Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Giulio Paolini – Fuori programma
L’artista ha realizzato per l’occasione un progetto che si compone di installazioni site specific all’interno delle quali trovano spazio anche lavori storici in grado di offrire ai visitatori un’articolata visione del suo lavoro
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Sculture, installazioni ambientali, disegni a parete e fotografie creano, al secondo piano del museo, un percorso espositivo che si basa sulla considerazione dell’Accademia intesa in senso classico quale luogo della trasmissione della conoscenza e depositaria dell’arte. Tutta la personale ruota intorno all’idea di arte come veicolo del sapere e deposito di storia e tradizione. Questo concetto è ulteriormente rafforzato dal fatto che il percorso si estende fino all’atrio della Pinacoteca d’Arte Antica dell’Accademia Carrara e a quello dell’Accademia di Belle Arti, dove sono esposte altre due opere. Paolini ha concepito le sale secondo questa logica ricostruendo in ciascuna e rivisitandole, un’aula di pittura, una di scultura e una di disegno, dedicando l’ultima sala ad un’installazione che rimanda all’atelier dell’artista riunendovi gli strumenti del suo lavoro e tematizzando il concetto stesso di biografia degli artisti.
Paolini analizza il rapporto tra le opere, lo spazio espositivo e i comportamenti degli spettatori e sin dagli anni Sessanta si concentra sull’analisi del vedere e sull’arte considerata come una struttura linguistica che parla di se stessa. L’artista ha sviluppato una complessa ricerca incentrata sulla figura dell'autore come operatore del linguaggio e complice dello spettatore. Le sue opere, improntate a una dichiarata teatralità, mettono in scena l'attesa di un'immagine incognita che, sempre alla ricerca di un modello allo stesso tempo nuovo e antico, sfugge costantemente alla propria definizione. Tra le principali caratteristiche del suo modo operativo figurano la citazione, la duplicazione e la frammentazione, impiegati come espedienti per inscenare la distanza rispetto a un modello compiuto e per fare dell'opera un "teatro dell'evocazione". Questi procedimenti, che attingono a un vasto repertorio di mitologie e memorie culturali, recuperate attraverso la fotografia, il collage e il calco in gesso, si concretizzano in allestimenti articolati e compositi, imperniati su dinamiche additive - come la serialità, la ripetizione e la giustapposizione -, centrifughe – come l’esplosione e la dispersione a partire dal centro - o centripete - come la concentrazione, la sovrapposizione e l’incastro.
Cenni biografici
Esponente di punta dell’arte italiana e internazionale, Giulio Paolini (Genova, 1940) ha attraversato l’Arte Povera e Concettuale, restando sempre fedele ad una peculiare forma di classicità contemporanea; con il linguaggio della fotografia, dell’installazione e della scultura egli interroga la natura dell’arte, il ruolo dell’artista e quello dello spettatore, nonché il significato stesso dell’atto del guardare.
L’opera di Giulio Paolini è stata presentata presso importanti istituzioni museali: il MuHKA di Anversa, il Walker Art Center di Minneapolis, l’Hirshhorn Museum and Sculture Garden di Washington, il Museum of Contemporary Art di Sidney, la Tate Modern di Londra, la Fondation Cartier pour l'art contemporain e il Centre Pompidou di Parigi e il Migros Museum für Gegenwartskunst di Zurigo; ha preso, inoltre, parte a numerose edizioni di Documenta a Kassel (1972, 1977, 1982, 1992) e della Biennale di Venezia (1970, 1976, 1978, 1980, 1984, 1986, 1993, 1995, 1997). Fin dagli esordi, Paolini ha accompagnato la sua produzione artistica con riflessioni e dichiarazioni, riunite nel corso del tempo in libri d'artista, antologie di scritti e altre pubblicazioni in varie lingue. A partire dal 1969 Paolini dedica al teatro una intensa attività, svolta per lungo tempo, in collaborazione con Carlo Quartucci.
Paolini analizza il rapporto tra le opere, lo spazio espositivo e i comportamenti degli spettatori e sin dagli anni Sessanta si concentra sull’analisi del vedere e sull’arte considerata come una struttura linguistica che parla di se stessa. L’artista ha sviluppato una complessa ricerca incentrata sulla figura dell'autore come operatore del linguaggio e complice dello spettatore. Le sue opere, improntate a una dichiarata teatralità, mettono in scena l'attesa di un'immagine incognita che, sempre alla ricerca di un modello allo stesso tempo nuovo e antico, sfugge costantemente alla propria definizione. Tra le principali caratteristiche del suo modo operativo figurano la citazione, la duplicazione e la frammentazione, impiegati come espedienti per inscenare la distanza rispetto a un modello compiuto e per fare dell'opera un "teatro dell'evocazione". Questi procedimenti, che attingono a un vasto repertorio di mitologie e memorie culturali, recuperate attraverso la fotografia, il collage e il calco in gesso, si concretizzano in allestimenti articolati e compositi, imperniati su dinamiche additive - come la serialità, la ripetizione e la giustapposizione -, centrifughe – come l’esplosione e la dispersione a partire dal centro - o centripete - come la concentrazione, la sovrapposizione e l’incastro.
Cenni biografici
Esponente di punta dell’arte italiana e internazionale, Giulio Paolini (Genova, 1940) ha attraversato l’Arte Povera e Concettuale, restando sempre fedele ad una peculiare forma di classicità contemporanea; con il linguaggio della fotografia, dell’installazione e della scultura egli interroga la natura dell’arte, il ruolo dell’artista e quello dello spettatore, nonché il significato stesso dell’atto del guardare.
L’opera di Giulio Paolini è stata presentata presso importanti istituzioni museali: il MuHKA di Anversa, il Walker Art Center di Minneapolis, l’Hirshhorn Museum and Sculture Garden di Washington, il Museum of Contemporary Art di Sidney, la Tate Modern di Londra, la Fondation Cartier pour l'art contemporain e il Centre Pompidou di Parigi e il Migros Museum für Gegenwartskunst di Zurigo; ha preso, inoltre, parte a numerose edizioni di Documenta a Kassel (1972, 1977, 1982, 1992) e della Biennale di Venezia (1970, 1976, 1978, 1980, 1984, 1986, 1993, 1995, 1997). Fin dagli esordi, Paolini ha accompagnato la sua produzione artistica con riflessioni e dichiarazioni, riunite nel corso del tempo in libri d'artista, antologie di scritti e altre pubblicazioni in varie lingue. A partire dal 1969 Paolini dedica al teatro una intensa attività, svolta per lungo tempo, in collaborazione con Carlo Quartucci.
05
aprile 2006
Giulio Paolini – Fuori programma
Dal 05 aprile al 06 agosto 2006
arte contemporanea
Location
GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
Bergamo, Via San Tomaso, 53, (Bergamo)
Bergamo, Via San Tomaso, 53, (Bergamo)
Biglietti
€ 4; ridotto € 2,50
Orario di apertura
aperto: Pasqua, Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno
da martedì a domenica: 10 – 19 / giovedì: 10 – 22 / lunedì chiuso
Vernissage
5 Aprile 2006, ore 18.30
Editore
SILVANA EDITORIALE
Ufficio stampa
CLP
Autore
Curatore



