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Giovanni Alfano – Dovunque il mondo
Di soggetti semplici, di una grammatica lieve, si avvale nel dipingere Giovanni Alfano; una pittura che rivela qualcosa di diradato, che si concede e si nega a chi intende ritrovarne le parti inespresse, non dichiarate
Comunicato stampa
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Lo sguardo lieve della pittura
Marco Alfano
Di soggetti semplici, di una grammatica lieve, si avvale
nel dipingere Giovanni Alfano; una pittura che rivela qualcosa
di diradato, che si concede e si nega a chi intende ritrovarne le
parti inespresse, non dichiarate.
In alcune tele, le immagini sembrano celebrare, in una
sorta di “collage” iconografico, un silenzio definitivo, e qualcosa
di effimero, nel momento in cui la luce la illumina in modo
transitorio: il faro solitario sul mare, la mongolfiera bianca
sospesa al cielo come a un filo, il grande albero ripiegato sul
carico del fogliame e dei suoi secoli, sino alla stereoscopica
visione del sentiero perduto nel bosco, tutto giocato sui toni
grigi, su ciò che attende oltre il visibile.
E se l’oggetto in questi dipinti non era la natura, più
accorata mi sembra la ricerca interessata a rivelare le
possibilità di un riscatto estetico in immagini attuali. Non
più accostamenti bizzarri, quindi, ma visioni struggenti che,
partendo da fotogrammi mossi o fotografie sfocate dal velo
della memoria, ritrovano nel colore e nel senso dell’attimo,
l’accettazione di una bellezza nuova e inattesa, che rivelano
una “posizione” che appare la sola veramente attuale, poiché è
quella che non trova una posizione.
Lo sguardo della pittura, come l’anima, vive nel tempo
dell’istante, nello spazio esiguo della propria manifestazione,
in una brevità luminosa (accecante) che non può durare. È
uno sguardo pieno di una “grazia” consapevole della dolente
vita dell’uomo, ben diversa - si osserverà con Sergio Quinzio
– da una malintesa “beatitudine”, dove potrà rivelarsi anche
la bellezza di memorie felici: l’aria lucente d’inverno sul mare
turbato, le passeggiate senza pensieri su scoscese rinsecchite
petraglie, le tonalità brune e serene di un pomeriggio,
l’immagine del figlio ridente, alla sua prima festa.
È ancora la possibilità offerta dall’immagine del visibile,
di un mondo che è dovunque, che pure stenta a farsi amare
– quasi perfettamente inutile rispetto al tempo “vero” che
attende di rivelarsi; sarà ancora nello sguardo della pittura,
nella sua voce labile, nella traccia impressa dall’artista sulla
tela, che si troveranno mescolate insieme amore, disperazione
e speranza.
Marco Alfano
Di soggetti semplici, di una grammatica lieve, si avvale
nel dipingere Giovanni Alfano; una pittura che rivela qualcosa
di diradato, che si concede e si nega a chi intende ritrovarne le
parti inespresse, non dichiarate.
In alcune tele, le immagini sembrano celebrare, in una
sorta di “collage” iconografico, un silenzio definitivo, e qualcosa
di effimero, nel momento in cui la luce la illumina in modo
transitorio: il faro solitario sul mare, la mongolfiera bianca
sospesa al cielo come a un filo, il grande albero ripiegato sul
carico del fogliame e dei suoi secoli, sino alla stereoscopica
visione del sentiero perduto nel bosco, tutto giocato sui toni
grigi, su ciò che attende oltre il visibile.
E se l’oggetto in questi dipinti non era la natura, più
accorata mi sembra la ricerca interessata a rivelare le
possibilità di un riscatto estetico in immagini attuali. Non
più accostamenti bizzarri, quindi, ma visioni struggenti che,
partendo da fotogrammi mossi o fotografie sfocate dal velo
della memoria, ritrovano nel colore e nel senso dell’attimo,
l’accettazione di una bellezza nuova e inattesa, che rivelano
una “posizione” che appare la sola veramente attuale, poiché è
quella che non trova una posizione.
Lo sguardo della pittura, come l’anima, vive nel tempo
dell’istante, nello spazio esiguo della propria manifestazione,
in una brevità luminosa (accecante) che non può durare. È
uno sguardo pieno di una “grazia” consapevole della dolente
vita dell’uomo, ben diversa - si osserverà con Sergio Quinzio
– da una malintesa “beatitudine”, dove potrà rivelarsi anche
la bellezza di memorie felici: l’aria lucente d’inverno sul mare
turbato, le passeggiate senza pensieri su scoscese rinsecchite
petraglie, le tonalità brune e serene di un pomeriggio,
l’immagine del figlio ridente, alla sua prima festa.
È ancora la possibilità offerta dall’immagine del visibile,
di un mondo che è dovunque, che pure stenta a farsi amare
– quasi perfettamente inutile rispetto al tempo “vero” che
attende di rivelarsi; sarà ancora nello sguardo della pittura,
nella sua voce labile, nella traccia impressa dall’artista sulla
tela, che si troveranno mescolate insieme amore, disperazione
e speranza.
08
gennaio 2012
Giovanni Alfano – Dovunque il mondo
Dall'otto gennaio al 05 febbraio 2012
arte contemporanea
Location
PAGEA ARTE CONTEMPORANEA
Angri, Via Concilio, 50, (Salerno)
Angri, Via Concilio, 50, (Salerno)
Orario di apertura
tutti i giorni dalle 18.00 alle 20, domenica e festivi per appuntamento, lunedì chiuso
Vernissage
8 Gennaio 2012, ore 19.30
Autore
Curatore




