Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Giusi Santoro – Al di là dello sguardo.
Pittrice italiana di sensibile talento, che argomenta non solo l’effusione della materia,quasi che cominci da zero,ma la fa ritrovare sulla tela come corrosa da un tempo che vi batte a tratti, per cui sembra mostrare i suoi quadri come si mostra una ferita,secondo gli stilemi del pudore.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
“Scenari” si campiona ad essere, in una città come Firenze, lo specchio di un’arte di frontiera, assolutamente in movimento, ipermoderna, ipertesa, ipercolta, mente e cuore, ma anche progetto e destino della comunicazione estetica. E’ con questo progetto, ideato e diretto dall’illustre Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza, figura di piano internazionale, che si vuole indicare e sorreggere l’arte nuova e, dunque, protagonisti e bandiere, bandendo ogni culto del transitorio per porgere a tutti il culto dell'eterno. Il terzo millennio che fa vivere i processi creativi in un clima di saccheggiamento della realtà, perchè il futuro è ora, fra rappresentazioni e interpretazioni, ci porta a cogliere il nuovo destino della bellezza. Con l'arte vogliamo aprire finestre sul mondo, con l'arte vogliamo aprire stagioni eroiche, con l'arte vogliamo inaugurare una nuova civiltà. Finestre sul mondo è un punto di partenza. Con “Scenari” si troveranno ad essere coinvolti, ogni volta, sei artisti con sei mostre personali. I sei di questo capitolo sono Giuseppe Kramer Badoni, Filippo Capperucci, Patrizio Giacomelli, Salvatore Nestola, Giusy Santoro, Tony Tedesco.
Scrive Carlo Franza nel testo: “ Le buone stagioni della pittura sono state spesso investigate e sorvegliate da artisti innovativi e dunque riproposte occasionalmente come nuove, pur con varianti capaci di stratificare rivoli sensazionali. E’ il caso del lavoro informale di Giusy Santoro, pittrice italiana di sensibile talento, che argomenta non solo l’effusione della materia ,quasi che cominci da zero,ma la fa ritrovare sulla tela come corrosa da un tempo che vi batte a tratti, per cui sembra mostrare i suoi quadri come si mostra una ferita,secondo gli stilemi del pudore. C’è di più, il suo è un esercizio mentale, d’avanguardia, che volge verso un paesaggio astratto, selvaggio e dinamico, trasfigurato da finestre di colore che affiorano qua e là, fruga la realtà sotto il profilo dell’avventura,e ogni fantasia diventa cifra capillare, stazione di meditazione e di pausa. Materia e colore vivono questa solennità astratta e il mondo informale, risorge tra spessori e frantumi, tumulti, urti, gorghi, graffiature e soprattutto ai toni che sanguinano. Dietro ogni dipinto c’è una tessitura ideativa di forte spessore, grazie alla costruzione e al colore, portando questa pittura ad essere anche documento carico di spessore omogeneo. Esibisce le difficoltà sacrificali dell’io dilacerato e consunto soprattutto fisicamente, ritrova l’uomo d'oggi nelle deserte oasi, descrive piuttosto che le monotone verità dell’uomo, l’iconologia spettrale con una penombra che invade con abbagli. Poi in taluni dipinti, a quell’irrequietezza dell’immagine, alla simbolicità che affoga in un mare di colore monocromo o bidimensionale,si adegua quasi liturgicamente, come calasse dal cielo una sorta di misticismo orgiastico, una superficie capace di valori percettivi con stimolazioni emotive e inconsce. Bagliori come giochi di teofania,,vale a dire apparizioni del divino attraverso la luce. Monocromi o poco più, con il privilegio del bianco, certi dipinti recentissimi che non devono leggersi in antitesi a quelli dove vi partecipa l’immagine figurale. Semmai quell’immagine irrequieta via via è divenuta ossificazione del simbolo, divenuta poi naturalmente nuvola di colore. Qui la presenza di Philip Guston e Hans Hofmann è più certa, proprio nei fondi con stesure monocrome, interrotte da presenze dai margini sfumati. I dipinti di Giusi Santoro paiono così pareti colorate, un segnare un di là e un di quà del mondo. Le tinte, poi, fanno si che l’opera non sia una parete che divide, ma il punto generatore di uno spazio sempre nuovo. Giusy Santoro con questi nuovi dipinti pare quasi saturare i colori, e in queste grandi dimensioni una generale assenza di profondità fisica è sopperita da una profondità spirituale capace di riferire capacità trasformative; il quadro non rappresenta più cose, ma è cosa in sè, non racconta più, è già compiuto e sufficiente a se stesso, leggendosi materia colorata”.
Cenni biografici dell’artista
Giusi Santoro, siciliana, studia al Liceo classico Maurolico di Messina. Poi la facoltà di Architettura e l’Accademia di Belle Arti di Brera, con Carpi, Cantatore, Manfrini e Purificato. Continua all’Accademia Raffaello di Urbino, nell’arte della litografia e del restauro di reperti archeologici. Si reca in Spagna alla "Escola di Labisbal" (1987). Insegna materie artistiche nelle scuole statali dal 1970 al 1996. La sua attività espositiva inizia negli anni ‘50/60. M. Ghilardi su "La Fiera Letteraria" del 1964:"una pittrice seria in valido sviluppo e tale da costituire una promessa della giovane arte italiana". Soggiorna in Francia, nel 1963 e nel 1964, in Inghilterra e Olanda nel 1965. Espone in mostre personali (Cremona, San Donato, Mantova, Soncino,Vicenza, Milano, Schio, Torino, Savona, Firenze,ecc.) e organizza happening per diffondere l’antica tecnica giapponese della ceramica Raku. Negli anni '90 opera come docente di scultura per il Comune di Milano. Contemporaneamente propone il primo corso di ceramica del Centro Donna di San Donato Milanese, e nel 1998 partecipa alla nascita della civica scuola d' arte "William Ciola", dove ha organizzato corsi di ceramica raku e scultura fino al 2012. Vive a San Donato Milanese, e attualmente è alla guida di allievi per l'approfondimento dell'arte scultorea e della ceramica Raku. Sue opere in collezioni private e pubbliche sia in Italia che all'estero, tra cui: Galleria Torrazzo di Cremona, L’Agrifoglio di Milano, Cascina Roma, Museo di Maccagno, Palazzo Fogazzaro di Schio, Galleria Primo Piano di Vicenza, Comune di San Donato Milanese, Provincia di Milano e privati. Presente su riviste e libri d’arte. Della sua arte hanno scritto Ghilardi, Cara, Eva Tea, Villani, Coccia, Mascherpa, Carlo Franza e altri. Nel 2013 lo Storico dell'Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza la invita con una personale al Plus Florence di Firenze, e la candida al Premio delle Arti Premio della Cultura XXV edizione al Circolo della Stampa di Milano.
Biografia del curatore
Carlo Franza, nato nel 1949, è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Critico d’Arte. E’ vissuto a Roma dal 1959 al 1980 dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Filosofia e Sociologia). Si è laureato con Giulio Carlo Argan di cui è stato allievo e Assistente. Dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università estere. Docente nel Master Universitario “Management e Valorizzazione dei Beni Culturali” allo IED di Milano. E' Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l'Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci Critici d’Arte più importanti d’Europa. Giornalista, critico d’arte dal 1974 a Il Giornale di Indro Montanelli, oggi a Libero fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. E’ fondatore e direttore del MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte, il Premio Città di Alassio nel 1980, il Premio Barocco-Città di Gallipoli nel 1990, il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (di cui è presidente di giuria dal 2001) e il Premio Città di Tricase nel 2008.
Scrive Carlo Franza nel testo: “ Le buone stagioni della pittura sono state spesso investigate e sorvegliate da artisti innovativi e dunque riproposte occasionalmente come nuove, pur con varianti capaci di stratificare rivoli sensazionali. E’ il caso del lavoro informale di Giusy Santoro, pittrice italiana di sensibile talento, che argomenta non solo l’effusione della materia ,quasi che cominci da zero,ma la fa ritrovare sulla tela come corrosa da un tempo che vi batte a tratti, per cui sembra mostrare i suoi quadri come si mostra una ferita,secondo gli stilemi del pudore. C’è di più, il suo è un esercizio mentale, d’avanguardia, che volge verso un paesaggio astratto, selvaggio e dinamico, trasfigurato da finestre di colore che affiorano qua e là, fruga la realtà sotto il profilo dell’avventura,e ogni fantasia diventa cifra capillare, stazione di meditazione e di pausa. Materia e colore vivono questa solennità astratta e il mondo informale, risorge tra spessori e frantumi, tumulti, urti, gorghi, graffiature e soprattutto ai toni che sanguinano. Dietro ogni dipinto c’è una tessitura ideativa di forte spessore, grazie alla costruzione e al colore, portando questa pittura ad essere anche documento carico di spessore omogeneo. Esibisce le difficoltà sacrificali dell’io dilacerato e consunto soprattutto fisicamente, ritrova l’uomo d'oggi nelle deserte oasi, descrive piuttosto che le monotone verità dell’uomo, l’iconologia spettrale con una penombra che invade con abbagli. Poi in taluni dipinti, a quell’irrequietezza dell’immagine, alla simbolicità che affoga in un mare di colore monocromo o bidimensionale,si adegua quasi liturgicamente, come calasse dal cielo una sorta di misticismo orgiastico, una superficie capace di valori percettivi con stimolazioni emotive e inconsce. Bagliori come giochi di teofania,,vale a dire apparizioni del divino attraverso la luce. Monocromi o poco più, con il privilegio del bianco, certi dipinti recentissimi che non devono leggersi in antitesi a quelli dove vi partecipa l’immagine figurale. Semmai quell’immagine irrequieta via via è divenuta ossificazione del simbolo, divenuta poi naturalmente nuvola di colore. Qui la presenza di Philip Guston e Hans Hofmann è più certa, proprio nei fondi con stesure monocrome, interrotte da presenze dai margini sfumati. I dipinti di Giusi Santoro paiono così pareti colorate, un segnare un di là e un di quà del mondo. Le tinte, poi, fanno si che l’opera non sia una parete che divide, ma il punto generatore di uno spazio sempre nuovo. Giusy Santoro con questi nuovi dipinti pare quasi saturare i colori, e in queste grandi dimensioni una generale assenza di profondità fisica è sopperita da una profondità spirituale capace di riferire capacità trasformative; il quadro non rappresenta più cose, ma è cosa in sè, non racconta più, è già compiuto e sufficiente a se stesso, leggendosi materia colorata”.
Cenni biografici dell’artista
Giusi Santoro, siciliana, studia al Liceo classico Maurolico di Messina. Poi la facoltà di Architettura e l’Accademia di Belle Arti di Brera, con Carpi, Cantatore, Manfrini e Purificato. Continua all’Accademia Raffaello di Urbino, nell’arte della litografia e del restauro di reperti archeologici. Si reca in Spagna alla "Escola di Labisbal" (1987). Insegna materie artistiche nelle scuole statali dal 1970 al 1996. La sua attività espositiva inizia negli anni ‘50/60. M. Ghilardi su "La Fiera Letteraria" del 1964:"una pittrice seria in valido sviluppo e tale da costituire una promessa della giovane arte italiana". Soggiorna in Francia, nel 1963 e nel 1964, in Inghilterra e Olanda nel 1965. Espone in mostre personali (Cremona, San Donato, Mantova, Soncino,Vicenza, Milano, Schio, Torino, Savona, Firenze,ecc.) e organizza happening per diffondere l’antica tecnica giapponese della ceramica Raku. Negli anni '90 opera come docente di scultura per il Comune di Milano. Contemporaneamente propone il primo corso di ceramica del Centro Donna di San Donato Milanese, e nel 1998 partecipa alla nascita della civica scuola d' arte "William Ciola", dove ha organizzato corsi di ceramica raku e scultura fino al 2012. Vive a San Donato Milanese, e attualmente è alla guida di allievi per l'approfondimento dell'arte scultorea e della ceramica Raku. Sue opere in collezioni private e pubbliche sia in Italia che all'estero, tra cui: Galleria Torrazzo di Cremona, L’Agrifoglio di Milano, Cascina Roma, Museo di Maccagno, Palazzo Fogazzaro di Schio, Galleria Primo Piano di Vicenza, Comune di San Donato Milanese, Provincia di Milano e privati. Presente su riviste e libri d’arte. Della sua arte hanno scritto Ghilardi, Cara, Eva Tea, Villani, Coccia, Mascherpa, Carlo Franza e altri. Nel 2013 lo Storico dell'Arte Moderna e Contemporanea Prof. Carlo Franza la invita con una personale al Plus Florence di Firenze, e la candida al Premio delle Arti Premio della Cultura XXV edizione al Circolo della Stampa di Milano.
Biografia del curatore
Carlo Franza, nato nel 1949, è uno Storico dell’Arte Moderna e Contemporanea, italiano. Critico d’Arte. E’ vissuto a Roma dal 1959 al 1980 dove ha studiato e conseguito tre lauree all’Università Statale La Sapienza (Lettere, Filosofia e Sociologia). Si è laureato con Giulio Carlo Argan di cui è stato allievo e Assistente. Dal 1980 è a Milano dove tuttora risiede. Professore Straordinario di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea, Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana. Visiting Professor nell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e in altre numerose Università estere. Docente nel Master Universitario “Management e Valorizzazione dei Beni Culturali” allo IED di Milano. E' Consulente Tecnico del Tribunale di Milano per l'Arte Moderna e Contemporanea. E’ stato indicato dal “Times” fra i dieci Critici d’Arte più importanti d’Europa. Giornalista, critico d’arte dal 1974 a Il Giornale di Indro Montanelli, oggi a Libero fondato da Vittorio Feltri e diretto da Maurizio Belpietro. E’ fondatore e direttore del MIMAC della Fondazione Don Tonino Bello. Ha al suo attivo decine di libri fondamentali e migliaia di pubblicazioni e cataloghi con presentazioni di mostre. Si è interessato dei più importanti artisti del mondo dei quali ne ha curato prestigiosissime mostre. Dal 2001 al 2007 è stato Consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Ha vinto per il Giornalismo e la Critica d’Arte, il Premio Città di Alassio nel 1980, il Premio Barocco-Città di Gallipoli nel 1990, il Premio Cortina nel 1994, il Premio Saint Vincent nel 1995, il Premio Bormio nel 1996, il Premio Milano nel 1998, e il Premio delle Arti Premio della Cultura nel 2000 (di cui è presidente di giuria dal 2001) e il Premio Città di Tricase nel 2008.
20
aprile 2013
Giusi Santoro – Al di là dello sguardo.
Dal 20 aprile al 07 novembre 2013
arte contemporanea
Location
PLUS FLORENCE
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Firenze, Via Santa Caterina D'alessandria, 15, (Firenze)
Orario di apertura
da lunedì a domenica su appuntamento
Vernissage
20 Aprile 2013, ore 18.00
Autore
Curatore




