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Glenda Tinti
Il tormento di una forza emotiva, un mondo fantastico che oltrepassa il reale per aggrapparsi agli estremi di una favola dal linguaggio difficile spigoloso, una macchina che produce forme buffe , impacciate e crudeli.
Comunicato stampa
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La Galleria Wikiarte
In Via San Felice 18, Bologna
È lieta di invitarvi 15 settembre 2012 ore 18.00
Alla inaugurazione della personale di
L'immagine è poesia scritta, è cupa, oppure deviata, oppure stregata, oppure le tre cose assieme.
C'è una reinvenzione di genere in cui convivono e si sovrappongono gotico e fiabesco, humour nero e disincantata e profonda melancolia abissale.
L'intera opera di Glenda Tinti racconta il tormento di una forza emotiva, un mondo fantastico che oltrepassa il reale per aggrapparsi agli estremi di una favola dal linguaggio difficile, spigoloso, una macchina che produce forme buffe , impacciate e crudeli.
Il primo piano, il fermo immagine che ci si presenta non ha nulla di sincronico, di momentaneo: al contrario è il risultato di un perdurante di cui non conosciamo né il prima né il dopo, ma ne scopriamo il segreto senza tradirne la sorpresa.
I grandi occhi spalancati – spesso gli unici punti di luce a informare la dimensione narrativa del quadro – sono il dettaglio che aumenta la dimensione fantastica della storia: tutto avanza verso il “sempre meno reale” con una forza e determinazione donchisciottesca, sfidando e tentando di cercare qualcosa che non si conosce, non si sa cosa sia, ma mettendoci tutta la passione e determinazione possibile.
C'è l'efficacia di una raffinatezza estetica nei racconti di Glenda Tinti, forme ritagliate da una immaginazione visionaria che possiedono la vigorosa energia di ogni singola ripresa, di ogni inquadratura che è sintesi di un fine lavoro di montaggio intuitivo.
I momenti di tensione restano in sintonia col buio, le sequenze si accumulano in dissolvenza lasciando campo ai contrasti – netti – tra colore e non colore: il set costruito è in tutto cinematografico, un racconto dettagliato sospeso nell'inafferrabilità del perturbante.
Non c'è voglia di spaventare, piuttosto di divertire con la propria, graziosa mostruosità.
Alberto Gross
In Via San Felice 18, Bologna
È lieta di invitarvi 15 settembre 2012 ore 18.00
Alla inaugurazione della personale di
L'immagine è poesia scritta, è cupa, oppure deviata, oppure stregata, oppure le tre cose assieme.
C'è una reinvenzione di genere in cui convivono e si sovrappongono gotico e fiabesco, humour nero e disincantata e profonda melancolia abissale.
L'intera opera di Glenda Tinti racconta il tormento di una forza emotiva, un mondo fantastico che oltrepassa il reale per aggrapparsi agli estremi di una favola dal linguaggio difficile, spigoloso, una macchina che produce forme buffe , impacciate e crudeli.
Il primo piano, il fermo immagine che ci si presenta non ha nulla di sincronico, di momentaneo: al contrario è il risultato di un perdurante di cui non conosciamo né il prima né il dopo, ma ne scopriamo il segreto senza tradirne la sorpresa.
I grandi occhi spalancati – spesso gli unici punti di luce a informare la dimensione narrativa del quadro – sono il dettaglio che aumenta la dimensione fantastica della storia: tutto avanza verso il “sempre meno reale” con una forza e determinazione donchisciottesca, sfidando e tentando di cercare qualcosa che non si conosce, non si sa cosa sia, ma mettendoci tutta la passione e determinazione possibile.
C'è l'efficacia di una raffinatezza estetica nei racconti di Glenda Tinti, forme ritagliate da una immaginazione visionaria che possiedono la vigorosa energia di ogni singola ripresa, di ogni inquadratura che è sintesi di un fine lavoro di montaggio intuitivo.
I momenti di tensione restano in sintonia col buio, le sequenze si accumulano in dissolvenza lasciando campo ai contrasti – netti – tra colore e non colore: il set costruito è in tutto cinematografico, un racconto dettagliato sospeso nell'inafferrabilità del perturbante.
Non c'è voglia di spaventare, piuttosto di divertire con la propria, graziosa mostruosità.
Alberto Gross
15
settembre 2012
Glenda Tinti
Dal 15 al 27 settembre 2012
arte moderna e contemporanea
Location
GALLERIA WIKIARTE
Bologna, Via San Felice, 18, (Bologna)
Bologna, Via San Felice, 18, (Bologna)
Orario di apertura
da martedì a sabato dalle 11.00 alle 19.00 con orario continuato
domenica e lunedì chiusi
Vernissage
15 Settembre 2012, ore 18.00
Autore
Curatore




