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La Collezione Cerruti
Inaugurazione del nuovo polo museale dove trova posto una straordinaria collezione d’arte, mai esposta fino ad ora, dell’imprenditore torinese da cui prende il nome la Fondazione
Comunicato stampa
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Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, grazie all’importante accordo siglato nel 2017 con
la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte, aprirà al pubblico il prossimo 4 maggio Villa
Cerruti, straordinaria collezione d’arte, mai esposta fino ad ora, dell’imprenditore torinese da cui
prende il nome la Fondazione.
Il nuovo polo museale Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea - Collezione Cerruti è il
risultato di un progetto ambizioso, che riporta alla collettività nazionale e internazionale un
patrimonio inestimabile grazie all’importante sinergia tra istituzioni pubbliche e private.
La collaborazione ha conferito al primo museo dell’Arte Contemporanea italiano la cura, lo studio, la
valorizzazione e la gestione di questo eccezionale corpus di opere, frutto della ricerca di Francesco
Federico Cerruti (Genova, 1922 – Torino, 2015), uno tra i più importanti collezionisti europei.
La raccolta di opere, iniziata alla fine degli anni Sessanta, rappresenta un unicum nella storia del
collezionismo privato italiano, difficilmente paragonabile ad altre in Europa e al mondo. Il grande
progetto dell’imprenditore ebbe inizio con l’acquisto di un inchiostro e acquarello su carta del 1918 di
Kandinsky, e si arricchì negli anni, arrivando a contemplare quasi trecento opere scultoree e pittoriche,
che spaziano dal medioevo al contemporaneo, a cui si aggiunsero quasi duecento libri rari e antichi,
legature, fondi oro, e più di trecento elementi di arredo tra i quali tappeti e scrittoi di celebri ebanisti: un
viaggio nella storia dell’arte, dai mobili alle arti antiche, dal Rinascimento all’Ottocento fino alla
modernità. Capolavori dei principali artisti al mondo, dalle opere di Segno di Bonaventura, Agnolo
Gaddi e Pontormo fino a quelle di Renoir, Modigliani, Klee, Boccioni, Balla, Magritte, per arrivare a
Bacon, Burri, Warhol, De Dominicis e Paolini.
Dichiara Antonella Parigi, Assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte: “Con l’apertura
della sede della Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte contribuiamo a restituire alla
collettività un patrimonio di immenso valore, nonché la testimonianza di un grande amante dell’arte. Un
progetto straordinario, in termini culturali, che siamo orgogliosi sia stato reso possibile grazie a un
accordo con il Castello di Rivoli: un’ulteriore dimostrazione della forte crescita di questa istituzione
regionale e di quanto si stia affermando come un centro culturale di rilievo nazionale e internazionale. Il
nostro impegno, al fianco delle istituzioni coinvolte, sarà quello di sostenere l’attività della Fondazione e
garantire la valorizzazione della sua incredibile collezione”.
Oltre a rappresentare un lascito storico-culturale di singolare importanza, portatore dell’espressione
artistica di alcuni dei più grandi interpreti della nostra storia, la raccolta si fa rivelatrice dello spirito e
del carattere del proprio fondatore. Così l’apertura della Villa diventa l’atto consacratore del desiderio di
Francesco Federico Cerruti, nel voler aprire al mondo la sua straordinaria collezione, per farla scoprire
nella sua bellezza e complessità. “La collezione - afferma Andreina Cerruti, Presidente della Fondazione
- è anche un racconto di vita, il dischiudersi di un’esistenza nel linguaggio esclusivo che è proprio
dell’arte e della poesia”.
Fiorenzo Alfieri, Presidente del Castello di Rivoli dichiara: “Un importante accordo, siglato tra il
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione Francesco Federico Cerruti, conferisce
al museo la cura, lo studio, la valorizzazione e la gestione della Collezione Cerruti, straordinaria raccolta
finora sconosciuta ai più, restituendo in tal modo alla collettività un patrimonio inestimabile, frutto della
vita discreta e riservata del ragioniere Francesco Federico Cerruti”.
Nel suo testamento, Cerruti lasciò la sua Collezione alle future generazioni, in modo che potessero
scoprirne la bellezza e la complessità. Nello statuto della Fondazione egli scrisse come abbia “deciso di
donarla ad un pubblico nazionale e internazionale” nella speranza di “perpetuare i valori che lo
animarono, così come il suo senso di mecenatismo, in modo da aiutare a rendere la Collezione Cerruti
una realtà che possa continuare a vivere e stimolare una crescita culturale”.
Il Castello di Rivoli, primo luogo di interscambio tra arte contemporanea e sperimentazione di nuovi
linguaggi, vuole dimostrare proprio attraverso questa importante collaborazione che conferisce la
gestione della Collezione e della casa al Museo, come sia possibile e fruttuoso il dialogo fra l’arte
contemporanea e il suo passato. Questo importante lascito, come dice il direttore del Castello di Rivoli
nonché della Fondazione stessa, Carolyn Christov-Bakargiev, sarà “un motore di creatività per il
Museo, in un dialogo inedito tra antico e contemporaneo, attraverso programmi educativi, artistici e
curatoriali. Dietro a questa straordinaria collezione c’è la figura ideale di un amante dell’arte come
Francesco Federico Cerruti, un uomo discreto e riservato, poco incline alla rumorosità del mondo che
ricercava nel silenzio del suo museo privato il trasalimento e lo stupore dinanzi all’enigma della
creazione artistica. Pur frequentando la casa di Rivoli e curandone la disposizione delle opere e degli arredi in un equilibrio che facesse convivere la prossimità e la lontananza delle opere, Cerruti scelse di
non abitarvi, continuando a vivere in un alloggio semplice nei pressi della sua fabbrica LIT (Legatoria
Industriale Torinese) a Torino. La sensibilità e la generosità del collezionista Cerruti, la trama nascosta
della sua passione sono ora parte integrante del nuovo polo museale, unico nello scenario italiano e
internazionale, uno spazio straordinario che sarà aperto al pubblico con visite guidate e che vedrà la
partecipazione di artisti, scrittori, filosofi, storici dell’arte, filmmaker, impegnati in un dialogo serrato
per cogliere la voce nascosta, le sfumature, le vibrazioni che si celano nelle pieghe dell’arte capace di
accogliere l’eredità del passato, il suo respiro, il suo ritmo e di collocarli nel cuore pulsante del tempo
presente. Nella nostra era digitale, innovativa, tecnologica ma proiettata all’archiviazione acritica del
passato, i musei enciclopedici come il Metropolitan a New York, l’Hermitage a San Pietroburgo e il
Louvre a Parigi aprono sezioni dedicate all’arte contemporanea; il Castello di Rivoli sceglie un percorso
diverso – nella consapevolezza del legame ineludibile tra le opere del passato e del presente, di un
cammino come quello dell’arte che è oltrepassamento di ogni soglia spazio temporale - e vuole essere il
primo museo d’arte contemporanea al mondo che, grazie a questo accordo, apre una sezione dedicata
all’arte del passato”.
Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea sta inoltre sovrintendendo alla pubblicazione del
catalogo della Collezione Cerruti, che sarà edito da Umberto Allemandi Editore, e che vede coinvolti più
di sessantasei storici dell’arte, inclusi saggi di Emily Braun, Salvatore Settis, Ester Coen, Mirjam Foot,
Flavio Fergonzi e Carlo Falciani.
Da parte degli artisti: dalla casa al museo, dal museo alla casa. Omaggi di artisti contemporanei alle
opere della Collezione Cerruti.
Per evidenziare il rapporto ininterrotto tra artisti del passato e del presente, il Castello di Rivoli
intraprende la commissione di opere d’arte a più di 30 artisti internazionali, ispirati dalla Collezione
Cerruti. Il progetto, che si intitola By Artists: from the Home to the Museum, from the Museum to the
Home, sarà lanciato il 12 maggio 2019 con opere di Anna Boghiguian, Alex Cecchetti, Liu Ding, Camille
Henrot, Giuseppe Penone, Susan Philipsz, Seth Price, tra gli altri.
Inoltre partecipano a questo progetto artisti quali Roberto Cuoghi, Mario García Torres, Michael
Rakowitz, James Richards, Wael Shawky, Elisa Sighicelli e Adrián Villar Rojas.
FRANCESCO FEDERICO CERRUTI
Francesco Federico Cerruti nacque a Genova il 1° gennaio del 1922 da Giuseppe (1890-1972) e da Ines
Castagneto (1892-1977). Il padre, di modeste condizioni economiche e dipendente di una legatoria
genovese, si trasferì con la famiglia a Torino l’anno successivo, in cui venne alla luce la sorella Andreina
il 19 gennaio 1923. Giuseppe, inviato nella città subalpina dalla ditta genovese per aprire una succursale,
ben presto si mise in proprio avviando una sua attività di legatoria. Gli anni dell’infanzia di Francesco
Federico furono caratterizzati da una educazione molto ferrea e severa e i due fratelli, già in età scolare,
vennero subito coinvolti nell’attività del padre che li obbligava a legare i libri nella cucina di casa dopo il
rientro da scuola. Questo ambiente familiare, così austero e rigido, influì molto sulla formazione e sul
carattere di Francesco Federico, che per tutta la vita mantenne sempre uno stile di vita molto sobrio dai
tratti molto intransigenti.
Diplomatosi in ragioneria nella sessione estiva del 1940 presso l’Istituto tecnico commerciale G.
Sommelier, Francesco F. entrò subito a lavorare nella ditta familiare, seguito l’anno successivo dalla
sorella. I bombardamenti del luglio del ’43 distrussero completamente lo stabilimento che allora era sito
Regione Piemonte | Città di Torino | Città di Rivoli | Fondazione CRT
in corso San Maurizio, poco distante dal centro cittadino. Nel dopoguerra il “ragioniere”, così venne in
seguito chiamato da tutti, dimostrò grandi capacità organizzative e un grande spirito di innovazione a
tal punto che rilanciò l’azienda familiare, denominata Legatoria Industriale Torinese. Dopo una sua
visita negli Stati Uniti nell’ottobre 1957, introdusse in Italia la tecnica americana della “perfect binding”,
una procedura che permetteva la rilegatura senza cuciture. Creò le proprie macchine robotizzate per
industrializzare la legatoria - fino ad allora pratica artigianale - brevettando anche tecniche specifiche.
Grazie a questa sua ingegnosità, la LIT raggiunge i massimi livelli di produzione, con ingenti quantità di
commesse inerenti alle rilegature delle guide telefoniche italiane, oltre a molte altre, fino a produrre
200.000 volumi al giorno.
A questo suo innovativo spirito imprenditoriale affiancò un grande amore per la bellezza, fondato su
un’innata raffinatezza e profonde intuizioni, che lo portò a creare una delle collezioni d’arte tra le più
importanti d’Europa. Oltre alla passione per il bello e alle capacità visionarie del capitano d’industria,
erano presenti in lui sentimenti di compassione e di carità, tradotti in attività di beneficenza, sempre nel
suo stile rigoroso e appartato, lontano dai riflettori. Dopo una lunga malattia, morì a Torino il 15 luglio
2015.
CASTELLO DI RIVOLI
Inaugurato il 18 dicembre 1984, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è ospitato all’interno
di una Reggia Sabauda progettata dall’architetto Filippo Juvarra. Nel 1960 il Castello è inserito in un
programma per il restauro dei monumenti più rappresentativi dell’area piemontese e nel 1967 si inizia il
lavoro di recupero. Nel 1979, su incarico della Regione Piemonte, l’architetto Andrea Bruno inizia i
lavori di restauro. Dal 1997 il Castello di Rivoli è iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale
dell’Umanità dall’UNESCO. Quando nel 2000 anche la Manica Lunga restaurata apre al pubblico, tutto
l’edificio torna a rivivere. Il Castello di Rivoli raccoglie una prestigiosa collezione di opere dal secondo
dopoguerra ad oggi e al suo interno è conservata una delle più importanti raccolte di Arte povera al
mondo.
la Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte, aprirà al pubblico il prossimo 4 maggio Villa
Cerruti, straordinaria collezione d’arte, mai esposta fino ad ora, dell’imprenditore torinese da cui
prende il nome la Fondazione.
Il nuovo polo museale Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea - Collezione Cerruti è il
risultato di un progetto ambizioso, che riporta alla collettività nazionale e internazionale un
patrimonio inestimabile grazie all’importante sinergia tra istituzioni pubbliche e private.
La collaborazione ha conferito al primo museo dell’Arte Contemporanea italiano la cura, lo studio, la
valorizzazione e la gestione di questo eccezionale corpus di opere, frutto della ricerca di Francesco
Federico Cerruti (Genova, 1922 – Torino, 2015), uno tra i più importanti collezionisti europei.
La raccolta di opere, iniziata alla fine degli anni Sessanta, rappresenta un unicum nella storia del
collezionismo privato italiano, difficilmente paragonabile ad altre in Europa e al mondo. Il grande
progetto dell’imprenditore ebbe inizio con l’acquisto di un inchiostro e acquarello su carta del 1918 di
Kandinsky, e si arricchì negli anni, arrivando a contemplare quasi trecento opere scultoree e pittoriche,
che spaziano dal medioevo al contemporaneo, a cui si aggiunsero quasi duecento libri rari e antichi,
legature, fondi oro, e più di trecento elementi di arredo tra i quali tappeti e scrittoi di celebri ebanisti: un
viaggio nella storia dell’arte, dai mobili alle arti antiche, dal Rinascimento all’Ottocento fino alla
modernità. Capolavori dei principali artisti al mondo, dalle opere di Segno di Bonaventura, Agnolo
Gaddi e Pontormo fino a quelle di Renoir, Modigliani, Klee, Boccioni, Balla, Magritte, per arrivare a
Bacon, Burri, Warhol, De Dominicis e Paolini.
Dichiara Antonella Parigi, Assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte: “Con l’apertura
della sede della Fondazione Francesco Federico Cerruti per l’Arte contribuiamo a restituire alla
collettività un patrimonio di immenso valore, nonché la testimonianza di un grande amante dell’arte. Un
progetto straordinario, in termini culturali, che siamo orgogliosi sia stato reso possibile grazie a un
accordo con il Castello di Rivoli: un’ulteriore dimostrazione della forte crescita di questa istituzione
regionale e di quanto si stia affermando come un centro culturale di rilievo nazionale e internazionale. Il
nostro impegno, al fianco delle istituzioni coinvolte, sarà quello di sostenere l’attività della Fondazione e
garantire la valorizzazione della sua incredibile collezione”.
Oltre a rappresentare un lascito storico-culturale di singolare importanza, portatore dell’espressione
artistica di alcuni dei più grandi interpreti della nostra storia, la raccolta si fa rivelatrice dello spirito e
del carattere del proprio fondatore. Così l’apertura della Villa diventa l’atto consacratore del desiderio di
Francesco Federico Cerruti, nel voler aprire al mondo la sua straordinaria collezione, per farla scoprire
nella sua bellezza e complessità. “La collezione - afferma Andreina Cerruti, Presidente della Fondazione
- è anche un racconto di vita, il dischiudersi di un’esistenza nel linguaggio esclusivo che è proprio
dell’arte e della poesia”.
Fiorenzo Alfieri, Presidente del Castello di Rivoli dichiara: “Un importante accordo, siglato tra il
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione Francesco Federico Cerruti, conferisce
al museo la cura, lo studio, la valorizzazione e la gestione della Collezione Cerruti, straordinaria raccolta
finora sconosciuta ai più, restituendo in tal modo alla collettività un patrimonio inestimabile, frutto della
vita discreta e riservata del ragioniere Francesco Federico Cerruti”.
Nel suo testamento, Cerruti lasciò la sua Collezione alle future generazioni, in modo che potessero
scoprirne la bellezza e la complessità. Nello statuto della Fondazione egli scrisse come abbia “deciso di
donarla ad un pubblico nazionale e internazionale” nella speranza di “perpetuare i valori che lo
animarono, così come il suo senso di mecenatismo, in modo da aiutare a rendere la Collezione Cerruti
una realtà che possa continuare a vivere e stimolare una crescita culturale”.
Il Castello di Rivoli, primo luogo di interscambio tra arte contemporanea e sperimentazione di nuovi
linguaggi, vuole dimostrare proprio attraverso questa importante collaborazione che conferisce la
gestione della Collezione e della casa al Museo, come sia possibile e fruttuoso il dialogo fra l’arte
contemporanea e il suo passato. Questo importante lascito, come dice il direttore del Castello di Rivoli
nonché della Fondazione stessa, Carolyn Christov-Bakargiev, sarà “un motore di creatività per il
Museo, in un dialogo inedito tra antico e contemporaneo, attraverso programmi educativi, artistici e
curatoriali. Dietro a questa straordinaria collezione c’è la figura ideale di un amante dell’arte come
Francesco Federico Cerruti, un uomo discreto e riservato, poco incline alla rumorosità del mondo che
ricercava nel silenzio del suo museo privato il trasalimento e lo stupore dinanzi all’enigma della
creazione artistica. Pur frequentando la casa di Rivoli e curandone la disposizione delle opere e degli arredi in un equilibrio che facesse convivere la prossimità e la lontananza delle opere, Cerruti scelse di
non abitarvi, continuando a vivere in un alloggio semplice nei pressi della sua fabbrica LIT (Legatoria
Industriale Torinese) a Torino. La sensibilità e la generosità del collezionista Cerruti, la trama nascosta
della sua passione sono ora parte integrante del nuovo polo museale, unico nello scenario italiano e
internazionale, uno spazio straordinario che sarà aperto al pubblico con visite guidate e che vedrà la
partecipazione di artisti, scrittori, filosofi, storici dell’arte, filmmaker, impegnati in un dialogo serrato
per cogliere la voce nascosta, le sfumature, le vibrazioni che si celano nelle pieghe dell’arte capace di
accogliere l’eredità del passato, il suo respiro, il suo ritmo e di collocarli nel cuore pulsante del tempo
presente. Nella nostra era digitale, innovativa, tecnologica ma proiettata all’archiviazione acritica del
passato, i musei enciclopedici come il Metropolitan a New York, l’Hermitage a San Pietroburgo e il
Louvre a Parigi aprono sezioni dedicate all’arte contemporanea; il Castello di Rivoli sceglie un percorso
diverso – nella consapevolezza del legame ineludibile tra le opere del passato e del presente, di un
cammino come quello dell’arte che è oltrepassamento di ogni soglia spazio temporale - e vuole essere il
primo museo d’arte contemporanea al mondo che, grazie a questo accordo, apre una sezione dedicata
all’arte del passato”.
Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea sta inoltre sovrintendendo alla pubblicazione del
catalogo della Collezione Cerruti, che sarà edito da Umberto Allemandi Editore, e che vede coinvolti più
di sessantasei storici dell’arte, inclusi saggi di Emily Braun, Salvatore Settis, Ester Coen, Mirjam Foot,
Flavio Fergonzi e Carlo Falciani.
Da parte degli artisti: dalla casa al museo, dal museo alla casa. Omaggi di artisti contemporanei alle
opere della Collezione Cerruti.
Per evidenziare il rapporto ininterrotto tra artisti del passato e del presente, il Castello di Rivoli
intraprende la commissione di opere d’arte a più di 30 artisti internazionali, ispirati dalla Collezione
Cerruti. Il progetto, che si intitola By Artists: from the Home to the Museum, from the Museum to the
Home, sarà lanciato il 12 maggio 2019 con opere di Anna Boghiguian, Alex Cecchetti, Liu Ding, Camille
Henrot, Giuseppe Penone, Susan Philipsz, Seth Price, tra gli altri.
Inoltre partecipano a questo progetto artisti quali Roberto Cuoghi, Mario García Torres, Michael
Rakowitz, James Richards, Wael Shawky, Elisa Sighicelli e Adrián Villar Rojas.
FRANCESCO FEDERICO CERRUTI
Francesco Federico Cerruti nacque a Genova il 1° gennaio del 1922 da Giuseppe (1890-1972) e da Ines
Castagneto (1892-1977). Il padre, di modeste condizioni economiche e dipendente di una legatoria
genovese, si trasferì con la famiglia a Torino l’anno successivo, in cui venne alla luce la sorella Andreina
il 19 gennaio 1923. Giuseppe, inviato nella città subalpina dalla ditta genovese per aprire una succursale,
ben presto si mise in proprio avviando una sua attività di legatoria. Gli anni dell’infanzia di Francesco
Federico furono caratterizzati da una educazione molto ferrea e severa e i due fratelli, già in età scolare,
vennero subito coinvolti nell’attività del padre che li obbligava a legare i libri nella cucina di casa dopo il
rientro da scuola. Questo ambiente familiare, così austero e rigido, influì molto sulla formazione e sul
carattere di Francesco Federico, che per tutta la vita mantenne sempre uno stile di vita molto sobrio dai
tratti molto intransigenti.
Diplomatosi in ragioneria nella sessione estiva del 1940 presso l’Istituto tecnico commerciale G.
Sommelier, Francesco F. entrò subito a lavorare nella ditta familiare, seguito l’anno successivo dalla
sorella. I bombardamenti del luglio del ’43 distrussero completamente lo stabilimento che allora era sito
Regione Piemonte | Città di Torino | Città di Rivoli | Fondazione CRT
in corso San Maurizio, poco distante dal centro cittadino. Nel dopoguerra il “ragioniere”, così venne in
seguito chiamato da tutti, dimostrò grandi capacità organizzative e un grande spirito di innovazione a
tal punto che rilanciò l’azienda familiare, denominata Legatoria Industriale Torinese. Dopo una sua
visita negli Stati Uniti nell’ottobre 1957, introdusse in Italia la tecnica americana della “perfect binding”,
una procedura che permetteva la rilegatura senza cuciture. Creò le proprie macchine robotizzate per
industrializzare la legatoria - fino ad allora pratica artigianale - brevettando anche tecniche specifiche.
Grazie a questa sua ingegnosità, la LIT raggiunge i massimi livelli di produzione, con ingenti quantità di
commesse inerenti alle rilegature delle guide telefoniche italiane, oltre a molte altre, fino a produrre
200.000 volumi al giorno.
A questo suo innovativo spirito imprenditoriale affiancò un grande amore per la bellezza, fondato su
un’innata raffinatezza e profonde intuizioni, che lo portò a creare una delle collezioni d’arte tra le più
importanti d’Europa. Oltre alla passione per il bello e alle capacità visionarie del capitano d’industria,
erano presenti in lui sentimenti di compassione e di carità, tradotti in attività di beneficenza, sempre nel
suo stile rigoroso e appartato, lontano dai riflettori. Dopo una lunga malattia, morì a Torino il 15 luglio
2015.
CASTELLO DI RIVOLI
Inaugurato il 18 dicembre 1984, il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è ospitato all’interno
di una Reggia Sabauda progettata dall’architetto Filippo Juvarra. Nel 1960 il Castello è inserito in un
programma per il restauro dei monumenti più rappresentativi dell’area piemontese e nel 1967 si inizia il
lavoro di recupero. Nel 1979, su incarico della Regione Piemonte, l’architetto Andrea Bruno inizia i
lavori di restauro. Dal 1997 il Castello di Rivoli è iscritto nella lista del Patrimonio Mondiale
dell’Umanità dall’UNESCO. Quando nel 2000 anche la Manica Lunga restaurata apre al pubblico, tutto
l’edificio torna a rivivere. Il Castello di Rivoli raccoglie una prestigiosa collezione di opere dal secondo
dopoguerra ad oggi e al suo interno è conservata una delle più importanti raccolte di Arte povera al
mondo.
03
maggio 2019
La Collezione Cerruti
03 maggio 2019
arte moderna e contemporanea
Location
COLLEZIONE CERRUTI
Rivoli, via al castello
Rivoli, via al castello
Vernissage
3 Maggio 2019, ore 11 su invito




