Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Italia Intima. Dal Neorealismo, spunti di contemporaneità
Per la prima volta l’Archivio Fotografico Italiano approda in Sicilia con una mostra che coniuga memoria e contemporaneità, autori storicizzati e autori emergenti nell’ottica della promozione della fotografia d’autore.
Comunicato stampa
Condividi l'evento
L’AFI presenta mostra e libro ITALIA INTIMA a Scicli - Ragusa
Per la prima volta l’Archivio Fotografico Italiano approda in Sicilia con una mostra che
coniuga memoria e contemporaneità, autori storicizzati e autori emergenti nell’ottica
della promozione della fotografia d’autore, in piena sinergia con le realtà locali e con il
Comune di Scicli, attento e scrupoloso promotore dell’evento, grazie all’Assessorato
alla Cultura, allo studio fotografico del noto maestro Giuseppe Leone e, non ultima, la
rinomata Libreria Don Chisciotte di Scicli.
L’AFI avrà uno spazio di eccezionale valore storico ed artistico: l’ex Convento della
Madonna del Carmine, costruito fra la seconda metà del Seicento e la prima del
Settecento, concesso dall’Amministrazione Comunale di Comune, in particolare per la
sensibilità dimostrata dall’Ass.re alla Cultura, nonché vicesindaco, Caterina Riccotti.
L’ex convento, finito di restaurare nel 2017, ha un’anima volta al Bello per
antonomasia pertanto è nelle sue finalità diventare un Centro Artistico Polifunzionale,
progetto approvato e finanziato dal Ministro Dario Franceschini. Lo spirito dell'AFI si
ritrova pienamente in tale scelta poiché racchiude una serie di concetti che ben
interpretano la filosofia dell'Archivio, nato principalmente per progettare ricerche e
custodire opere altrimenti disseminate e perdute, ma anche con la finalità di divenire
luogo di collezione, conservazione, valorizzazione e fruizione di raccolte fotografiche,
oggi riconosciute dalla legislazione come "bene culturale".
ITALIA INTIMA
Dal neorealismo spunti di contemporaneità
Nuovo libro in mostra – collana editoriale Afi
Mostra organizzata in collaborazione con lo studio fotografico Giuseppe Leone
L’idea dell’Italia è certamente quella di un luogo in cui architettura e paesaggio si
incontrano dialogando attraverso le tante testimonianze dell’arte, rendendo il paese
tra i più incantevoli al mondo.
Questo libro non è finalizzato a rimarcate le bruttezze che l’uomo moderno ha
edificato ma piuttosto far riflettere sul patrimonio che dobbiamo tutelare e ammirare,
partendo dalle storie del neorealismo, legate al dopoguerra, alla ricostruzione, alla vita
semplice che da vestigie hanno costruito culturalmente l’uomo e il suo abitare.
Tra analogico e digitale, due teorie che si incontrano nel divenire delle generazioni,
mettendo in relazione le esperienze che sconfinano nella narrazione visiva, che la
mente elabora e traduce in rime cromatiche, sfumature di grigio, sguardi incantati,
suggestioni emozionali.
Le immagini di Elio Ciol, legate agli anni ’60, sono la rappresentazione visiva di
sentimenti e sensazioni personali che ha catturato con stile inequivocabile in vari
luoghi, lasciandosi ammaliare dai paesaggi, dalla gente e dalle atmosfere. Una visione
romantica che ci accompagna dentro la serie di Giuseppe Leone che narra della sua
Sicilia, attraverso vedute più aspre, in un bianco e nero tagliente, componendo scene
in cui l’uomo viene collocato tra le architetture scolpite nella memoria in un turbinio di
grafismi. Il piccolo Rosario insieme al padre, nel racconto di Vittorini, ci conduco in un
viaggio alla scoperta di Scicli delle sue strade, dei luoghi celati, dei volti di donne e
delle bellezze inattese, in una Scicli senza tempo.
Come non apprezzare il progetto di Roberto Venegoni che nel suo girovagare tra i
silenzi dell’isola di Pianosa, ritrova le tracce di un passato in cui un muro divideva gli
spazi, la vita e la reclusione, offrendo con il suo sguardo discreto e una varietà di tinte
tenui, un’amabile interpretazione dei luoghi, che pur nella deserto abbandono, paiono
serbare i passaggi di vita che hanno popolato questi per anni.
Le immagini di Marco Ferrando ci portano invece in un paesino dell’alta Liguria.
Si tratta di una storia che arriva da lontano, dagli anni novanta, quando censiva i
moltissimi edifici rurali della zona. Entra in contatto quindi con molti degli anziani
proprietari, guadagnandone la fiducia e diventando l’amico, sciogliendo le diffidenze.
Marco realizza la sua ricerca nei mesi invernali perché qui si concentra il maggior
“pathos” nel vivere in un luogo con le caratteristiche di durezza tipiche di un borgo di
montagna, pur essendo in territorio ligure. Il viaggio casa per casa, la vita che ruota
intorno alla stufa, i racconti di viva vissuta, nei bar, quale posto migliore
d’aggregazione e di ritrovo.
La serie di Renato Luparia è rivolta al paesaggio piemontese delle colline del
Monferrato. Sono i campi privi di limiti, invasi da nebbie vergini ad indicare un
possibile cammino di conquista. Contro i frastuoni e le volgarità dei grandi centri
commerciali, degli svincoli autostradali all’ora di punta, dei campi sportivi gremiti da
folle urlanti, le campagne silenziose si mostrano in tutta la loro enigmatica bellezza. È
il silenzio la chiave di lettura e l’invocazione che l’artista esprime con pochi rarissimi
elementi che affiorano dai bianchi eterei.
Mario Vidor ci porta in un luogo d’incanto, invidiato nel mondo: Venezia. Non è facile
fotografare la città più fotografata al mondo, ma Vidor non subisce il condizionamento
e cerca un proprio punto di vista, che non lascia spazio ai luoghi comuni. Si immerge
nelle calle, attende la sera per vivere le atmosfere, riprende le persone nei momenti
privati, si affaccia alla laguna con sentimento che il bianco e nero analogico traduce in
armoniche nuance dal fascino senza tempo.
Infine le fotografie di Claudio Argentiero che, affascinato dal paesaggio perduto,
trova nei territori di Verdi una condizione di sospensione temporale che appaga
l’animo. Case rurali appaiono senza tempo, i vicini centri abitati a misura d’uomo, la
riservatezza regna perpetua, solo qualche accenno di modernità ad inglobare case e
storie vissute. Il colore fissa la luce su un pentagramma virato sulle tonalità tenui,
sullo sfondo appaiono, come un sussurro, piccole abitazioni, mentre la neve scende
candida disegnando nuovi scenari.
L’Italia intima è prima di tutto il sentire di ogni autore, di chi ha scelto con coscienza il
pretesto del tema per parlare di sé e delle proprie percezioni, delle nostalgie e delle
scoperte, con rancore o con amore, nel pensiero espressivo che si fa immagine.
Progetti che sono degni di un posto d’onore negli archivi della memoria e per questo
ancor più importante il ruolo che riveste l’Afi nel promuovere confronti e dibattiti
attorno al tema delle esperienze, ben più significativa di quella prettamente tecnica.
PRESENTAZIONE AFI
L’Archivio Fotografico Italiano da oltre dieci anni si dedica con vivacità alla
valorizzazione e diffusione della fotografia d’autore, progettando e sviluppando
ricerche finalizzate ad accrescere il patrimonio visivo, storico e contemporaneo, con lo
scopo di arricchire qualitativamente la propria collezione. I soggetti sono i più svariati:
dal reportage al giornalismo, dal territorio agli spazi architettonici, dal ritratto al
lavoro, alla fotografia di ricerca e d’arte, con particolare attenzione anche alle
immagini storiche e del recente passato. A oggi molti i progetti tradotti in mostre
itineranti e libri di pregio, presentati a livello europeo.
L’Afi collabora con enti pubblici, archivi privati, scuole e istituti, proponendo percorsi
didattici, educativi e di gestione del patrimonio visivo, sotto il punto di vista della
conservazione e della catalogazione, incoraggiando il collezionismo, partecipando a
conferenze e piani formativi presso diverse scuole. L'avvio di una collana editoriale, ha
consentito all'Afi di proporsi anche al di fuori dei confini nazionali, con lusinghieri
consensi, promuovendo la fotografia italiana e gli autori rappresentati in ambienti
riservati a operatori qualificati e cultori di fotografia e d’arte. Ad oggi 38 i libri
pubblicati. L’Afi è anche Laboratorio di stampa fine art, apprezzato da numerosi artisti.
Aderendo a un progetto europeo ha ottenuto da EPSON il marchio di certificazione
DIGIGRAPHIE, che attesta la qualità dell’atelier nella realizzazione di stampe fine art
da collezione, a tiratura limitata, su carte di pregio, artigianali, e prodotti garantiti nel
tempo. Degni di nota gli eventi organizzati annualmente. Tra i più rilevanti il
Festival Fotografico Europeo, varie rassegne a tema, progetti di
documentazione e valorizzazione del territorio. www.europhotofestival.it
L’Afi vanta collaborazioni a livello europeo, in particolare partecipando da molti anni ai
RIP di Arles, nella settimana di apertura con un proprio spazio, in collaborazione con il
comune francese, a Grenoble proponendo la fotografia italiana e a Parigi, con un
proprio stand, nell’ambito di FOTOFEVER.
Dal 2017 ha attivato una collaborazione proiettata nel tempo con Photo Beijing a
Pechino, con la finalità di rappresentare la fotografia italiana in Cina e far conoscere gli
artisti cinesi in Italia. Partecipa a fiere d’arte, proponendo la fotografia d’autore a
collezionisti ed esperti a livello europeo.
Una sobria ma esaustiva raccolta di opere della collezione è visibile nel sito:
www.archiviofotografico.org
Per la prima volta l’Archivio Fotografico Italiano approda in Sicilia con una mostra che
coniuga memoria e contemporaneità, autori storicizzati e autori emergenti nell’ottica
della promozione della fotografia d’autore, in piena sinergia con le realtà locali e con il
Comune di Scicli, attento e scrupoloso promotore dell’evento, grazie all’Assessorato
alla Cultura, allo studio fotografico del noto maestro Giuseppe Leone e, non ultima, la
rinomata Libreria Don Chisciotte di Scicli.
L’AFI avrà uno spazio di eccezionale valore storico ed artistico: l’ex Convento della
Madonna del Carmine, costruito fra la seconda metà del Seicento e la prima del
Settecento, concesso dall’Amministrazione Comunale di Comune, in particolare per la
sensibilità dimostrata dall’Ass.re alla Cultura, nonché vicesindaco, Caterina Riccotti.
L’ex convento, finito di restaurare nel 2017, ha un’anima volta al Bello per
antonomasia pertanto è nelle sue finalità diventare un Centro Artistico Polifunzionale,
progetto approvato e finanziato dal Ministro Dario Franceschini. Lo spirito dell'AFI si
ritrova pienamente in tale scelta poiché racchiude una serie di concetti che ben
interpretano la filosofia dell'Archivio, nato principalmente per progettare ricerche e
custodire opere altrimenti disseminate e perdute, ma anche con la finalità di divenire
luogo di collezione, conservazione, valorizzazione e fruizione di raccolte fotografiche,
oggi riconosciute dalla legislazione come "bene culturale".
ITALIA INTIMA
Dal neorealismo spunti di contemporaneità
Nuovo libro in mostra – collana editoriale Afi
Mostra organizzata in collaborazione con lo studio fotografico Giuseppe Leone
L’idea dell’Italia è certamente quella di un luogo in cui architettura e paesaggio si
incontrano dialogando attraverso le tante testimonianze dell’arte, rendendo il paese
tra i più incantevoli al mondo.
Questo libro non è finalizzato a rimarcate le bruttezze che l’uomo moderno ha
edificato ma piuttosto far riflettere sul patrimonio che dobbiamo tutelare e ammirare,
partendo dalle storie del neorealismo, legate al dopoguerra, alla ricostruzione, alla vita
semplice che da vestigie hanno costruito culturalmente l’uomo e il suo abitare.
Tra analogico e digitale, due teorie che si incontrano nel divenire delle generazioni,
mettendo in relazione le esperienze che sconfinano nella narrazione visiva, che la
mente elabora e traduce in rime cromatiche, sfumature di grigio, sguardi incantati,
suggestioni emozionali.
Le immagini di Elio Ciol, legate agli anni ’60, sono la rappresentazione visiva di
sentimenti e sensazioni personali che ha catturato con stile inequivocabile in vari
luoghi, lasciandosi ammaliare dai paesaggi, dalla gente e dalle atmosfere. Una visione
romantica che ci accompagna dentro la serie di Giuseppe Leone che narra della sua
Sicilia, attraverso vedute più aspre, in un bianco e nero tagliente, componendo scene
in cui l’uomo viene collocato tra le architetture scolpite nella memoria in un turbinio di
grafismi. Il piccolo Rosario insieme al padre, nel racconto di Vittorini, ci conduco in un
viaggio alla scoperta di Scicli delle sue strade, dei luoghi celati, dei volti di donne e
delle bellezze inattese, in una Scicli senza tempo.
Come non apprezzare il progetto di Roberto Venegoni che nel suo girovagare tra i
silenzi dell’isola di Pianosa, ritrova le tracce di un passato in cui un muro divideva gli
spazi, la vita e la reclusione, offrendo con il suo sguardo discreto e una varietà di tinte
tenui, un’amabile interpretazione dei luoghi, che pur nella deserto abbandono, paiono
serbare i passaggi di vita che hanno popolato questi per anni.
Le immagini di Marco Ferrando ci portano invece in un paesino dell’alta Liguria.
Si tratta di una storia che arriva da lontano, dagli anni novanta, quando censiva i
moltissimi edifici rurali della zona. Entra in contatto quindi con molti degli anziani
proprietari, guadagnandone la fiducia e diventando l’amico, sciogliendo le diffidenze.
Marco realizza la sua ricerca nei mesi invernali perché qui si concentra il maggior
“pathos” nel vivere in un luogo con le caratteristiche di durezza tipiche di un borgo di
montagna, pur essendo in territorio ligure. Il viaggio casa per casa, la vita che ruota
intorno alla stufa, i racconti di viva vissuta, nei bar, quale posto migliore
d’aggregazione e di ritrovo.
La serie di Renato Luparia è rivolta al paesaggio piemontese delle colline del
Monferrato. Sono i campi privi di limiti, invasi da nebbie vergini ad indicare un
possibile cammino di conquista. Contro i frastuoni e le volgarità dei grandi centri
commerciali, degli svincoli autostradali all’ora di punta, dei campi sportivi gremiti da
folle urlanti, le campagne silenziose si mostrano in tutta la loro enigmatica bellezza. È
il silenzio la chiave di lettura e l’invocazione che l’artista esprime con pochi rarissimi
elementi che affiorano dai bianchi eterei.
Mario Vidor ci porta in un luogo d’incanto, invidiato nel mondo: Venezia. Non è facile
fotografare la città più fotografata al mondo, ma Vidor non subisce il condizionamento
e cerca un proprio punto di vista, che non lascia spazio ai luoghi comuni. Si immerge
nelle calle, attende la sera per vivere le atmosfere, riprende le persone nei momenti
privati, si affaccia alla laguna con sentimento che il bianco e nero analogico traduce in
armoniche nuance dal fascino senza tempo.
Infine le fotografie di Claudio Argentiero che, affascinato dal paesaggio perduto,
trova nei territori di Verdi una condizione di sospensione temporale che appaga
l’animo. Case rurali appaiono senza tempo, i vicini centri abitati a misura d’uomo, la
riservatezza regna perpetua, solo qualche accenno di modernità ad inglobare case e
storie vissute. Il colore fissa la luce su un pentagramma virato sulle tonalità tenui,
sullo sfondo appaiono, come un sussurro, piccole abitazioni, mentre la neve scende
candida disegnando nuovi scenari.
L’Italia intima è prima di tutto il sentire di ogni autore, di chi ha scelto con coscienza il
pretesto del tema per parlare di sé e delle proprie percezioni, delle nostalgie e delle
scoperte, con rancore o con amore, nel pensiero espressivo che si fa immagine.
Progetti che sono degni di un posto d’onore negli archivi della memoria e per questo
ancor più importante il ruolo che riveste l’Afi nel promuovere confronti e dibattiti
attorno al tema delle esperienze, ben più significativa di quella prettamente tecnica.
PRESENTAZIONE AFI
L’Archivio Fotografico Italiano da oltre dieci anni si dedica con vivacità alla
valorizzazione e diffusione della fotografia d’autore, progettando e sviluppando
ricerche finalizzate ad accrescere il patrimonio visivo, storico e contemporaneo, con lo
scopo di arricchire qualitativamente la propria collezione. I soggetti sono i più svariati:
dal reportage al giornalismo, dal territorio agli spazi architettonici, dal ritratto al
lavoro, alla fotografia di ricerca e d’arte, con particolare attenzione anche alle
immagini storiche e del recente passato. A oggi molti i progetti tradotti in mostre
itineranti e libri di pregio, presentati a livello europeo.
L’Afi collabora con enti pubblici, archivi privati, scuole e istituti, proponendo percorsi
didattici, educativi e di gestione del patrimonio visivo, sotto il punto di vista della
conservazione e della catalogazione, incoraggiando il collezionismo, partecipando a
conferenze e piani formativi presso diverse scuole. L'avvio di una collana editoriale, ha
consentito all'Afi di proporsi anche al di fuori dei confini nazionali, con lusinghieri
consensi, promuovendo la fotografia italiana e gli autori rappresentati in ambienti
riservati a operatori qualificati e cultori di fotografia e d’arte. Ad oggi 38 i libri
pubblicati. L’Afi è anche Laboratorio di stampa fine art, apprezzato da numerosi artisti.
Aderendo a un progetto europeo ha ottenuto da EPSON il marchio di certificazione
DIGIGRAPHIE, che attesta la qualità dell’atelier nella realizzazione di stampe fine art
da collezione, a tiratura limitata, su carte di pregio, artigianali, e prodotti garantiti nel
tempo. Degni di nota gli eventi organizzati annualmente. Tra i più rilevanti il
Festival Fotografico Europeo, varie rassegne a tema, progetti di
documentazione e valorizzazione del territorio. www.europhotofestival.it
L’Afi vanta collaborazioni a livello europeo, in particolare partecipando da molti anni ai
RIP di Arles, nella settimana di apertura con un proprio spazio, in collaborazione con il
comune francese, a Grenoble proponendo la fotografia italiana e a Parigi, con un
proprio stand, nell’ambito di FOTOFEVER.
Dal 2017 ha attivato una collaborazione proiettata nel tempo con Photo Beijing a
Pechino, con la finalità di rappresentare la fotografia italiana in Cina e far conoscere gli
artisti cinesi in Italia. Partecipa a fiere d’arte, proponendo la fotografia d’autore a
collezionisti ed esperti a livello europeo.
Una sobria ma esaustiva raccolta di opere della collezione è visibile nel sito:
www.archiviofotografico.org
27
luglio 2018
Italia Intima. Dal Neorealismo, spunti di contemporaneità
Dal 27 luglio al 05 agosto 2018
fotografia
Location
CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMINE
Scicli, Piazza Busacca, (Ragusa)
Scicli, Piazza Busacca, (Ragusa)
Orario di apertura
tutti i giorni, 10-13 e 18-22
Vernissage
27 Luglio 2018, h 19
Sito web
www.archiviofotografico.org




