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La città in tasca
Una piccola e preziosa mostra dedicata ai Palmaverde, datati dal 1741 al 1886, per ripercorre la storia di Torino attraverso gli almanacchi della collezione di Giuseppe Pichetto
Comunicato stampa
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LA CITTÀ IN TASCA
Un secolo di almanacchi Palmaverde dalla collezione di Giuseppe Pichetto
Una piccola e preziosa mostra dedicata ai Palmaverde, datati dal 1741 al 1886, per
ripercorre la storia di Torino attraverso gli almanacchi della collezione di Giuseppe
Pichetto.
Palazzo Madama
Primo piano - Gabinetto cinese e Piccola Guardaroba
Piazza Castello - Torino
15 dicembre 2011 – 11 marzo 2012
A partire dal 15 dicembre 2011 Palazzo Madama propone un’esposizione dedicata ai
Palmaverde, almanacchi pubblicati ogni anno tra il Settecento e l’Ottocento, con il calendario, le fasi
lunari, l’elenco delle fiere, le previsioni sul clima e sulle malattie, notizie storico-geografiche, mediche e
agronomiche. In particolare, vengono presentati ottanta dei centotrentaquattro esemplari provenienti
dalla collezione di Giuseppe Pichetto che, essendo datati dal 1741 al 1886, permettono di ripercorrere
più di un secolo di storia di Torino.
I libretti sono divisi in sezioni tematiche poiché vengono esaminati dal punto di vista delle antiporte
(le immagini che accompagnano il frontespizio), dei contenuti e dei temi trattati, delle illustrazioni (ritratti
e vedute), dell’uso che se ne faceva come agenda per prendere appunti, delle accurate legature in pelle e
in carta decorata. Accanto ai Palmaverde degli anni a cavallo dell’Unità d’Italia viene esposto
anche un ritratto di Cavour miniato da Francesco Gonin (Torino, 1808 – Giaveno, 1889), artista
versatile che seppe muoversi in ambiti molto diversi, dal disegno, alla litografia alla grande pittura di storia, a
fianco dei protagonisti della politica e della cultura torinese fin dagli anni Trenta dell’Ottocento.
Diversi furono gli almanacchi editi tra il Settecento e l’Ottocento, ma quello che trovò la massima
diffusione fu Il Corso delle stelle osservato dal pronostico moderno. Palmaverde. Almanacco piemontese,
edito dal 1722 e pubblicato alla fine di ogni anno fino al 1888. Gli diede il nome la palma impressa sul
frontespizio come emblema di pace e di gloria. Con l’andare del tempo da La palma verde volse al maschile
in Il palmaverde.
Il Palmaverde si rivolgeva ad un pubblico molto vasto, interpretandone ogni tipo di esigenza:
rappresentava uno strumento di lavoro per il contadino che voleva conoscere le lunazioni e l’andamento del
clima, ma anche per il commerciante che vi trovava i dati sulle fiere e sui mercati; informava i cittadini sulla
vita dei sovrani e sulla corte, sulla gerarchia ecclesiastica e sull’amministrazione comunale, forniva gli orari
delle poste e dei mezzi di trasporto, le tariffe delle monete e dell’oro, e rendeva partecipi della vita culturale
con brevi saggi di storia, di scienze e di letteratura.
La fortuna degli almanacchi, e del Palmaverde in particolare, testimonia l’apprezzamento che
questo tipo di pubblicazione ricevette dalle più disparate categorie di lettori, che spesso non
conoscevano altra carta stampata. La diffusione degli almanacchi era legata all’utilità delle informazioni
pratiche e al piccolo formato, che ne faceva oggetti da tenere sempre con sé e da personalizzare con appunti e
legature anche di pregio.
PALAZZO MADAMA – Museo Civico d’Arte Antica
Piazza Castello, Torino
Orario del museo: martedi-sabato 10-18, domenica 10-20, chiuso lunedì.
Informazioni per il pubblico: 011 4433501
Siti Internet: www.palazzomadamatorino.it e www.fondazionetorinomusei.it
Ufficio Stampa: Daniela Matteu - Tanja Gentilini tel. 011 4429523
daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it; ufficio.stampa@fondazionetorinomusei.it
Un secolo di almanacchi Palmaverde dalla collezione di Giuseppe Pichetto
Una piccola e preziosa mostra dedicata ai Palmaverde, datati dal 1741 al 1886, per
ripercorre la storia di Torino attraverso gli almanacchi della collezione di Giuseppe
Pichetto.
Palazzo Madama
Primo piano - Gabinetto cinese e Piccola Guardaroba
Piazza Castello - Torino
15 dicembre 2011 – 11 marzo 2012
A partire dal 15 dicembre 2011 Palazzo Madama propone un’esposizione dedicata ai
Palmaverde, almanacchi pubblicati ogni anno tra il Settecento e l’Ottocento, con il calendario, le fasi
lunari, l’elenco delle fiere, le previsioni sul clima e sulle malattie, notizie storico-geografiche, mediche e
agronomiche. In particolare, vengono presentati ottanta dei centotrentaquattro esemplari provenienti
dalla collezione di Giuseppe Pichetto che, essendo datati dal 1741 al 1886, permettono di ripercorrere
più di un secolo di storia di Torino.
I libretti sono divisi in sezioni tematiche poiché vengono esaminati dal punto di vista delle antiporte
(le immagini che accompagnano il frontespizio), dei contenuti e dei temi trattati, delle illustrazioni (ritratti
e vedute), dell’uso che se ne faceva come agenda per prendere appunti, delle accurate legature in pelle e
in carta decorata. Accanto ai Palmaverde degli anni a cavallo dell’Unità d’Italia viene esposto
anche un ritratto di Cavour miniato da Francesco Gonin (Torino, 1808 – Giaveno, 1889), artista
versatile che seppe muoversi in ambiti molto diversi, dal disegno, alla litografia alla grande pittura di storia, a
fianco dei protagonisti della politica e della cultura torinese fin dagli anni Trenta dell’Ottocento.
Diversi furono gli almanacchi editi tra il Settecento e l’Ottocento, ma quello che trovò la massima
diffusione fu Il Corso delle stelle osservato dal pronostico moderno. Palmaverde. Almanacco piemontese,
edito dal 1722 e pubblicato alla fine di ogni anno fino al 1888. Gli diede il nome la palma impressa sul
frontespizio come emblema di pace e di gloria. Con l’andare del tempo da La palma verde volse al maschile
in Il palmaverde.
Il Palmaverde si rivolgeva ad un pubblico molto vasto, interpretandone ogni tipo di esigenza:
rappresentava uno strumento di lavoro per il contadino che voleva conoscere le lunazioni e l’andamento del
clima, ma anche per il commerciante che vi trovava i dati sulle fiere e sui mercati; informava i cittadini sulla
vita dei sovrani e sulla corte, sulla gerarchia ecclesiastica e sull’amministrazione comunale, forniva gli orari
delle poste e dei mezzi di trasporto, le tariffe delle monete e dell’oro, e rendeva partecipi della vita culturale
con brevi saggi di storia, di scienze e di letteratura.
La fortuna degli almanacchi, e del Palmaverde in particolare, testimonia l’apprezzamento che
questo tipo di pubblicazione ricevette dalle più disparate categorie di lettori, che spesso non
conoscevano altra carta stampata. La diffusione degli almanacchi era legata all’utilità delle informazioni
pratiche e al piccolo formato, che ne faceva oggetti da tenere sempre con sé e da personalizzare con appunti e
legature anche di pregio.
PALAZZO MADAMA – Museo Civico d’Arte Antica
Piazza Castello, Torino
Orario del museo: martedi-sabato 10-18, domenica 10-20, chiuso lunedì.
Informazioni per il pubblico: 011 4433501
Siti Internet: www.palazzomadamatorino.it e www.fondazionetorinomusei.it
Ufficio Stampa: Daniela Matteu - Tanja Gentilini tel. 011 4429523
daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it; ufficio.stampa@fondazionetorinomusei.it
14
dicembre 2011
La città in tasca
Dal 14 dicembre 2011 all'undici marzo 2012
arte antica
disegno e grafica
disegno e grafica
Location
MUSEO CIVICO D’ARTE ANTICA – PALAZZO MADAMA
Torino, Piazza Castello, (Torino)
Torino, Piazza Castello, (Torino)
Orario di apertura
martedì-sabato 10-18, domenica 10-20, chiuso lunedì
Vernissage
14 Dicembre 2011, ore 17.30




