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I paesaggi di Manfredo D’Urbino
Lo storico Liceo Artistico di Brera ha voluto rendere omaggio con una mostra di rilievo a Manfredo D’Urbino, architetto di chiara fama e artista di significativo spessore che ha trovato nel “paesaggio” il credo più consono alla realtà osservata nei grandi viaggi compiuti in Italia e in Europa.
Comunicato stampa
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Scrive Emilia Ametrano: “Nella fabbrica delle Arti il capitolo delle tecniche ha offerto spunti sempre nuovi e diversi, occasioni di sperimentazioni vivaci, ma anche testimonianza di estetiche legate al proprio tempo. Quest'anno il nostro storico Liceo Artistico di Brera ha voluto rendere omaggio con una mostra di rilievo a Manfredo D’Urbino, architetto di chiara fama e artista di significativo spessore che ha trovato nel “paesaggio” il credo più consono alla realtà osservata nei grandi viaggi compiuti in Italia e in Europa. Paesaggi che sono stati appuntati con la tecnica dell’acquerello in cui si è fattivamente dimostrato maestro esemplare. La scelta di questo campionario di carte colorate, in cui si leggono città e paesi, monumenti e angoli storici, fornisce un'alta lezione ai nostri studenti liceali, che attraverso l’apprendimento di tecniche vecchie e nuove costruiscono il loro bagaglio artistico. Manfredo D’Urbino è stato non solo architetto, della cui arte conserviamo preziose testimonianze, ma si è dimostrato maestro impareggiabile nella pittura, in questa raffinata forma dello schizzare, dell’appunto, del colorare con l’acquerello carte grandi e piccole. Ecco il senso di questa mostra, in parte didattica e in parte storica, espressione del desiderio dell'artista, costretto a emigrare in Svizzera a seguito delle leggi razziali, di ritrovare nel paesaggio d’Italia e d’Europa, di città e campagne, memoria, speranza e futuro”.
Scrive Carlo Franza: “Paesaggi, architetture, luoghi d’Italia, d’Europa e del mondo, scorci meravigliosi, profili e forme ricavate da un disegno netto con un senso di quasi fisica presenza. La meraviglia di toni che lievitano di intensità rendono ogni paesaggio dipinto da Manfredo D’Urbino, rurale o cittadino, storico e architettonico, un sovrapporsi di piani scenografici che raccontano in modo vibrante passato e presente. E’ nel clima di Milano che si compie tutta l’arte colorata del nostro artista, ed è con la pittura su carta che Manfredo D’Urbino non smarrisce mai la sua identità d’architetto, pur accettando il necessario passaggio della sua immagine attraverso la sintassi formale che domina la cultura milanese sia tra le due guerre che subito dopo gli anni Cinquanta. L’artista mostra pienamente una sua forte tempra di pittore e le campiture larghe delle distese di colore, gli incastri robusti tra colore e segno, non hanno mai nei suoi lavori un effetto decorativo. C’è da dire che è forte l’umanità con cui ha a cuore la materia viva del suo dipingere, del suo acquerellare, la natura sembra lievitare la sua crescita dentro la libertà dei mezzi espressivi…
Breve Biografia dell’Artista
Manfredo D’Urbino, architetto e pittore, nasce a Firenze il 16 novembre del 1892. Nel 1904 consegue la licenza elementare superiore a Milano e nel 1907 la Licenza della Scuola Tecnica. Nel 1908 frequenta l’Istituto di Belle Arti di Modena, e nel 1914 consegue la licenza di Professore di Disegno Architettonico alla Regia Accademia di Belle Arti di Milano. Con la prima Guerra mondiale è in servizio militare a Roma. Nel 1922 inizia la sua attività di pittore e architetto libero professionista in Milano. Nel 1924 è Socio Onorario della Regia Accademia di Belle Arti. Nel periodo 1943-1945 si rifugia in Svizzera a seguito delle leggi razziali. Nel 1944 consegue in Svizzera, a un Concorso per l’acquerello, il Primo Premio. A guerra finita nel 1945 inizia una intensa attività di architetto libero professionista, impegnato nella ricostruzione postbellica, nel campo dell’edilizia civile e religiosa, proseguita poi per tutta la vita accanto all’attività di pittore acquerellista. Partecipa anche attivamente alla vita culturale che anima la città di Milano. Nel 1949 è in Collettiva alla Galleria Ranzini che poi diverrà l’Ars Italica in Piazza del Duomo all’Arengario, nel 1950 in Collettiva alla Famiglia Artistica di Milano, nel 1958 personale sia alla Galleria Ranzini che alla Famiglia Meneghina in Milano. Nel 1964 è in Collettiva alla Permanente e all’Adei di Milano. Nel 1965 è in Collettiva a Le Grazie, centro internazionale d’Arte di Milano. Nel 1969 tiene una personale a Il nostro Club a Milano e una Collettiva alla famiglia Meneghina. Nel 1972 ha una personale alla storica Galleria Barbablù a Milano e una collettiva all’Arengario di Milano. Muore a Milano il 14 agosto del 1975
Scrive Carlo Franza: “Paesaggi, architetture, luoghi d’Italia, d’Europa e del mondo, scorci meravigliosi, profili e forme ricavate da un disegno netto con un senso di quasi fisica presenza. La meraviglia di toni che lievitano di intensità rendono ogni paesaggio dipinto da Manfredo D’Urbino, rurale o cittadino, storico e architettonico, un sovrapporsi di piani scenografici che raccontano in modo vibrante passato e presente. E’ nel clima di Milano che si compie tutta l’arte colorata del nostro artista, ed è con la pittura su carta che Manfredo D’Urbino non smarrisce mai la sua identità d’architetto, pur accettando il necessario passaggio della sua immagine attraverso la sintassi formale che domina la cultura milanese sia tra le due guerre che subito dopo gli anni Cinquanta. L’artista mostra pienamente una sua forte tempra di pittore e le campiture larghe delle distese di colore, gli incastri robusti tra colore e segno, non hanno mai nei suoi lavori un effetto decorativo. C’è da dire che è forte l’umanità con cui ha a cuore la materia viva del suo dipingere, del suo acquerellare, la natura sembra lievitare la sua crescita dentro la libertà dei mezzi espressivi…
Breve Biografia dell’Artista
Manfredo D’Urbino, architetto e pittore, nasce a Firenze il 16 novembre del 1892. Nel 1904 consegue la licenza elementare superiore a Milano e nel 1907 la Licenza della Scuola Tecnica. Nel 1908 frequenta l’Istituto di Belle Arti di Modena, e nel 1914 consegue la licenza di Professore di Disegno Architettonico alla Regia Accademia di Belle Arti di Milano. Con la prima Guerra mondiale è in servizio militare a Roma. Nel 1922 inizia la sua attività di pittore e architetto libero professionista in Milano. Nel 1924 è Socio Onorario della Regia Accademia di Belle Arti. Nel periodo 1943-1945 si rifugia in Svizzera a seguito delle leggi razziali. Nel 1944 consegue in Svizzera, a un Concorso per l’acquerello, il Primo Premio. A guerra finita nel 1945 inizia una intensa attività di architetto libero professionista, impegnato nella ricostruzione postbellica, nel campo dell’edilizia civile e religiosa, proseguita poi per tutta la vita accanto all’attività di pittore acquerellista. Partecipa anche attivamente alla vita culturale che anima la città di Milano. Nel 1949 è in Collettiva alla Galleria Ranzini che poi diverrà l’Ars Italica in Piazza del Duomo all’Arengario, nel 1950 in Collettiva alla Famiglia Artistica di Milano, nel 1958 personale sia alla Galleria Ranzini che alla Famiglia Meneghina in Milano. Nel 1964 è in Collettiva alla Permanente e all’Adei di Milano. Nel 1965 è in Collettiva a Le Grazie, centro internazionale d’Arte di Milano. Nel 1969 tiene una personale a Il nostro Club a Milano e una Collettiva alla famiglia Meneghina. Nel 1972 ha una personale alla storica Galleria Barbablù a Milano e una collettiva all’Arengario di Milano. Muore a Milano il 14 agosto del 1975
22
novembre 2016
I paesaggi di Manfredo D’Urbino
Dal 22 novembre al 19 dicembre 2016
arte contemporanea
Location
SPAZIO HAJECH – LICEO ARTISTICO DI BRERA
Milano, Via Camillo Hajech, 27, (Milano)
Milano, Via Camillo Hajech, 27, (Milano)
Orario di apertura
Ingresso da Via Hajech, 27
Da lunedì a venerdì 9.30/13.00
Sabato 9.30/12.00
Vernissage
22 Novembre 2016, ore 18.00
Autore
Curatore




