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Ines Valentinitsch – Fluid Venus
Ines Valentinitsch pone al centro della propria ricerca la corporalità, indagata come territorio
fluido e instabile dell’identità. “Fluid Venus” presso Palazzo Mora unisce pittura, arte performativa e scultura in un’esperienza immersiva.
Comunicato stampa
Segnala l'evento
Ines Valentinitsch pone al centro della propria ricerca la corporalità, indagata come territorio
fluido e instabile dell’identità. Nelle sue pitture le figure appaiono dilatate, frammentate,
sospese tra definizione e indeterminatezza sessuale. Private di confini e appartenenze, queste
presenze rivelano soprattutto la dimensione primaria e sensuale dell’essere umano: una forza
vitale originaria, matrice di pulsioni ed emozioni che attraversano l’esperienza fin
dall’infanzia.
Dal 2025 l’artista ha esteso questa indagine al vetro, materiale scultoreo complesso e solo
parzialmente controllabile. Le opere che ne derivano mantengono una sorprendente coerenza
con il suo linguaggio pittorico: forme essenziali prossime all’astrazione evocano la presenza
del corpo, mentre la trasparenza del vetro restituisce la stessa qualità fluida e acquosa della
sua pittura. Colature rosse scorrono nella materia come vene, scie di sangue, suggerendo un
palpito vitale trattenuto nei blocchi di vetro.
Accanto alla pittura e alla scultura, la dimensione performativa occupa un ruolo centrale. In
azioni costruite come un dialogo silenzioso tra corpi, Valentinitsch osserva e registra le
metamorfosi del movimento su grandi teleri, dipingendo a terra con gesti ampi e rapidi. Le
figure che emergono, essenziali e vibranti, assumono la forma di veri haiku visivi della carne
che tende a farsi spirito.
Testo di Christian Marinotti
Ines Valentinitsch’s practice centers on the body, conceived as a fluid and unstable site of
identity. Her paintings present dilated, fragmented figures suspended between definition and
sexual indeterminacy. Stripped of clear boundaries or affiliations, these forms foreground a
primal, sensual dimension of human experience—an original vital force that underlies
impulses and emotions from early childhood.
Since 2025, Valentinitsch has expanded this investigation into glass, a demanding sculptural
medium that resists full control. The resulting works remain closely aligned with her pictorial
language: reduced, near-abstract forms evoke bodily presence, while the transparency of glass
recalls the fluid, aqueous qualities of her painting. Red traces run through the material like
veins or streams of blood, suggesting a vital energy held within.
Alongside painting and sculpture, performance plays a central role in her practice. Conceived
as a silent dialogue between bodies, these actions unfold on large canvases laid on the ground,
where the artist records the metamorphoses of movement through swift, expansive gestures.
The resulting figures—essential and charged—emerge as visual haiku, in which flesh seems
to verge on becoming spirit.
Christian Marinotti
fluido e instabile dell’identità. Nelle sue pitture le figure appaiono dilatate, frammentate,
sospese tra definizione e indeterminatezza sessuale. Private di confini e appartenenze, queste
presenze rivelano soprattutto la dimensione primaria e sensuale dell’essere umano: una forza
vitale originaria, matrice di pulsioni ed emozioni che attraversano l’esperienza fin
dall’infanzia.
Dal 2025 l’artista ha esteso questa indagine al vetro, materiale scultoreo complesso e solo
parzialmente controllabile. Le opere che ne derivano mantengono una sorprendente coerenza
con il suo linguaggio pittorico: forme essenziali prossime all’astrazione evocano la presenza
del corpo, mentre la trasparenza del vetro restituisce la stessa qualità fluida e acquosa della
sua pittura. Colature rosse scorrono nella materia come vene, scie di sangue, suggerendo un
palpito vitale trattenuto nei blocchi di vetro.
Accanto alla pittura e alla scultura, la dimensione performativa occupa un ruolo centrale. In
azioni costruite come un dialogo silenzioso tra corpi, Valentinitsch osserva e registra le
metamorfosi del movimento su grandi teleri, dipingendo a terra con gesti ampi e rapidi. Le
figure che emergono, essenziali e vibranti, assumono la forma di veri haiku visivi della carne
che tende a farsi spirito.
Testo di Christian Marinotti
Ines Valentinitsch’s practice centers on the body, conceived as a fluid and unstable site of
identity. Her paintings present dilated, fragmented figures suspended between definition and
sexual indeterminacy. Stripped of clear boundaries or affiliations, these forms foreground a
primal, sensual dimension of human experience—an original vital force that underlies
impulses and emotions from early childhood.
Since 2025, Valentinitsch has expanded this investigation into glass, a demanding sculptural
medium that resists full control. The resulting works remain closely aligned with her pictorial
language: reduced, near-abstract forms evoke bodily presence, while the transparency of glass
recalls the fluid, aqueous qualities of her painting. Red traces run through the material like
veins or streams of blood, suggesting a vital energy held within.
Alongside painting and sculpture, performance plays a central role in her practice. Conceived
as a silent dialogue between bodies, these actions unfold on large canvases laid on the ground,
where the artist records the metamorphoses of movement through swift, expansive gestures.
The resulting figures—essential and charged—emerge as visual haiku, in which flesh seems
to verge on becoming spirit.
Christian Marinotti
07
maggio 2026
Ines Valentinitsch – Fluid Venus
Dal 07 maggio al 22 novembre 2026
arte contemporanea
arti performative
arti performative
Location
PALAZZO MORA
Venezia, Strada Nova, 3659, (Venezia)
Venezia, Strada Nova, 3659, (Venezia)
Orario di apertura
Everyday from 10.00 to 18.00 | Closed on Tuesday - Free entry
Autore
Curatore
Autore testo critico
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