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House Taken Over
Rolando Anselmi è lieto di annunciare House Taken Over, la mostra personale che conclude la residenza di Alina Grasmann presso la galleria. L’artista sviluppa una pratica pittorica profondamente legata all’architettura, alla memoria e alla costruzione narrativa dello spazio.
Comunicato stampa
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Rolando Anselmi è lieto di annunciare House Taken Over, la mostra personale che conclude la residenza di Alina Grasmann presso la galleria. L’artista sviluppa una pratica pittorica profondamente legata all’architettura, alla memoria e alla costruzione narrativa dello spazio. I suoi lavori, sospesi tra realismo e finzione, prendono spesso avvio da luoghi realmente esistenti, trasformati dall’artista in scenari psicologici e visionari. Più che restituire fedelmente un luogo, Grasmann ne ricerca la percezione emotiva: una sorta di “verità atmosferica” che nasce dall’incontro tra esperienza,
immaginazione e memoria. La nuova serie House Taken Over, che dà il titolo alla mostra, prende come punto di partenza Villa Necchi Campiglio a Milano, progettata da Piero Portaluppi nei primi anni Trenta e storicamente abitata dalle sorelle Nedda e Gigina Necchi. Villa Necchi, trasformata dallo sguardo dell’artista, diventa non tanto un soggetto documentario quanto un dispositivo narrativo e psicologico, un luogo che conserva tracce, fantasmi e possibilità narrative. Gli ambienti vengono frammentati e ricomposti in configurazioni ambigue, dove lo spazio riflette dinamiche emotive e relazionali. Gli interni assumono il carattere di palcoscenici teatrali sospesi nel tempo, privi di figure
umane eppure profondamente abitati: la presenza affiora indirettamente attraverso luci, oggetti o tracce lasciate nello spazio. I lavori di Grasmann funzionano come camere della memoria, luoghi in cui il tempo viene evocato come presenza fluida e non lineare, fatto di apparizioni, fantasmi e tracce invisibili e in cui il passato continua a permanere e sovrapporsi al presente. All’interno della serie emerge con forza anche il tema della sorellanza, evocando una presenza invisibile che lentamente invade e trasforma lo spazio domestico: vicinanza e distanza, intimità e autonomia, somiglianza e differenza attraversano i dipinti come tensioni sotterranee. I dipinti si presentano spesso in coppia,
come interpretazioni parallele dello stesso interno filtrate attraverso gli sguardi distinti delle due sorelle. Lievi slittamenti di prospettiva e dettagli generano sottili dissonanze tra le opere, permettendo allo stesso spazio di manifestarsi attraverso percezioni emotive e psicologiche differenti. Le opere di House Taken Over mantengono l’atmosfera sospesa tipica della ricerca dell’artista, introducendo una dimensione più intimamente psicologica. L’architettura del Portaluppi, con il suo rigore geometrico e la sua eleganza razionale, viene progressivamente destabilizzata dalla pittura: riflessi, aperture, luci artificiali e dettagli domestici trasformano gli interni in scenari quasi cinematografici. Come spesso accade nel lavoro dell’artista non esiste una narrazione esplicita, ogni dipinto si presenta piuttosto come una soglia aperta alla proiezione e all’immaginazione dello spettatore.
immaginazione e memoria. La nuova serie House Taken Over, che dà il titolo alla mostra, prende come punto di partenza Villa Necchi Campiglio a Milano, progettata da Piero Portaluppi nei primi anni Trenta e storicamente abitata dalle sorelle Nedda e Gigina Necchi. Villa Necchi, trasformata dallo sguardo dell’artista, diventa non tanto un soggetto documentario quanto un dispositivo narrativo e psicologico, un luogo che conserva tracce, fantasmi e possibilità narrative. Gli ambienti vengono frammentati e ricomposti in configurazioni ambigue, dove lo spazio riflette dinamiche emotive e relazionali. Gli interni assumono il carattere di palcoscenici teatrali sospesi nel tempo, privi di figure
umane eppure profondamente abitati: la presenza affiora indirettamente attraverso luci, oggetti o tracce lasciate nello spazio. I lavori di Grasmann funzionano come camere della memoria, luoghi in cui il tempo viene evocato come presenza fluida e non lineare, fatto di apparizioni, fantasmi e tracce invisibili e in cui il passato continua a permanere e sovrapporsi al presente. All’interno della serie emerge con forza anche il tema della sorellanza, evocando una presenza invisibile che lentamente invade e trasforma lo spazio domestico: vicinanza e distanza, intimità e autonomia, somiglianza e differenza attraversano i dipinti come tensioni sotterranee. I dipinti si presentano spesso in coppia,
come interpretazioni parallele dello stesso interno filtrate attraverso gli sguardi distinti delle due sorelle. Lievi slittamenti di prospettiva e dettagli generano sottili dissonanze tra le opere, permettendo allo stesso spazio di manifestarsi attraverso percezioni emotive e psicologiche differenti. Le opere di House Taken Over mantengono l’atmosfera sospesa tipica della ricerca dell’artista, introducendo una dimensione più intimamente psicologica. L’architettura del Portaluppi, con il suo rigore geometrico e la sua eleganza razionale, viene progressivamente destabilizzata dalla pittura: riflessi, aperture, luci artificiali e dettagli domestici trasformano gli interni in scenari quasi cinematografici. Come spesso accade nel lavoro dell’artista non esiste una narrazione esplicita, ogni dipinto si presenta piuttosto come una soglia aperta alla proiezione e all’immaginazione dello spettatore.
06
giugno 2026
House Taken Over
Dal 06 giugno al 30 luglio 2026
arte contemporanea
Location
Galerie Rolando Anselmi | Roma
Roma, Via di Tor Fiorenza, 16, (RM)
Roma, Via di Tor Fiorenza, 16, (RM)
Orario di apertura
dal mercoledì a sabato 15-19
Sito web
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