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Fausto Roma – La Grande Parete
La Grande Parete è un’ enorme struttura in ferro modulare, completamente o parzialmente riempita di materiale da “riciclo”, impastato con una resina trasparente
Comunicato stampa
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Dopo poco più di un anno, l’artista Fausto Roma torna ad esporre le sue opere a Roma, sulla scia del grande successo della mostra -“L’estensione delle immagini, la struttura delle forme”- allestita presso gli Horti Sallustiani.
In questo modo Palazzo Venezia apre le porte alla Ciociaria. Lo fa con un’opera monumentale – La Grande Parete – frutto di un profondo studio sulla propria terra d’origine, misto ad un grande interesse antropologico che da sempre anima la produzione.
La Grande Parete è un’ enorme struttura in ferro modulare, completamente o parzialmente riempita di materiale da “riciclo”, impastato con una resina trasparente.
Le sue dimensioni sono notevoli: è, infatti, alta 8 metri e lunga 16, per un totale di 120 mq e uno spessore di circa 10 cm.
Un’enorme scultura che l’artista di Ceccano ha realizzato analizzando le sue radici e, in particolare, studiando le mura ciclopiche che circondano molte delle cittadine ciociare.
Secondo la tradizione, si deve al dio Saturno l’esistenza in questa zona di misteriose costruzioni in cui massi enormi tagliati a forma di poliedri, si sovrappongono e si tengono insieme senza leganti, esclusivamente in virtù del loro peso.
In realtà, resta ancora un mistero chi abbia eretto effettivamente quegli enormi , megalitici bastioni difensivi e in quale epoca lo abbia fatto.
Lo studio del territorio e l’interesse antropologico ha animato da sempre le opere di Fausto Roma e la scelta di riprodurre le mura megalitiche nasce proprio dallo studio del sito Ferentino ove l’opera verrà collocata.
Egli ancora una volta trae dalla propria terra l’intima ispirazione, alla ricerca delle radici stesse della propria poetica e del proprio essere artista e uomo allo stesso tempo fino a giungere alle radici stesse della nostra civiltà.
La Grande Parete è collocata nella zona industriale di Ferentino, nel piazzale antistante
l’ azienda Navarra.
La sua vasta dimensione non ne permette il trasporto, ragion per cui la sua ricostruzione nelle sale espositive di Palazzo Venezia avverrà attraverso una riproduzione delle dimensioni di 6m x 12 m e la proiezione di un documentario che ne illustra le varie fasi di realizzazione
Egli, come il vecchio trovarobe, ricerca, trova, assembla, ricrea reperti della civiltà contadina ovvero botti, rastrelli, anfore, selle, li riutilizza in combinazioni che divengono altro.
L’era del consumismo ha generato un tipo di società che produce enormi quantità di rifiuti e tende a non riutilizzarli, rischiando di esserne travolta.
Da questa situazione di emergenza,la necessità dello smaltimento e il riutilizzo ha interessato nel corso degli anni numerosi artisti che sono andati alla ricerca dei materiali più disparati da riutilizzare nelle loro opere. Fausto Roma questa volta si è spinto oltre ha voluto recuperare i rifiuti della civiltà industriale ovvero lattine, carta, frammenti metallici, pezzi di auto, li ha riciclati, e con la purezza dell’antico artigiano, del faber alchimista si appresta a fornirci una prova tangibile di come si possano riciclare i rifiuti, anche ad “ARTE” realizzando “La Grande Parete” un prezioso manufatto, una titanica scultura.
La mostra a Palazzo Venezia realizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano in collaborazione con la Regione Lazio Assessorato alle Attività Produttive e l’Associazione Culturale Faro, sarà curata dal Soprintendente Claudio Strinati, allestita dall’architetto Eugenia Cuore e supportata dal testo critico dello storico prof. Sergio Rossi.
Essa ha lo scopo di ricostruire il vissuto creativo dell’artista Fausto Roma, delineando un percorso di oltre trenta anni che dagli anni settanta giunge fino ai giorni.
L’intento è quello di mostrare un profilo monografico, cadenzato nel tempo, mettendo in risalto il graduale passaggio dell’artista, dall’attenzione per lo spazio-superficie rivolta principalmente verso il simbolico,alla scoperta dell’oggetto con l’intento di costruire un’architettura della pittura.
Tra gli artisti nati in piccoli centri e a questi rimasti legati anche dopo essere divenuti famosi vi sono numerosi esempi, a partire da quello di Umberto Mastroianni, sempre per rimanere nella terra di Ciociaria, ma si tratta quasi sempre di artisti che la fama se la sono conquistata al di fuori del paese natio, mentre è assai più raro il caso di coloro che si sono affermati facendo dell’essere “provinciali” una delle ragioni stesse della propria poetica.
Fausto Roma appartiene a questa ristretta categoria, come proprio questa Grande Parete conferma ad abundantiam.
Gli ultimi due anni sono stati particolarmente intensi e produttivi per Fausto Roma: prima la grande rassegna romana degli Horti Sallustiani, ora questa scultura-parete così impegnativa viene presentata nella Sala Regia di Palazzo Venezia consacrando meritatamente il pittore-scultore come uno dei più fecondi e innovativi del panorama artistico contemporaneo
In questo modo Palazzo Venezia apre le porte alla Ciociaria. Lo fa con un’opera monumentale – La Grande Parete – frutto di un profondo studio sulla propria terra d’origine, misto ad un grande interesse antropologico che da sempre anima la produzione.
La Grande Parete è un’ enorme struttura in ferro modulare, completamente o parzialmente riempita di materiale da “riciclo”, impastato con una resina trasparente.
Le sue dimensioni sono notevoli: è, infatti, alta 8 metri e lunga 16, per un totale di 120 mq e uno spessore di circa 10 cm.
Un’enorme scultura che l’artista di Ceccano ha realizzato analizzando le sue radici e, in particolare, studiando le mura ciclopiche che circondano molte delle cittadine ciociare.
Secondo la tradizione, si deve al dio Saturno l’esistenza in questa zona di misteriose costruzioni in cui massi enormi tagliati a forma di poliedri, si sovrappongono e si tengono insieme senza leganti, esclusivamente in virtù del loro peso.
In realtà, resta ancora un mistero chi abbia eretto effettivamente quegli enormi , megalitici bastioni difensivi e in quale epoca lo abbia fatto.
Lo studio del territorio e l’interesse antropologico ha animato da sempre le opere di Fausto Roma e la scelta di riprodurre le mura megalitiche nasce proprio dallo studio del sito Ferentino ove l’opera verrà collocata.
Egli ancora una volta trae dalla propria terra l’intima ispirazione, alla ricerca delle radici stesse della propria poetica e del proprio essere artista e uomo allo stesso tempo fino a giungere alle radici stesse della nostra civiltà.
La Grande Parete è collocata nella zona industriale di Ferentino, nel piazzale antistante
l’ azienda Navarra.
La sua vasta dimensione non ne permette il trasporto, ragion per cui la sua ricostruzione nelle sale espositive di Palazzo Venezia avverrà attraverso una riproduzione delle dimensioni di 6m x 12 m e la proiezione di un documentario che ne illustra le varie fasi di realizzazione
Egli, come il vecchio trovarobe, ricerca, trova, assembla, ricrea reperti della civiltà contadina ovvero botti, rastrelli, anfore, selle, li riutilizza in combinazioni che divengono altro.
L’era del consumismo ha generato un tipo di società che produce enormi quantità di rifiuti e tende a non riutilizzarli, rischiando di esserne travolta.
Da questa situazione di emergenza,la necessità dello smaltimento e il riutilizzo ha interessato nel corso degli anni numerosi artisti che sono andati alla ricerca dei materiali più disparati da riutilizzare nelle loro opere. Fausto Roma questa volta si è spinto oltre ha voluto recuperare i rifiuti della civiltà industriale ovvero lattine, carta, frammenti metallici, pezzi di auto, li ha riciclati, e con la purezza dell’antico artigiano, del faber alchimista si appresta a fornirci una prova tangibile di come si possano riciclare i rifiuti, anche ad “ARTE” realizzando “La Grande Parete” un prezioso manufatto, una titanica scultura.
La mostra a Palazzo Venezia realizzata dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano in collaborazione con la Regione Lazio Assessorato alle Attività Produttive e l’Associazione Culturale Faro, sarà curata dal Soprintendente Claudio Strinati, allestita dall’architetto Eugenia Cuore e supportata dal testo critico dello storico prof. Sergio Rossi.
Essa ha lo scopo di ricostruire il vissuto creativo dell’artista Fausto Roma, delineando un percorso di oltre trenta anni che dagli anni settanta giunge fino ai giorni.
L’intento è quello di mostrare un profilo monografico, cadenzato nel tempo, mettendo in risalto il graduale passaggio dell’artista, dall’attenzione per lo spazio-superficie rivolta principalmente verso il simbolico,alla scoperta dell’oggetto con l’intento di costruire un’architettura della pittura.
Tra gli artisti nati in piccoli centri e a questi rimasti legati anche dopo essere divenuti famosi vi sono numerosi esempi, a partire da quello di Umberto Mastroianni, sempre per rimanere nella terra di Ciociaria, ma si tratta quasi sempre di artisti che la fama se la sono conquistata al di fuori del paese natio, mentre è assai più raro il caso di coloro che si sono affermati facendo dell’essere “provinciali” una delle ragioni stesse della propria poetica.
Fausto Roma appartiene a questa ristretta categoria, come proprio questa Grande Parete conferma ad abundantiam.
Gli ultimi due anni sono stati particolarmente intensi e produttivi per Fausto Roma: prima la grande rassegna romana degli Horti Sallustiani, ora questa scultura-parete così impegnativa viene presentata nella Sala Regia di Palazzo Venezia consacrando meritatamente il pittore-scultore come uno dei più fecondi e innovativi del panorama artistico contemporaneo
23
agosto 2006
Fausto Roma – La Grande Parete
Dal 23 agosto al 03 settembre 2006
arte contemporanea
Location
PALAZZO VENEZIA
Roma, Via Del Plebiscito, 118, (Roma)
Roma, Via Del Plebiscito, 118, (Roma)
Orario di apertura
10.00 – 19.00, chiuso lunedì
Vernissage
23 Agosto 2006, ore 18
Autore
Curatore



