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Il Collasso dell’entropia
Il collasso dell’entropia è stato concepito
come una “collezione espansa ed effimera”
che si affianca alle collezione permanenti del
MAC. L’obiettivo è quello di trasformare tutto
il museo in superficie espositiva.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Museo d’Arte Contemporanea
Viale Padania 6
20851 Lissone - MB
www.museolissone.it
museo@comune.lissone.mb.it
tel. 039 7397368 – 039 2145174
Martedì, Mercoledì, Venerdì h 15-19
Giovedì h 15-23
Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19
IL COLLASSO
DELL’ENTROPIA
Il collasso dell’entropia è stato concepito
come una “collezione espansa ed effimera”
che si affianca alle collezione permanenti del
MAC. L’obiettivo è quello di trasformare tutto
il museo in superficie espositiva, ossia in uno
spazio in cui i fruitori possano fare esperienza
dell’intero complesso architettonico. Corridoi,
scalinate, bookshop, terrazzo, colonne e vetrate
diventeranno parti integranti di questo
progetto diffuso, che si inserisce all’interno
della normale programmazione artistica. Una
ricca e variegata proposta di opere, installazioni
e interventi collaterali trasformeranno il
museo in un grande contenitore, che d’ora in
poi non sarà vincolato soltanto alle esposizioni
temporanee. All’iniziativa hanno aderito
oltre una ventina di autori, i quali hanno
concesso in comodato le loro opere per tutto
il 2014. Luigi Carboni [Pesaro, 1957] e
Gabriele Arruzzo [Roma, 1976] sono presenti
con dei quadri particolarmente rappresentativi
del loro linguaggio tecno-poetico. Jack Sal
[Waterbury, 1954], Fausto Gilberti [Brescia,
1970] e Giuliano Dal Molin [Schio, 1960]
hanno deciso di realizzare degli interventi pittorici
che si relazionano con l’architettura
stessa del MAC; il wall-painting di Dal Molin
intende ridefinire lo spazio e la percezione
visiva del bookshop mentre quello di Sal rimarrà
a testimonianza della mostra Ring/
Rings/Ring ospitata al secondo piano del museo;
Gilberti ha viceversa disseminato i suoi
interventi tra le nicchie, gli interstizi e le colonne
dell’edificio, obbligando gli spettatori a
“stanare” le sue figure filiformi. Tra gli interventi
site-specific si segnalano quelli di
Giovanni Termini [Assoro, 1972], che ha
manipolato le colonne delle scale con dei
tiranti, e di Stefano Serusi [Alghero, 1980],
che ha smaterializzato la fisicità di uno scaffale
applicando i dorsi di alcuni faldoni direttamente
alle pareti del pianterreno. Svariate
sono anche le installazioni: Before it is too
late di Jacopo Mazzonelli [Trento, 1983] si
interroga sui cimiteri tecnologici proponendo
l’ultimo “respiro” di un tubo catodico; l’installazione
sonora di Michele Spanghero [Gorizia,
1979] cerca e crea una sintesi tra l’arte
visiva e quella acustica; di Ivana Spinelli
[Ascoli Piceno, 1972] viene presentato un
estratto di Baustelle, progetto recentemente
esposto a Belgrado che indaga la progettazione
e la costruzione di una casa; la videoinstallazione
di Fabrizio Prevedello [Padova,
1972] è incentrata sui sei “innesti” che l’artista
ha realizzato dal 2010 a oggi all’interno di
cave in disuso; Adriano Persiani [Bologna,
1972] ha cucito assieme dei pannolini per
ricreare l’abito di un “incontinente” Gilles,
celebre personaggio della commedia francese,
nonché protagonista del noto dipinto di
Watteau. Nell’ambito della scultura troviamo
una piccola ma preziosa fusione in bronzo
galvanizzato di Arnold Mario Dall’O [Lana,
1960], effigiante una ieratica figura antropomorfa,
e i Travasi con cui Paolo Grassino
[Torino, 1967] crea un incontro/scontro tra
l’anatomia umana e utensili d’uso comune.
Sono invece stati dislocati in vari punti del
museo i nani da giardino che Luca Coser
[Trento, 1965] ha ricoperto con del cemento
per occultarne l’identità. Nella collezione
espansa rientrano anche le vetrofanie del
ciclo “In Vitro”, che si arricchiscono di due
nuove opere, firmate da Robert Gligorov
[Kriva Palanka, Macedonia, 1960] e Diango
Hernández [Sancti Spiritus, Cuba, 1970], che
si affiancano a quelle commissionate lo
scorso anno a Anton Kehrer [Linz, 1968], Igor
Eškinja [Rijeka, 1975] e Michelangelo Consani
[Livorno, 1971]. Nel corso dell’anno, la
collezione espansa verrà implementata con
altre opere e nuovi interventi installativi, studiati
appositamente per il MAC di Lissone.
SU TUTTI I PIANI
1 febbraio – 24 dicembre 2014
IL COLLASSO
DELL’ENTROPIA
A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA
GABRIELE ARRUZZO, LUIGI CARBONI, LUCA COSER,
MICHELANGELO CONSANI, GIULIANO DAL MOLIN, ARNOLD
MARIO DALL’O, ROBERT GLIGOROV, PAOLO GRASSINO,
DIANGO HERNÁNDEZ, IGOR EŠKINJA, FAUSTO GILBERTI,
ANTON KEHRER, JACOPO MAZZONELLI, ADRIANO PERSIANI,
FABRIZIO PREVEDELLO, JACK SAL, STEFANO SERUSI,
MICHELE SPANGHERO, IVANA SPINELLI, GIOVANNI TERMINI
INAUGURAZIONE
sabato 1 febbraio
ore 18:00
INGRESSO LIBERO
Viale Padania 6
20851 Lissone - MB
www.museolissone.it
museo@comune.lissone.mb.it
tel. 039 7397368 – 039 2145174
Martedì, Mercoledì, Venerdì h 15-19
Giovedì h 15-23
Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19
IL COLLASSO
DELL’ENTROPIA
Il collasso dell’entropia è stato concepito
come una “collezione espansa ed effimera”
che si affianca alle collezione permanenti del
MAC. L’obiettivo è quello di trasformare tutto
il museo in superficie espositiva, ossia in uno
spazio in cui i fruitori possano fare esperienza
dell’intero complesso architettonico. Corridoi,
scalinate, bookshop, terrazzo, colonne e vetrate
diventeranno parti integranti di questo
progetto diffuso, che si inserisce all’interno
della normale programmazione artistica. Una
ricca e variegata proposta di opere, installazioni
e interventi collaterali trasformeranno il
museo in un grande contenitore, che d’ora in
poi non sarà vincolato soltanto alle esposizioni
temporanee. All’iniziativa hanno aderito
oltre una ventina di autori, i quali hanno
concesso in comodato le loro opere per tutto
il 2014. Luigi Carboni [Pesaro, 1957] e
Gabriele Arruzzo [Roma, 1976] sono presenti
con dei quadri particolarmente rappresentativi
del loro linguaggio tecno-poetico. Jack Sal
[Waterbury, 1954], Fausto Gilberti [Brescia,
1970] e Giuliano Dal Molin [Schio, 1960]
hanno deciso di realizzare degli interventi pittorici
che si relazionano con l’architettura
stessa del MAC; il wall-painting di Dal Molin
intende ridefinire lo spazio e la percezione
visiva del bookshop mentre quello di Sal rimarrà
a testimonianza della mostra Ring/
Rings/Ring ospitata al secondo piano del museo;
Gilberti ha viceversa disseminato i suoi
interventi tra le nicchie, gli interstizi e le colonne
dell’edificio, obbligando gli spettatori a
“stanare” le sue figure filiformi. Tra gli interventi
site-specific si segnalano quelli di
Giovanni Termini [Assoro, 1972], che ha
manipolato le colonne delle scale con dei
tiranti, e di Stefano Serusi [Alghero, 1980],
che ha smaterializzato la fisicità di uno scaffale
applicando i dorsi di alcuni faldoni direttamente
alle pareti del pianterreno. Svariate
sono anche le installazioni: Before it is too
late di Jacopo Mazzonelli [Trento, 1983] si
interroga sui cimiteri tecnologici proponendo
l’ultimo “respiro” di un tubo catodico; l’installazione
sonora di Michele Spanghero [Gorizia,
1979] cerca e crea una sintesi tra l’arte
visiva e quella acustica; di Ivana Spinelli
[Ascoli Piceno, 1972] viene presentato un
estratto di Baustelle, progetto recentemente
esposto a Belgrado che indaga la progettazione
e la costruzione di una casa; la videoinstallazione
di Fabrizio Prevedello [Padova,
1972] è incentrata sui sei “innesti” che l’artista
ha realizzato dal 2010 a oggi all’interno di
cave in disuso; Adriano Persiani [Bologna,
1972] ha cucito assieme dei pannolini per
ricreare l’abito di un “incontinente” Gilles,
celebre personaggio della commedia francese,
nonché protagonista del noto dipinto di
Watteau. Nell’ambito della scultura troviamo
una piccola ma preziosa fusione in bronzo
galvanizzato di Arnold Mario Dall’O [Lana,
1960], effigiante una ieratica figura antropomorfa,
e i Travasi con cui Paolo Grassino
[Torino, 1967] crea un incontro/scontro tra
l’anatomia umana e utensili d’uso comune.
Sono invece stati dislocati in vari punti del
museo i nani da giardino che Luca Coser
[Trento, 1965] ha ricoperto con del cemento
per occultarne l’identità. Nella collezione
espansa rientrano anche le vetrofanie del
ciclo “In Vitro”, che si arricchiscono di due
nuove opere, firmate da Robert Gligorov
[Kriva Palanka, Macedonia, 1960] e Diango
Hernández [Sancti Spiritus, Cuba, 1970], che
si affiancano a quelle commissionate lo
scorso anno a Anton Kehrer [Linz, 1968], Igor
Eškinja [Rijeka, 1975] e Michelangelo Consani
[Livorno, 1971]. Nel corso dell’anno, la
collezione espansa verrà implementata con
altre opere e nuovi interventi installativi, studiati
appositamente per il MAC di Lissone.
SU TUTTI I PIANI
1 febbraio – 24 dicembre 2014
IL COLLASSO
DELL’ENTROPIA
A CURA DI ALBERTO ZANCHETTA
GABRIELE ARRUZZO, LUIGI CARBONI, LUCA COSER,
MICHELANGELO CONSANI, GIULIANO DAL MOLIN, ARNOLD
MARIO DALL’O, ROBERT GLIGOROV, PAOLO GRASSINO,
DIANGO HERNÁNDEZ, IGOR EŠKINJA, FAUSTO GILBERTI,
ANTON KEHRER, JACOPO MAZZONELLI, ADRIANO PERSIANI,
FABRIZIO PREVEDELLO, JACK SAL, STEFANO SERUSI,
MICHELE SPANGHERO, IVANA SPINELLI, GIOVANNI TERMINI
INAUGURAZIONE
sabato 1 febbraio
ore 18:00
INGRESSO LIBERO
01
febbraio 2014
Il Collasso dell’entropia
Dal primo febbraio al 24 dicembre 2014
arte contemporanea
Location
MAC – MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA DI LISSONE
Lissone, Viale Elisa Ancona, 6, (Monza E Brianza)
Lissone, Viale Elisa Ancona, 6, (Monza E Brianza)
Orario di apertura
Martedì, Mercoledì, Venerdì h 15-19
Giovedì h 15-23
Sabato e Domenica h 10-12 / 15-19
Vernissage
1 Febbraio 2014, ore 18.00
Autore




