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Franco Mulas – ’68
La mostra presenta una serie di opere dipinte a cavallo del 1968; viste oggi, cinquanta anni dopo e con il disincanto dettatoci dalla storia, hanno la potenza di una premonizione, rilevando in modo immediato e folgorante il dramma e le contraddizioni di quel movimento.
Comunicato stampa
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In cinque decenni Franco Mulas ha tracciato un arco lungo e ricco di capitoli, iniziato con una figurazione di grande rigore che ha saputo raccogliere sollecitazioni internazionali e lo stimolo decisivo della Pop Art americana, ma che si colloca in modo autonomo e del tutto personale in un ampio contesto italiano ed europeo.
La mostra presenta una serie di opere dipinte da Franco Mulas a cavallo del 1968, che a cinquanta anni di distanza hanno la forza di una riflessione critica e la potenza di una premonizione, rilevando in modo immediato e folgorante il dramma e le contraddizioni di quel
movimento e l'impossibilità di una rivoluzione perennemente sognata e teorizzata con la forza
dell’utopia.
C'è nei dipinti tutta la frenesia dei corpi, la forza carnale della loro solitudine. C'è l'inizio dell'antropologia contemporanea del malessere profondo, ineludibile, narrata con il colore lucido che vuole rimanere e non offuscarsi.
Ecco allora la metamorfosi cercata da Franco Mulas: il manifesto del Maggio Francese diventa una
duratura pala del Duecento e le scalinate porose di Valle Giulia trasmettono il dolore fisico per un potere che non si è diffuso. Per un mondo nuovo che non è venuto.
La mostra presenta una serie di opere dipinte da Franco Mulas a cavallo del 1968, che a cinquanta anni di distanza hanno la forza di una riflessione critica e la potenza di una premonizione, rilevando in modo immediato e folgorante il dramma e le contraddizioni di quel
movimento e l'impossibilità di una rivoluzione perennemente sognata e teorizzata con la forza
dell’utopia.
C'è nei dipinti tutta la frenesia dei corpi, la forza carnale della loro solitudine. C'è l'inizio dell'antropologia contemporanea del malessere profondo, ineludibile, narrata con il colore lucido che vuole rimanere e non offuscarsi.
Ecco allora la metamorfosi cercata da Franco Mulas: il manifesto del Maggio Francese diventa una
duratura pala del Duecento e le scalinate porose di Valle Giulia trasmettono il dolore fisico per un potere che non si è diffuso. Per un mondo nuovo che non è venuto.
23
marzo 2018
Franco Mulas – ’68
Dal 23 marzo al 07 aprile 2018
arte moderna e contemporanea
Location
GALLERIA ANDRE’
Roma, Via Giulia, 175, (Roma)
Roma, Via Giulia, 175, (Roma)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 10,30 - 12,30 e 16 - 19,30
Vernissage
23 Marzo 2018, ore 18
Autore
Curatore




