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In 2.73 giorni. Abitare il caos
Il secondo di quattro momenti espositivi in una casa privata a Cannaregio, Venezia. Un esperimento sull’ospitalità come forma culturale e sulla permanenza dell’arte oltre il tempo delle grandi esposizioni. Con Helga Franza, Stefano Graziani e Oscar Formacio Mendoza.
Comunicato stampa
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Casa 2.73, l'appartamento privato nel sestiere di Cannaregio che lo studio Bellinato Giacomazzi Architetti ha concepito come prototipo abitativo per il residente resiliente, riapre dal 26 al 28 giugno 2026 per il secondo appuntamento di "In 2.73 giorni". Dopo il capitolo dedicato al desiderio, il progetto affronta ora il caos quale condizione costitutiva dell’abitare, in cui la vita inesorabilmente si negozia, si accumula e si trasforma, dalla scala domestica fino al corpo della città.
L’intera rassegna, a cura di Susanna Ravelli e Francesco Perozzi, si articola in quattro appuntamenti nel corso della stagione 2026, in corrispondenza di alcuni momenti nodali del calendario della Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale: dalla preview di maggio sino al finissage di novembre. Ogni tappa introduce un nodo tematico distinto, costruendo un programma che, senza esaurirsi nel singolo evento, si dà come sequenza e stratificazione di senso nel corso dei mesi. La cornice resta quella dell'ospitalità come postura critica attraverso cui l'arte incontra chi abita la città – tanto il visitatore di passaggio quanto il residente stabile.
"In 2.73 giorni. Abitare il caos" inaugura venerdì 26 giugno, ore 19:00. In mostra, gli interventi di Helga Franza, Stefano Graziani e Oscar Formacio Mendoza, insieme all’opera di un quarto segreto autore, attraversano la questione del caos con registri eterogenei. Le fotografie di Graziani, scattate nell'appartamento parigino dell’architetto visionario Yona Friedman, restituiscono uno spazio fattosi manifesto del pensiero che lo ha abitato, testimoniando come vita e progetto si alimentino a vicenda. Divorata e riscritta per cancellazioni successive è invece la città messicana di antiche radici nel racconto visivo di Mendoza, offerta in una narrazione implacabile e disorientante sul destino di una comunità inghiottita da un'urbanizzazione predatoria. In diretta successione, un secondo lavoro video, (realizzato in collaborazione con Nina Fiocco) indaga la piazza come spazio di ascolto reciproco, contro la sua dimensione puramente monumentale e rappresentativa. Franza abita infine la precarietà della forma: sue le impalcature filiformi e metamorfiche, dove il caos affiora come principio generativo – geometrie intuitive, indifferenti ad ogni misura, che si trasformano senza risolversi, in costante tensione fra crescita organica e disfacimento.
Per appuntamenti:
alvise.giacomazzi@libero.it | +39 339 677 0079
L’intera rassegna, a cura di Susanna Ravelli e Francesco Perozzi, si articola in quattro appuntamenti nel corso della stagione 2026, in corrispondenza di alcuni momenti nodali del calendario della Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale: dalla preview di maggio sino al finissage di novembre. Ogni tappa introduce un nodo tematico distinto, costruendo un programma che, senza esaurirsi nel singolo evento, si dà come sequenza e stratificazione di senso nel corso dei mesi. La cornice resta quella dell'ospitalità come postura critica attraverso cui l'arte incontra chi abita la città – tanto il visitatore di passaggio quanto il residente stabile.
"In 2.73 giorni. Abitare il caos" inaugura venerdì 26 giugno, ore 19:00. In mostra, gli interventi di Helga Franza, Stefano Graziani e Oscar Formacio Mendoza, insieme all’opera di un quarto segreto autore, attraversano la questione del caos con registri eterogenei. Le fotografie di Graziani, scattate nell'appartamento parigino dell’architetto visionario Yona Friedman, restituiscono uno spazio fattosi manifesto del pensiero che lo ha abitato, testimoniando come vita e progetto si alimentino a vicenda. Divorata e riscritta per cancellazioni successive è invece la città messicana di antiche radici nel racconto visivo di Mendoza, offerta in una narrazione implacabile e disorientante sul destino di una comunità inghiottita da un'urbanizzazione predatoria. In diretta successione, un secondo lavoro video, (realizzato in collaborazione con Nina Fiocco) indaga la piazza come spazio di ascolto reciproco, contro la sua dimensione puramente monumentale e rappresentativa. Franza abita infine la precarietà della forma: sue le impalcature filiformi e metamorfiche, dove il caos affiora come principio generativo – geometrie intuitive, indifferenti ad ogni misura, che si trasformano senza risolversi, in costante tensione fra crescita organica e disfacimento.
Per appuntamenti:
alvise.giacomazzi@libero.it | +39 339 677 0079
26
giugno 2026
In 2.73 giorni. Abitare il caos
Dal 26 al 28 giugno 2026
arte contemporanea
Location
2.73
Venezia, Ramo Novo de la Rotonda, 3193, (VE)
Venezia, Ramo Novo de la Rotonda, 3193, (VE)
Orario di apertura
Venerdì 26 dalle 19:00 alle 22:00 | Sabato 27 dalle 16:00 alle 22:00 | Domenica 28 dalle 10:00 alle 13:00
Oppure su appuntamento
Vernissage
26 Giugno 2026, 19:00
Autore
Curatore




