Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Jannis Kounellis
per la prima volta negli spazi di Galleria Continua la mostra personale di uno dei maggiori protagonisti dell’arte italiana del secondo dopoguerra, Jannis Kounellis
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Nell'opera di Kounellis si evidenzia da subito la ricerca di una nuova spazialità che l'artista individua in un quintale di carbone ammucchiato sul pavimento del suo studio, quale elemento per una diversa concezione del fare pittorico. L'impiego diretto e dal vero dei materiali ritenuti extrapittorici lo introduce a forme, colori, odori distintivi degli elementi primari naturali o tecnologici da trasformare in energie poetiche attraverso i meccanismi dell'immaginario, del mito, della cultura, degli ideali classici e religiosi, delle passioni. L'abbandono del concetto tradizionale di rappresentazione pittorica con una radicale "uscita dal quadro" lo munisce di una lingua con la quale, a partire dal ‘67, giunge al pronunciamento di una spazialità ricavabile ogni volta da luoghi e contesti differenti.
Il viaggio di Kounellis trae origine dalla dinamo libertaria e sognatrice di un'arte fondata su un'estrema mobilità dialettica con luoghi, persone e segni. La dimensione del tempo è stata ed è tuttora una delle preoccupazioni principali nell’opera di Kounellis, elaborata attraverso un continuo confrontarsi con la storia, con qualcosa che va oltre il presente e stimola sempre una tensione tra passato e futuro. In questo quadro la sua opera sembra non essere influenzata dall’attualità, ma dalla tragedia che supera la problematica del tempo. “Io cerco tra i frammenti, emozionali e formali, le deviazioni della storia, afferma l’artista, sono drammaticamente alla ricerca di un’unità, per quanto questa sia irraggiungibile, utopica, impossibile, e proprio per queste ragioni drammatica”. Dopo aver contribuito alla nascita e allo sviluppo dell’Arte Povera, recentemente Jannis Kounellis ruota attorno ai problemi riguardo il ruolo dell’artista e la missione civile dell’arte nella società contemporanea.
I lavori di Kounellis sono intrisi di alto lirismo e hanno una forma austera. Il lessico del suo linguaggio muove da ciò che è legato al sensibile, alla vita e al retaggio dell’uomo, e arriva a toccare le parti intrinseche del vissuto, i segni atavici dei luoghi. L’artista lavora con “strutture di resistenza” che possiedono un loro peso, ed eludono ciò che è vago e suggestivo, strutture che restituiscono sovranità e potere al substrato comune. A volte sono porte e ampie finestre riempite di sassi o libri, occupate da frammenti di sculture o colonne di pietra. Altre volte si presentano come pareti di lamiere munite di mensole su cui stazionano sacchi vuoti o pieni. In questo caso, nell’opera allestita a San Gimignano ci troviamo di fronte ad un’imponente trave, una sorta di croce, che sostiene un sacco trafitto da un coltello. Per cogliere il significato dei materiali utilizzati da Kounellis, come per evidenziare la loro portata esoterica, è sempre opportuno osservarne le capacità evocative, le possibili reminiscenze letterarie ricavabili dalla loro presentazione. “La creta è materia, il ferro è materia, la carta è materia, abbiamo bisogno di ampliare il concetto di materia: materia significa disegnare, materia significa acquisire un significato, acquisire un senso. Cento libre di carbone: non plastica dipinta come carbone, non un peso astratto. Il peso è quello che nasconde la propria storia, la propria moralità. Le cose diventano più vere”, dichiara Kounellis.
Jannis Kounellis nasce al Pireo nel 1936. Vive e lavora a Roma dalla fine degli anni Cinquanta. Nei dipinti di quegli anni l’artista delinea parole, lettere, numeri, segni direzionali che campeggiano su superfici monocrome accogliendo i segnali visivi del contesto urbano nell’ambito dei linguaggi pittorici. Nel 1968 partecipa alla rassegna “Arte Povera + Azioni Povere" presso gli Antichi Arsenali di Amalfi. Nel 1969 presenta la celebre opera con dodici cavalli vivi ed espone alla mostra “Arte Povera" a Genova. Inizia a creare grandi installazioni utilizzando elementi naturali oppure oggetti che rimandano al quotidiano come persone vere e animali vivi, pietre, piante grasse, caffè in polvere, lana cardata, sacchi di juta vuoti o riempiti di granaglie, il fuoco sprigionato da fiamme ossidriche, frammenti di copie di sculture classiche, lampade al petrolio, mensole di ferro e binari. Fin dall’inizio realizza anche progetti e scenografie per il teatro. Nelle installazioni più recenti, oltre ai frammenti di copie classiche posti su mensole, ricorrono mobili e oggetti d’uso comune, che dispone in allestimenti di scala monumentale. Kounellis ha partecipato per sette edizioni alla Biennale di Venezia a partire dal 1972 (una sua opera sarà presentata al Padiglione Italiano nell’edizione di quest’anno) e a Documenta a Kassel nel 1972 e nel 1982. Tra le esposizioni più recenti, si ricordano quella al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris nel 1980, al Museum of Contemporary Art di Chicago, allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1990, al Museo Nacional Centro Reina Sofia di Madrid nel 1996, al Ludwig Museum di Colonia nel 1997, al Museo Pecci di Prato nel 2002, al Museo Madre di Napoli nel 2006, al Neue National Galerie a Berlino nel 2007, al Museo Heart di Herning nel 2009, al Today Art Museum a Pechino nel 2011, al Museum of Cycladic Art di Atene nel 2012, al Musée d’art contemporain a Saint-Etienne nel 2014.
Il viaggio di Kounellis trae origine dalla dinamo libertaria e sognatrice di un'arte fondata su un'estrema mobilità dialettica con luoghi, persone e segni. La dimensione del tempo è stata ed è tuttora una delle preoccupazioni principali nell’opera di Kounellis, elaborata attraverso un continuo confrontarsi con la storia, con qualcosa che va oltre il presente e stimola sempre una tensione tra passato e futuro. In questo quadro la sua opera sembra non essere influenzata dall’attualità, ma dalla tragedia che supera la problematica del tempo. “Io cerco tra i frammenti, emozionali e formali, le deviazioni della storia, afferma l’artista, sono drammaticamente alla ricerca di un’unità, per quanto questa sia irraggiungibile, utopica, impossibile, e proprio per queste ragioni drammatica”. Dopo aver contribuito alla nascita e allo sviluppo dell’Arte Povera, recentemente Jannis Kounellis ruota attorno ai problemi riguardo il ruolo dell’artista e la missione civile dell’arte nella società contemporanea.
I lavori di Kounellis sono intrisi di alto lirismo e hanno una forma austera. Il lessico del suo linguaggio muove da ciò che è legato al sensibile, alla vita e al retaggio dell’uomo, e arriva a toccare le parti intrinseche del vissuto, i segni atavici dei luoghi. L’artista lavora con “strutture di resistenza” che possiedono un loro peso, ed eludono ciò che è vago e suggestivo, strutture che restituiscono sovranità e potere al substrato comune. A volte sono porte e ampie finestre riempite di sassi o libri, occupate da frammenti di sculture o colonne di pietra. Altre volte si presentano come pareti di lamiere munite di mensole su cui stazionano sacchi vuoti o pieni. In questo caso, nell’opera allestita a San Gimignano ci troviamo di fronte ad un’imponente trave, una sorta di croce, che sostiene un sacco trafitto da un coltello. Per cogliere il significato dei materiali utilizzati da Kounellis, come per evidenziare la loro portata esoterica, è sempre opportuno osservarne le capacità evocative, le possibili reminiscenze letterarie ricavabili dalla loro presentazione. “La creta è materia, il ferro è materia, la carta è materia, abbiamo bisogno di ampliare il concetto di materia: materia significa disegnare, materia significa acquisire un significato, acquisire un senso. Cento libre di carbone: non plastica dipinta come carbone, non un peso astratto. Il peso è quello che nasconde la propria storia, la propria moralità. Le cose diventano più vere”, dichiara Kounellis.
Jannis Kounellis nasce al Pireo nel 1936. Vive e lavora a Roma dalla fine degli anni Cinquanta. Nei dipinti di quegli anni l’artista delinea parole, lettere, numeri, segni direzionali che campeggiano su superfici monocrome accogliendo i segnali visivi del contesto urbano nell’ambito dei linguaggi pittorici. Nel 1968 partecipa alla rassegna “Arte Povera + Azioni Povere" presso gli Antichi Arsenali di Amalfi. Nel 1969 presenta la celebre opera con dodici cavalli vivi ed espone alla mostra “Arte Povera" a Genova. Inizia a creare grandi installazioni utilizzando elementi naturali oppure oggetti che rimandano al quotidiano come persone vere e animali vivi, pietre, piante grasse, caffè in polvere, lana cardata, sacchi di juta vuoti o riempiti di granaglie, il fuoco sprigionato da fiamme ossidriche, frammenti di copie di sculture classiche, lampade al petrolio, mensole di ferro e binari. Fin dall’inizio realizza anche progetti e scenografie per il teatro. Nelle installazioni più recenti, oltre ai frammenti di copie classiche posti su mensole, ricorrono mobili e oggetti d’uso comune, che dispone in allestimenti di scala monumentale. Kounellis ha partecipato per sette edizioni alla Biennale di Venezia a partire dal 1972 (una sua opera sarà presentata al Padiglione Italiano nell’edizione di quest’anno) e a Documenta a Kassel nel 1972 e nel 1982. Tra le esposizioni più recenti, si ricordano quella al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris nel 1980, al Museum of Contemporary Art di Chicago, allo Stedelijk Museum di Amsterdam nel 1990, al Museo Nacional Centro Reina Sofia di Madrid nel 1996, al Ludwig Museum di Colonia nel 1997, al Museo Pecci di Prato nel 2002, al Museo Madre di Napoli nel 2006, al Neue National Galerie a Berlino nel 2007, al Museo Heart di Herning nel 2009, al Today Art Museum a Pechino nel 2011, al Museum of Cycladic Art di Atene nel 2012, al Musée d’art contemporain a Saint-Etienne nel 2014.
02
maggio 2015
Jannis Kounellis
Dal 02 maggio al 05 settembre 2015
arte contemporanea
Location
GALLERIA CONTINUA
San Gimignano, Via Del Castello, 11, (Siena)
San Gimignano, Via Del Castello, 11, (Siena)
Orario di apertura
da lunedì a sabato, 10-13 / 14-19
Vernissage
2 Maggio 2015, 18-24
Autore




