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Giovanni Borga – Living through personal crisis
Living through personal crisis è la mostra personale di Giovanni Borga a cura di Ghëddo presso la Galleria Weber & Weber di Torino. L’evento si inserisce nell’ambito della quarta edizione di TO.BE, il programma più ampio di mostre che prevede la collaborazione tra artisti, musei e spazi d’arte.
Comunicato stampa
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La mostra personale di Giovanni Borga, Living through personal crisis, indaga la progressiva dissoluzione dell’individuo contemporaneo all’interno di sistemi tecnologici e mediali che plasmano la percezione emotiva e ridefiniscono il rapporto con la realtà. Attraverso installazioni, interventi sonori e opere su carta, il percorso espositivo esplora forme di ansia collettiva e strategie di adattamento individuale, oscillando tra dimensione privata e coscienza condivisa.
Fulcro della mostra è Willie Pete (2026), dispositivo composto da un tapis roulant sul cui nastro scorrono, in loop continuo, i lampi di una detonazione al fosforo bianco ripresi pochi istanti prima dell’impatto su un quartiere urbano. L’immagine, serigrafata lungo tutta la superficie mobile, porta con sé una forma di ambiguità visiva che oscilla tra euforia e minaccia. Ciò che potrebbe inizialmente apparire come un’esplosione pirotecnica rivela gradualmente la propria natura distruttiva, ipertrofica e medializzata. Nel suo flusso scorrevole e ininterrotto, l’opera riflette intorno alle ricadute del doomscrolling e dell’assuefazione digitale, tra sovraesposizione, desensibilizzazione e dissociazione.
La serie di disegni Living through personal crisis (2026), da cui deriva il titolo della mostra, prende forma attraverso la copiatura ossessiva, realizzata con carta carbone, di titoli provenienti da manuali popolari di auto-aiuto. Isolati dal loro contesto editoriale e al tempo stesso preservati nelle loro specificità grafiche, i titoli si presentano come i frammenti di un discorso collettivo orientato al miglioramento personale. Attraverso l’accumulazione e l’accostamento, emerge una logica discorsiva riconducibile al paradigma neoliberale, in cui il disagio viene progressivamente interiorizzato come compito individuale e il benessere perseguito in quanto forma di aspirazione sociale. Con Trenodia (2025), la mostra si espande nella dimensione sonora, attraverso un dispositivo composto da trombe d’auto modificate. Il richiamo emesso dagli strumenti acustici, generalmente associati alla segnalazione di pericolo su strada, viene smorzato mediante tappi in gommapiuma e valvole a sfera. Il risultato è un paesaggio sonoro sospeso tra l’allarme e il lamento: un ronzio persistente che sembra trattenere una pressione emotiva e sociale pronta a esplodere.
Fulcro della mostra è Willie Pete (2026), dispositivo composto da un tapis roulant sul cui nastro scorrono, in loop continuo, i lampi di una detonazione al fosforo bianco ripresi pochi istanti prima dell’impatto su un quartiere urbano. L’immagine, serigrafata lungo tutta la superficie mobile, porta con sé una forma di ambiguità visiva che oscilla tra euforia e minaccia. Ciò che potrebbe inizialmente apparire come un’esplosione pirotecnica rivela gradualmente la propria natura distruttiva, ipertrofica e medializzata. Nel suo flusso scorrevole e ininterrotto, l’opera riflette intorno alle ricadute del doomscrolling e dell’assuefazione digitale, tra sovraesposizione, desensibilizzazione e dissociazione.
La serie di disegni Living through personal crisis (2026), da cui deriva il titolo della mostra, prende forma attraverso la copiatura ossessiva, realizzata con carta carbone, di titoli provenienti da manuali popolari di auto-aiuto. Isolati dal loro contesto editoriale e al tempo stesso preservati nelle loro specificità grafiche, i titoli si presentano come i frammenti di un discorso collettivo orientato al miglioramento personale. Attraverso l’accumulazione e l’accostamento, emerge una logica discorsiva riconducibile al paradigma neoliberale, in cui il disagio viene progressivamente interiorizzato come compito individuale e il benessere perseguito in quanto forma di aspirazione sociale. Con Trenodia (2025), la mostra si espande nella dimensione sonora, attraverso un dispositivo composto da trombe d’auto modificate. Il richiamo emesso dagli strumenti acustici, generalmente associati alla segnalazione di pericolo su strada, viene smorzato mediante tappi in gommapiuma e valvole a sfera. Il risultato è un paesaggio sonoro sospeso tra l’allarme e il lamento: un ronzio persistente che sembra trattenere una pressione emotiva e sociale pronta a esplodere.
11
giugno 2026
Giovanni Borga – Living through personal crisis
Dall'undici giugno al 18 luglio 2026
arte contemporanea
Location
WEBER & WEBER ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Torino, Via San Tommaso, 7, (Torino)
Torino, Via San Tommaso, 7, (Torino)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 15:30 - 19:30
Vernissage
11 Giugno 2026, ore 18 - 21
Sito web
Autore
Curatore
Autore testo critico
Sponsor
Patrocini




