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Francesco Biondo – 30 marzo 2026 / Il giorno della vergogna
43 artisti si confrontano sul tema del tempo. In dialogo con il tema di CHRONOS, l’opera di Francesco Biondo esplora il tempo come memoria e responsabilità, interrogando il confine tra progresso storico e regressione civile.
Comunicato stampa
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Francesco Biondo presenta “30 marzo 2026 / Il giorno della vergogna” all’esposizione collettiva CHRONOS
Dal 12 al 22 giugno 2026 la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo di Napoli ospita CHRONOS – Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea, esposizione curata da Maria Di Stasio e organizzata dall'Associazione Culturale Athenae Artis, dedicata al tema del tempo come memoria, trasformazione e coscienza storica.
Tra le opere in mostra sarà esposto Il giorno della vergogna (L'età della vergogna) di Francesco Biondo, lavoro realizzato nel 2026 e appartenente alla serie La Storia Dipinta e al ciclo Gli Indignati.
Nella serie La Storia Dipinta, ogni opera nasce da una data: non come riferimento cronologico, ma
come matrice. Il tempo non viene rappresentato, ma viene fatto emergere, come struttura latente della materia.
"Il tempo che torna indietro"
La superficie è un campo abraso, una materia chiara che porta i segni della cancellazione. La pittura non costruisce, sottrae: lascia emergere ciò che precede l’immagine, ciò che appartiene alla sua preparazione.
All’origine, una data.
30 MARZO 2026.
Non iscritta, non incisa.
Presente.
Affiora insieme alle linee di tracciato, come struttura latente dell’opera. Un tempo che viene nominato, ma anche generato.
Ma qui il tempo non procede.
Si arresta.
E poi arretra.
Il corso del tempo sembra invertire la sua direzione:
si dissolvono il diritto internazionale e gli organismi che lo sostengono,
riemergono pratiche che si credevano archiviate:
l’apartheid,
le politiche di espulsione,
la segregazione.
Anche la pena di morte, la cui abolizione appariva come una traiettoria condivisa, torna a farsi
possibilità concreta. Negli ultimi anni diversi paesi l’hanno eliminata, segnando una linea di
avanzamento che sembrava irreversibile.
Poi, una battuta d’arresto.
Il 30 marzo 2026, il parlamento israeliano approva la pena di morte.
Un gesto semplice.
Formale.
Approvare.
Un corpo emerge sul lato sinistro.
Minimo, essenziale, quasi infantile.
Non costruito, ma lasciato accadere.
È una figura che appartiene allo stesso livello della data:
non rappresentazione, ma traccia originaria.
In alto a destra, un segno di colore interrompe il campo neutro.
Una piccola bandiera palestinese.
È l’unica saturazione cromatica dell’opera.
Tiene lo sguardo.
Lo contraddice.
Poi il peso.
Una corda annodata, intrecciata al ferro, ai chiodi, attraversa la superficie. Il cappio non è immagine: è presenza. Cade e grava, insieme. Si impone frontalmente, come un fatto già compiuto.
Qui il tempo si fa materia.
Ciò che emerge — la data, la figura — appartiene a un ordine latente.
Ciò che si aggiunge — il cappio — è decisione, atto, imposizione.
E nello scarto tra questi livelli, il tempo si incrina.
Non più linea,
ma ritorno.
Non più progresso,
ma regressione.
La morte torna legge.
Non per tutti.
Per alcuni corpi,
alcuni nomi.
Pena di morte, su base etnica.
La superficie trattiene questa tensione senza risolverla.
Non rappresenta un evento: lo lascia emergere.
30 marzo 2026 non è solo una data.
È una soglia.
Il punto in cui il tempo si ferma
e, per un istante,
sceglie di andare indietro.
"Artisti in mostra"
L'esposizione riunisce 43 artisti nazionali e internazionali e si sviluppa all'interno della storica Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, raro esempio dell'architettura religiosa napoletana del XVI secolo. Il dialogo tra arte contemporanea e spazio storico amplifica la riflessione sul rapporto tra permanenza e mutamento, memoria e attualità.
Il vernissage si terrà il 14 giugno 2026 alle ore 18.00. Durante l'inaugurazione la critica e storica dell'arte Mariangela Bognolo accompagnerà il pubblico nella lettura delle opere e dei percorsi espositivi.
Gli artisti:
Adriana Setter, Aldo Diana, Andriana Ura, Angelo Monte, Anna De Rosa, Anna Vitaliano, Antonio Garullo, Armando Caruso, Carmen Savino, Cécile Batillat, Christine Selzer, Ciro Cacace, Clarita Laureti, Dario Saetta, Domenico Balestrieri, Enrico De Santis, Francesca Ghidini & Alessandro Rinaldoni, Francesco Biondo, Genny La Rocca, Giovanna Rispoli, Ilaria Leganza, Ivano Domenico Felaco, Ivana Babic, Jole Mustaro, Lia Chia, Licia Di Gennaro, Lina De Santis, Luca Berno, Manuela Pini, Maria Cristina Fasulo, Maria Fontanella, Maria Milena Rocchetto, Maria Rosanna Cafolla, Marilina De Carolis, Massimo De Santis, Paola Piol, Raffaela Zambrano, Roberto Fabio Brucci, Simona Carbone, Stefania Fienili, Stefania Grazioli, Yehudith Maria Ferrara.
Informazioni
CHRONOS – Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea
Sede : Chiesa di Santa Maria di Portosalvo
Via Alcide De Gasperi 42, Napoli
Periodo espositivo: 12 – 22 giugno 2026
Orari di apertura:
Tutti i giorni 10:30/19:00 - tranne il sabato 10:30/15:00
Vernissage: 14 giugno 2026, ore 18.00
Ingresso libero
Curatela: Maria Di Stasio
Organizzazione : Associazione Culturale Athenae Artis
Con il supporto della Cooperativa Sociale Culturadice.
Contatti :athenaeartis@libero.it
Dal 12 al 22 giugno 2026 la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo di Napoli ospita CHRONOS – Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea, esposizione curata da Maria Di Stasio e organizzata dall'Associazione Culturale Athenae Artis, dedicata al tema del tempo come memoria, trasformazione e coscienza storica.
Tra le opere in mostra sarà esposto Il giorno della vergogna (L'età della vergogna) di Francesco Biondo, lavoro realizzato nel 2026 e appartenente alla serie La Storia Dipinta e al ciclo Gli Indignati.
Nella serie La Storia Dipinta, ogni opera nasce da una data: non come riferimento cronologico, ma
come matrice. Il tempo non viene rappresentato, ma viene fatto emergere, come struttura latente della materia.
"Il tempo che torna indietro"
La superficie è un campo abraso, una materia chiara che porta i segni della cancellazione. La pittura non costruisce, sottrae: lascia emergere ciò che precede l’immagine, ciò che appartiene alla sua preparazione.
All’origine, una data.
30 MARZO 2026.
Non iscritta, non incisa.
Presente.
Affiora insieme alle linee di tracciato, come struttura latente dell’opera. Un tempo che viene nominato, ma anche generato.
Ma qui il tempo non procede.
Si arresta.
E poi arretra.
Il corso del tempo sembra invertire la sua direzione:
si dissolvono il diritto internazionale e gli organismi che lo sostengono,
riemergono pratiche che si credevano archiviate:
l’apartheid,
le politiche di espulsione,
la segregazione.
Anche la pena di morte, la cui abolizione appariva come una traiettoria condivisa, torna a farsi
possibilità concreta. Negli ultimi anni diversi paesi l’hanno eliminata, segnando una linea di
avanzamento che sembrava irreversibile.
Poi, una battuta d’arresto.
Il 30 marzo 2026, il parlamento israeliano approva la pena di morte.
Un gesto semplice.
Formale.
Approvare.
Un corpo emerge sul lato sinistro.
Minimo, essenziale, quasi infantile.
Non costruito, ma lasciato accadere.
È una figura che appartiene allo stesso livello della data:
non rappresentazione, ma traccia originaria.
In alto a destra, un segno di colore interrompe il campo neutro.
Una piccola bandiera palestinese.
È l’unica saturazione cromatica dell’opera.
Tiene lo sguardo.
Lo contraddice.
Poi il peso.
Una corda annodata, intrecciata al ferro, ai chiodi, attraversa la superficie. Il cappio non è immagine: è presenza. Cade e grava, insieme. Si impone frontalmente, come un fatto già compiuto.
Qui il tempo si fa materia.
Ciò che emerge — la data, la figura — appartiene a un ordine latente.
Ciò che si aggiunge — il cappio — è decisione, atto, imposizione.
E nello scarto tra questi livelli, il tempo si incrina.
Non più linea,
ma ritorno.
Non più progresso,
ma regressione.
La morte torna legge.
Non per tutti.
Per alcuni corpi,
alcuni nomi.
Pena di morte, su base etnica.
La superficie trattiene questa tensione senza risolverla.
Non rappresenta un evento: lo lascia emergere.
30 marzo 2026 non è solo una data.
È una soglia.
Il punto in cui il tempo si ferma
e, per un istante,
sceglie di andare indietro.
"Artisti in mostra"
L'esposizione riunisce 43 artisti nazionali e internazionali e si sviluppa all'interno della storica Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, raro esempio dell'architettura religiosa napoletana del XVI secolo. Il dialogo tra arte contemporanea e spazio storico amplifica la riflessione sul rapporto tra permanenza e mutamento, memoria e attualità.
Il vernissage si terrà il 14 giugno 2026 alle ore 18.00. Durante l'inaugurazione la critica e storica dell'arte Mariangela Bognolo accompagnerà il pubblico nella lettura delle opere e dei percorsi espositivi.
Gli artisti:
Adriana Setter, Aldo Diana, Andriana Ura, Angelo Monte, Anna De Rosa, Anna Vitaliano, Antonio Garullo, Armando Caruso, Carmen Savino, Cécile Batillat, Christine Selzer, Ciro Cacace, Clarita Laureti, Dario Saetta, Domenico Balestrieri, Enrico De Santis, Francesca Ghidini & Alessandro Rinaldoni, Francesco Biondo, Genny La Rocca, Giovanna Rispoli, Ilaria Leganza, Ivano Domenico Felaco, Ivana Babic, Jole Mustaro, Lia Chia, Licia Di Gennaro, Lina De Santis, Luca Berno, Manuela Pini, Maria Cristina Fasulo, Maria Fontanella, Maria Milena Rocchetto, Maria Rosanna Cafolla, Marilina De Carolis, Massimo De Santis, Paola Piol, Raffaela Zambrano, Roberto Fabio Brucci, Simona Carbone, Stefania Fienili, Stefania Grazioli, Yehudith Maria Ferrara.
Informazioni
CHRONOS – Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea
Sede : Chiesa di Santa Maria di Portosalvo
Via Alcide De Gasperi 42, Napoli
Periodo espositivo: 12 – 22 giugno 2026
Orari di apertura:
Tutti i giorni 10:30/19:00 - tranne il sabato 10:30/15:00
Vernissage: 14 giugno 2026, ore 18.00
Ingresso libero
Curatela: Maria Di Stasio
Organizzazione : Associazione Culturale Athenae Artis
Con il supporto della Cooperativa Sociale Culturadice.
Contatti :athenaeartis@libero.it
14
giugno 2026
Francesco Biondo – 30 marzo 2026 / Il giorno della vergogna
Dal 14 al 22 giugno 2026
arte contemporanea
Location
Chiesa di Santa Maria di Portosalvo
Napoli, Via Alcide de Gasperi, 42, (NA)
Napoli, Via Alcide de Gasperi, 42, (NA)
Orario di apertura
Tutti i giorni 10:30/19:00 - tranne il sabato 10:30/15:00
Vernissage
14 Giugno 2026, 18:00
Sito web
Autore
Curatore
Media partner
Produzione organizzazione










