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Grazia Leoncini – Ali di farfalla
Pastelli ed oli
Comunicato stampa
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Abbiamo già presentato in varie occasioni l’Opera di Grazia Leoncini ammirandone il processo evolutivo artistico-culturale. Il suo è un percorso d’una certa intensità stilistica, concretato in quadri e soprattutto i disegni tali, da giudicarla – e questo è il nostro spassionato parere – come una delle più complete figure ‘creative’ appartenenti all’area dei sette Comuni versiliesi. Sicura, sensibile, il suo operato grafico-pittorico è apprezzato da chi vede e vive l’Arte nel senso autentico della parola.
Per questa sua ‘personale’ ci ha gentilmente chiesto “qualche riga”, ed in verità la nostra sintesi non ci sembra esaustiva, giacché ella meriterebbe un’ampia monografia, perché da anni sta lavorando con serietà. La serietà non è cosa facile a trovarsi. Ovunque.
Una paginetta, o due, su quello che ha fatto e sta realizzando, ci pare perciò assai restrittiva per farne conoscere in pieno la personalità, connessa sia a quadri paesaggistici inneggianti alla ”sua” marina viareggina, o agli scorci montuosi anticamente abitati dai liguri-apuani, sia all’autonoma caratteristica grafica connessa alla soluzione di quei suoi “Nudi” appartenenti ad una coerente natura visivo-interpretativa. Anche lei, come Funi e Carrà, Viani e Levy, Nomellini, Pardini, Miozzo ed Annigoni, citando alcuni nomi del passato cui il tempo ne ha aggiunti altri, è rimasta incantata da quei cromatismi unici che da sempre sono la caratteristica della terra che dalle rive del Tirreno corre sino alle “terre alte” Apuane e oltre. Ella ha così incanalato azzurri e rossi, gialli e verdi ... su una tela e sull’altra, in soggetti legati alla pura visione del paesaggio, e su altri connessi alla figura umana. I soggetti si sono perciò sposati ai simboli, svelandone ancor più certe doti, in cui gli abbinamenti portano ad ovvie interpretazioni fisiologiche e psicologiche. In Grazia Leoncini, come si può evincere dall’approfondimento dell’argomentazione appena iniziata, troviamo spesso il blu, accostabile alla femminilità ed alla profondità dei sentimenti, come il verde dell’autocritica ed il rosso della forza vitale. Il giallo della distensione, che corrisponde alla piacevolezza solare, si accosta talvolta al viola della fusione intima, mentre il marrone – per esempio – è legato al dato sensuale, quasi fisico.
La sua pittura, incanalata tramite un personalissimo segno, prende forma per l’urgenza di voler donare agli altri il proprio linguaggio, quasi come se il desiderio di eseguire l’una o l’altra opera – soprattutto ad olio – dovesse coincidere, alla fine, con una sorta di dono all’altrui persona di quel paesaggio marino, di quelle figure, o di quell’angolo d’Alta Versilia.
Se poi andiamo ad ammirarne i “nudi” eseguiti in massima parte a pastello, ci vengono in mente le parole dell’indimenticabile amico Renato Santini, tratte dal prezioso volumetto “La poesia del mare” di Marco Dolfi (Maschietto Editore, Firenze 2005): ”Il disegno è la fase dell’immagine visiva, il nucleo centrale di tutte le esperienze artistiche, è la formazione dell’artista. Il disegno fa parte del nostro mondo, ci consente di conoscere meglio l’universo nel quale viviamo e quello profondo che è dentro di noi”.
Il disegnare di Grazia Leoncini è talmente fluido e lirico, da essere rapportato alla visione di un ruscello primaverile che scende a valle. Sorgivo, frizzante, chiaro, visto per ogni dove, offre la gioia della scoperta. Il tutto si presenta secondo una propria “lettura” portata in essere estraniandosi da tutto ciò che le è attorno, per descrivere ed interpretare il soggetto prescelto. Nascono perciò – nelle figure, soprattutto femminili, le cosiddette “Ali di farfalla” – dimensioni sognanti, pensose, con la volontà autonomamente trovata di racchiudere l’una e l’altra immagine dentro una certa delimitazione artistica.
Nella paesistica si sente talvolta quella “versiliesità” tematica che è amore per le proprie radici, e così – passo dopo passo – ella riesce senza forzature a condurci per mano lungo sentieri luminosi, alimentati dalla gran passione di fare arte esprimendo autentica poesia.
Lodovico Gierut
Grazia Leoncini vive a Piano di Conca di Massarosa (Lucca), Via Pianaccese 146/q. Ha tenuto varie personali a livello toscano ed è stata presente in numerose e qualificate- mostre di gruppo in Italia. Ha illustrato alcune pubblicazioni di Bruna Nizzola, Documentazioni sulla sua attività sono in varie realtà museali, e nell’Archivio artistico-documentario Gierut in Marina di Pietrasanta. Sulla sua attività hanno scritto critici, poeti, giornalisti. E’ presente in vari siti www.leonardesca.it www.pievedellappella.it e www.artemav.com
Per questa sua ‘personale’ ci ha gentilmente chiesto “qualche riga”, ed in verità la nostra sintesi non ci sembra esaustiva, giacché ella meriterebbe un’ampia monografia, perché da anni sta lavorando con serietà. La serietà non è cosa facile a trovarsi. Ovunque.
Una paginetta, o due, su quello che ha fatto e sta realizzando, ci pare perciò assai restrittiva per farne conoscere in pieno la personalità, connessa sia a quadri paesaggistici inneggianti alla ”sua” marina viareggina, o agli scorci montuosi anticamente abitati dai liguri-apuani, sia all’autonoma caratteristica grafica connessa alla soluzione di quei suoi “Nudi” appartenenti ad una coerente natura visivo-interpretativa. Anche lei, come Funi e Carrà, Viani e Levy, Nomellini, Pardini, Miozzo ed Annigoni, citando alcuni nomi del passato cui il tempo ne ha aggiunti altri, è rimasta incantata da quei cromatismi unici che da sempre sono la caratteristica della terra che dalle rive del Tirreno corre sino alle “terre alte” Apuane e oltre. Ella ha così incanalato azzurri e rossi, gialli e verdi ... su una tela e sull’altra, in soggetti legati alla pura visione del paesaggio, e su altri connessi alla figura umana. I soggetti si sono perciò sposati ai simboli, svelandone ancor più certe doti, in cui gli abbinamenti portano ad ovvie interpretazioni fisiologiche e psicologiche. In Grazia Leoncini, come si può evincere dall’approfondimento dell’argomentazione appena iniziata, troviamo spesso il blu, accostabile alla femminilità ed alla profondità dei sentimenti, come il verde dell’autocritica ed il rosso della forza vitale. Il giallo della distensione, che corrisponde alla piacevolezza solare, si accosta talvolta al viola della fusione intima, mentre il marrone – per esempio – è legato al dato sensuale, quasi fisico.
La sua pittura, incanalata tramite un personalissimo segno, prende forma per l’urgenza di voler donare agli altri il proprio linguaggio, quasi come se il desiderio di eseguire l’una o l’altra opera – soprattutto ad olio – dovesse coincidere, alla fine, con una sorta di dono all’altrui persona di quel paesaggio marino, di quelle figure, o di quell’angolo d’Alta Versilia.
Se poi andiamo ad ammirarne i “nudi” eseguiti in massima parte a pastello, ci vengono in mente le parole dell’indimenticabile amico Renato Santini, tratte dal prezioso volumetto “La poesia del mare” di Marco Dolfi (Maschietto Editore, Firenze 2005): ”Il disegno è la fase dell’immagine visiva, il nucleo centrale di tutte le esperienze artistiche, è la formazione dell’artista. Il disegno fa parte del nostro mondo, ci consente di conoscere meglio l’universo nel quale viviamo e quello profondo che è dentro di noi”.
Il disegnare di Grazia Leoncini è talmente fluido e lirico, da essere rapportato alla visione di un ruscello primaverile che scende a valle. Sorgivo, frizzante, chiaro, visto per ogni dove, offre la gioia della scoperta. Il tutto si presenta secondo una propria “lettura” portata in essere estraniandosi da tutto ciò che le è attorno, per descrivere ed interpretare il soggetto prescelto. Nascono perciò – nelle figure, soprattutto femminili, le cosiddette “Ali di farfalla” – dimensioni sognanti, pensose, con la volontà autonomamente trovata di racchiudere l’una e l’altra immagine dentro una certa delimitazione artistica.
Nella paesistica si sente talvolta quella “versiliesità” tematica che è amore per le proprie radici, e così – passo dopo passo – ella riesce senza forzature a condurci per mano lungo sentieri luminosi, alimentati dalla gran passione di fare arte esprimendo autentica poesia.
Lodovico Gierut
Grazia Leoncini vive a Piano di Conca di Massarosa (Lucca), Via Pianaccese 146/q. Ha tenuto varie personali a livello toscano ed è stata presente in numerose e qualificate- mostre di gruppo in Italia. Ha illustrato alcune pubblicazioni di Bruna Nizzola, Documentazioni sulla sua attività sono in varie realtà museali, e nell’Archivio artistico-documentario Gierut in Marina di Pietrasanta. Sulla sua attività hanno scritto critici, poeti, giornalisti. E’ presente in vari siti www.leonardesca.it www.pievedellappella.it e www.artemav.com
19
marzo 2006
Grazia Leoncini – Ali di farfalla
Dal 19 al 29 marzo 2006
arte contemporanea
Location
GALLERIA EUROPA
Camaiore, Lungomare Europa , 41, (Lucca)
Camaiore, Lungomare Europa , 41, (Lucca)
Orario di apertura
16/19
Vernissage
19 Marzo 2006, ore 16,30
Autore
Curatore



