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Ferruccio Gard – Chromatism and optical art
Mostra antologica, opere dal 1969 al 2015. L’artista, tra i maggiori esponenti della optical art – l’arte programmata e cinetica – dopo oltre 45 anni dedicati ad originali ricerche cromatiche ritrova nel percorso del suo “astrattismo geometrico” un nuovo filone creativo basato su inedite sperimentazioni del bianco e del nero
Comunicato stampa
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Le espressioni più significative della pittura veneziana contemporanea saranno al centro della proposta espositiva autunnale di Ca’ Pesaro.
Nell’ambito di Muve Contemporaneo, la rassegna ideata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia per dialogare con la Biennale d’Arte, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna ospiterà dal 16 ottobre al 6 dicembre un ciclo di nuove sperimentazioni pittoriche di Ferruccio Gard.
L’artista, tra i maggiori esponenti della optical art - l’arte programmata e cinetica - dopo oltre 45 anni dedicati ad originali ricerche cromatiche ritrova
nel percorso del suo “astrattismo geometrico” un nuovo filone creativo basato su inedite sperimentazioni del bianco e del nero.
Una dozzina di questi suggestivi lavori, alcuni di grandi dimensioni, caratterizzati dall’impiego di infinite variazioni di grigio o di due soli altri colori,
si potranno ammirare all’interno del percorso al primo piano del museo, accanto ai capolavori dei maestri del Novecento. La mostra riveste una duplice attualità, sia per la presentazione in anteprima delle ultime ed inedite ricerche cromatiche dell’artista, sia per il grande ritorno di interesse, a livello nazionale e internazionale, verso la optical art.
Sottolinea Beatrice Buscaroli, nella presentazione in catalogo: “La seduzione dello spazio e la seduzione del colore sembrano contrassegnare le variabili
compositive che accompagnano la ricerca di Ferruccio Gard, dalle modulazioni degli anni Settanta fino alle più recenti variazioni. Lo spazio non è mai un dato scontato, certificabile, ma piuttosto un problema, un enigma che la geometria del segno e la dinamica del colore possono sondare, nel tentativo di individuare i luoghi di un accordo, le declinazioni capaci di indicare
una dimora, una “pace” in cui l’immagine si offre nella pienezza composta di energia e memoria, di movimento e riflessione, di passione e norma”.
La mostra si completa con una selezione antologica di opere di Gard - in tutto una ventina - esposte nelle salette al piano terra del museo, che vanno dal
periodo cinetico degli anni Settanta a quello geometrico, astratto e informale degli anni Novanta, fino ai dipinti astratti caratterizzati dalle celebri “macchie di colore” e alle opere di op art antecedenti il 2015 dalle forti accensioni cromatiche.
FERRUCCIO GARD - NOTE BIOGRAFICHE
Attivo dal 1969, Ferruccio Gard ha partecipato a sei Biennali di Venezia e all’XI Quadriennale di Roma.
E’ stato invitato alle più importanti mostre sull’arte programmata e cinetica, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Praga ( 2008) e la GNAM, Galleria
Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2012), alle mostre sull’arte cinetica italiana della anni ’60 e ‘70 al MACBA, il Museo di Arte Contemporanea di Buenos Aires (2013) e al MACLA, il Museo di Arte Contemporanea
Latinoamericano di La Plata ( 2014).
Della sua arte hanno scritto o parlato famosi critici, poeti, scrittori e artisti, tra cui Giuseppe Marchiori, Giulio Carlo Argan, Jorge Amado, Giorgio Cortenova,
Bruno D’Amore, Piero Dorazio, Virgilio Guidi, Filiberto Menna, Guido Perocco, Pierre Restany, Alberto Veca, Andrea Zanzotto e, ancora, Umbro Apollonio, Luca Beatrice, Beatrice Buscaroli, Achille Bonito Oliva, Massimo Cacciari, Renato Barilli, Luca Massimo Barbero, Luciano Caramel, Claudio Cerritelli, Enzo Di Martino, Giovanni Granzotto, Paolo Ruffilli, Vittorio Sgarbi, Toni Toniato, Tommaso Trini e Marisa Vescovo.
Di origini valdostane, Ferruccio Gard è nato a Vestignè (To) nel 1940. Dal 1973 vive e lavora a Venezia.
Nell’ambito di Muve Contemporaneo, la rassegna ideata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia per dialogare con la Biennale d’Arte, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna ospiterà dal 16 ottobre al 6 dicembre un ciclo di nuove sperimentazioni pittoriche di Ferruccio Gard.
L’artista, tra i maggiori esponenti della optical art - l’arte programmata e cinetica - dopo oltre 45 anni dedicati ad originali ricerche cromatiche ritrova
nel percorso del suo “astrattismo geometrico” un nuovo filone creativo basato su inedite sperimentazioni del bianco e del nero.
Una dozzina di questi suggestivi lavori, alcuni di grandi dimensioni, caratterizzati dall’impiego di infinite variazioni di grigio o di due soli altri colori,
si potranno ammirare all’interno del percorso al primo piano del museo, accanto ai capolavori dei maestri del Novecento. La mostra riveste una duplice attualità, sia per la presentazione in anteprima delle ultime ed inedite ricerche cromatiche dell’artista, sia per il grande ritorno di interesse, a livello nazionale e internazionale, verso la optical art.
Sottolinea Beatrice Buscaroli, nella presentazione in catalogo: “La seduzione dello spazio e la seduzione del colore sembrano contrassegnare le variabili
compositive che accompagnano la ricerca di Ferruccio Gard, dalle modulazioni degli anni Settanta fino alle più recenti variazioni. Lo spazio non è mai un dato scontato, certificabile, ma piuttosto un problema, un enigma che la geometria del segno e la dinamica del colore possono sondare, nel tentativo di individuare i luoghi di un accordo, le declinazioni capaci di indicare
una dimora, una “pace” in cui l’immagine si offre nella pienezza composta di energia e memoria, di movimento e riflessione, di passione e norma”.
La mostra si completa con una selezione antologica di opere di Gard - in tutto una ventina - esposte nelle salette al piano terra del museo, che vanno dal
periodo cinetico degli anni Settanta a quello geometrico, astratto e informale degli anni Novanta, fino ai dipinti astratti caratterizzati dalle celebri “macchie di colore” e alle opere di op art antecedenti il 2015 dalle forti accensioni cromatiche.
FERRUCCIO GARD - NOTE BIOGRAFICHE
Attivo dal 1969, Ferruccio Gard ha partecipato a sei Biennali di Venezia e all’XI Quadriennale di Roma.
E’ stato invitato alle più importanti mostre sull’arte programmata e cinetica, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Praga ( 2008) e la GNAM, Galleria
Nazionale d’Arte Moderna di Roma (2012), alle mostre sull’arte cinetica italiana della anni ’60 e ‘70 al MACBA, il Museo di Arte Contemporanea di Buenos Aires (2013) e al MACLA, il Museo di Arte Contemporanea
Latinoamericano di La Plata ( 2014).
Della sua arte hanno scritto o parlato famosi critici, poeti, scrittori e artisti, tra cui Giuseppe Marchiori, Giulio Carlo Argan, Jorge Amado, Giorgio Cortenova,
Bruno D’Amore, Piero Dorazio, Virgilio Guidi, Filiberto Menna, Guido Perocco, Pierre Restany, Alberto Veca, Andrea Zanzotto e, ancora, Umbro Apollonio, Luca Beatrice, Beatrice Buscaroli, Achille Bonito Oliva, Massimo Cacciari, Renato Barilli, Luca Massimo Barbero, Luciano Caramel, Claudio Cerritelli, Enzo Di Martino, Giovanni Granzotto, Paolo Ruffilli, Vittorio Sgarbi, Toni Toniato, Tommaso Trini e Marisa Vescovo.
Di origini valdostane, Ferruccio Gard è nato a Vestignè (To) nel 1940. Dal 1973 vive e lavora a Venezia.
16
ottobre 2015
Ferruccio Gard – Chromatism and optical art
Dal 16 ottobre al 06 dicembre 2015
arte contemporanea
Location
GALLERIA INTERNAZIONALE D’ARTE MODERNA DI CA’ PESARO
Venezia, Santa Croce, 2076, (Venezia)
Venezia, Santa Croce, 2076, (Venezia)
Biglietti
Intero 10 euro Ridotto 7,50 euro
Orario di apertura
10.00 – 18.00 (biglietteria 10.00 – 17.00), fino al 31.X - 10.00 – 17.00 (biglietteria 10.00 – 17.00), dal 1.XI. Chiuso lunedì
Vernissage
16 Ottobre 2015, ore 18 su invito
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