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Le incisioni del Barocco
La mostra presenta una ricca selezione di stampe (da due collezioni private pavesi e dalla collezione Malaspina dei Musei civici) di alcuni dei più importanti maestri dell’incisione italiana, olandese e fiamminga: da Rembrandt a Van Dyck, da Guido Reni ad Annibale Carracci, da Simone Cantarini ad Antonio Tempesta (solo per citare i più celebri); oltre a rarissime seicentine di proprietà della biblioteca C. Bonetta e ad alcune legature storiche seicentesche
Comunicato stampa
Condividi l'evento
Le incisioni del Barocco
inaugurazione sabato 16 novembre 2013, ore 16
Sala mostre dei Musei civici
Castello Visconteo, Pavia
La mostra prosegue fino al 22 dicembre
Un tuffo a piè pari nel Seicento, tra i maestri dell’incisione italiana e
fiamminga: Rembrandt, Van Dyck, Guido Reni, Annibale
Carracci, Simone Cantarini, Antonio Tempesta e molti loro
“colleghi” saranno protagonisti de Le incisioni del Barocco, la mostra
organizzata dalla Biblioteca Bonetta – Assessorato alle Biblioteche civiche
del Comune di Pavia, in collaborazione con l’Associazione Amici della
Biblioteca C. Bonetta, che inaugura sabato 16 novembre 2013
alle ore 16 nella Sala mostre dei Musei civici del Castello
Visconteo.
In occasione dell’inaugurazione della mostra, ci sarà il concerto del trio I
Tesori di Orfeo in Sinestesie, con musiche di G. F. Haendel, J. S. Bach, H.
Purcell, J. B. Lully e J.B. Loeillet, a cura dell'ISSM Vittadini.
Accanto a una ricca selezione di stampe (più di 200 incisioni), da due
collezioni private pavesi e dalla collezione Malaspina dei Musei civici, di
alcuni dei più importanti maestri dell’incisione italiana, olandese e fiamminga
divisi per regioni di appartenenza, la mostra presenta fino al 22
dicembre una quarantina di volumi di rarissime seicentine di proprietà della
biblioteca C. Bonetta, e una selezione di legature storiche seicentesche,
prevalentemente di area tedesca.
Questa mostra – commenta l'Assessore alle Biblioteche Civiche
Marco Galandra – è la manifestazione di punta organizzata
dall’Assessorato alle Biblioteche Civiche del Comune di Pavia, grazie
al supporto dell' "Associazione amici della Biblioteca Carlo Bonetta".
L’importanza della mostra, non solo a livello locale ma anche a
livello nazionale ed internazionale, sta nell'eccezionalità delle
opere esposte, realizzate dai maggiori incisori italiani, olandesi e
fiamminghi. Basti l’esempio della cosiddetta Madonna alla Tavola di
Guido Reni, opera di eccezionale rarità, in quanto se ne conoscono
pochi esemplari al mondo, quasi tutti esposti in Musei. Un grande
evento culturale, quindi, che si aggiunge a quelli già realizzati nella
nostra città.
L’ incisione in Italia nel percorso della mostra
In Olanda, durante il “secolo d’oro” capeggia Rembrandt, maestro della luce,
circondato da artisti come Hendrik Goltzius, Jacob Matham, Jan Saenredam
e Adriaen Van Ostade, solo per citarne alcuni. E accanto ci sono i maestri
incisori fiamminghi, come Antony Van Dyck, Jan Sadeler, Pieter De Jodem
Lucas Vosterman, Jan Van Londerseel e Cornelis Schut.
Il panorama del Seicento italiano invece, differentemente da quello
cinquecentesco in cui Roma e Venezia erano i principali poli di stampa
italiani, propone un quadro più complesso; a Bologna, dove da circa
venticinque anni già incidevano i Carracci, si sviluppa un’importante scuola
bolognese (ed emiliana) con validi esponenti del calibro di Guido Reni,
Simone Cantarini detto “il Pescarese”, Giuseppe Maria Vitelli e molti altri; a
Genova fanno da protagonisti il Grechetto (Giovanni Battista Castiglione),
Bartolomeo Biscanio e Giovanni Andrea Podestà, che rappresentano
degnamente la tradizione legata al paesaggio. A Firenze c’è la scuola
toscana (alla corte del Granduca), con Antonio Tempesta, Jacques Callot,
Stefano della Bella e Giovan Battista Vanni; mentre a Roma e a Napoli
sono attivi i Testa (il “Lucchesino”, Pietro e Giovanni Cesare), Raffaello
Schiaminossi, lo “Spagnoletta” Jusepe de Ribera, Salvator Rosa, Pietro
Aquila e Pietro Sante Batoli, solo per citare i principali esponenti.
La mancanza di maestri incisori in area milanese e veneta (tranne rare
eccezioni) limita in modo considerevole lo sviluppo di alcune forme peculiari
della produzione della stampa calcografica, con caratteri di specificità locale.
In particolare, il mercato calcografico a Milano è monopolizzato dagli editori e
tipografi G.B.Bidelli, Malatesta, Ponzio e dagli incisori e illustratori librari quali
Bassanus (Cesare Bassano) e Blancus (Giovanni Paolo Bianchi), ai quali nel
percorso della mostra è offerto un piccolo ma significativo omaggio.
In area veneziana, Jacopo e Guglielmo Piccini incidono su rame le opere
di Rubens, Tiiziano e altri antichi maestri, mentre Elisabetta, appresa dal
padre Jacopo e dallo zio Guglielmo l’arte dell’incidere col bulino, diverrà un
rarissimo esempio di donna incisore.
Le seicentine della biblioteca C. Bonetta nel percorso della
mostra
Il Seicento è l’epoca dei grandi contrasti anche nell’arte della stampa. Da
un lato si assiste al trionfo del barocco, che si esprime in una produzione
sempre più appariscente ma povera di contenuto: frontespizi incisi, antiporte,
prolissità dei titoli, prefazioni dedicatorie e, nello stesso tempo, sciatteria
dei caratteri e scadente qualità della carta; dall’altro lato, il fervore degli
studi scientifici dà luogo a una produzione editoriale clandestina, e si citano
falsi luoghi di stampa per eludere la censura (il libro a stampa rappresenta
il principale mezzo per la diffusione di idee eretiche ed era necessario
controllarne la censura). L’editoria europea subisce un regresso. L’unica
azienda editoriale d’importanza internazionale che continua a produrre opere
di un certo valore (grazie alla relativa libertà di stampa esistente) è quella
degli Elzevier in Olanda, che pubblica oltre alle edizioni di classici latini e
greci, testi scientifici e religiosi proibiti per i loro contenuti nei Paesi d’origine
e li esporta nei diversi paesi europei attraverso le proprie agenzie.
Nella mostra pavese saranno esposti per la prima volta al pubblico una
quarantina di volumi divisi per argomento: ci sono i libri d’emblemi, quelli
religiosi e di medicina, i libri storici, geografici e i dizionari; e poi le biografie di
uomini illustri, i trattati militari e un curioso manuale per il perfetto segretario.
Eventi collaterali
Domenica 17 novembre ore 16 Federico Macchi: le legature del '600
Domenica 24 novembre ore 16 Antonella Calvi: Le Seicentine della Bonetta
in mostra
Domenica 1 dicembre ore 16 Giuseppe Simoni, Paolo Fornelli: La calcografia
nel '600, scuola italiana, olandese, fiamminga
In occasione della mostra, è stato redatto un catalogo con testi e schede di
Antonella Calvi, Paolo Fornelli, Federico Macchi, Romano Aguzzi e Giuseppe
Simoni.
In allegato è il percorso tematico della mostra
Orari:
da martedì a venerdì 9-17.50; sabato, domenica e festivi 9-20; lunedì chiuso.
Per informazioni:
tel. 0382-399770; 0382-216365; amicibonetta@gmail.com
.
Chiara Argenteri
Ufficio stampa/Press office
Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi
tel. 0382.399424 338.1071862
E-mail: chiara.argenteri@comune.pv.it
inaugurazione sabato 16 novembre 2013, ore 16
Sala mostre dei Musei civici
Castello Visconteo, Pavia
La mostra prosegue fino al 22 dicembre
Un tuffo a piè pari nel Seicento, tra i maestri dell’incisione italiana e
fiamminga: Rembrandt, Van Dyck, Guido Reni, Annibale
Carracci, Simone Cantarini, Antonio Tempesta e molti loro
“colleghi” saranno protagonisti de Le incisioni del Barocco, la mostra
organizzata dalla Biblioteca Bonetta – Assessorato alle Biblioteche civiche
del Comune di Pavia, in collaborazione con l’Associazione Amici della
Biblioteca C. Bonetta, che inaugura sabato 16 novembre 2013
alle ore 16 nella Sala mostre dei Musei civici del Castello
Visconteo.
In occasione dell’inaugurazione della mostra, ci sarà il concerto del trio I
Tesori di Orfeo in Sinestesie, con musiche di G. F. Haendel, J. S. Bach, H.
Purcell, J. B. Lully e J.B. Loeillet, a cura dell'ISSM Vittadini.
Accanto a una ricca selezione di stampe (più di 200 incisioni), da due
collezioni private pavesi e dalla collezione Malaspina dei Musei civici, di
alcuni dei più importanti maestri dell’incisione italiana, olandese e fiamminga
divisi per regioni di appartenenza, la mostra presenta fino al 22
dicembre una quarantina di volumi di rarissime seicentine di proprietà della
biblioteca C. Bonetta, e una selezione di legature storiche seicentesche,
prevalentemente di area tedesca.
Questa mostra – commenta l'Assessore alle Biblioteche Civiche
Marco Galandra – è la manifestazione di punta organizzata
dall’Assessorato alle Biblioteche Civiche del Comune di Pavia, grazie
al supporto dell' "Associazione amici della Biblioteca Carlo Bonetta".
L’importanza della mostra, non solo a livello locale ma anche a
livello nazionale ed internazionale, sta nell'eccezionalità delle
opere esposte, realizzate dai maggiori incisori italiani, olandesi e
fiamminghi. Basti l’esempio della cosiddetta Madonna alla Tavola di
Guido Reni, opera di eccezionale rarità, in quanto se ne conoscono
pochi esemplari al mondo, quasi tutti esposti in Musei. Un grande
evento culturale, quindi, che si aggiunge a quelli già realizzati nella
nostra città.
L’ incisione in Italia nel percorso della mostra
In Olanda, durante il “secolo d’oro” capeggia Rembrandt, maestro della luce,
circondato da artisti come Hendrik Goltzius, Jacob Matham, Jan Saenredam
e Adriaen Van Ostade, solo per citarne alcuni. E accanto ci sono i maestri
incisori fiamminghi, come Antony Van Dyck, Jan Sadeler, Pieter De Jodem
Lucas Vosterman, Jan Van Londerseel e Cornelis Schut.
Il panorama del Seicento italiano invece, differentemente da quello
cinquecentesco in cui Roma e Venezia erano i principali poli di stampa
italiani, propone un quadro più complesso; a Bologna, dove da circa
venticinque anni già incidevano i Carracci, si sviluppa un’importante scuola
bolognese (ed emiliana) con validi esponenti del calibro di Guido Reni,
Simone Cantarini detto “il Pescarese”, Giuseppe Maria Vitelli e molti altri; a
Genova fanno da protagonisti il Grechetto (Giovanni Battista Castiglione),
Bartolomeo Biscanio e Giovanni Andrea Podestà, che rappresentano
degnamente la tradizione legata al paesaggio. A Firenze c’è la scuola
toscana (alla corte del Granduca), con Antonio Tempesta, Jacques Callot,
Stefano della Bella e Giovan Battista Vanni; mentre a Roma e a Napoli
sono attivi i Testa (il “Lucchesino”, Pietro e Giovanni Cesare), Raffaello
Schiaminossi, lo “Spagnoletta” Jusepe de Ribera, Salvator Rosa, Pietro
Aquila e Pietro Sante Batoli, solo per citare i principali esponenti.
La mancanza di maestri incisori in area milanese e veneta (tranne rare
eccezioni) limita in modo considerevole lo sviluppo di alcune forme peculiari
della produzione della stampa calcografica, con caratteri di specificità locale.
In particolare, il mercato calcografico a Milano è monopolizzato dagli editori e
tipografi G.B.Bidelli, Malatesta, Ponzio e dagli incisori e illustratori librari quali
Bassanus (Cesare Bassano) e Blancus (Giovanni Paolo Bianchi), ai quali nel
percorso della mostra è offerto un piccolo ma significativo omaggio.
In area veneziana, Jacopo e Guglielmo Piccini incidono su rame le opere
di Rubens, Tiiziano e altri antichi maestri, mentre Elisabetta, appresa dal
padre Jacopo e dallo zio Guglielmo l’arte dell’incidere col bulino, diverrà un
rarissimo esempio di donna incisore.
Le seicentine della biblioteca C. Bonetta nel percorso della
mostra
Il Seicento è l’epoca dei grandi contrasti anche nell’arte della stampa. Da
un lato si assiste al trionfo del barocco, che si esprime in una produzione
sempre più appariscente ma povera di contenuto: frontespizi incisi, antiporte,
prolissità dei titoli, prefazioni dedicatorie e, nello stesso tempo, sciatteria
dei caratteri e scadente qualità della carta; dall’altro lato, il fervore degli
studi scientifici dà luogo a una produzione editoriale clandestina, e si citano
falsi luoghi di stampa per eludere la censura (il libro a stampa rappresenta
il principale mezzo per la diffusione di idee eretiche ed era necessario
controllarne la censura). L’editoria europea subisce un regresso. L’unica
azienda editoriale d’importanza internazionale che continua a produrre opere
di un certo valore (grazie alla relativa libertà di stampa esistente) è quella
degli Elzevier in Olanda, che pubblica oltre alle edizioni di classici latini e
greci, testi scientifici e religiosi proibiti per i loro contenuti nei Paesi d’origine
e li esporta nei diversi paesi europei attraverso le proprie agenzie.
Nella mostra pavese saranno esposti per la prima volta al pubblico una
quarantina di volumi divisi per argomento: ci sono i libri d’emblemi, quelli
religiosi e di medicina, i libri storici, geografici e i dizionari; e poi le biografie di
uomini illustri, i trattati militari e un curioso manuale per il perfetto segretario.
Eventi collaterali
Domenica 17 novembre ore 16 Federico Macchi: le legature del '600
Domenica 24 novembre ore 16 Antonella Calvi: Le Seicentine della Bonetta
in mostra
Domenica 1 dicembre ore 16 Giuseppe Simoni, Paolo Fornelli: La calcografia
nel '600, scuola italiana, olandese, fiamminga
In occasione della mostra, è stato redatto un catalogo con testi e schede di
Antonella Calvi, Paolo Fornelli, Federico Macchi, Romano Aguzzi e Giuseppe
Simoni.
In allegato è il percorso tematico della mostra
Orari:
da martedì a venerdì 9-17.50; sabato, domenica e festivi 9-20; lunedì chiuso.
Per informazioni:
tel. 0382-399770; 0382-216365; amicibonetta@gmail.com
.
Chiara Argenteri
Ufficio stampa/Press office
Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi
tel. 0382.399424 338.1071862
E-mail: chiara.argenteri@comune.pv.it
16
novembre 2013
Le incisioni del Barocco
Dal 16 novembre al 22 dicembre 2013
arte antica
disegno e grafica
disegno e grafica
Location
CASTELLO VISCONTEO – MUSEI CIVICI
Pavia, Viale XI Febbraio, 35, (Pavia)
Pavia, Viale XI Febbraio, 35, (Pavia)
Orario di apertura
da martedì a venerdì 9-17.50; sabato, domenica e festivi 9-20; lunedì chiuso
Vernissage
16 Novembre 2013, h 16




