoux fabbricati dai nostri artigiani, non avrebbero goduto del grande successo che invece ebbero. Proprio con le sfilate di Palazzo Pitti iniziano a diffondersi ad un pubblico allargato i nomi dei creatori di bijoux e complementi per la moda: Giuliano Fratti, Emma Caimi Pellini, Coppola e Toppo, Luciana de Reutern, Canesi, Ornella. Insieme a loro, si affermano anche i nomi dei creatori di abiti di quel periodo: Missoni, Biki, Germana Marucelli, Walter Albini, fondatori della moda italiana.
Un’attenzione particolare è riservata ai bijoux della moda “Made in Italy”, importante fenomeno sbocciato a Milano a cominciare dalla fine degli anni ‘70, che vede in pochi anni affermarsi a livello internazionale stilisti italiani come Armani, Versace, Ferré, Moschino e, alcuni anni più tardi, Prada e Dolce e Gabbana.
Contemporaneamente si affermano anche nuovi nomi di fabbricanti di bijoux: Ugo Correani, Sharra Pagano, Carlo Zini, Donatella Pellini, Angela Caputi, Maria Calderara, Giorgio Vigna, Fabio Cammarata, Emilio Cressoni, Thomas Roberts, Silvia Beccaria e altri.
05
marzo 2014
Fashion Jewellery Made in Italy
Dal 05 al 30 marzo 2014
arti decorative e industriali
Location
TRIENNALE DESIGN MUSEUM
Milano, Viale Emilio Alemagna, 6, (Milano)
Milano, Viale Emilio Alemagna, 6, (Milano)
Orario di apertura
martedì-domenica 10.30 - 20.30 giovedì: 10.30 - 23.00
Vernissage
5 Marzo 2014, ore 18
Curatore




