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Fèr. Storie di ferro, lavoro, arte
Fèr è un’installazione, è uno spettacolo teatrale, è un’esperienza sensoriale. Negli spazi dismessi di via Gioberti 16 a Brescia dal 4 al 7 ottobre dalle 20.30 alle 23, gli spettatori potranno entrare nel percorso artistico composto da sei tappe.
Comunicato stampa
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soprattutto al Nord, soprattutto a
Brescia, significa fabbriche, fonderie, ferro e acciaio. La nostra città, così come la nostra provincia, ha fondato
la sua storia sulle grandi fabbriche, sulle fonderie ed acciaierie, occupando migliaia di bresciani e facendo
crescere altrettante famiglie.
Proprio in uno di questi luoghi, dismessi, nasce l’idea di Fèr – Storie di ferro, lavoro, arte.
“Siamo entrati in uno spazio industriale dismesso della prima metà del Novecento. Tutto in silenzio,
rigoroso, per non mancare di rispetto a questa struttura abbandonata, questa cattedrale. Noi che ci
occupiamo di fotografia, di parole, di istallazioni, di video eravamo totalmente rapiti da un posto che ci
rimandava alla parte più concreta della nostra storia. Abbiamo iniziato a pensare a come fosse tutta quella
struttura in funzione, a cosa accadesse lì dentro e a quali meccanismi innescasse quel luogo. Ci siamo
chiesti come sarebbe stato se avessimo tentato di riprodurre tutto quel lavoro con i nostri mezzi, magari
con un video e con un supporto sonoro adatto, forse con delle parole, forse con delle immagini. Con la
nostra arte. Piano piano abbiamo pensato a sviluppare questo progetto, cercando di capire come inserirlo
nella nostra città, nella storia di Brescia, dei nostri genitori e ancora prima dei nostri nonni. Nella nostra
storia, insomma. Abbiamo poi trovato un altro spazio in disuso, in Via Gioberti, a Brescia. Si respira anche
lì il vissuto di tante persone che appartengono alla storia della nostra città e che hanno lavorato anni nelle
fabbriche, spesso orgogliosi di farlo. Abbiamo pensato che questo luogo fosse idoneo a ospitare il nostro
progetto di ricreare l'ambiente della fabbrica attraverso il nostro strumento principale: l'arte. Quello che
vorremmo essere riusciti a creare è una situazione in cui il mondo del ferro sia vicino a quello dell'arte, che
dialogassero…” a scrivere è Piera Cristiani, curatrice del progetto. Così è nato Fèr.
Fèr è un’installazione, è uno spettacolo teatrale, è un’esperienza sensoriale.
Negli spazi dismessi di via Gioberti 16 a Brescia dal 4 al 7 ottobre dalle 20.30 alle 23, gli spettatori potranno
entrare nel percorso artistico composto da sei tappe.
Nei primi cinque locali della fabbrica i visitatori potranno scoprire le installazioni video e
audio, passando in un percorso obbligato attraverso le quali ogni artista ha inteso rappresentare la sua
percezione di fabbrica, di lavoro e di tutto ciò che ha intriso questo luogo in decenni di attività.
2
Il pubblico, infine, sarà condotto nello spazio centrale, più ampio, nel quale potrà assistere allo spettacolo
teatrale Da le sès a le dò e da le dò a le sès.
Con la regia di Silvio Gandellini, l’attore Enrico Re e i musicisti compositori Fabrizio Saiu e Maurizio Rinaldi
daranno vita a questo atto unico in dialetto bresciano.
Il racconto di un sogno ad occhi aperti durante la veglia di Natale del 1981 all’interno di una fabbrica
occupata, diventa per un operaio l’occasione per ricordare spaccati di vita di quegli anni nel luogo di lavoro e
fuori, nel paese.
Al progetto hanno creduto grandi ed importanti aziende bresciane del settore: il Gruppo Feralpi, nelle
persone di Giovanni Pasini e Isabella Manfredi, che sin da subito hanno aderito all’evento, Aso
Siderurgica, ORI Martin, Duferco Italia e Ferriera Valsabbia.
«Abbiamo voluto sostenere questo progetto – ha spiegato Giovanni Pasini, consigliere delegato di Feralpi
Holding – perché mette in scena il lavoro, quello vero, fatto sì di fatica, di sudore, di sacrificio, in alcune
occasioni di sofferenza, ma anche strumento di soddisfazione e di crescita dell'individuo. Con questo
progetto, riviviamo la nascita e lo sviluppo di una industria, quella dell'acciaio, che ancora oggi,
nonostante le tecnologie all'avanguardia, è sempre sorretta in terra bresciana da quel medesimo spirito
industrioso ed intraprendente che ha animato gli albori di tante bellissime avventure imprenditoriali».
Oltre a queste aziende si è attivato, diventando main sponsor dell’iniziativa, anche il consorzio Ramet
(Consorzio per la Ricerca Ambientale per la Metallurgia), consorzio nato in Associazione Industriale
Bresciana che raccoglie al suo interno 22 aziende metallurgiche bresciane operanti nei settori della
produzione dell’acciaio, ghisa, alluminio e ottone, tra le quali anche quelle sopra citate.
Il motivo che ha portato a questa sponsorizzazione risiede nell’attenzione che le aziende associate a Ramet, di
fatto esse rappresentano la quasi totalità della metallurgia bresciana, pongono sui contenuti della
manifestazione e sul messaggio finale che emerge da essa: far coesistere l’industria con lo sviluppo
sociale e l’ambiente è possibile.
Lo dimostra il progetto in corso da parte di queste aziende, partito lo scorso anno, che le sta portando in una
posizione di eccellenza tecnologica proprio sugli aspetti ambientali che in altre parti d’Italia oggi sono
diventati un drammatico problema (per altre informazioni vedere il sito www.consorzioramet.it).
L’ingresso costa 10 euro e si raccomanda la prenotazione dei posti sul sito dell’evento www.eventofer.it
oppure presso il Punto Einaudi di Brescia in via Pace, 16: ogni sera verranno ospitate solamente 100 persone
per dar modo a tutti gli spettatori di vivere al meglio le installazioni e lo spettacolo teatrale.
Brescia, significa fabbriche, fonderie, ferro e acciaio. La nostra città, così come la nostra provincia, ha fondato
la sua storia sulle grandi fabbriche, sulle fonderie ed acciaierie, occupando migliaia di bresciani e facendo
crescere altrettante famiglie.
Proprio in uno di questi luoghi, dismessi, nasce l’idea di Fèr – Storie di ferro, lavoro, arte.
“Siamo entrati in uno spazio industriale dismesso della prima metà del Novecento. Tutto in silenzio,
rigoroso, per non mancare di rispetto a questa struttura abbandonata, questa cattedrale. Noi che ci
occupiamo di fotografia, di parole, di istallazioni, di video eravamo totalmente rapiti da un posto che ci
rimandava alla parte più concreta della nostra storia. Abbiamo iniziato a pensare a come fosse tutta quella
struttura in funzione, a cosa accadesse lì dentro e a quali meccanismi innescasse quel luogo. Ci siamo
chiesti come sarebbe stato se avessimo tentato di riprodurre tutto quel lavoro con i nostri mezzi, magari
con un video e con un supporto sonoro adatto, forse con delle parole, forse con delle immagini. Con la
nostra arte. Piano piano abbiamo pensato a sviluppare questo progetto, cercando di capire come inserirlo
nella nostra città, nella storia di Brescia, dei nostri genitori e ancora prima dei nostri nonni. Nella nostra
storia, insomma. Abbiamo poi trovato un altro spazio in disuso, in Via Gioberti, a Brescia. Si respira anche
lì il vissuto di tante persone che appartengono alla storia della nostra città e che hanno lavorato anni nelle
fabbriche, spesso orgogliosi di farlo. Abbiamo pensato che questo luogo fosse idoneo a ospitare il nostro
progetto di ricreare l'ambiente della fabbrica attraverso il nostro strumento principale: l'arte. Quello che
vorremmo essere riusciti a creare è una situazione in cui il mondo del ferro sia vicino a quello dell'arte, che
dialogassero…” a scrivere è Piera Cristiani, curatrice del progetto. Così è nato Fèr.
Fèr è un’installazione, è uno spettacolo teatrale, è un’esperienza sensoriale.
Negli spazi dismessi di via Gioberti 16 a Brescia dal 4 al 7 ottobre dalle 20.30 alle 23, gli spettatori potranno
entrare nel percorso artistico composto da sei tappe.
Nei primi cinque locali della fabbrica i visitatori potranno scoprire le installazioni video e
audio, passando in un percorso obbligato attraverso le quali ogni artista ha inteso rappresentare la sua
percezione di fabbrica, di lavoro e di tutto ciò che ha intriso questo luogo in decenni di attività.
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Il pubblico, infine, sarà condotto nello spazio centrale, più ampio, nel quale potrà assistere allo spettacolo
teatrale Da le sès a le dò e da le dò a le sès.
Con la regia di Silvio Gandellini, l’attore Enrico Re e i musicisti compositori Fabrizio Saiu e Maurizio Rinaldi
daranno vita a questo atto unico in dialetto bresciano.
Il racconto di un sogno ad occhi aperti durante la veglia di Natale del 1981 all’interno di una fabbrica
occupata, diventa per un operaio l’occasione per ricordare spaccati di vita di quegli anni nel luogo di lavoro e
fuori, nel paese.
Al progetto hanno creduto grandi ed importanti aziende bresciane del settore: il Gruppo Feralpi, nelle
persone di Giovanni Pasini e Isabella Manfredi, che sin da subito hanno aderito all’evento, Aso
Siderurgica, ORI Martin, Duferco Italia e Ferriera Valsabbia.
«Abbiamo voluto sostenere questo progetto – ha spiegato Giovanni Pasini, consigliere delegato di Feralpi
Holding – perché mette in scena il lavoro, quello vero, fatto sì di fatica, di sudore, di sacrificio, in alcune
occasioni di sofferenza, ma anche strumento di soddisfazione e di crescita dell'individuo. Con questo
progetto, riviviamo la nascita e lo sviluppo di una industria, quella dell'acciaio, che ancora oggi,
nonostante le tecnologie all'avanguardia, è sempre sorretta in terra bresciana da quel medesimo spirito
industrioso ed intraprendente che ha animato gli albori di tante bellissime avventure imprenditoriali».
Oltre a queste aziende si è attivato, diventando main sponsor dell’iniziativa, anche il consorzio Ramet
(Consorzio per la Ricerca Ambientale per la Metallurgia), consorzio nato in Associazione Industriale
Bresciana che raccoglie al suo interno 22 aziende metallurgiche bresciane operanti nei settori della
produzione dell’acciaio, ghisa, alluminio e ottone, tra le quali anche quelle sopra citate.
Il motivo che ha portato a questa sponsorizzazione risiede nell’attenzione che le aziende associate a Ramet, di
fatto esse rappresentano la quasi totalità della metallurgia bresciana, pongono sui contenuti della
manifestazione e sul messaggio finale che emerge da essa: far coesistere l’industria con lo sviluppo
sociale e l’ambiente è possibile.
Lo dimostra il progetto in corso da parte di queste aziende, partito lo scorso anno, che le sta portando in una
posizione di eccellenza tecnologica proprio sugli aspetti ambientali che in altre parti d’Italia oggi sono
diventati un drammatico problema (per altre informazioni vedere il sito www.consorzioramet.it).
L’ingresso costa 10 euro e si raccomanda la prenotazione dei posti sul sito dell’evento www.eventofer.it
oppure presso il Punto Einaudi di Brescia in via Pace, 16: ogni sera verranno ospitate solamente 100 persone
per dar modo a tutti gli spettatori di vivere al meglio le installazioni e lo spettacolo teatrale.
04
ottobre 2012
Fèr. Storie di ferro, lavoro, arte
Dal 04 al 07 ottobre 2012
performance - happening
Location
SEDI VARIE – Brescia
Brescia, (Brescia)
Brescia, (Brescia)
Biglietti
10 euro . si raccomanda la prenotazione dei posti sul sito dell’evento www.eventofer.it
Sito web
www.eventofer.it



