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GU.PHO. 2026 – Festival Internazionale della Fotografia Vernacolare
Ritorna il primo FotoFestival Vernacolare Internazionale in Europa, sempre a giugno (dal 18 al 26), sempre al Castello di Guiglia, ma con un nuovo format: non più due weekend, ma nove giorni completi di aperture infrasettimanali!
Comunicato stampa
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GU.PHO. 2026 – FotoFestival Vernacolare Internazionale
On Ethics
18-26 giugno 2026
Castello di Guiglia (MO)
Ritorna il primo FotoFestival Vernacolare Internazionale in Europa, sempre a giugno, sempre al Castello di Guiglia, ma con un nuovo format: non più due weekend, ma nove giorni completi di aperture infrasettimanali!
La quinta edizione, dal titolo "On Ethics", organizzata dal Comune di Guiglia in collaborazione con l’associazione GU.PHO. – Centro per la fotografia vernacolare APS, propone una riflessione critica sull'etica e sulla legittimità dell'uso di immagini e materiali visivi altrui. Attraverso archivi, fotografia vernacolare e pratiche artistiche, il festival vuole aprire uno spazio di interrogazione sulle relazioni tra immagini, potere, consenso, contesto e responsabilità. In campo artistico, l'uso di materiali altrui è insieme eticamente delicato e fertile: le immagini vengono ricontestualizzate e rilette, talvolta estetizzate, ma sempre con una certa ambiguità. Il progetto invita a sostare nella complessità e a esercitare uno sguardo più consapevole. In un presente saturo di immagini, l'urgenza riguarda anche la possibilità di leggere in modo diverso quelle che già esistono.
"On Ethics" coinvolge dodici tra artisti e collettivi italiani e internazionali oltre a relatori e realtà editoriali legate alla fotografia vernacolare, anonima e d’archivio. È confermata la co-direzione artistica di Giorgia Padovani e Marcello Coslovi, come anche la collaborazione per il reclutamento di volontari sia con l’Istituto di Istruzione Superiore “A. Venturi” di Modena che con Spazio Labo’ – Centro di fotografia di Bologna.
Completano il Festival un ricco programma di incontri tra talk, tavole rotonde e proiezioni. In programma ci sono poi l’incontro "Photobooks for Breakfast" organizzato da Sugar Paper, il lancio della campagna di crowdfunding "Un libro tira l’altro" realizzata con l’IIIS Venturi di Modena, il workshop "Rinegoziare l’archivio. Fotografia vernacolare tra collaborazione, cura e restituzione", tenuto da Martina Bacigalupo, oltre a letture portfolio e il laboratorio per bambini "Vernacoliamo!" domenica 21 giugno.
MOSTRE
Hoda Afshar (IR), è un’artista visiva la cui pratica si concentra sulle complesse relazioni tra politica ed estetica, conoscenza e rappresentazione, visibilità e violenza. È interessata ai modi in cui la produzione di immagini possa rafforzare oppure mettere in discussione il nostro senso comune. Le sue opere invitano il pubblico a ripensare il modo in cui guardiamo. Con "The Fold" l’artista iraniana rielabora l’archivio di uno psichiatra e fotografo francese che all’inizio del Novecento ritraeva in Marocco donne velate come supporto per teorie psicoanalitiche su fantasia, desiderio e occultamento, muovendo però da assunti apertamente colonialisti.
Jean-Marie Donat (FR), fotografo, collezionista ed editore francese che ha raccolto un archivio di 40.000 fotografie da tutto il mondo, scelte per il messaggio culturale e sociale, ma soprattutto per la profonda umanità che comunicano. "La bella e la bestia" presenta la stessa fotografia anonima e storicamente connotata, accompagnandola ogni volta con una didascalia differente. L’immagine, apparentemente stabile e immutabile, cambia così significato a ogni nuova interpretazione testuale: ciò che lo spettatore crede di vedere viene progressivamente orientato, deformato o persino contraddetto dalle parole che accompagnano la scena. La fotografia smette quindi di essere una prova oggettiva e si rivela come uno spazio fragile, aperto a proiezioni, interpretazioni e appropriazioni.
Salome Erni (CH) è un’artista visiva la cui pratica esplora narrazioni e racconti collettivi. Conversazioni, collaborazioni e ricerca prendono forma attraverso (video)saggi, libri e mostre. Spesso utilizza immagini trovate come punto di partenza per indagare il rapporto tra l’individuo e le più ampie dinamiche socio-politiche. Nella mostra "Interesting Things" i negativi fotografici del fotografo olandese Frank Scholten, scattati durante i suoi viaggi in Palestina negli anni Venti, riflettono le prospettive coloniali e lo sguardo appropriativo rivolto alla cosiddetta “Terra Santa” e raffigurano scene della vita palestinese prima della Nakba.
Joachim Schmid (DE) è un artista che lavora con fotografie e testi trovati sin dai primi anni Ottanta. La sua ricerca mette in discussione l’autorialità e l’intenzione artistica in relazione al risultato finale. Porta avanti una raccolta sistematica di fotografie guidata unicamente dal desiderio di rivelare il vasto potenziale nascosto delle immagini prodotte al di fuori della sfera artistica. Picture Library è il seguito di Other People’s Photographs. Entrambe le serie attingono alla stessa fonte, ma mentre la prima esplora i modelli ricorrenti della fotografia quotidiana, la seconda si concentra su particolarità individuali e ossessioni personali, mettendo in evidenza diversi inventari delle vite e degli ambienti delle persone.
Martina Bacigalupo (IT) è una fotografa, photo editor e curatrice la cui pratica si sviluppa tra creazione di immagini e dialogo culturale. Ha sviluppato un corpus di lavori incentrato sulle dinamiche visive tra l’Africa e l’Occidente, esplorando visioni multiprospettiche, la circolazione delle immagini e le questioni relative alla rappresentazione. La mostra "I’m Showing You How Big the Sky Is" racconta la storia di Chiou Taur Wu, che dopo una vita segnata dalle difficoltà senza mai lasciarsi abbattere, rientra a Taiwan oramai settantenne prendendosi la sua rivincita sulla vita, facendo tutto quello che non era riuscita a fare. L’omaggio dell’artista alla sua ex tata nasce dalle foto ricevute nell’arco di 10 anni e testimonia una storia di straordinaria resistenza.
Enrico Fagiani (IT) intraprende un percorso di specializzazione triennale in fotografia contemporanea presso Spazio Labo’ che lo conduce ad elaborare un approccio personale che si basa su una forte inclinazione alla sperimentazione con le immagini. Francesco Scarfone (IT) è graphic e motion designer e la sua pratica guidata da una profonda comprensione del valore concettuale del progetto. "WIN IT ALL" è un’installazione che parte dal sistema di gioco WinJpeg, lotteria istantanea basata su biglietti grattabili i cui premi sono contenuti visivi dalla galleria Cloud dello smartphone di uno dei creatori. L’installazione vuole spronare la trasformazione dell’atto di vedere immagini private in un gesto di consapevolezza verso gli imperativi di estrazione di dati comportamentali alla base delle logiche del capitalismo della sorveglianza.
Matteo Ferrari (IT) lavora come fotografo di moda per quindici anni, ma oltre ai lavori commissionati per riviste importanti non ha mai smesso di occuparsi dei propri progetti personali prendendo parte a diverse mostre in tutto il mondo. "Automotive Monogamy" raccoglie le storie delle persone che si celano dietro ogni vettura, raccontando sia visivamente – grazie ai suoi scatti raccolti in Italia, Argentina e Regno Unito – sia attraverso i brevi testi che li accompagnano, le loro singolari e spesso epiche vicende.
Marco Lanza (IT) inizia giovanissimo a interessarsi alla fotografia, sviluppando fin da subito una ricerca artistica che lo porterà a esporre in Italia e all’estero. "Ricreazione" è costituita da una reinquadratura sistematica, un’operazione irreversibile che trasforma lo scatto vernacolare in un oggetto estetico autonomo. Il lavoro produce un doppio risultato: il frammento scelto, elevato a nuova composizione, e l’apparente scarto, dispositivo visivo che, grazie al vuoto che lo riempie, trae forza narrativa dalla propria assenza e rimane come un’opera strutturalmente aperta. Non si tratta di riciclare immagini abbandonate, ma di riscattarne la potenza formale, trasformando la superficie fotografica in materia prima per un nuovo, inedito paesaggio dell’immaginario.
Manuela Nebuloni (IT) porta avanti una pratica che abbraccia ricerca e uso attivo degli archivi, in particolare di cartoline ed ephemera degli anni Sessanta, come strumento per riflettere criticamente sul presente. Ha fondato ed è parte di Postbox Ghana, un’esplorazione della memoria collettiva attraverso la cultura materiale. "Lidomania" riunisce immagini di acqua in diversi contesti africani, restituendone la natura ambivalente: elemento vitale legato a pesca, commercio e spiritualità, ma anche segnato da traumi storici. Qui la dimensione apparente ludica delle piscine si apre così a questioni più profonde: l’installazione mette in discussione le narrazioni dominanti, suggerendo come ogni immagine sia al tempo stesso documento e costruzione.
Costola di GU.PHO., ARCHIVIO VIVO (IT) diffonde la conoscenza e sensibilizza la collettività sulla fotografia vernacolare attraverso mostre e momenti divulgativi, promuovendo il coinvolgimento attivo della comunità. La mostra "Il bello della vita" raccoglie fotografie vernacolari in cui la torta diventa il simbolo della bellezza della vita, presente in tutti quei momenti in cui le persone scelgono di stare insieme e celebrare qualcosa. Ogni immagine testimonia un istante irripetibile, trasformando un semplice dolce in una memoria affettiva nella memoria. "Maria: una matematica a Guiglia" invece, ricostruisce la figura di Maria Giovannini, tra le prime donne laureate in Matematica e Fisica in Italia. Tra immagini familiari, momenti di insegnamento e scene quotidiane, il progetto riflette sul valore dell’archivio fotografico come strumento di memoria collettiva e di riscoperta di storie rimaste ai margini della narrazione ufficiale.
TALK e TAVOLE ROTONDE
La conversazione dal titolo "Processi delle intenzioni – chi è l’altro?" che inaugura il programma di GU.PHO. 2026 parte dal tema di questa edizione per creare un ponte tra filosofia e fotografia e scoprire i punti tangenti delle due discipline. Direttore Scientifico del festivalfilosofia, Daniele Francesconi è studioso di storia del pensiero politico e della storiografia, ha condotto ricerche sulla cultura del Settecento britannico, con particolare riferimento all'illuminismo scozzese. Chiara Capodici si occupa di fotografia dal 2005, dedicandosi soprattutto alla progettazione di mostre, ai libri fotografici e all’insegnamento. A gennaio 2017 ha aperto Leporello photobooks et al., libreria dedicata all'editoria fotografica e nel 2023 ha fondato la piccola casa editrice Leporello books.
"Happy Hour con Fraglich Publishing" a cura di Lukas Birk è un aperitivo itinerante che tra stuzzichini e cocktail accompagna alla scoperta della casa editrice attraverso la presentazione di alcune pubblicazioni iconiche. Fraglich Publishing si dedica a un’editoria sostenibile che privilegia la stampa e la distribuzione locali, coinvolgendo le comunità attraverso mostre e programmi educativi. Oltre all’attività editoriale, investe in programmi di formazione dedicati alle pratiche di book-making, con l’intento di rafforzare e rendere autonome le comunità in Myanmar e altrove. Lukas Birk è un fotografo, ricercatore ed editore austriaco specializzato in archivi visivi, in particolare in Myanmar e Afghanistan. Il suo lavoro spazia tra film, mostre e libri, spesso basati su materiali d’archivio approfonditamente studiati provenienti da regioni sottorappresentate.
Fondazione Home Movies, in collaborazione con la Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, presenta "Niente che è vivo si perde", una selezione d’archivio dedicata alla memoria della gioia, del movimento e del ritmo della vita. Ricordi che attraversano le epoche e pulsano dal passato nel nostro presente, ispirati alla letteratura vitale, luminosa e tagliente di Goliarda Sapienza. Con "Piccoli formati, grandi memorie: il cinema e la storia – Modena", invece, i film di famiglia del Novecento incontrano le nuove generazioni in un percorso di rilettura e reinterpretazione delle immagini d’archivio. La Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna è il primo archivio italiano dedicato alla conservazione, digitalizzazione e valorizzazione del cinema privato e amatoriale. Fondato nel 2002, conserva oltre quaranta mila film in piccolo formato provenienti da tutta Italia.
"Riscoprire l’invisibile. Contro-archivi e nuove narrazioni dal West Africa" a cura di Giulia Brivio parla di archivi invisibili, chiusi in scatole, tramandati oralmente o sospesi in negativi mai sviluppati, con un focus sulla riscoperta e la valorizzazione dei contro-archivi nei paesi colonizzati. Giulia Brivio è una curatrice, editor e producer specializzata in libri d’artista e di fotografia. Nel 2025 ha co-fondato il Togo Photo Festival a Lomè. Dal 2013 è book editor e curatrice di Artphilein, a Lugano. Nel 2009 ha co-fondato Studio Boîte, casa editrice e piattaforma di ricerca sulle pratiche editoriali.
"Etica dell’appropriazione è la tavola rotonda" con Salome Erni, Joachim Schmid, Martina Bacigalupo, Manuela Nebuloni, Róza Tekla Szilágyi moderato da Lukas Birk. Artisti e pensatori discuteranno insieme i differenti contesti culturali, le disuguaglianze nei rapporti di potere e la posizione di chi riutilizza o reinterpreta questi materiali. La tavola rotonda esplorerà inoltre il rapporto tra immagini e didascalie, i molteplici livelli di lettura delle immagini di cartoline, l’uso di immagini tratte da internet, di immagini politiche o di materiali visivi anonimi ritrovati. Più che fornire risposte definitive, la tavola rotonda è concepita come una discussione aperta e in divenire: uno spazio di confronto, di scambio di idee, di domande e di riflessione collettiva.
"Collector in fabula. Archivi, collezioni e costruzione etica della memoria", è la tavola rotonda con Fondazione Home Movies, Gian Marco Magnani (Fototeca Manfrediana), Elvira Tonelli (restauratrice), Elisa Giovannetti (Ebla), Giorgia Padovani (GU.PHO.) moderato da Silvia Ferrari (Regione Emilia-Romagna). L’incontro riflette sugli archivi fotografici come strumenti attivi nella costruzione del patrimonio culturale e della memoria collettiva, mettendo in dialogo pratiche locali, progettualità indipendenti e politiche pubbliche. In linea con il tema del festival dedicato all’etica, il panel considera l’archivio non come semplice deposito, ma come spazio di scelta, selezione e responsabilità.
PATROCINI
Regione Emilia Romagna
Provincia di Modena
Unione Terre di Castelli
Fondazione Casa Artusi
SOSTENITORI
Camera di Commercio di Modena
SPONSOR
Cav. Emilio Giovetti Srl
Coimepa Servizi
Sideius Srl
Ebla soc. cop.
Ass. Prof. Studio Borghi Giordano & Partners
Locanda Sbrigati
Albergo ristorante La Lanterna
Albergo ristorante Belvedere
Caseificio di Rosola
Altoforno – Impasti Agresti
Salumificio Salusti
Forno Lambertini Danilo
PARTNERSHIP
Artphilein
Eidolon
Fraglich Publishing
Leporello Photobooks di Roma
Momoe s.t. foto libreria galleria di Roma
Sugar Paper di Modena
Spazio Labo’ – Centro di fotografia di Bologna
Istituto di Istruzione Superiore “A. Venturi” di Modena
PROGETTO GRAFICO
Elia Mazzotti Gentili
SOCIAL MEDIA MANAGER
Samantha Azzani
On Ethics
18-26 giugno 2026
Castello di Guiglia (MO)
Ritorna il primo FotoFestival Vernacolare Internazionale in Europa, sempre a giugno, sempre al Castello di Guiglia, ma con un nuovo format: non più due weekend, ma nove giorni completi di aperture infrasettimanali!
La quinta edizione, dal titolo "On Ethics", organizzata dal Comune di Guiglia in collaborazione con l’associazione GU.PHO. – Centro per la fotografia vernacolare APS, propone una riflessione critica sull'etica e sulla legittimità dell'uso di immagini e materiali visivi altrui. Attraverso archivi, fotografia vernacolare e pratiche artistiche, il festival vuole aprire uno spazio di interrogazione sulle relazioni tra immagini, potere, consenso, contesto e responsabilità. In campo artistico, l'uso di materiali altrui è insieme eticamente delicato e fertile: le immagini vengono ricontestualizzate e rilette, talvolta estetizzate, ma sempre con una certa ambiguità. Il progetto invita a sostare nella complessità e a esercitare uno sguardo più consapevole. In un presente saturo di immagini, l'urgenza riguarda anche la possibilità di leggere in modo diverso quelle che già esistono.
"On Ethics" coinvolge dodici tra artisti e collettivi italiani e internazionali oltre a relatori e realtà editoriali legate alla fotografia vernacolare, anonima e d’archivio. È confermata la co-direzione artistica di Giorgia Padovani e Marcello Coslovi, come anche la collaborazione per il reclutamento di volontari sia con l’Istituto di Istruzione Superiore “A. Venturi” di Modena che con Spazio Labo’ – Centro di fotografia di Bologna.
Completano il Festival un ricco programma di incontri tra talk, tavole rotonde e proiezioni. In programma ci sono poi l’incontro "Photobooks for Breakfast" organizzato da Sugar Paper, il lancio della campagna di crowdfunding "Un libro tira l’altro" realizzata con l’IIIS Venturi di Modena, il workshop "Rinegoziare l’archivio. Fotografia vernacolare tra collaborazione, cura e restituzione", tenuto da Martina Bacigalupo, oltre a letture portfolio e il laboratorio per bambini "Vernacoliamo!" domenica 21 giugno.
MOSTRE
Hoda Afshar (IR), è un’artista visiva la cui pratica si concentra sulle complesse relazioni tra politica ed estetica, conoscenza e rappresentazione, visibilità e violenza. È interessata ai modi in cui la produzione di immagini possa rafforzare oppure mettere in discussione il nostro senso comune. Le sue opere invitano il pubblico a ripensare il modo in cui guardiamo. Con "The Fold" l’artista iraniana rielabora l’archivio di uno psichiatra e fotografo francese che all’inizio del Novecento ritraeva in Marocco donne velate come supporto per teorie psicoanalitiche su fantasia, desiderio e occultamento, muovendo però da assunti apertamente colonialisti.
Jean-Marie Donat (FR), fotografo, collezionista ed editore francese che ha raccolto un archivio di 40.000 fotografie da tutto il mondo, scelte per il messaggio culturale e sociale, ma soprattutto per la profonda umanità che comunicano. "La bella e la bestia" presenta la stessa fotografia anonima e storicamente connotata, accompagnandola ogni volta con una didascalia differente. L’immagine, apparentemente stabile e immutabile, cambia così significato a ogni nuova interpretazione testuale: ciò che lo spettatore crede di vedere viene progressivamente orientato, deformato o persino contraddetto dalle parole che accompagnano la scena. La fotografia smette quindi di essere una prova oggettiva e si rivela come uno spazio fragile, aperto a proiezioni, interpretazioni e appropriazioni.
Salome Erni (CH) è un’artista visiva la cui pratica esplora narrazioni e racconti collettivi. Conversazioni, collaborazioni e ricerca prendono forma attraverso (video)saggi, libri e mostre. Spesso utilizza immagini trovate come punto di partenza per indagare il rapporto tra l’individuo e le più ampie dinamiche socio-politiche. Nella mostra "Interesting Things" i negativi fotografici del fotografo olandese Frank Scholten, scattati durante i suoi viaggi in Palestina negli anni Venti, riflettono le prospettive coloniali e lo sguardo appropriativo rivolto alla cosiddetta “Terra Santa” e raffigurano scene della vita palestinese prima della Nakba.
Joachim Schmid (DE) è un artista che lavora con fotografie e testi trovati sin dai primi anni Ottanta. La sua ricerca mette in discussione l’autorialità e l’intenzione artistica in relazione al risultato finale. Porta avanti una raccolta sistematica di fotografie guidata unicamente dal desiderio di rivelare il vasto potenziale nascosto delle immagini prodotte al di fuori della sfera artistica. Picture Library è il seguito di Other People’s Photographs. Entrambe le serie attingono alla stessa fonte, ma mentre la prima esplora i modelli ricorrenti della fotografia quotidiana, la seconda si concentra su particolarità individuali e ossessioni personali, mettendo in evidenza diversi inventari delle vite e degli ambienti delle persone.
Martina Bacigalupo (IT) è una fotografa, photo editor e curatrice la cui pratica si sviluppa tra creazione di immagini e dialogo culturale. Ha sviluppato un corpus di lavori incentrato sulle dinamiche visive tra l’Africa e l’Occidente, esplorando visioni multiprospettiche, la circolazione delle immagini e le questioni relative alla rappresentazione. La mostra "I’m Showing You How Big the Sky Is" racconta la storia di Chiou Taur Wu, che dopo una vita segnata dalle difficoltà senza mai lasciarsi abbattere, rientra a Taiwan oramai settantenne prendendosi la sua rivincita sulla vita, facendo tutto quello che non era riuscita a fare. L’omaggio dell’artista alla sua ex tata nasce dalle foto ricevute nell’arco di 10 anni e testimonia una storia di straordinaria resistenza.
Enrico Fagiani (IT) intraprende un percorso di specializzazione triennale in fotografia contemporanea presso Spazio Labo’ che lo conduce ad elaborare un approccio personale che si basa su una forte inclinazione alla sperimentazione con le immagini. Francesco Scarfone (IT) è graphic e motion designer e la sua pratica guidata da una profonda comprensione del valore concettuale del progetto. "WIN IT ALL" è un’installazione che parte dal sistema di gioco WinJpeg, lotteria istantanea basata su biglietti grattabili i cui premi sono contenuti visivi dalla galleria Cloud dello smartphone di uno dei creatori. L’installazione vuole spronare la trasformazione dell’atto di vedere immagini private in un gesto di consapevolezza verso gli imperativi di estrazione di dati comportamentali alla base delle logiche del capitalismo della sorveglianza.
Matteo Ferrari (IT) lavora come fotografo di moda per quindici anni, ma oltre ai lavori commissionati per riviste importanti non ha mai smesso di occuparsi dei propri progetti personali prendendo parte a diverse mostre in tutto il mondo. "Automotive Monogamy" raccoglie le storie delle persone che si celano dietro ogni vettura, raccontando sia visivamente – grazie ai suoi scatti raccolti in Italia, Argentina e Regno Unito – sia attraverso i brevi testi che li accompagnano, le loro singolari e spesso epiche vicende.
Marco Lanza (IT) inizia giovanissimo a interessarsi alla fotografia, sviluppando fin da subito una ricerca artistica che lo porterà a esporre in Italia e all’estero. "Ricreazione" è costituita da una reinquadratura sistematica, un’operazione irreversibile che trasforma lo scatto vernacolare in un oggetto estetico autonomo. Il lavoro produce un doppio risultato: il frammento scelto, elevato a nuova composizione, e l’apparente scarto, dispositivo visivo che, grazie al vuoto che lo riempie, trae forza narrativa dalla propria assenza e rimane come un’opera strutturalmente aperta. Non si tratta di riciclare immagini abbandonate, ma di riscattarne la potenza formale, trasformando la superficie fotografica in materia prima per un nuovo, inedito paesaggio dell’immaginario.
Manuela Nebuloni (IT) porta avanti una pratica che abbraccia ricerca e uso attivo degli archivi, in particolare di cartoline ed ephemera degli anni Sessanta, come strumento per riflettere criticamente sul presente. Ha fondato ed è parte di Postbox Ghana, un’esplorazione della memoria collettiva attraverso la cultura materiale. "Lidomania" riunisce immagini di acqua in diversi contesti africani, restituendone la natura ambivalente: elemento vitale legato a pesca, commercio e spiritualità, ma anche segnato da traumi storici. Qui la dimensione apparente ludica delle piscine si apre così a questioni più profonde: l’installazione mette in discussione le narrazioni dominanti, suggerendo come ogni immagine sia al tempo stesso documento e costruzione.
Costola di GU.PHO., ARCHIVIO VIVO (IT) diffonde la conoscenza e sensibilizza la collettività sulla fotografia vernacolare attraverso mostre e momenti divulgativi, promuovendo il coinvolgimento attivo della comunità. La mostra "Il bello della vita" raccoglie fotografie vernacolari in cui la torta diventa il simbolo della bellezza della vita, presente in tutti quei momenti in cui le persone scelgono di stare insieme e celebrare qualcosa. Ogni immagine testimonia un istante irripetibile, trasformando un semplice dolce in una memoria affettiva nella memoria. "Maria: una matematica a Guiglia" invece, ricostruisce la figura di Maria Giovannini, tra le prime donne laureate in Matematica e Fisica in Italia. Tra immagini familiari, momenti di insegnamento e scene quotidiane, il progetto riflette sul valore dell’archivio fotografico come strumento di memoria collettiva e di riscoperta di storie rimaste ai margini della narrazione ufficiale.
TALK e TAVOLE ROTONDE
La conversazione dal titolo "Processi delle intenzioni – chi è l’altro?" che inaugura il programma di GU.PHO. 2026 parte dal tema di questa edizione per creare un ponte tra filosofia e fotografia e scoprire i punti tangenti delle due discipline. Direttore Scientifico del festivalfilosofia, Daniele Francesconi è studioso di storia del pensiero politico e della storiografia, ha condotto ricerche sulla cultura del Settecento britannico, con particolare riferimento all'illuminismo scozzese. Chiara Capodici si occupa di fotografia dal 2005, dedicandosi soprattutto alla progettazione di mostre, ai libri fotografici e all’insegnamento. A gennaio 2017 ha aperto Leporello photobooks et al., libreria dedicata all'editoria fotografica e nel 2023 ha fondato la piccola casa editrice Leporello books.
"Happy Hour con Fraglich Publishing" a cura di Lukas Birk è un aperitivo itinerante che tra stuzzichini e cocktail accompagna alla scoperta della casa editrice attraverso la presentazione di alcune pubblicazioni iconiche. Fraglich Publishing si dedica a un’editoria sostenibile che privilegia la stampa e la distribuzione locali, coinvolgendo le comunità attraverso mostre e programmi educativi. Oltre all’attività editoriale, investe in programmi di formazione dedicati alle pratiche di book-making, con l’intento di rafforzare e rendere autonome le comunità in Myanmar e altrove. Lukas Birk è un fotografo, ricercatore ed editore austriaco specializzato in archivi visivi, in particolare in Myanmar e Afghanistan. Il suo lavoro spazia tra film, mostre e libri, spesso basati su materiali d’archivio approfonditamente studiati provenienti da regioni sottorappresentate.
Fondazione Home Movies, in collaborazione con la Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio “G.B. Martini” di Bologna, presenta "Niente che è vivo si perde", una selezione d’archivio dedicata alla memoria della gioia, del movimento e del ritmo della vita. Ricordi che attraversano le epoche e pulsano dal passato nel nostro presente, ispirati alla letteratura vitale, luminosa e tagliente di Goliarda Sapienza. Con "Piccoli formati, grandi memorie: il cinema e la storia – Modena", invece, i film di famiglia del Novecento incontrano le nuove generazioni in un percorso di rilettura e reinterpretazione delle immagini d’archivio. La Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna è il primo archivio italiano dedicato alla conservazione, digitalizzazione e valorizzazione del cinema privato e amatoriale. Fondato nel 2002, conserva oltre quaranta mila film in piccolo formato provenienti da tutta Italia.
"Riscoprire l’invisibile. Contro-archivi e nuove narrazioni dal West Africa" a cura di Giulia Brivio parla di archivi invisibili, chiusi in scatole, tramandati oralmente o sospesi in negativi mai sviluppati, con un focus sulla riscoperta e la valorizzazione dei contro-archivi nei paesi colonizzati. Giulia Brivio è una curatrice, editor e producer specializzata in libri d’artista e di fotografia. Nel 2025 ha co-fondato il Togo Photo Festival a Lomè. Dal 2013 è book editor e curatrice di Artphilein, a Lugano. Nel 2009 ha co-fondato Studio Boîte, casa editrice e piattaforma di ricerca sulle pratiche editoriali.
"Etica dell’appropriazione è la tavola rotonda" con Salome Erni, Joachim Schmid, Martina Bacigalupo, Manuela Nebuloni, Róza Tekla Szilágyi moderato da Lukas Birk. Artisti e pensatori discuteranno insieme i differenti contesti culturali, le disuguaglianze nei rapporti di potere e la posizione di chi riutilizza o reinterpreta questi materiali. La tavola rotonda esplorerà inoltre il rapporto tra immagini e didascalie, i molteplici livelli di lettura delle immagini di cartoline, l’uso di immagini tratte da internet, di immagini politiche o di materiali visivi anonimi ritrovati. Più che fornire risposte definitive, la tavola rotonda è concepita come una discussione aperta e in divenire: uno spazio di confronto, di scambio di idee, di domande e di riflessione collettiva.
"Collector in fabula. Archivi, collezioni e costruzione etica della memoria", è la tavola rotonda con Fondazione Home Movies, Gian Marco Magnani (Fototeca Manfrediana), Elvira Tonelli (restauratrice), Elisa Giovannetti (Ebla), Giorgia Padovani (GU.PHO.) moderato da Silvia Ferrari (Regione Emilia-Romagna). L’incontro riflette sugli archivi fotografici come strumenti attivi nella costruzione del patrimonio culturale e della memoria collettiva, mettendo in dialogo pratiche locali, progettualità indipendenti e politiche pubbliche. In linea con il tema del festival dedicato all’etica, il panel considera l’archivio non come semplice deposito, ma come spazio di scelta, selezione e responsabilità.
PATROCINI
Regione Emilia Romagna
Provincia di Modena
Unione Terre di Castelli
Fondazione Casa Artusi
SOSTENITORI
Camera di Commercio di Modena
SPONSOR
Cav. Emilio Giovetti Srl
Coimepa Servizi
Sideius Srl
Ebla soc. cop.
Ass. Prof. Studio Borghi Giordano & Partners
Locanda Sbrigati
Albergo ristorante La Lanterna
Albergo ristorante Belvedere
Caseificio di Rosola
Altoforno – Impasti Agresti
Salumificio Salusti
Forno Lambertini Danilo
PARTNERSHIP
Artphilein
Eidolon
Fraglich Publishing
Leporello Photobooks di Roma
Momoe s.t. foto libreria galleria di Roma
Sugar Paper di Modena
Spazio Labo’ – Centro di fotografia di Bologna
Istituto di Istruzione Superiore “A. Venturi” di Modena
PROGETTO GRAFICO
Elia Mazzotti Gentili
SOCIAL MEDIA MANAGER
Samantha Azzani
18
giugno 2026
GU.PHO. 2026 – Festival Internazionale della Fotografia Vernacolare
Dal 18 al 26 giugno 2026
arte contemporanea
fotografia
incontri e conferenze
fotografia
incontri e conferenze
Location
CASTELLO DI GUIGLIA
Guiglia, Via G. di Vittorio, 10, (MO)
Guiglia, Via G. di Vittorio, 10, (MO)
Orario di apertura
Giovedì 18 dalle 19.00 alle 23.00
Venerdì 19 - Domenica 21 dalle 10.00 alle 23.00
Lunedì 22 - Venerdì 26 dalle 19.00 alle 23.00
Vernissage
18 Giugno 2026, 19.00
Sito web
Autore
Curatore
Progetto grafico
Sponsor
Camera di Commercio di Modena / Cav. Emilio Giovetti Srl / Coimepa Servizi / Sideius Srl / Ebla soc. cop. / Ass. Prof. Studio Borghi Giordano & Partners / Locanda Sbrigati / Albergo ristorante Belvedere / Albergo ristorante La Lanterna / Caseificio di Rosola / Altoforno – Impasti Agresti / Salumificio Salusti / Forno Lambertini Danilo
Patrocini










