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Francesco Biondo – Sentire Riso, Sentire Pece
La III Biennale d’Arte di Cremona, ospitata all’Ex Filanda di Soncino, riunisce artisti provenienti da diverse realtà italiane in un percorso espositivo dedicato ai linguaggi della contemporaneità.
Comunicato stampa
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Ogni mostra è un incontro. Ogni biennale è una costellazione di sguardi che per qualche giorno condividono lo stesso spazio e lo stesso tempo.
Dal 13 al 19 giugno 2026, negli ambienti dell'Ex Filanda di Soncino, la III Biennale d'Arte di Cremona riunisce artisti chiamati a interrogare il presente attraverso linguaggi diversi. In questo paesaggio di visioni si collocano le opere di Francesco Biondo, Compatto 1 e Compatto 2, parte della serie Sentire Riso, Sentire Pece e del progetto Nutrire il Pianeta.
È un contesto naturale per un lavoro che parla di memoria, trasformazione e sopravvivenza: temi che attraversano la materia delle opere ma riguardano, in fondo, la vita di tutti.
RISO, PECE E MEMORIA
Ci sono cose che non scompaiono.
Il tempo passa sopra le persone, sopra le case, sopra i paesaggi. Passa sopra le guerre, sopra i lutti, sopra le promesse mancate. Eppure qualcosa resta.
Resta nella memoria.
Resta nella materia.
Resta nelle mani di chi raccoglie ciò che il tempo ha lasciato indietro.
Le opere che Francesco Biondo presenta alla III Biennale d'Arte di Cremona nascono da qui. Da ciò che rimane.
Compatto 1 e Compatto 2, appartenenti alla serie Sentire Riso, Sentire Pece, sembrano superfici emerse dopo una lunga immersione. Come terre antiche riapparse dal fondo del mare. Come ferite che hanno smesso di sanguinare ma non di raccontare.
La pece è la prima cosa che si incontra.
Nera. Densa. Ostinata.
Assorbe la luce invece di restituirla.
Somiglia a certe memorie che portiamo dentro. Quelle che non fanno rumore. Quelle che si depositano negli anni fino a diventare parte del paesaggio interiore.
La pece custodisce.
Custodisce ciò che è stato perduto.
Custodisce ciò che non è stato detto.
Custodisce persino ciò che vorremmo dimenticare.
E poi c'è il riso.
Così piccolo da sembrare irrilevante.
Così fragile da sembrare destinato a soccombere.
E invece resta.
Ogni chicco contiene una promessa antica quanto il mondo: che dopo la semina possa ancora arrivare il raccolto. Che dopo l'inverno qualcosa possa tornare a crescere.
Non è speranza, nel senso facile della parola.
È qualcosa di più severo.
È resistenza.
È la vita che continua il proprio lavoro silenzioso senza chiedere il permesso alla storia.
Guardando queste opere si pensa a quante volte gli esseri umani abbiano dovuto ricominciare. Dopo una guerra. Dopo una perdita. Dopo una frattura privata o collettiva.
Si pensa a quante volte tutto sia sembrato compromesso.
E a quante volte, invece, da una crepa sia entrata la luce.
I colori attraversano le superfici come correnti profonde. Rossi che ricordano il sangue e la nascita. Verdi che evocano il mare, la vegetazione, la persistenza del vivente. Terre, sedimenti, tracce.
Nulla appare fermo.
Tutto sembra ancora accadere.
Come se la materia stesse continuando a raccontare una storia iniziata molto prima di noi.
Nei versi che accompagnano il ciclo compare una frase semplice:
Riso, malgrado tutto.
Forse è qui che abita il senso di questo lavoro.
In quel "malgrado".
Malgrado il dolore.
Malgrado la violenza.
Malgrado le macerie che ogni epoca accumula.
Malgrado il peso della pece.
Qualcosa continua a germogliare.
Qualcosa continua a nutrire.
Qualcosa continua a dire che la fine non coincide sempre con la scomparsa.
A volte coincide soltanto con l'inizio di una forma diversa della memoria.
Attorno alle opere, come accade nelle occasioni che provano a costruire un dialogo autentico tra arte e pubblico, si raccoglieranno voci differenti: la curatela del professor Antonio Castellana, il contributo critico di Giada Eva Elisa Tarantino e del professor Alfonso Restivo, presidente della giuria, insieme all'intervento musicale del violinista Alessandro Puzankov. Un catalogo accompagnerà il percorso della Biennale, mentre Tele Cremona e Canale Italia ne racconteranno gli sviluppi.
Artisti partecipanti: Vincenzo Andracchio, Eugenio Beltrami, Elena Bevilacqua, Francesco Biondo, Sarah Bellome, Virginio Bruscagin, Giacomo Calcagno, Sandro Carloni, Alberto Copparoni, Alex Da Torres, Piergiorgio Dessì, Patrizia Feltrin, Pasquale Franzè, Sonia G. Gasser, Susanna Gatto, Fulvio Gavinel, Mario Ghizzardi, Toni Gorlini, Tiziana Guerra, Liliia Kaluzhyna, Francesco Logoteta, Giorgio Lupano, Sandra Migliorini, Fausto Nazer, Ninni Pagano, Ottavio Pedditzi, Carla Pugliano, Dino Puglisi, Anna Protopapa, Rita Ricci, Rosangela Rotella, Alessia Scarpi, Elina Salomone, Maria Sturiale, Franco Tarantino, Marco Tulipani, Eleonora Valeri, Pierluigi Vidoni, Franco Volpi e Giuseppe Zumbolo.
Informazioni sull'evento
Biennale d'Arte di Cremona – III Edizione
📍 Ex Filanda di Soncino Via Cattaneo, 1 – 26029 Soncino (CR)
📅 Dal 13 al 19 giugno 2026
Inaugurazione
Sabato 13 giugno 2026, ore 17.00
Orari di apertura
13 e 14 giugno
10.00 – 12.30
14.30 – 18.00
Dal 15 al 19 giugno
15.00 – 18.00
Contatti
Tel. 0374 83188 - Cell. 347 7453260
E-mail:
casdea65@libero.it
giada.tarantino79@yahoo.it
Dal 13 al 19 giugno 2026, negli ambienti dell'Ex Filanda di Soncino, la III Biennale d'Arte di Cremona riunisce artisti chiamati a interrogare il presente attraverso linguaggi diversi. In questo paesaggio di visioni si collocano le opere di Francesco Biondo, Compatto 1 e Compatto 2, parte della serie Sentire Riso, Sentire Pece e del progetto Nutrire il Pianeta.
È un contesto naturale per un lavoro che parla di memoria, trasformazione e sopravvivenza: temi che attraversano la materia delle opere ma riguardano, in fondo, la vita di tutti.
RISO, PECE E MEMORIA
Ci sono cose che non scompaiono.
Il tempo passa sopra le persone, sopra le case, sopra i paesaggi. Passa sopra le guerre, sopra i lutti, sopra le promesse mancate. Eppure qualcosa resta.
Resta nella memoria.
Resta nella materia.
Resta nelle mani di chi raccoglie ciò che il tempo ha lasciato indietro.
Le opere che Francesco Biondo presenta alla III Biennale d'Arte di Cremona nascono da qui. Da ciò che rimane.
Compatto 1 e Compatto 2, appartenenti alla serie Sentire Riso, Sentire Pece, sembrano superfici emerse dopo una lunga immersione. Come terre antiche riapparse dal fondo del mare. Come ferite che hanno smesso di sanguinare ma non di raccontare.
La pece è la prima cosa che si incontra.
Nera. Densa. Ostinata.
Assorbe la luce invece di restituirla.
Somiglia a certe memorie che portiamo dentro. Quelle che non fanno rumore. Quelle che si depositano negli anni fino a diventare parte del paesaggio interiore.
La pece custodisce.
Custodisce ciò che è stato perduto.
Custodisce ciò che non è stato detto.
Custodisce persino ciò che vorremmo dimenticare.
E poi c'è il riso.
Così piccolo da sembrare irrilevante.
Così fragile da sembrare destinato a soccombere.
E invece resta.
Ogni chicco contiene una promessa antica quanto il mondo: che dopo la semina possa ancora arrivare il raccolto. Che dopo l'inverno qualcosa possa tornare a crescere.
Non è speranza, nel senso facile della parola.
È qualcosa di più severo.
È resistenza.
È la vita che continua il proprio lavoro silenzioso senza chiedere il permesso alla storia.
Guardando queste opere si pensa a quante volte gli esseri umani abbiano dovuto ricominciare. Dopo una guerra. Dopo una perdita. Dopo una frattura privata o collettiva.
Si pensa a quante volte tutto sia sembrato compromesso.
E a quante volte, invece, da una crepa sia entrata la luce.
I colori attraversano le superfici come correnti profonde. Rossi che ricordano il sangue e la nascita. Verdi che evocano il mare, la vegetazione, la persistenza del vivente. Terre, sedimenti, tracce.
Nulla appare fermo.
Tutto sembra ancora accadere.
Come se la materia stesse continuando a raccontare una storia iniziata molto prima di noi.
Nei versi che accompagnano il ciclo compare una frase semplice:
Riso, malgrado tutto.
Forse è qui che abita il senso di questo lavoro.
In quel "malgrado".
Malgrado il dolore.
Malgrado la violenza.
Malgrado le macerie che ogni epoca accumula.
Malgrado il peso della pece.
Qualcosa continua a germogliare.
Qualcosa continua a nutrire.
Qualcosa continua a dire che la fine non coincide sempre con la scomparsa.
A volte coincide soltanto con l'inizio di una forma diversa della memoria.
Attorno alle opere, come accade nelle occasioni che provano a costruire un dialogo autentico tra arte e pubblico, si raccoglieranno voci differenti: la curatela del professor Antonio Castellana, il contributo critico di Giada Eva Elisa Tarantino e del professor Alfonso Restivo, presidente della giuria, insieme all'intervento musicale del violinista Alessandro Puzankov. Un catalogo accompagnerà il percorso della Biennale, mentre Tele Cremona e Canale Italia ne racconteranno gli sviluppi.
Artisti partecipanti: Vincenzo Andracchio, Eugenio Beltrami, Elena Bevilacqua, Francesco Biondo, Sarah Bellome, Virginio Bruscagin, Giacomo Calcagno, Sandro Carloni, Alberto Copparoni, Alex Da Torres, Piergiorgio Dessì, Patrizia Feltrin, Pasquale Franzè, Sonia G. Gasser, Susanna Gatto, Fulvio Gavinel, Mario Ghizzardi, Toni Gorlini, Tiziana Guerra, Liliia Kaluzhyna, Francesco Logoteta, Giorgio Lupano, Sandra Migliorini, Fausto Nazer, Ninni Pagano, Ottavio Pedditzi, Carla Pugliano, Dino Puglisi, Anna Protopapa, Rita Ricci, Rosangela Rotella, Alessia Scarpi, Elina Salomone, Maria Sturiale, Franco Tarantino, Marco Tulipani, Eleonora Valeri, Pierluigi Vidoni, Franco Volpi e Giuseppe Zumbolo.
Informazioni sull'evento
Biennale d'Arte di Cremona – III Edizione
📍 Ex Filanda di Soncino Via Cattaneo, 1 – 26029 Soncino (CR)
📅 Dal 13 al 19 giugno 2026
Inaugurazione
Sabato 13 giugno 2026, ore 17.00
Orari di apertura
13 e 14 giugno
10.00 – 12.30
14.30 – 18.00
Dal 15 al 19 giugno
15.00 – 18.00
Contatti
Tel. 0374 83188 - Cell. 347 7453260
E-mail:
casdea65@libero.it
giada.tarantino79@yahoo.it
13
giugno 2026
Francesco Biondo – Sentire Riso, Sentire Pece
Dal 13 al 19 giugno 2026
arte contemporanea
Location
EX FILANDA MERONI
Soncino, Largo Cattaneo, (Cremona)
Soncino, Largo Cattaneo, (Cremona)
Orario di apertura
13 e 14 giugno: 10.00/12.30 - 14.30/18.00
Dal 15 al 19 giugno: 15.00/18.00
Vernissage
13 Giugno 2026, 17:00
Autore
Curatore
Patrocini





