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Gregorio Botta – A cosa aspira l’acqua
L’acqua è uno dei media prediletti da Gregorio Botta. Le sue opere sono spesso una riflessione sul tempo che scorre, evocato dal movimento dell’acqua che fluisce nelle sculture, o dall’accensione del fuoco che lentamente si consuma
Comunicato stampa
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Ginevra Grigolo presenta A cosa aspira l’acqua, la seconda personale di Gregorio Botta nella Galleria Studio G7.
Le sue opere si articolano lungo le pareti in maniera libera, leggera, ponendo l’elemento dell’acqua al centro di un’installazione che sembra quasi il proseguimento della mostra del 2010.
D’altronde l’acqua è uno dei media prediletti dell’artista. Le sue opere sono spesso una riflessione sul tempo che scorre, evocato dal movimento dell’acqua che fluisce nelle sculture, o dall’accensione del fuoco che lentamente si consuma. Ma nei lavori creati per questa mostra l’acqua si trasforma: diventa una sorta di ombra luminosa, una rifrazione, un miraggio. Diventa pura luce.
È un ulteriore passo nel percorso di Botta che tende a creare con le sue opere luoghi silenziosi, evocativi, intensamente meditativi. Quasi fossero spazi di laica sacralità.
Con l’utilizzo di materiali poveri, e naturali, (cera, ferro, lino, cotone, piombo) e di sole tre tonalità di colore - terra verde di Nicosia, rosso Pompei e ocra - Botta continua la sua ricerca del vuoto, evocandolo attraverso l’utilizzo del vetro. È questo il materiale che crea, definisce e rafforza la relazione tra presenza e assenza, tra pieno e vuoto. In un gioco di luci e trasparenze, gli interventi minimi e delicati dell’artista sulla materia creano opere sospese nello spazio, intense e leggere allo stesso tempo.
Gregorio Botta nasce a Napoli nel 1953, vive e lavora a Roma. Tra le mostre personali e le collettive alle quali ha partecipato ricordiamo brevemente le più recenti: Rifugi, Museo Macro, Roma, 2012; Post-Classici, Roma, 2013; Writ in water, Palazzo Te, Mantova, 2014; Un'altra Ultima Cena, Triennale, Milano, 2015; Latidos, Centro di Arte Contemporanea, Lima, Peru, 2016 e poi al Mac e alla galleria Marlborough di Santiago del Cile; Machina a cura di Ludovico Pratesi, Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro, 2016. Le sue opere sono inoltre presenti nelle collezioni del Mart di Rovereto, del Musma di Matera, del MAXXI, della GAM e del Macro a Roma, della Bce di Francoforte, del Ministero degli Affari Esteri alla Farnesina, nella Certosa di Padula (SA), e nella metropolitana di Napoli.
Le sue opere si articolano lungo le pareti in maniera libera, leggera, ponendo l’elemento dell’acqua al centro di un’installazione che sembra quasi il proseguimento della mostra del 2010.
D’altronde l’acqua è uno dei media prediletti dell’artista. Le sue opere sono spesso una riflessione sul tempo che scorre, evocato dal movimento dell’acqua che fluisce nelle sculture, o dall’accensione del fuoco che lentamente si consuma. Ma nei lavori creati per questa mostra l’acqua si trasforma: diventa una sorta di ombra luminosa, una rifrazione, un miraggio. Diventa pura luce.
È un ulteriore passo nel percorso di Botta che tende a creare con le sue opere luoghi silenziosi, evocativi, intensamente meditativi. Quasi fossero spazi di laica sacralità.
Con l’utilizzo di materiali poveri, e naturali, (cera, ferro, lino, cotone, piombo) e di sole tre tonalità di colore - terra verde di Nicosia, rosso Pompei e ocra - Botta continua la sua ricerca del vuoto, evocandolo attraverso l’utilizzo del vetro. È questo il materiale che crea, definisce e rafforza la relazione tra presenza e assenza, tra pieno e vuoto. In un gioco di luci e trasparenze, gli interventi minimi e delicati dell’artista sulla materia creano opere sospese nello spazio, intense e leggere allo stesso tempo.
Gregorio Botta nasce a Napoli nel 1953, vive e lavora a Roma. Tra le mostre personali e le collettive alle quali ha partecipato ricordiamo brevemente le più recenti: Rifugi, Museo Macro, Roma, 2012; Post-Classici, Roma, 2013; Writ in water, Palazzo Te, Mantova, 2014; Un'altra Ultima Cena, Triennale, Milano, 2015; Latidos, Centro di Arte Contemporanea, Lima, Peru, 2016 e poi al Mac e alla galleria Marlborough di Santiago del Cile; Machina a cura di Ludovico Pratesi, Centro Arti Visive Pescheria, Pesaro, 2016. Le sue opere sono inoltre presenti nelle collezioni del Mart di Rovereto, del Musma di Matera, del MAXXI, della GAM e del Macro a Roma, della Bce di Francoforte, del Ministero degli Affari Esteri alla Farnesina, nella Certosa di Padula (SA), e nella metropolitana di Napoli.
18
febbraio 2017
Gregorio Botta – A cosa aspira l’acqua
Dal 18 febbraio all'otto aprile 2017
arte contemporanea
Location
GALLERIA STUDIO G7
Bologna, Via Val D'aposa, 4a, (Bologna)
Bologna, Via Val D'aposa, 4a, (Bologna)
Orario di apertura
dal martedì al sabato 15.30 - 19.30. Mattina, lunedì e festivi per appuntamento.
Vernissage
18 Febbraio 2017, Ore 18
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