Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
IPOTESI ARTISTICHE
Libertà espressiva di 9 artisti contemporanei
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Cripta di San Michele Arcangelo
IPOTESI ARTISTICHE libertà espressiva di 9 artisti contemporanei
Periodo Mostra: dal 4 al 28 ottobre 2012
Inaugurazione : giovedì 4 ottobre 2012 - ore 18,30
Autori:
Blaganò Francesco - Mariella Bogliacino - Carbone Valeria
Damasio Adolfo Levi - Galizio Gianfranco – Gatti Silvana
Lerda Piero - Fernando Montà - Stroppiana Livio
Ipotesi artistiche
Che cos’è l’arte? Tra le tante definizioni date in secoli di letteratura, una possibile è quella che la
presenta come un tentativo di interpretare il mondo umano, che può avere o meno un riscontro
nella realtà, e che cerca di coglierne i meccanismi essenziali veri, verosimili, possibili e impossibili.
La storia dell’arte è, a questo proposito, un susseguirsi di esempi di modelli interpretativi, messi
in crisi e superati da nuovi modelli, condizionati, determinati, limitati anche, dalla cultura e dalla
società nella quale nascono. Tale concetto universale può facilmente essere ricondotto anche ad
una dimensione più particolare, nella quale ogni artista, nel momento in cui si accinge a creare
un’opera, mette in campo la sua visione del mondo, il suo punto di vista su un aspetto piuttosto
che su un altro e ne dà la sua interpretazione, che, in fondo, non è che un’ipotesi tra tante. Ma il
confronto tra varie ipotesi e tra vari modelli è un antidoto alla omologazione del gusto, in quanto
richiede l’elaborazione di strumenti di comunicazione che arricchiscono coloro che ne fruiscono e
rendono indispensabile alla società il ruolo dell’arte e, dunque, degli artisti, artefici dell’operazione
comunicativa. E dunque è interessante aggirarsi tra le volte della bellissima cripta della chiesa di
San Michele Arcangelo e scoprire cosa hanno da dire nove artisti con le loro opere, quali sono le
loro ipotesi di fronte alla vita e come possono interagire con noi stessi e con la nostra personalità.
Le opere di Francesco Blaganò, che in questa occasione lavora molto sul particolare, sono
caratterizzate dall’impiego sperimentale di materiali non propriamente pittorici, come il riso, che
colloca su tela di iuta intonacata, sulla quale pochi ma forti segni e colori intrecciano il linguaggio
della scrittura con quello della gestualità di impronta espressionista, riscoprendo la misura di un
processo mentale che si trasforma in colore e in dinamica espressività. Mariella Bogliacino, il suo
sostanziale commisurarsi con la materia è messo in risalto ancora una volta dalle opere presenti in
questa mostra, dove il peso materiale della figura viene annullato dalla gestualità dell’artista che,
con il suo segno vigoroso ed energico riesce a rendere palpabile il confronto con l’idea
dell’invisibile, di qualcosa che sta oltre. Valeria Carbone presenta opere completamente diverse
una dall’altra per tecnica ed impostazione, riuscendo a rompere le convenzioni che vogliono un
artista legato per sempre alla sua cifra espressiva. L’operazione compiuta dall’artista è genuina
seppure non semplice: nessun soggetto, infatti, è immune da un profondo discorso con se stessa e,
a seconda della sua percezione, la tecnica scelta si adatta alla riflessione. Sembra la lucida visione
di un mondo che poggia sul vuoto quella descritta da Adolfo Damasio Levi. Sulla superficie del
quadro i soggetti appaiono come entità senza un concreto spessore e, proponendo una marcata
sintesi formale - basata su scomposizioni quasi geometriche - danno alle forme un aspetto di
apparenze fragili, inquiete e sotto le mentite spoglie del gioco, nascondono una sentita riflessione
sull’uomo e la sua caducità. Formalmente Gianfranco Galizio ha intrapreso la strada della
non rappresentazione, prendendo il campo visivo come uno spazio di riposo per l’occhio, in cui
far parlare la superficie nella sua qualità materica e cromatica. L’aggancio alla realtà continua
innegabilmente ad esserci (si riconoscono infatti i paesaggi urbani e non) ma è quasi come se si
guardasse un’immagine da uno schermo, che diventa, così, luogo della memoria. I paesaggi di
Silvana Gatti armoniosi e tranquillizzanti, emanano un modo di dipingere senza ansietà, senza
l’impulsività di chi non vuole farsi sfuggire lo stato di grazia, privilegiando invece un modo di
comporre lento e attento all’interpretazione corretta del vero, poiché non è l’apparenza delle cose
che lei ama portare in luce, bensì la loro sostanza e la loro essenza nascosta.
Le opere dello scomparso Piero Lerda si presentano come finestre aperte sul mondo, sia quando,
negli anni 50 dipingeva “schermi”, sia quando, più tardi mette sulla tela gli aquiloni. Sono finestre
attraverso le quali passa il nostro sguardo: una aperta sul mondo artificiale, quello della televisione,
che ci rimanda una realtà vera ma non vissuta, l’altra su quello naturale e forse un po’ utopistico
di ciò che il pittore avrebbe voluto: allegria, vivacità, gioia. I fiori in primo piano sono i soggetti
delle opere di Fernando Montà. La semplicità del soggetto riscopre una nuova preziosità in cui si
delinea un’idea particolare dello spazio, nello stesso tempo fisico e interiore. La ricerca dei dettagli
inconsueti e originalmente ricostruiti, restituiscono una visione del quotidiano che spesso sfugge
agli occhi poco attenti di chi pensa che un fiore sia “solo un fiore”. Livio Stroppiana opera sul
piano dell’astrazione pura. L’artista non rappresenta: immagina, suggerisce, racconta stati d’animo
e sensazioni, intuisce emozioni e le comunica con il colore, con il pennello, con un segno di matrice
informale, strutturato e a suo modo classico. Stroppiana dipinge in modo diretto, con i colori che
si mescolano in un caos necessario all’azione del fare, che si concludono con una visione razionale
che impedisce il superfluo.
Marilina Di Cataldo
IPOTESI ARTISTICHE
Cripta di San Michele Arcangelo piazza Cavour 12 Torino
Periodo Mostra: dal 4 al 28 ottobre 2012
Inaugurazione : giovedì 4 ottobre 2012 - ore 18,30
Orari galleria : dal martedì al sabato 16,00 - 19,00
A cura di Willy Darko - Testo critico di Marilina Di Cataldo - Catalogo in galleria
IPOTESI ARTISTICHE libertà espressiva di 9 artisti contemporanei
Periodo Mostra: dal 4 al 28 ottobre 2012
Inaugurazione : giovedì 4 ottobre 2012 - ore 18,30
Autori:
Blaganò Francesco - Mariella Bogliacino - Carbone Valeria
Damasio Adolfo Levi - Galizio Gianfranco – Gatti Silvana
Lerda Piero - Fernando Montà - Stroppiana Livio
Ipotesi artistiche
Che cos’è l’arte? Tra le tante definizioni date in secoli di letteratura, una possibile è quella che la
presenta come un tentativo di interpretare il mondo umano, che può avere o meno un riscontro
nella realtà, e che cerca di coglierne i meccanismi essenziali veri, verosimili, possibili e impossibili.
La storia dell’arte è, a questo proposito, un susseguirsi di esempi di modelli interpretativi, messi
in crisi e superati da nuovi modelli, condizionati, determinati, limitati anche, dalla cultura e dalla
società nella quale nascono. Tale concetto universale può facilmente essere ricondotto anche ad
una dimensione più particolare, nella quale ogni artista, nel momento in cui si accinge a creare
un’opera, mette in campo la sua visione del mondo, il suo punto di vista su un aspetto piuttosto
che su un altro e ne dà la sua interpretazione, che, in fondo, non è che un’ipotesi tra tante. Ma il
confronto tra varie ipotesi e tra vari modelli è un antidoto alla omologazione del gusto, in quanto
richiede l’elaborazione di strumenti di comunicazione che arricchiscono coloro che ne fruiscono e
rendono indispensabile alla società il ruolo dell’arte e, dunque, degli artisti, artefici dell’operazione
comunicativa. E dunque è interessante aggirarsi tra le volte della bellissima cripta della chiesa di
San Michele Arcangelo e scoprire cosa hanno da dire nove artisti con le loro opere, quali sono le
loro ipotesi di fronte alla vita e come possono interagire con noi stessi e con la nostra personalità.
Le opere di Francesco Blaganò, che in questa occasione lavora molto sul particolare, sono
caratterizzate dall’impiego sperimentale di materiali non propriamente pittorici, come il riso, che
colloca su tela di iuta intonacata, sulla quale pochi ma forti segni e colori intrecciano il linguaggio
della scrittura con quello della gestualità di impronta espressionista, riscoprendo la misura di un
processo mentale che si trasforma in colore e in dinamica espressività. Mariella Bogliacino, il suo
sostanziale commisurarsi con la materia è messo in risalto ancora una volta dalle opere presenti in
questa mostra, dove il peso materiale della figura viene annullato dalla gestualità dell’artista che,
con il suo segno vigoroso ed energico riesce a rendere palpabile il confronto con l’idea
dell’invisibile, di qualcosa che sta oltre. Valeria Carbone presenta opere completamente diverse
una dall’altra per tecnica ed impostazione, riuscendo a rompere le convenzioni che vogliono un
artista legato per sempre alla sua cifra espressiva. L’operazione compiuta dall’artista è genuina
seppure non semplice: nessun soggetto, infatti, è immune da un profondo discorso con se stessa e,
a seconda della sua percezione, la tecnica scelta si adatta alla riflessione. Sembra la lucida visione
di un mondo che poggia sul vuoto quella descritta da Adolfo Damasio Levi. Sulla superficie del
quadro i soggetti appaiono come entità senza un concreto spessore e, proponendo una marcata
sintesi formale - basata su scomposizioni quasi geometriche - danno alle forme un aspetto di
apparenze fragili, inquiete e sotto le mentite spoglie del gioco, nascondono una sentita riflessione
sull’uomo e la sua caducità. Formalmente Gianfranco Galizio ha intrapreso la strada della
non rappresentazione, prendendo il campo visivo come uno spazio di riposo per l’occhio, in cui
far parlare la superficie nella sua qualità materica e cromatica. L’aggancio alla realtà continua
innegabilmente ad esserci (si riconoscono infatti i paesaggi urbani e non) ma è quasi come se si
guardasse un’immagine da uno schermo, che diventa, così, luogo della memoria. I paesaggi di
Silvana Gatti armoniosi e tranquillizzanti, emanano un modo di dipingere senza ansietà, senza
l’impulsività di chi non vuole farsi sfuggire lo stato di grazia, privilegiando invece un modo di
comporre lento e attento all’interpretazione corretta del vero, poiché non è l’apparenza delle cose
che lei ama portare in luce, bensì la loro sostanza e la loro essenza nascosta.
Le opere dello scomparso Piero Lerda si presentano come finestre aperte sul mondo, sia quando,
negli anni 50 dipingeva “schermi”, sia quando, più tardi mette sulla tela gli aquiloni. Sono finestre
attraverso le quali passa il nostro sguardo: una aperta sul mondo artificiale, quello della televisione,
che ci rimanda una realtà vera ma non vissuta, l’altra su quello naturale e forse un po’ utopistico
di ciò che il pittore avrebbe voluto: allegria, vivacità, gioia. I fiori in primo piano sono i soggetti
delle opere di Fernando Montà. La semplicità del soggetto riscopre una nuova preziosità in cui si
delinea un’idea particolare dello spazio, nello stesso tempo fisico e interiore. La ricerca dei dettagli
inconsueti e originalmente ricostruiti, restituiscono una visione del quotidiano che spesso sfugge
agli occhi poco attenti di chi pensa che un fiore sia “solo un fiore”. Livio Stroppiana opera sul
piano dell’astrazione pura. L’artista non rappresenta: immagina, suggerisce, racconta stati d’animo
e sensazioni, intuisce emozioni e le comunica con il colore, con il pennello, con un segno di matrice
informale, strutturato e a suo modo classico. Stroppiana dipinge in modo diretto, con i colori che
si mescolano in un caos necessario all’azione del fare, che si concludono con una visione razionale
che impedisce il superfluo.
Marilina Di Cataldo
IPOTESI ARTISTICHE
Cripta di San Michele Arcangelo piazza Cavour 12 Torino
Periodo Mostra: dal 4 al 28 ottobre 2012
Inaugurazione : giovedì 4 ottobre 2012 - ore 18,30
Orari galleria : dal martedì al sabato 16,00 - 19,00
A cura di Willy Darko - Testo critico di Marilina Di Cataldo - Catalogo in galleria
04
ottobre 2012
IPOTESI ARTISTICHE
Dal 04 al 28 ottobre 2012
fotografia
arte contemporanea
arte contemporanea
Location
CHIESA BIZANTINA DI SAN MICHELE ARCANGELO
Torino, Via Giovanni Giolitti, 44, (Torino)
Torino, Via Giovanni Giolitti, 44, (Torino)
Orario di apertura
dal martedì al sabato 16,00 - 19,00
Vernissage
4 Ottobre 2012, ore 18.30
Curatore




