Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Giacomo Filippini – Una visione del mondo
L’artista indaga il mondo, i suoi oggetti, la natura, gli alberi, ogni accensione creativa, tagliando il ferro, unendolo, accorpandolo, l’universo è percepito attraverso il gesto creativo oggi affogato in una luce profonda, testimoniale, preziosa, magica, unica.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
“Scenari” si campiona ad essere, in una città come Firenze, lo specchio di un’arte di frontiera, assolutamente in movimento, ipermoderna, ipertesa, ipercolta, mente e cuore, ma anche progetto e destino della comunicazione estetica. E’ con questo progetto, ideato e diretto dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, figura di piano internazionale, che si vuole indicare e sorreggere l’arte nuova e, dunque, protagonisti e bandiere, bandendo ogni culto del transitorio per porgere a tutti il culto dell'eterno. Il terzo millennio che fa vivere i processi creativi in un clima di saccheggiamento della realtà, perchè il futuro è ora, fra rappresentazioni e interpretazioni, ci porta a cogliere il nuovo destino della bellezza. Con l'arte vogliamo aprire finestre sul mondo, con l'arte vogliamo aprire stagioni eroiche, con l'arte vogliamo inaugurare una nuova civiltà. Finestre sul mondo è un punto di partenza. Con “Scenari” si troveranno ad essere coinvolti, ogni volta, sei artisti con sei mostre personali. I sei di questo capitolo sono Andy Ceausu, Giacomo Filippini, Giuliana Geronazzo, Alessandro Licchetta, Anna Pluda, Eugenia Serafini.
Scrive Carlo Franza nel testo: “Il principale dio del fuoco, dei metalli e della forgiatura nella mitologia greca è Efesto, assimilato al dio romano Vulcano. Fabbro divino dell’Olimpo, Efesto creava armi e oggetti preziosi per dei ed eroi nella sua officina, spesso situata all’interno di un vulcano. Nella mitologia Yoruba, il dio della guerra, del fuoco e del ferro è noto come Ogun. Da queste lontane premesse ancestrali e mitiche parte il lavoro di Giacomo Filippini, e parlare un po' del suo fare e costruire, del lavorare il ferro per un artista bresciano di chiara fama che si è misurato all’interno di linea novecentesca che per i materiali ha scelto nell’arte il ferro; ad iniziare da Umberto Boccioni l’esponente di spicco de Futurismo in scultura, che con la sua opera più celebre, Forme uniche della continuità nello spazio (1913), la cui forma si fonde con lo spazio circostante, teorizza la “scultura polimaterica”, utilizzando materiali diversi (ferro, vetro, legno) per esprimere la complessità della realtà moderna. E ancora Fausto Melotti (1901-1986) che si muove tra scultura, pittura e poesia, in cui forme geometriche e materiali leggeri (fili di metallo, gesso, terracotta) si combinano per creare composizioni delicate e suggestive come Teatrini (1950-1960 ca.). Eppoi Mirko Basaldella (1910-1969), noto per le sue sculture in ferro e bronzo ispirate all’arte primitiva e all’immaginario mitologico; e Pietro Consagra (1920-2005), noto per le sue sculture “frontali”, sottili lastre di metallo o legno che si sviluppano in verticale, creando un dialogo tra spazio e forma. Per non tralasciare Alexander Calder con le sue sculture “mobili”. Su queste nobili tracce Giacomo Filippini legge e indaga il mondo, i suoi oggetti, la natura, gli alberi, ogni accensione creativa, tagliando il ferro, unendolo, accorpandolo, movimentandolo. La sua lezione, alta e singolare, è un grande racconto sulla natura, e la visione del mondo, ogni opera che fa parte di un tutto come un lungo racconto, si legge e si vede come un libro aperto da sfogliare. Queste opere sono oggi un vero patrimonio dell’umanità, ma vanno lette anche come frammenti visivi per la materia e la luce e dispensatori di un legame profondo con la bellezza per l’estetica. Giacomo Filippini contempla il mondo prima di riscriverlo monocromo o a colori, e l’universo è percepito attraverso il gesto creativo oggi affogato in una luce profonda, testimoniale, preziosa, magica, unica, sorprendentemente avvolta in una creatività senza fine”.
Biografia dell’artista
Giacomo Filippini nato a Brescia, è cresciuto a stretto contatto con l’arte, girovagando fin da piccolo nel laboratorio della madre, Giuliana Geronazzo artista bresciana di chiara fama, conoscendo così movimenti e personalità che hanno costruito la storia dell’arte contemporanea bresciana; ha al suo attivo numerose esposizioni e performance sia presso le più prestigiose sedi espositive della sua città (Palazzo Martinengo, Musei Mazzucchelli, Museo Mille Migli) ma anche in numerose città tra cui Firenze, Genova, Mérida, Praga, Barcellona, Madeira, Matera, Malta, come in altre città e nazioni anche oltre oceano. Nel tempo Giacomo ha sperimenta nuove tecniche, tra cui le ceramiche e la raku; infine, il colpo di fulmine con il ferro, elaborando sculture di ogni dimensione comprese talune monumentali (la gigantesca “k” che si innalza per 15 metri, con peso di 15 quintali, nella Rotonda di Ciliverghe (bs). E’ approdato anche a Castelfranco, invitato dalla Galleria Castellano, subito dopo essere stato fra i protagonisti della Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea di Brescia. Le opere di Giacomo Filippini sono il risultato di sperimentazioni, studi e grande lavoro, ma anche di una curiosità innata, Nel 2026 è l’illustrissimo Prof. Carlo Franza ad invitarlo a tenere una mostra personale dal titolo “Una visione del mondo” nel Progetto Scenari al Plus Florence di Firenze; e ancora nel giugno 2026 su segnalazione del Presidente di Giuria Prof. Carlo Franza a Giacomo Filippini viene assegnato il Premio per la Scultura 2026 in occasione del Premium International Florence Seven Stars 2026 a Firenze. Hanno scritto del suo lavoro vari critici fra cui il Prof. Carlo Franza, e altri.
Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Allievo e Assistente di Giulio Carlo Argan. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, già Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università Estere (Università della Slesia, Università di New York). Docente nell’ Executive Master “Diplomatic, Economic and Strategic Perspectives in Global Scenarios” alla School of Management dell’Università LUM nella Villa Clerici sede del Campus di Milano, Docente nel Master di Fotografia (ARD&NT Institute di Milano - Accademia di Belle Arti di Brera e Politecnico di Milano) dell’Accademia di Brera e Politecnico di Milano e nel Master Universitario in Management dei Beni Culturali allo Ied di Milano. E' Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l'Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci Critici d’Arte più importanti d’Europa. Giornalista, Critico d’Arte dal 1974 a “Il Giornale” di Indro Montanelli, poi a “Libero” fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. Nel 2012 riprende sul quotidiano “Il Giornale” la collaborazione giornalistica come opinionista, unitamente alla sua Rubrica “Scenari dell'arte”, divenendo una delle Firme più lette. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Fa parte del Comitato Scientifico di importanti Archivi per l’Arte (Archivio Arturo Vermi- Milano). Dal 2022 è nel Comitato di indirizzo della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi presso l’Università degli Studi di Milano. E’ Giudice aggregato (dal 2022 al 2025) in Corte d’Assise d’Appello di Milano. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, il Premio delle Arti-Premio della Cultura nel 2000 (del quale è oggi Presidente di Giuria) e il Premio Salento Arte - Città di Tricase nel 2008 (del quale è oggi Presidente di Giuria), il Premium International Florence Seven Stars per la docenza universitaria e il giornalismo nel 2017 (del quale è oggi Presidente di Giuria). Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la Critica d'Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma-Sala Vanvitelliana il Premio ARTECOM-onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la Critica d’Arte. Nell’ottobre 2020 gli viene assegnato a Roma nella Biblioteca Vallicelliana il Premio Artecom-onlus come Protagonista della Cultura 2020. Nel 2025 ambienti accademici di diverse università tedesche lo hanno indicato tra i più influenti critici d’arte al mondo.
Scrive Carlo Franza nel testo: “Il principale dio del fuoco, dei metalli e della forgiatura nella mitologia greca è Efesto, assimilato al dio romano Vulcano. Fabbro divino dell’Olimpo, Efesto creava armi e oggetti preziosi per dei ed eroi nella sua officina, spesso situata all’interno di un vulcano. Nella mitologia Yoruba, il dio della guerra, del fuoco e del ferro è noto come Ogun. Da queste lontane premesse ancestrali e mitiche parte il lavoro di Giacomo Filippini, e parlare un po' del suo fare e costruire, del lavorare il ferro per un artista bresciano di chiara fama che si è misurato all’interno di linea novecentesca che per i materiali ha scelto nell’arte il ferro; ad iniziare da Umberto Boccioni l’esponente di spicco de Futurismo in scultura, che con la sua opera più celebre, Forme uniche della continuità nello spazio (1913), la cui forma si fonde con lo spazio circostante, teorizza la “scultura polimaterica”, utilizzando materiali diversi (ferro, vetro, legno) per esprimere la complessità della realtà moderna. E ancora Fausto Melotti (1901-1986) che si muove tra scultura, pittura e poesia, in cui forme geometriche e materiali leggeri (fili di metallo, gesso, terracotta) si combinano per creare composizioni delicate e suggestive come Teatrini (1950-1960 ca.). Eppoi Mirko Basaldella (1910-1969), noto per le sue sculture in ferro e bronzo ispirate all’arte primitiva e all’immaginario mitologico; e Pietro Consagra (1920-2005), noto per le sue sculture “frontali”, sottili lastre di metallo o legno che si sviluppano in verticale, creando un dialogo tra spazio e forma. Per non tralasciare Alexander Calder con le sue sculture “mobili”. Su queste nobili tracce Giacomo Filippini legge e indaga il mondo, i suoi oggetti, la natura, gli alberi, ogni accensione creativa, tagliando il ferro, unendolo, accorpandolo, movimentandolo. La sua lezione, alta e singolare, è un grande racconto sulla natura, e la visione del mondo, ogni opera che fa parte di un tutto come un lungo racconto, si legge e si vede come un libro aperto da sfogliare. Queste opere sono oggi un vero patrimonio dell’umanità, ma vanno lette anche come frammenti visivi per la materia e la luce e dispensatori di un legame profondo con la bellezza per l’estetica. Giacomo Filippini contempla il mondo prima di riscriverlo monocromo o a colori, e l’universo è percepito attraverso il gesto creativo oggi affogato in una luce profonda, testimoniale, preziosa, magica, unica, sorprendentemente avvolta in una creatività senza fine”.
Biografia dell’artista
Giacomo Filippini nato a Brescia, è cresciuto a stretto contatto con l’arte, girovagando fin da piccolo nel laboratorio della madre, Giuliana Geronazzo artista bresciana di chiara fama, conoscendo così movimenti e personalità che hanno costruito la storia dell’arte contemporanea bresciana; ha al suo attivo numerose esposizioni e performance sia presso le più prestigiose sedi espositive della sua città (Palazzo Martinengo, Musei Mazzucchelli, Museo Mille Migli) ma anche in numerose città tra cui Firenze, Genova, Mérida, Praga, Barcellona, Madeira, Matera, Malta, come in altre città e nazioni anche oltre oceano. Nel tempo Giacomo ha sperimenta nuove tecniche, tra cui le ceramiche e la raku; infine, il colpo di fulmine con il ferro, elaborando sculture di ogni dimensione comprese talune monumentali (la gigantesca “k” che si innalza per 15 metri, con peso di 15 quintali, nella Rotonda di Ciliverghe (bs). E’ approdato anche a Castelfranco, invitato dalla Galleria Castellano, subito dopo essere stato fra i protagonisti della Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea di Brescia. Le opere di Giacomo Filippini sono il risultato di sperimentazioni, studi e grande lavoro, ma anche di una curiosità innata, Nel 2026 è l’illustrissimo Prof. Carlo Franza ad invitarlo a tenere una mostra personale dal titolo “Una visione del mondo” nel Progetto Scenari al Plus Florence di Firenze; e ancora nel giugno 2026 su segnalazione del Presidente di Giuria Prof. Carlo Franza a Giacomo Filippini viene assegnato il Premio per la Scultura 2026 in occasione del Premium International Florence Seven Stars 2026 a Firenze. Hanno scritto del suo lavoro vari critici fra cui il Prof. Carlo Franza, e altri.
Biografia del curatore
Carlo Franza è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Nato ad Alessano (Lecce) nel 1949, è vissuto dal 1959 al 1980 a Roma dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Sociologia e Filosofia); dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Allievo e Assistente di Giulio Carlo Argan. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, già Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università Estere (Università della Slesia, Università di New York). Docente nell’ Executive Master “Diplomatic, Economic and Strategic Perspectives in Global Scenarios” alla School of Management dell’Università LUM nella Villa Clerici sede del Campus di Milano, Docente nel Master di Fotografia (ARD&NT Institute di Milano - Accademia di Belle Arti di Brera e Politecnico di Milano) dell’Accademia di Brera e Politecnico di Milano e nel Master Universitario in Management dei Beni Culturali allo Ied di Milano. E' Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l'Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci Critici d’Arte più importanti d’Europa. Giornalista, Critico d’Arte dal 1974 a “Il Giornale” di Indro Montanelli, poi a “Libero” fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. Nel 2012 riprende sul quotidiano “Il Giornale” la collaborazione giornalistica come opinionista, unitamente alla sua Rubrica “Scenari dell'arte”, divenendo una delle Firme più lette. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. E’ fondatore e direttore del Mimac della Fondazione Don Tonino Bello. Fa parte del Comitato Scientifico di importanti Archivi per l’Arte (Archivio Arturo Vermi- Milano). Dal 2022 è nel Comitato di indirizzo della Scuola di Giornalismo Walter Tobagi presso l’Università degli Studi di Milano. E’ Giudice aggregato (dal 2022 al 2025) in Corte d’Assise d’Appello di Milano. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, il Premio delle Arti-Premio della Cultura nel 2000 (del quale è oggi Presidente di Giuria) e il Premio Salento Arte - Città di Tricase nel 2008 (del quale è oggi Presidente di Giuria), il Premium International Florence Seven Stars per la docenza universitaria e il giornalismo nel 2017 (del quale è oggi Presidente di Giuria). Nel 2013 ha vinto il Premio “Berlino” per il Giornalismo e la Critica d'Arte. Nel 2016 ha vinto a Roma-Sala Vanvitelliana il Premio ARTECOM-onlus per il Giornalismo, la Docenza Universitaria e la Critica d’Arte. Nell’ottobre 2020 gli viene assegnato a Roma nella Biblioteca Vallicelliana il Premio Artecom-onlus come Protagonista della Cultura 2020. Nel 2025 ambienti accademici di diverse università tedesche lo hanno indicato tra i più influenti critici d’arte al mondo.
25
aprile 2026
Giacomo Filippini – Una visione del mondo
Dal 25 aprile al 19 novembre 2026
arte contemporanea
Location
PLUS FLORENCE
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Orario di apertura
Da lunedì a domenica su appuntamento
Vernissage
25 Aprile 2026, Ore 18.00
Autore
Curatore
Autore testo critico
Progetto grafico
Patrocini




