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Giacomo Ricci – Behind the Scene
Con questo appuntamento inaugurale di ciclo Stay Behind nome che rimanda alla rete di operazioni di resistenza e raccolta informazioni, organizzate in tutta Europa durante la guerra fredda, inner room pone l’attenzione su un crinale tra la produzione e la autorialità.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Nell'ambito di / A part of Open Zona Toselli
arte nei luoghi di produzione della / art in the places of production of the: Zona Artigianale di Viale Toselli in Siena
per il ciclo / for the cicle
STAY BEHIND
è lieta di presentare / is pleased to present
BEHIND THE SCENE
Giacomo Ricci
quando/when: opening 16.04.2026 h. 6.30 pm
dove / where: inner room©: fusi&fusi, Via Guccio di Mannaia, 15 I53100 Siena durata/duration: dal/from 16.04 — al/to 30.05 2026
orario/time: lun/mon-ven/fri: h 10.00 am-1.00 pm / 3.30 — 7.30 pm
sab: su appuntamento / on demand
engl: below
Con questo appuntamento inaugurale di ciclo Stay Behind nome che rimanda alla rete di operazioni di resistenza e raccolta informazioni, organizzate in tutta Europa durante la guerra fredda, inner room pone l’attenzione su un crinale tra la produzione e la autorialità. Forse il ciclo più aderente alla poetica strutturale dell’etichetta ovvero talenti che si occupano di altri talenti affinche niente rimanga incompiuto e lietamente presenta un ciclo di inediti di Giacomo Ricci.
Artista per chiamata, non proviene in origine da filiera formativa ma ha scelto questa piattaforma professionale per misteriosi motivi. Questo atteggiamento forse è alla base del suo iter in cui l’essere artista si manifesta totalmente nei confronti dell’opera intesa in se stessa, svincolata dall’incubo del chi fa cosa, dall’ansia di chi alla fine è convinto di firmare il prodotto.
Ricci infatti è una figura singolare a tratti unica nel panorama dell’arte almeno italiana, è riconociuto sia come autore di ricerca che come “ art handler/producer” ponendosi in termini autoriali in entrambi i casi conscio di una propria professionalità/sensibilità come un intellettuale che scrive per rotocalchi e che non riconosce confine tra le culture e quindi tra le opere. In questo mantenendo una freschezza e stupore giovane di chi si sorprende e continua a fare per farsi sorprendere sia che si tratti di ciò che firma che di ciò che realizza per e con altri.Ecco che la leva della sua arte acquisice qui una portata nuova, egli non attua un distinguo nell’azione in maniera schizoide facendo una prestazione alimentare a supporto di una propria ricerca ne tantomento affiliandosi politicamente ad una poetica, atteggiamenti questi riscontrabili in quella categoria che negli anni ‘70-‘80 andava sotto il nome di “negri di studio”.
Ricci attua un’arte dual-use performando nell’area del terziario artistico “chiavi in mano”, settore sempre più in sviluppo, che va dalla produzione just in time di opere on demand alla gestione show room e after sales. Proprio da queste esperienze ricava materia poetica e fisica per le opere di sua fattura. Da qui il titolo Behind the Scene che pone interrogativi su ciò che può essere una definizione di scena. Infatti da ciò che il sistema decreta come residuale egli trae nuova essenza formale assumendo nel carico valoriale dell’opera il corpo esperienziale che viene dalla produzione/gestione di altre opere di altri autori senza citarli e soprattutto non riconoscendoli nel ruolo che occupano all’interno del sistema dell’arte. Un fare che potremmo definire romanico, con tutto il carico assertivo e sovversivo che questo riferimento culturale innesca in una nuova dimensione del contemporaneo. Del resto figure di artisti che si sono prodigati in questo che abbiamo definito dual use ne incontriamo nella storia dell’arte, Vasari scrive che Donatello a Orsanmichele per metterli a dimora scantonò le spalle ai Santi Quattro Coronati in quanto Nanni di Banco in un afflato poetico riusciva a metterne solo tre in nicchia. In epoca più recente Frida Kahlo annovera nei suoi diari che per l’allestimento della sua mostra a Parigi nel 1939, fu il ready mader Duchamp trovò lo spazio e andò a comprare martello e chiodi per appendere i quadri. Come dire che alla fine, fuor di guadagno, solo l’arte aiuta l’arte.
Il coordinamento teoretico è a cura del Dr. Romeo Giuli
Ogni mostra propone un gioiello d’artista realizzato dai maestri artigiani della fusi&fusi,
per questa occasione nella inner room jewel box:
Taboo, Giacomo Ricci, 2026
Giacomo Ricci (Siena,1974) diplomato all’Accademia di Belle Arti di Perugia, vive e lavora a Siena. Artista multi disciplinare, la ricerca su temi quali identità, unicità e intimità lo portano nei primi anni tramite la pratica relazionale a considerare l'atto artistico come gesto condiviso e partecipato. Un percorso parallelo è contrassegnato invece da un ossessione per lo spazio, la quale si
manifesta con interventi specifici che trovano dimora solo ed esclusivamente nel luogo in cui nascono. Ad un periodo dedicato quasi completamente allo studio delle pratiche site relative, si affianca la sperimentazione su alcuni materiali “leggeri” come la polvere che portano l'artista alla creazione di opere prive (come lui stesso le definisce). Un indagine sui limiti etici e fisici del
mostrare, in un continuo balletto tra presenza e assenza si concretizza un processo fatto di depositi, percorsi lenti e dilatati.
Dal 2012 al 2019 con Agathe Rosa sono il duo RosaRicci, un progetto in cui i due approfondiscono l'idea di interventi legati all'architettura e al mimetismo. Nel 2015 fonda Fare Mente Locale un collettivo di artisti che riprende alcune delle tematiche affrontate in passato dall'artista come la partecipazione e la condivisione. In particolare cura il progetto Spazio Instabile un artist Run space nomade che interviene in spazi abbandonati con interventi site specific e dove grazie al progetto si attivano rigenerazioni a base culturale.
Da circa 20 anni svolge regolarmente, come free-lance, l’attività di art handler negli allestimenti di mostre e project manager nella produzione d’arte.
MOSTRE PERSONALI
2017 . Uno spessore fatto di quasi niente - M. Eremita - Sator Print, Siena
2015 . Sistema Colloidale - con RosaRicci - TILT Sonar - Colle Val D’Elsa, Siena
2012 . Framing - Esercizio Personale - Made in Filandia - Pieve a Presciano, Ar
2008 . Fundament studio 2008 - Tilburg - NL
MOSTRE COLLETTIVE
2024 . Il Lavoro dei Luoghi – E. Bruttini – Museo del Paesaggio – Castelnuovo Berardenga, Siena
2019 . Il Concetto Sospeso – C. Marco - Yurta Spazio d'Arte - Rapolano Terme, Siena
2018 . Dotland II - con RosaRicci - Peninsula - Zigarettenfabrik Schmargendorf - Berlin
2017 . Piani Sulla Cometa - S. Margiacchi - Spazio Siena, Siena
2016 . Bazar - C. Maccari - Palazzo Giorgi, Siena
2015 . Verso - Settimana di Arte e Architettura - con Fare Mente Locale - M. Eremita - Santa Maria della Scala, Siena
2015 . Imbastitura - con RosaRicci - Made in Filandia - Pieve a Presciano, Arezzo
2015 . Città Diffusa - con RosaRicci - C. Marco - La Ginestra - Montevarchi, Ar
2014 . Pae/saggio - con RosaRicci - C. Marco - La Ginestra - Montevarchi, Ar
2013 . Un Luogo Aperto – C. Taddei - Galleria Raffaele de Grada - S. Gimignano, Siena
2012 . Acqua - con RosaRicci - C. Marco - Vivaio Cioncolini e Vivaio Trenti - Montevarchi, Arezzo
2011 . Osmosis - A. Janta - Villa a Sesta, Siena
2010 . Made in Filandia 2010 - Pieve a Presciano, Arezzo
MOSTRE CURATE
2024 . Spazio Instabile 02 – Clarissa Baldassarri, Quotidiano per il Quotidiano – con Fare Mente Locale - Siena
2020 . Spazio Instabile 01 – Laura Pugno, L’ Attesa – con Fare Mente Locale - Colle Val D’Elsa, Siena
/
With this inaugural event in the Stay Behind series—a name that refers to its organization—Inner Room focuses on the nexus between production and authorship. Perhaps the series most closely reflects the label's poetics, that is, talents nurturing other talents so that nothing remains unfinished.
Lietamente presents a series of unreleased works by Giacomo Ricci.
An artist by calling, he doesn't originally come from a training background but chose this professional platform for mysterious reasons. This attitude perhaps underpins his journey, in which the artist's being manifests itself entirely in the work itself, free from the nightmare of who does what, from the anxiety of who ultimately believes they're signing the product.
Ricci is, in fact, a singular figure, at times unique, in the Italian art scene. He is recognized both as a research author and as an "art handler/producer," positioning himself in authorial terms in both cases, conscious of his own professionalism and sensitivity, like an intellectual who writes for magazines and who recognizes no boundaries between cultures and therefore between works. In this, he maintains the youthful freshness and wonder of someone who is surprised and continues to do things to be surprised, whether it's in what he signs or what he creates for and with others.
Here, the leverage of his art takes on a new dimension: he doesn't make a schizoid distinction in action, offering a “food” service in support of his own research, nor does he politically affiliate himself with a poetics—attitudes found in that category that in the 1970s and 1980s went by the name of "studio negroes."
Ricci practices dual-use art, performing in the system's artistic tertiary sector, an increasingly developing "turnkey" sector, ranging from just-in-time production of on-demand works to showroom and after-sales management. From these professional experiences, he draws poetic and physical material for his own works. Hence the title Behind the Scene which raises questions about what a definition of scene can be. Indeed, from what the system decrees as residual, he draws new formal essence, incorporating into the value-laden work the experiential body that comes from the production/management of other works by other artists without citing them and, above all, without recognizing their role within the art system. This approach could be defined as Romanesque, with all the assertive and subversive force that this cultural reference ignites in a new dimension of the contemporary. Indeed, we encounter artists who have dedicated themselves to what we have defined as dual use throughout art history. Vasari writes that Donatello, in order to place them in Orsanmichele, turned his back on the Santi Quattro Coronati because Nanni di Banco, in a poetic inspiration, could only fit three in the niche. More recently, Frida Kahlo noted in her diaries that for her 1939 exhibition in Paris, was the ready mader Duchamp who found the space and went to buy a hammer and nails to hang the paintings. As if to say that, in the end, aside from profit, only art helps art.
The theoretical coordination is by Dr. Romeo Giuli.
Each exhibition features an artist's jewel issued by the master artesans of Fusi&Fusi,
for this occasion in the inner room jewel box:
Taboo, Giacomo Ricci, 2026
Giacomo Ricci (Siena, 1974), a graduate of the Academy of Fine Arts in Perugia, lives and works in Siena. A multidisciplinary artist, his research into themes such as identity, uniqueness, and intimacy led him, through relational practice, to consider the artistic act as a shared and participatory gesture. A parallel path is marked by an obsession with space, which is manifested through specific interventions that find a home exclusively in the place where they originate. A period dedicated almost entirely to the study of site-related practices is accompanied by experimentation with certain "light" materials such as dust, leading the artist to create works without (as he himself defines them). An investigation into the ethical and physical limits of display, in a continuous dance between presence and absence, a process of deposits, slow and dilated paths, takes shape.
From 2012 to 2019, he and Agathe Rosa formed the duo RosaRicci, a project in which they explored the idea of interventions related to architecture and camouflage. In 2015, he founded Fare Mente Locale, an artist collective that takes up some of the artist's past themes, such as participation and sharing. He is particularly responsible for the Spazio Instabile project, a nomadic artist-run space that intervenes in abandoned spaces with site-specific interventions, where the project triggers culturally-based regeneration.
For about 20 years, he has regularly worked as a freelance art handler for exhibition setups and a project manager
in art production.
SOLO EXHIBITIONS
2017. Uno Spessore fatto di quasi niente - M. Eremita - Sator Print, Siena
2015. Sistema Colloidale - with RosaRicci - TILT Sonar - Colle Val D’Elsa, Siena
2012. Framing - Personal Exercise - Made in Filandia - Pieve a Presciano, Arezzo
2008. Fundament studio 2008 - Tilburg, NL
GROUP EXHIBITIONS
2024. The Work of Places - E. Bruttini - Landscape Museum - Castelnuovo Berardenga, Siena
2019. The Suspended Concept - C. Marco - Yurta Spazio d'Arte - Rapolano Terme, Siena
2018. Dotland II - with RosaRicci - Peninsula - Zigarettenfabrik Schmargendorf - Berlin
2017. Plans on the Comet - S. Margiacchi - Spazio Siena, Siena
2016. Bazar - C. Maccari - Palazzo Giorgi, Siena
2015. Verso - Week of Art and Architecture - with Fare Mente Locale - M. Eremita - Santa Maria della Scala, Siena
2015. Basting - with RosaRicci - Made in Filandia - Pieve a Presciano, Arezzo
2015. Diffused City - with RosaRicci - C. Marco - La Ginestra - Montevarchi, Arezzo
2014. Landscape - with RosaRicci - C. Marco - La Ginestra - Montevarchi, Arezzo
2013. An Open Place - C. Taddei - Raffaele de Grada Gallery - S. Gimignano, Siena
2012. Water - with RosaRicci - C. Marco - Cioncolini Nursery and Trenti Nursery - Montevarchi, Arezzo
2011. Osmosis - A. Janta - Villa a Sesta, Siena
2010. Made in Filandia 2010 - Pieve a Presciano, Arezzo
CURATED EXHIBITIONS
2024. Unstable Space 02 – Clarissa Baldassarri, Daily for the Daily – with Fare Mente Locale - Siena
2020. Unstable Space 01 – Laura Pugno, The Wait – with Fare Mente Locale - Colle Val D’Elsa, Siena
--------------------
info e contatti
inner room©
fusi&fusi
via G.di Mannaia, 15
53100 Siena
www.inner-room.org
innerroom1@gmail.com
www.radioarte.it
arte nei luoghi di produzione della / art in the places of production of the: Zona Artigianale di Viale Toselli in Siena
per il ciclo / for the cicle
STAY BEHIND
è lieta di presentare / is pleased to present
BEHIND THE SCENE
Giacomo Ricci
quando/when: opening 16.04.2026 h. 6.30 pm
dove / where: inner room©: fusi&fusi, Via Guccio di Mannaia, 15 I53100 Siena durata/duration: dal/from 16.04 — al/to 30.05 2026
orario/time: lun/mon-ven/fri: h 10.00 am-1.00 pm / 3.30 — 7.30 pm
sab: su appuntamento / on demand
engl: below
Con questo appuntamento inaugurale di ciclo Stay Behind nome che rimanda alla rete di operazioni di resistenza e raccolta informazioni, organizzate in tutta Europa durante la guerra fredda, inner room pone l’attenzione su un crinale tra la produzione e la autorialità. Forse il ciclo più aderente alla poetica strutturale dell’etichetta ovvero talenti che si occupano di altri talenti affinche niente rimanga incompiuto e lietamente presenta un ciclo di inediti di Giacomo Ricci.
Artista per chiamata, non proviene in origine da filiera formativa ma ha scelto questa piattaforma professionale per misteriosi motivi. Questo atteggiamento forse è alla base del suo iter in cui l’essere artista si manifesta totalmente nei confronti dell’opera intesa in se stessa, svincolata dall’incubo del chi fa cosa, dall’ansia di chi alla fine è convinto di firmare il prodotto.
Ricci infatti è una figura singolare a tratti unica nel panorama dell’arte almeno italiana, è riconociuto sia come autore di ricerca che come “ art handler/producer” ponendosi in termini autoriali in entrambi i casi conscio di una propria professionalità/sensibilità come un intellettuale che scrive per rotocalchi e che non riconosce confine tra le culture e quindi tra le opere. In questo mantenendo una freschezza e stupore giovane di chi si sorprende e continua a fare per farsi sorprendere sia che si tratti di ciò che firma che di ciò che realizza per e con altri.Ecco che la leva della sua arte acquisice qui una portata nuova, egli non attua un distinguo nell’azione in maniera schizoide facendo una prestazione alimentare a supporto di una propria ricerca ne tantomento affiliandosi politicamente ad una poetica, atteggiamenti questi riscontrabili in quella categoria che negli anni ‘70-‘80 andava sotto il nome di “negri di studio”.
Ricci attua un’arte dual-use performando nell’area del terziario artistico “chiavi in mano”, settore sempre più in sviluppo, che va dalla produzione just in time di opere on demand alla gestione show room e after sales. Proprio da queste esperienze ricava materia poetica e fisica per le opere di sua fattura. Da qui il titolo Behind the Scene che pone interrogativi su ciò che può essere una definizione di scena. Infatti da ciò che il sistema decreta come residuale egli trae nuova essenza formale assumendo nel carico valoriale dell’opera il corpo esperienziale che viene dalla produzione/gestione di altre opere di altri autori senza citarli e soprattutto non riconoscendoli nel ruolo che occupano all’interno del sistema dell’arte. Un fare che potremmo definire romanico, con tutto il carico assertivo e sovversivo che questo riferimento culturale innesca in una nuova dimensione del contemporaneo. Del resto figure di artisti che si sono prodigati in questo che abbiamo definito dual use ne incontriamo nella storia dell’arte, Vasari scrive che Donatello a Orsanmichele per metterli a dimora scantonò le spalle ai Santi Quattro Coronati in quanto Nanni di Banco in un afflato poetico riusciva a metterne solo tre in nicchia. In epoca più recente Frida Kahlo annovera nei suoi diari che per l’allestimento della sua mostra a Parigi nel 1939, fu il ready mader Duchamp trovò lo spazio e andò a comprare martello e chiodi per appendere i quadri. Come dire che alla fine, fuor di guadagno, solo l’arte aiuta l’arte.
Il coordinamento teoretico è a cura del Dr. Romeo Giuli
Ogni mostra propone un gioiello d’artista realizzato dai maestri artigiani della fusi&fusi,
per questa occasione nella inner room jewel box:
Taboo, Giacomo Ricci, 2026
Giacomo Ricci (Siena,1974) diplomato all’Accademia di Belle Arti di Perugia, vive e lavora a Siena. Artista multi disciplinare, la ricerca su temi quali identità, unicità e intimità lo portano nei primi anni tramite la pratica relazionale a considerare l'atto artistico come gesto condiviso e partecipato. Un percorso parallelo è contrassegnato invece da un ossessione per lo spazio, la quale si
manifesta con interventi specifici che trovano dimora solo ed esclusivamente nel luogo in cui nascono. Ad un periodo dedicato quasi completamente allo studio delle pratiche site relative, si affianca la sperimentazione su alcuni materiali “leggeri” come la polvere che portano l'artista alla creazione di opere prive (come lui stesso le definisce). Un indagine sui limiti etici e fisici del
mostrare, in un continuo balletto tra presenza e assenza si concretizza un processo fatto di depositi, percorsi lenti e dilatati.
Dal 2012 al 2019 con Agathe Rosa sono il duo RosaRicci, un progetto in cui i due approfondiscono l'idea di interventi legati all'architettura e al mimetismo. Nel 2015 fonda Fare Mente Locale un collettivo di artisti che riprende alcune delle tematiche affrontate in passato dall'artista come la partecipazione e la condivisione. In particolare cura il progetto Spazio Instabile un artist Run space nomade che interviene in spazi abbandonati con interventi site specific e dove grazie al progetto si attivano rigenerazioni a base culturale.
Da circa 20 anni svolge regolarmente, come free-lance, l’attività di art handler negli allestimenti di mostre e project manager nella produzione d’arte.
MOSTRE PERSONALI
2017 . Uno spessore fatto di quasi niente - M. Eremita - Sator Print, Siena
2015 . Sistema Colloidale - con RosaRicci - TILT Sonar - Colle Val D’Elsa, Siena
2012 . Framing - Esercizio Personale - Made in Filandia - Pieve a Presciano, Ar
2008 . Fundament studio 2008 - Tilburg - NL
MOSTRE COLLETTIVE
2024 . Il Lavoro dei Luoghi – E. Bruttini – Museo del Paesaggio – Castelnuovo Berardenga, Siena
2019 . Il Concetto Sospeso – C. Marco - Yurta Spazio d'Arte - Rapolano Terme, Siena
2018 . Dotland II - con RosaRicci - Peninsula - Zigarettenfabrik Schmargendorf - Berlin
2017 . Piani Sulla Cometa - S. Margiacchi - Spazio Siena, Siena
2016 . Bazar - C. Maccari - Palazzo Giorgi, Siena
2015 . Verso - Settimana di Arte e Architettura - con Fare Mente Locale - M. Eremita - Santa Maria della Scala, Siena
2015 . Imbastitura - con RosaRicci - Made in Filandia - Pieve a Presciano, Arezzo
2015 . Città Diffusa - con RosaRicci - C. Marco - La Ginestra - Montevarchi, Ar
2014 . Pae/saggio - con RosaRicci - C. Marco - La Ginestra - Montevarchi, Ar
2013 . Un Luogo Aperto – C. Taddei - Galleria Raffaele de Grada - S. Gimignano, Siena
2012 . Acqua - con RosaRicci - C. Marco - Vivaio Cioncolini e Vivaio Trenti - Montevarchi, Arezzo
2011 . Osmosis - A. Janta - Villa a Sesta, Siena
2010 . Made in Filandia 2010 - Pieve a Presciano, Arezzo
MOSTRE CURATE
2024 . Spazio Instabile 02 – Clarissa Baldassarri, Quotidiano per il Quotidiano – con Fare Mente Locale - Siena
2020 . Spazio Instabile 01 – Laura Pugno, L’ Attesa – con Fare Mente Locale - Colle Val D’Elsa, Siena
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With this inaugural event in the Stay Behind series—a name that refers to its organization—Inner Room focuses on the nexus between production and authorship. Perhaps the series most closely reflects the label's poetics, that is, talents nurturing other talents so that nothing remains unfinished.
Lietamente presents a series of unreleased works by Giacomo Ricci.
An artist by calling, he doesn't originally come from a training background but chose this professional platform for mysterious reasons. This attitude perhaps underpins his journey, in which the artist's being manifests itself entirely in the work itself, free from the nightmare of who does what, from the anxiety of who ultimately believes they're signing the product.
Ricci is, in fact, a singular figure, at times unique, in the Italian art scene. He is recognized both as a research author and as an "art handler/producer," positioning himself in authorial terms in both cases, conscious of his own professionalism and sensitivity, like an intellectual who writes for magazines and who recognizes no boundaries between cultures and therefore between works. In this, he maintains the youthful freshness and wonder of someone who is surprised and continues to do things to be surprised, whether it's in what he signs or what he creates for and with others.
Here, the leverage of his art takes on a new dimension: he doesn't make a schizoid distinction in action, offering a “food” service in support of his own research, nor does he politically affiliate himself with a poetics—attitudes found in that category that in the 1970s and 1980s went by the name of "studio negroes."
Ricci practices dual-use art, performing in the system's artistic tertiary sector, an increasingly developing "turnkey" sector, ranging from just-in-time production of on-demand works to showroom and after-sales management. From these professional experiences, he draws poetic and physical material for his own works. Hence the title Behind the Scene which raises questions about what a definition of scene can be. Indeed, from what the system decrees as residual, he draws new formal essence, incorporating into the value-laden work the experiential body that comes from the production/management of other works by other artists without citing them and, above all, without recognizing their role within the art system. This approach could be defined as Romanesque, with all the assertive and subversive force that this cultural reference ignites in a new dimension of the contemporary. Indeed, we encounter artists who have dedicated themselves to what we have defined as dual use throughout art history. Vasari writes that Donatello, in order to place them in Orsanmichele, turned his back on the Santi Quattro Coronati because Nanni di Banco, in a poetic inspiration, could only fit three in the niche. More recently, Frida Kahlo noted in her diaries that for her 1939 exhibition in Paris, was the ready mader Duchamp who found the space and went to buy a hammer and nails to hang the paintings. As if to say that, in the end, aside from profit, only art helps art.
The theoretical coordination is by Dr. Romeo Giuli.
Each exhibition features an artist's jewel issued by the master artesans of Fusi&Fusi,
for this occasion in the inner room jewel box:
Taboo, Giacomo Ricci, 2026
Giacomo Ricci (Siena, 1974), a graduate of the Academy of Fine Arts in Perugia, lives and works in Siena. A multidisciplinary artist, his research into themes such as identity, uniqueness, and intimacy led him, through relational practice, to consider the artistic act as a shared and participatory gesture. A parallel path is marked by an obsession with space, which is manifested through specific interventions that find a home exclusively in the place where they originate. A period dedicated almost entirely to the study of site-related practices is accompanied by experimentation with certain "light" materials such as dust, leading the artist to create works without (as he himself defines them). An investigation into the ethical and physical limits of display, in a continuous dance between presence and absence, a process of deposits, slow and dilated paths, takes shape.
From 2012 to 2019, he and Agathe Rosa formed the duo RosaRicci, a project in which they explored the idea of interventions related to architecture and camouflage. In 2015, he founded Fare Mente Locale, an artist collective that takes up some of the artist's past themes, such as participation and sharing. He is particularly responsible for the Spazio Instabile project, a nomadic artist-run space that intervenes in abandoned spaces with site-specific interventions, where the project triggers culturally-based regeneration.
For about 20 years, he has regularly worked as a freelance art handler for exhibition setups and a project manager
in art production.
SOLO EXHIBITIONS
2017. Uno Spessore fatto di quasi niente - M. Eremita - Sator Print, Siena
2015. Sistema Colloidale - with RosaRicci - TILT Sonar - Colle Val D’Elsa, Siena
2012. Framing - Personal Exercise - Made in Filandia - Pieve a Presciano, Arezzo
2008. Fundament studio 2008 - Tilburg, NL
GROUP EXHIBITIONS
2024. The Work of Places - E. Bruttini - Landscape Museum - Castelnuovo Berardenga, Siena
2019. The Suspended Concept - C. Marco - Yurta Spazio d'Arte - Rapolano Terme, Siena
2018. Dotland II - with RosaRicci - Peninsula - Zigarettenfabrik Schmargendorf - Berlin
2017. Plans on the Comet - S. Margiacchi - Spazio Siena, Siena
2016. Bazar - C. Maccari - Palazzo Giorgi, Siena
2015. Verso - Week of Art and Architecture - with Fare Mente Locale - M. Eremita - Santa Maria della Scala, Siena
2015. Basting - with RosaRicci - Made in Filandia - Pieve a Presciano, Arezzo
2015. Diffused City - with RosaRicci - C. Marco - La Ginestra - Montevarchi, Arezzo
2014. Landscape - with RosaRicci - C. Marco - La Ginestra - Montevarchi, Arezzo
2013. An Open Place - C. Taddei - Raffaele de Grada Gallery - S. Gimignano, Siena
2012. Water - with RosaRicci - C. Marco - Cioncolini Nursery and Trenti Nursery - Montevarchi, Arezzo
2011. Osmosis - A. Janta - Villa a Sesta, Siena
2010. Made in Filandia 2010 - Pieve a Presciano, Arezzo
CURATED EXHIBITIONS
2024. Unstable Space 02 – Clarissa Baldassarri, Daily for the Daily – with Fare Mente Locale - Siena
2020. Unstable Space 01 – Laura Pugno, The Wait – with Fare Mente Locale - Colle Val D’Elsa, Siena
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info e contatti
inner room©
fusi&fusi
via G.di Mannaia, 15
53100 Siena
www.inner-room.org
innerroom1@gmail.com
www.radioarte.it
16
aprile 2026
Giacomo Ricci – Behind the Scene
Dal 16 aprile al 30 maggio 2026
arte contemporanea
Location
INNER ROOM – FUSI&FUSI
Siena, via guccio di mannaia, 15, (Siena)
Siena, via guccio di mannaia, 15, (Siena)
Orario di apertura
lun/mon-ven/fri: h 10.00 am-1.00 pm / 3.30 — 7.30 pm
Vernissage
16 Aprile 2026, 18.30
Autore
Curatore
Produzione organizzazione




