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Giorgio Ferri – Hand’s Portraits
Tredici scatti fotografici raffiguranti altrettanti dorsi di mani, appartenenti a soggetti differenti.
Comunicato stampa
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“Hand's Portraits” consiste in una serie di tredici scatti fotografici raffiguranti altrettanti dorsi di mani, appartenenti a soggetti differenti.
La genesi dell’opera affonda le sue radici in spunti riflessivi di matrice differente, prima tra tutte l’analisi darwiniana delle fondamentali divergenze tra uomo e primate: nella mano lo studioso identifica la sorgente del potenziale distaccamento dell’essere umano dal mondo animale, risorsa che da un lato consente l’innalzamento dal punto di vista tecnico pratico, dall’altro affranca da un’esistenza di soli istinti.
Strettamente connesso a quest’ambito di ragionamento è un passaggio particolare della filosofia elaborata da Engels, in cui l’identità fisica della mano si traduce in sinonimo simbolico di “attività”, emblema della forza creatrice in potenza dell’uomo.
Il taglio intimista degli scatti, rafforzato dalla scelta estetica del bianco e nero, focalizza in secondo luogo l’attenzione sull’aspetto patetico ed emotivo; facendo appello alla tradizione gitana della chiromanzia, in particolare, in senso lato, alla pratica della lettura della mano, di quest’ultima viene messa in luce la portata di vissuto esperienziale dell’individuo, trasformandola in una sorta di “specchio della personalità”.
La mano non si riduce così a mero mezzo d’azione, ma assurge al ruolo di finestra sulla vita, di compendio riguardante epos e genos dell’individuo stesso.
In “Hand's Portraits” ogni vena, ogni taglio, ogni solco o scalfitura nella superficie della pelle si trasforma in testimonianza, diventa marcatore del vissuto dell’individuo, delle sue scelte, della sua personalità, segni risultanti di una vita intera in cui ogni azione compiuta ha lasciato marchio indelebile di sè.
La genesi dell’opera affonda le sue radici in spunti riflessivi di matrice differente, prima tra tutte l’analisi darwiniana delle fondamentali divergenze tra uomo e primate: nella mano lo studioso identifica la sorgente del potenziale distaccamento dell’essere umano dal mondo animale, risorsa che da un lato consente l’innalzamento dal punto di vista tecnico pratico, dall’altro affranca da un’esistenza di soli istinti.
Strettamente connesso a quest’ambito di ragionamento è un passaggio particolare della filosofia elaborata da Engels, in cui l’identità fisica della mano si traduce in sinonimo simbolico di “attività”, emblema della forza creatrice in potenza dell’uomo.
Il taglio intimista degli scatti, rafforzato dalla scelta estetica del bianco e nero, focalizza in secondo luogo l’attenzione sull’aspetto patetico ed emotivo; facendo appello alla tradizione gitana della chiromanzia, in particolare, in senso lato, alla pratica della lettura della mano, di quest’ultima viene messa in luce la portata di vissuto esperienziale dell’individuo, trasformandola in una sorta di “specchio della personalità”.
La mano non si riduce così a mero mezzo d’azione, ma assurge al ruolo di finestra sulla vita, di compendio riguardante epos e genos dell’individuo stesso.
In “Hand's Portraits” ogni vena, ogni taglio, ogni solco o scalfitura nella superficie della pelle si trasforma in testimonianza, diventa marcatore del vissuto dell’individuo, delle sue scelte, della sua personalità, segni risultanti di una vita intera in cui ogni azione compiuta ha lasciato marchio indelebile di sè.
18
ottobre 2011
Giorgio Ferri – Hand’s Portraits
Dal 18 ottobre al 06 novembre 2011
fotografia
Location
CALISTO CAFE’
Vailate, Via Alessandro Manzoni, 2, (Cremona)
Vailate, Via Alessandro Manzoni, 2, (Cremona)
Orario di apertura
da martedì a venerdì 8 - 15:30 / 19:30 - 2, sabato e festivi 8 - 12:30 / 16:30 - 2
Vernissage
18 Ottobre 2011, ore 21
Autore




