Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Il Novecento in dieci opere
smART – polo per l’arte presenta il IX appuntamento de Il Novecento in dieci opere, un dialogo tra Daniele Balicco e Davide Ferri, attorno al Cretto di Gibellina (1984-89) di Alberto Burri, una delle opere pubbliche più discusse tra quelle realizzate in Italia nella seconda metà del secolo scorso.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Il nono appuntamento de Il Novecento in dieci opere, è un dialogo tra Daniele Balicco, ricercatore e giornalista free lance, e Davide Ferri, attorno al Cretto di Gibellina (1984-1989) di Alberto Burri, una delle opere pubbliche più discusse tra quelle realizzate in Italia nella seconda metà del secolo scorso.
Il Novecento in dieci opere è una serie di incontri che nasce con l’intento di raccontare dieci opere del secolo scorso per riflettere su alcuni aspetti dell’arte di oggi.
Il Novecento in dieci opere non è però un corso di storia dell’arte contemporanea, né il tentativo di restituire una visione esaustiva e organica del Novecento.
Il Novecento in dieci opere è piuttosto una serie di conversazioni che si svolgono alla luce di un singolo lavoro: sono ammesse divagazioni, ma durante ogni dialogo l’immagine dell’opera scelta è sempre lì, proiettata alle spalle degli astanti.
A parlare delle opere non sono necessariamente degli specialisti, ma artisti, scrittori, teorici, che intrattengono con quelle un legame affettivo o di lunga consuetudine.
Il Novecento in dieci opere, attraverso il disvelamento di predilezioni o magari idiosincrasie o semplicemente riprendendo il filo di dialoghi interrotti, vuole provare a contraddire quella che sembra una lacuna della critica attuale: la difficoltà a parlare di singole opere (certo, ci sono delle eccezioni, la collana One Work di Afterall Books è un luminoso esempio), a favore di generiche riflessioni sulle pratiche o sulle poetiche, spesso più rassicuranti.
4 febbraio - Claudio Verna
Marcel Duchamp, Grande Vetro, 1915-23
4 marzo – Riccardo Falcinelli
Andy Warhol, Brillo Boxes, 1964
1 aprile – Claudio Zambianchi
Claude Monet, Le Ninfee dell’Orangerie, 1920-26
13 maggio – Franco Guerzoni
Luigi Ghirri, Modena, 1973
10 giugno – Luca Bertolo
Philip Guston, The Studio, 1969 8 luglio – Italo Zuffi
Bruce Nauman, A Cast of the Space under My Chair, 1965-68
28 ottobre – Chiara Camoni
Costantin Brancusi, Porta, 1914-16
18 novembre – Cecilia Canziani
Cindy Sherman, Untitled Film Stills, 1977-80
14 gennaio – Daniele Balicco
Alberto Burri, Cretto di Gibellina, 1984-89
*febbraio – Pier Luigi Tazzi
Rirkrit Tiravanija, Untitled (Fear Eats the Soul), 1994
* data da definire
Daniele Balicco (Bergamo, 1976) ricercatore e giornalista free lance. Si occupa di estetica, filosofia politica e storia culturale del capitalismo. Collabora al quotidiano Il Manifesto e alle testate web: alfabeta2, Le parole e le cose, doppiozero. Fra le sue pubblicazioni: un volume sul pensiero politico di Franco Fortini (Non parlo a tutti. Franco Fortini intellettuale politico, Manifestolibri 2007), una raccolta di studi su Edward Said (Riflessione estetica e lotta politica in Edward Said, Allegoria 2014) e volume collettaneo sul Made in Italy come costruzione simbolica (Made in Italy e cultura. Indagine sull'identità italiana contemporanea, Palumbo 2015). É in corso di pubblicazione per le edizioni Quodlibet il suo prossimo libro (Nietzsche a Wall Street, Quodlibet 2016).
Davide Ferri (Forlì, 1974) vive a Roma ed è critico e curatore indipendente. E' docente di Estetica presso l'Accademia di Belle Arti di Rimini (LABA) e tra i docenti del CFA in curatela museale e di eventi allo IED di Roma. Ha curato diverse mostre e progetti in alcune gallerie e musei d'arte contemporanea, tra i quali, di recente, Afro. Pensieri nella mano ai Musei San Domenico di Forlì, Franco Guerzoni. Nessun luogo, da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri alla Triennale di Milano, La figurazione inevitabile. Una scena della pittura oggi al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e, con Antonio Grulli, Sentimiento Nuevo. Incontri sulla nuova critica e scrittura d'arte in Italia al Museo MAMbo di Bologna. Attualmente sta lavorando alla mostra Tutta l’Italia è silenziosa, in dieci spazi tra ambasciate e accademie straniere a Roma.
Il Novecento in dieci opere è una serie di incontri che nasce con l’intento di raccontare dieci opere del secolo scorso per riflettere su alcuni aspetti dell’arte di oggi.
Il Novecento in dieci opere non è però un corso di storia dell’arte contemporanea, né il tentativo di restituire una visione esaustiva e organica del Novecento.
Il Novecento in dieci opere è piuttosto una serie di conversazioni che si svolgono alla luce di un singolo lavoro: sono ammesse divagazioni, ma durante ogni dialogo l’immagine dell’opera scelta è sempre lì, proiettata alle spalle degli astanti.
A parlare delle opere non sono necessariamente degli specialisti, ma artisti, scrittori, teorici, che intrattengono con quelle un legame affettivo o di lunga consuetudine.
Il Novecento in dieci opere, attraverso il disvelamento di predilezioni o magari idiosincrasie o semplicemente riprendendo il filo di dialoghi interrotti, vuole provare a contraddire quella che sembra una lacuna della critica attuale: la difficoltà a parlare di singole opere (certo, ci sono delle eccezioni, la collana One Work di Afterall Books è un luminoso esempio), a favore di generiche riflessioni sulle pratiche o sulle poetiche, spesso più rassicuranti.
4 febbraio - Claudio Verna
Marcel Duchamp, Grande Vetro, 1915-23
4 marzo – Riccardo Falcinelli
Andy Warhol, Brillo Boxes, 1964
1 aprile – Claudio Zambianchi
Claude Monet, Le Ninfee dell’Orangerie, 1920-26
13 maggio – Franco Guerzoni
Luigi Ghirri, Modena, 1973
10 giugno – Luca Bertolo
Philip Guston, The Studio, 1969 8 luglio – Italo Zuffi
Bruce Nauman, A Cast of the Space under My Chair, 1965-68
28 ottobre – Chiara Camoni
Costantin Brancusi, Porta, 1914-16
18 novembre – Cecilia Canziani
Cindy Sherman, Untitled Film Stills, 1977-80
14 gennaio – Daniele Balicco
Alberto Burri, Cretto di Gibellina, 1984-89
*febbraio – Pier Luigi Tazzi
Rirkrit Tiravanija, Untitled (Fear Eats the Soul), 1994
* data da definire
Daniele Balicco (Bergamo, 1976) ricercatore e giornalista free lance. Si occupa di estetica, filosofia politica e storia culturale del capitalismo. Collabora al quotidiano Il Manifesto e alle testate web: alfabeta2, Le parole e le cose, doppiozero. Fra le sue pubblicazioni: un volume sul pensiero politico di Franco Fortini (Non parlo a tutti. Franco Fortini intellettuale politico, Manifestolibri 2007), una raccolta di studi su Edward Said (Riflessione estetica e lotta politica in Edward Said, Allegoria 2014) e volume collettaneo sul Made in Italy come costruzione simbolica (Made in Italy e cultura. Indagine sull'identità italiana contemporanea, Palumbo 2015). É in corso di pubblicazione per le edizioni Quodlibet il suo prossimo libro (Nietzsche a Wall Street, Quodlibet 2016).
Davide Ferri (Forlì, 1974) vive a Roma ed è critico e curatore indipendente. E' docente di Estetica presso l'Accademia di Belle Arti di Rimini (LABA) e tra i docenti del CFA in curatela museale e di eventi allo IED di Roma. Ha curato diverse mostre e progetti in alcune gallerie e musei d'arte contemporanea, tra i quali, di recente, Afro. Pensieri nella mano ai Musei San Domenico di Forlì, Franco Guerzoni. Nessun luogo, da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri alla Triennale di Milano, La figurazione inevitabile. Una scena della pittura oggi al Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato e, con Antonio Grulli, Sentimiento Nuevo. Incontri sulla nuova critica e scrittura d'arte in Italia al Museo MAMbo di Bologna. Attualmente sta lavorando alla mostra Tutta l’Italia è silenziosa, in dieci spazi tra ambasciate e accademie straniere a Roma.
14
gennaio 2016
Il Novecento in dieci opere
14 gennaio 2016
arte contemporanea
incontro - conferenza
incontro - conferenza
Location
smART – POLO PER L’ARTE
Roma, Piazza Crati, 6/7, (Roma)
Roma, Piazza Crati, 6/7, (Roma)
Vernissage
14 Gennaio 2016, h 18.45
Autore
Curatore




