Grisha Bruskin – La collezione di un archeologo

Le origini di questa complessa installazione vanno rintracciate nel vasto dipinto che ha imposto Bruskin all’’attenzione di pubblico e critica. si tratta di “Lessico fondamentale” (“Fundamental’nyj leksikon”, 1986), l’’archiviazione visiva di oltre 250 normotipi dell’’umanità sovietica. Quello che allora poteva apparire come l’’affresco di un’’antropologia immutabile si è rivelato, appena pochi anni dopo, l’’analitica testimonianza di un impero improvvisamente scomparso, di un sistema collassato e imploso. Da questa sua sconfinata rubrica di “personaggi” Bruskin dopo il crollo dell’URSS (1991) ha ricavato una serie di statue, quasi a grandezza naturale. Le ha poi frantumate, ha fuso in bronzo i frammenti che ha ritenuto più rilevanti, li ha interrati nella campagna toscana, accanto a una necropoli etrusca, e dopo tre anni ha organizzato una vera e propria campagna di scavo archeologico (con apposite rilevazioni sull’’ossidazione dei reperti) per riportarli alla luce. È quanto osserveremo nella mostra veneziana. Un sito archeologico perfettamente ordinato, in cui rintracciare l’’ordine apparente del potere e il concreto disordine della storia

Comunicato stampa
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06 maggio 2015

Grisha Bruskin – La collezione di un archeologo

Dal 06 maggio al 22 novembre 2015
arte contemporanea
Location
EX CHIESA DI SANTA CATERINA
Venezia, Cannaregio, 4941/4942, (Venezia)
Orario di apertura
10-18, chiuso il martedì
Vernissage
6 maggio 2015, ore 18
Ufficio stampa
STUDIO ESSECI
Autore
Curatore

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