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Leonardo Nobili – Leonardo Nobili
Una grande scultura in pietra, vetro e luce al led dal titolo “Campo di Forza” dello scultore pesarese Leonardo Nobili, commissionata dalla famiglia Calamante, è stata collocata nel “Parco delle Pietre Vive” a Cingoli, “il balcone delle Marche”, a cura di Armando Ginesi.
Comunicato stampa
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Una grande scultura in pietra, vetro e luce al led dal titolo “Campo di Forza” dello scultore pesarese Leonardo Nobili, commissionata dalla famiglia Calamante, è stata collocata nel “Parco delle Pietre Vive” a Cingoli, “il balcone delle Marche”, a cura di Armando Ginesi.
Leonardo Nobili ha espresso artisticamente con la sua scultura "Campo di forza" la contrapposizione di due elementi: la resistenza e la compattezza della pietra e la fragilità e trasparenza del vetro le cui frantumazioni lasciano trasparire le lacerazioni e la precarietà dell’uomo spesso in cerca di un equilibrio nella propria esistenza. D’altro canto la trasparenza di questo materiale allude ad una dimensione spirituale percorsa dalla vibrazione della luce che tutto avvolge.
Come afferma il critico d’arte contemporanea Armando Ginesi: “ le opere plastiche di Nobili (ma anche quelle pittoriche che sul vetro infranto pure si costruiscono) sono lì a descriverci le infinite lacerazioni affinché le coscienze le possano percepire in tutta la loro drammaticità e, per quel che almeno è nella loro possibilità di fare, vi pongano rimedio. Dunque le sculture di Nobili, soprattutto quando sono collocate negli spazi urbani, diventano veri e propri monumenti, nell’accezione etimologica del termine: dal latino monumentum, che deriva dal verbo monere (ricordare). Perciò sono strumenti di ricordo, moniti per le coscienze, insegnamenti, indirizzi. Lacerazioni che debbono stimolare il recupero dell’unità e del gusto di vivere in un possibile ritorno a quella concezione olistica che ha davvero rappresentato l’età dell’oro dell’umanità, al sentimento positivo e ottimista della nostalgia del Paradiso che vive dentro di noi come struggente ricordo di quando eravamo inquilini dell’Eden.”
Leonardo Nobili ha espresso artisticamente con la sua scultura "Campo di forza" la contrapposizione di due elementi: la resistenza e la compattezza della pietra e la fragilità e trasparenza del vetro le cui frantumazioni lasciano trasparire le lacerazioni e la precarietà dell’uomo spesso in cerca di un equilibrio nella propria esistenza. D’altro canto la trasparenza di questo materiale allude ad una dimensione spirituale percorsa dalla vibrazione della luce che tutto avvolge.
Come afferma il critico d’arte contemporanea Armando Ginesi: “ le opere plastiche di Nobili (ma anche quelle pittoriche che sul vetro infranto pure si costruiscono) sono lì a descriverci le infinite lacerazioni affinché le coscienze le possano percepire in tutta la loro drammaticità e, per quel che almeno è nella loro possibilità di fare, vi pongano rimedio. Dunque le sculture di Nobili, soprattutto quando sono collocate negli spazi urbani, diventano veri e propri monumenti, nell’accezione etimologica del termine: dal latino monumentum, che deriva dal verbo monere (ricordare). Perciò sono strumenti di ricordo, moniti per le coscienze, insegnamenti, indirizzi. Lacerazioni che debbono stimolare il recupero dell’unità e del gusto di vivere in un possibile ritorno a quella concezione olistica che ha davvero rappresentato l’età dell’oro dell’umanità, al sentimento positivo e ottimista della nostalgia del Paradiso che vive dentro di noi come struggente ricordo di quando eravamo inquilini dell’Eden.”
05
giugno 2010
Leonardo Nobili – Leonardo Nobili
05 giugno 2010
presentazione
Location
PARCO DELLE PIETRE VIVE
Cingoli, (Macerata)
Cingoli, (Macerata)
Vernissage
5 Giugno 2010, ore 16.30
Sito web
www.leonardonobili.it
Autore
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