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Leda Psallidi
Leda Psallidi nasce e lavora a Verona nell’ambito della grafica e dell’editoria d’arte. Contemporaneamente matura una personale ricerca artistica che la vede impegnata nella realizzazione di tavole e di altri supporti impiegati con diversi elementi, materiali, colori e oggetti.
Comunicato stampa
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Fin dall’inizio del percorso artistico di Leda Psallidi, è fondamentale la scelta dei materiali, se non di scarto, di “risulta”, vale a dire di elementi divenuti inutilizzabili nel quotidiano; a volte materiali semplici e talvolta più raffinati e ricercati. Le tavole e gli oggetti, al termine del processo artistico, ritrovano così una nuova dignità e una nuova vita, molte volte rovesciando la loro destinazione iniziale, molte altre arricchendosi di nuovi significati simbolici.
Ne risulta un linguaggio che trova il suo senso solo al termine dello stesso processo creativo. Sono sempre gli oggetti a suggerire accostamenti, contrasti, analogie e solamente una volta realizzate le tavole, i materiali, i colori, le stoffe esprimono il loro senso e, quindi, la loro poesia. Il significato dei lavori rimanda al bisogno dell’autrice di legare l’opera alla vita, al mondo, allo sguardo altrui, e insieme di inoltrarsi nella direzione degli opposti. Così impiega strumenti per tradizione femminili – il filo, il ricamo, la stoffa - insieme all’uso di attrezzi storicamente maschili - trapano, martello, sega. In questo modo esprime ed esplora l’unità maschile/femminile perduta. Il lavoro le consente così di esprimere ed esplorare il “suo” maschile e femminile, ricomponendoli nell’opera da lei eseguita. L’opera dell’autrice si dipana allora nella direzione dell’unità.
Un altro ambito indagato, in piccola parte, è la scultura. Si tratta per lo più di piccoli oggetti, ottenuti a partire da quelli che sono i suoi “oggetti della memoria”. Da pezzi di bambole, disegni, piccoli gioielli, scatoline, francobolli e altro, crea minuscole sculture che raccontano i sogni dei bambini e che l’“oggetto della memoria” ha suggerito come riportarli alla luce.
Ne risulta un linguaggio che trova il suo senso solo al termine dello stesso processo creativo. Sono sempre gli oggetti a suggerire accostamenti, contrasti, analogie e solamente una volta realizzate le tavole, i materiali, i colori, le stoffe esprimono il loro senso e, quindi, la loro poesia. Il significato dei lavori rimanda al bisogno dell’autrice di legare l’opera alla vita, al mondo, allo sguardo altrui, e insieme di inoltrarsi nella direzione degli opposti. Così impiega strumenti per tradizione femminili – il filo, il ricamo, la stoffa - insieme all’uso di attrezzi storicamente maschili - trapano, martello, sega. In questo modo esprime ed esplora l’unità maschile/femminile perduta. Il lavoro le consente così di esprimere ed esplorare il “suo” maschile e femminile, ricomponendoli nell’opera da lei eseguita. L’opera dell’autrice si dipana allora nella direzione dell’unità.
Un altro ambito indagato, in piccola parte, è la scultura. Si tratta per lo più di piccoli oggetti, ottenuti a partire da quelli che sono i suoi “oggetti della memoria”. Da pezzi di bambole, disegni, piccoli gioielli, scatoline, francobolli e altro, crea minuscole sculture che raccontano i sogni dei bambini e che l’“oggetto della memoria” ha suggerito come riportarli alla luce.
11
aprile 2015
Leda Psallidi
Dall'undici aprile al 02 maggio 2015
arte contemporanea
Location
GALLERIA INCORNICIARTE
Verona, Piazza San Zeno, (Verona)
Verona, Piazza San Zeno, (Verona)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 16-19.30
Vernissage
11 Aprile 2015, ore 18.30
Autore
Curatore




