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Giorgio Laveri – Effetti Personali
Le opere di Giorgio Laveri, in cui gli accenti cromatici e la qualità compositiva trovano una particolare enfasi nella materia ceramica, sottolineano la discrepanza fra il consumismo più spietato e la passione con cui l’uomo si lega agli oggetti.
Comunicato stampa
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la Galleria Terre d’Arte presnta la mostra "Effetti personali" con opere in ceramica dell’artista savonese Giorgio Laveri.
La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Terre d’Arte, curato da Riccardo Zelatore.
Artista eclettico, curioso del mondo dell'immagine, instancabile sperimentatore per il quale l'arte visiva non ha confini nè distinzioni Giorgio Laveri ha maturato, a partire dai primi anni 70, esperienze artistiche in campo cinematografico e teatrale, avviando in parallelo una ricerca pittorica e plastica tesa a sviluppare correlazioni fra le differenti discipline artistiche.
Le opere di Giorgio Laveri, in cui gli accenti cromatici e la qualità compositiva trovano una particolare enfasi nella materia ceramica, sottolineano la discrepanza fra il consumismo più spietato e la passione con cui l’uomo si lega agli oggetti, fra l’azzeramento dei significati ed il bisogno emotivo di forma e oggettualità, fra tendenza all’abbandono e necessità di recupero.
Giorgio Laveri è nato a Savona. Dopo gli studi di formazione professionale sulla regia televisiva, collabora con Salvatore Passarella e dipinge una serie di Murales sulla condizione del popolo Cileno dopo il golpe del 1972 (Milano, Roma, Brescia, Vicenza).
Nel 1973 allestisce la prima personale alla Galleria Vultur di Genova e fonda con Nando Anerdi del Derby di Milano il gruppo teatrale “Rosacroce”.
Dopo una serie di collaborazioni con diverse Produzioni Cinematografiche, gira il suo primo cortometraggio “La bella addormentata nel bosco” inserito in uno spettacolo satirico-teatrale di cui è anche autore.
Dal 1974 si dedica professionalmente al cinema e al teatro..
Nel contempo attiva una ricerca sull’espressione artistica legata alla ceramica e al cinema.
Numerose le personali sul tema che allestisce agli inizi degli anni ’80 con cataloghi di Giorgio Dibitonto, Silvia Broggi, Marco Casiraghi, Brasilia Pellegrinelli.
Nel 1985 realizza una linea di ceramiche per l’ufficio a tema “cinematografico” e la Banque National de Paris organizza una sua mostra presso la Sala delle Quattro Colonne nella sede Milanese.
Nel 1986 in occasione dei festeggiamenti degli 80 anni della Titanus Cinematografica, alle isole Eolie, viene presentata “Cineceramica”. I “fotogrammi in ceramica” tratti da grandi films che compongono questa mostra verranno presentati anche a Trani, Albisola e Milano, in Galleria del Duomo, in occasione della premiazione dei films vincitori a Venezia nel 1988.
Alla fine degli anni ’80 nasce la prima delle numerose sperimentazioni di Ceramica-Luce-Movimento. Tra le tante “Delitto in Cineceramica”: una pièce teatrale presentata in anteprima nazionale al Festival Teatrale di Borgio Verezzi
Parallelamente all’evento, proposto in numerose città italiane, viene presentata una mostra composta da opere di grande formato legate alla sua attività teatrale.
Nel 1993 aderisce al gruppo francese Art Mobil con il quale progetta una serie di eventi in Italia e in Francia. Firma con Patrick Moya e Veronique Champollion la prima parte del Manifesto del Movimento Artistico Mediterraneo tuttora in evoluzione.
Nel 1996 fonda con il Dipartimento di Salute Mentale di Genova, “Il Giardino del Mago” con il quale produce una nutritissima serie di lavori legati alla sperimentazione teatrale, cinematografica e pittorica.
Nel 1997 presenta una nuova serie di lavori in ceramica nella sede della Banque National de Paris a Montecarlo.
Dal 1998 ad oggi 94 eventi che passano dalla sperimentazione alla performance hanno caratterizzato il suo lavoro.
Fra i più recenti l’allestimento, nel dicembre 2007, della personale “Man & Woman” alla galleria Insight in Roma e la partecipazione a “Start Miami” a cura di Design District - Miami.
In occasione della mostra “Effetti Personali” presso la Galleria Terre d’Arte, Giorgio Laveri ha pensato e realizzato un nuovo lavoro in ceramica intitolato “Giandujotto” che vuol essere un omaggio al capoluogo piemontese e all’evento “Torino 2008 World Design Capital”.
In totale coerenza con la sua ultima linea espressiva e con la vena ironica di sempre l’artista ligure ha voluto interpretare il tipico cioccolatino a forma di barca rovesciata che si produce a Torino dal 1865, solitamente avvolto in carta dorata o argentata, che tanto piaceva ad Andy Warhol. Ancora una volta Laveri gioca con tutte le risorse del mestiere e della cultura, tra apologia e derisione, tra incanto e invettiva, per presentare questo nuovo virtuoso oggetto in ceramica smaltata al gran fuoco della misura di circa 30 centimetri.
L’opera, creata in collaborazione con l’artigiano Sandro Da Boit, è stata realizzata in esclusiva per la Galleria Terre d’Arte in 50 esemplari decorati adottando per le scritte uno dei verdi Pantone indicati nell’ambito dell’iniziativa “Another green colour” della comunicazione Torino 2008.
La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da Terre d’Arte, curato da Riccardo Zelatore.
Artista eclettico, curioso del mondo dell'immagine, instancabile sperimentatore per il quale l'arte visiva non ha confini nè distinzioni Giorgio Laveri ha maturato, a partire dai primi anni 70, esperienze artistiche in campo cinematografico e teatrale, avviando in parallelo una ricerca pittorica e plastica tesa a sviluppare correlazioni fra le differenti discipline artistiche.
Le opere di Giorgio Laveri, in cui gli accenti cromatici e la qualità compositiva trovano una particolare enfasi nella materia ceramica, sottolineano la discrepanza fra il consumismo più spietato e la passione con cui l’uomo si lega agli oggetti, fra l’azzeramento dei significati ed il bisogno emotivo di forma e oggettualità, fra tendenza all’abbandono e necessità di recupero.
Giorgio Laveri è nato a Savona. Dopo gli studi di formazione professionale sulla regia televisiva, collabora con Salvatore Passarella e dipinge una serie di Murales sulla condizione del popolo Cileno dopo il golpe del 1972 (Milano, Roma, Brescia, Vicenza).
Nel 1973 allestisce la prima personale alla Galleria Vultur di Genova e fonda con Nando Anerdi del Derby di Milano il gruppo teatrale “Rosacroce”.
Dopo una serie di collaborazioni con diverse Produzioni Cinematografiche, gira il suo primo cortometraggio “La bella addormentata nel bosco” inserito in uno spettacolo satirico-teatrale di cui è anche autore.
Dal 1974 si dedica professionalmente al cinema e al teatro..
Nel contempo attiva una ricerca sull’espressione artistica legata alla ceramica e al cinema.
Numerose le personali sul tema che allestisce agli inizi degli anni ’80 con cataloghi di Giorgio Dibitonto, Silvia Broggi, Marco Casiraghi, Brasilia Pellegrinelli.
Nel 1985 realizza una linea di ceramiche per l’ufficio a tema “cinematografico” e la Banque National de Paris organizza una sua mostra presso la Sala delle Quattro Colonne nella sede Milanese.
Nel 1986 in occasione dei festeggiamenti degli 80 anni della Titanus Cinematografica, alle isole Eolie, viene presentata “Cineceramica”. I “fotogrammi in ceramica” tratti da grandi films che compongono questa mostra verranno presentati anche a Trani, Albisola e Milano, in Galleria del Duomo, in occasione della premiazione dei films vincitori a Venezia nel 1988.
Alla fine degli anni ’80 nasce la prima delle numerose sperimentazioni di Ceramica-Luce-Movimento. Tra le tante “Delitto in Cineceramica”: una pièce teatrale presentata in anteprima nazionale al Festival Teatrale di Borgio Verezzi
Parallelamente all’evento, proposto in numerose città italiane, viene presentata una mostra composta da opere di grande formato legate alla sua attività teatrale.
Nel 1993 aderisce al gruppo francese Art Mobil con il quale progetta una serie di eventi in Italia e in Francia. Firma con Patrick Moya e Veronique Champollion la prima parte del Manifesto del Movimento Artistico Mediterraneo tuttora in evoluzione.
Nel 1996 fonda con il Dipartimento di Salute Mentale di Genova, “Il Giardino del Mago” con il quale produce una nutritissima serie di lavori legati alla sperimentazione teatrale, cinematografica e pittorica.
Nel 1997 presenta una nuova serie di lavori in ceramica nella sede della Banque National de Paris a Montecarlo.
Dal 1998 ad oggi 94 eventi che passano dalla sperimentazione alla performance hanno caratterizzato il suo lavoro.
Fra i più recenti l’allestimento, nel dicembre 2007, della personale “Man & Woman” alla galleria Insight in Roma e la partecipazione a “Start Miami” a cura di Design District - Miami.
In occasione della mostra “Effetti Personali” presso la Galleria Terre d’Arte, Giorgio Laveri ha pensato e realizzato un nuovo lavoro in ceramica intitolato “Giandujotto” che vuol essere un omaggio al capoluogo piemontese e all’evento “Torino 2008 World Design Capital”.
In totale coerenza con la sua ultima linea espressiva e con la vena ironica di sempre l’artista ligure ha voluto interpretare il tipico cioccolatino a forma di barca rovesciata che si produce a Torino dal 1865, solitamente avvolto in carta dorata o argentata, che tanto piaceva ad Andy Warhol. Ancora una volta Laveri gioca con tutte le risorse del mestiere e della cultura, tra apologia e derisione, tra incanto e invettiva, per presentare questo nuovo virtuoso oggetto in ceramica smaltata al gran fuoco della misura di circa 30 centimetri.
L’opera, creata in collaborazione con l’artigiano Sandro Da Boit, è stata realizzata in esclusiva per la Galleria Terre d’Arte in 50 esemplari decorati adottando per le scritte uno dei verdi Pantone indicati nell’ambito dell’iniziativa “Another green colour” della comunicazione Torino 2008.
31
gennaio 2008
Giorgio Laveri – Effetti Personali
Dal 31 gennaio all'otto marzo 2008
arte moderna e contemporanea
Location
GALLERIA TERRE D’ARTE
Torino, Via Maria Vittoria, 20a, (Torino)
Torino, Via Maria Vittoria, 20a, (Torino)
Orario di apertura
da lunedì a sabato 10,30 -12,30 e 16 -19,30
Vernissage
31 Gennaio 2008, dalle 18
Autore
Curatore




