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L’Estate di Centrale Fies 2026
Dal 16 al 26 luglio 2026, Centrale Fies — centro di ricerca sulle pratiche performative contemporanee — apre al pubblico il frutto di un anno intero di lavoro, con dieci giorni consecutivi che restituiscono gli esiti dei progetti annuali e i principali assi di ricerca sviluppati.
Comunicato stampa
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CENTRALE FIES
centro di ricerca per le pratiche performative contemporanee
16 - 26 luglio 2026
L’estate di Centrale Fies 2026
16 luglio
Exhibition opening + performance
17 - 19 luglio
LIVE WORKS SUMMIT
22 luglio
The Sparks Return
23, 24, 25, 26 luglio
LOVE IS POLITICAL
Dal 16 al 26 luglio 2026, Centrale Fies — centro di ricerca sulle pratiche performative contemporanee — apre al pubblico il frutto di un anno intero di lavoro, con dieci giorni consecutivi che restituiscono gli esiti dei progetti annuali e i principali assi di ricerca sviluppati. La programmazione estiva 2026 si articolerà attraverso mostre, lecture, pratiche performative, dispositivi di ricerca, momenti conviviali e attivazioni pubbliche diffuse, dando forma a un paesaggio culturale eterogeneo e in continua trasformazione.
LIVE WORKS SUMMIT (16-17-18-19 luglio 2026) rappresenta il momento culminante di un processo annuale che unisce scouting, supporto ad artisti emergenti e monitoraggio dei linguaggi performativi contemporanei più innovativi e transdisciplinari. A inaugurare l’estate di Centrale Fies sarà la mostra personale di Monia Ben Hamouda dal titolo Solo Show a cura di Simone Frangi e Barbara Boninsegna, che resterà aperta fino al 26 luglio 2026. In occasione della tredicesima edizione di Live Works Summit, otto artisti selezionati nel 2025 tramite una call internazionale dal board curatoriale di Centrale Fies, composto da Barbara Boninsegna, Simone Frangi, Mackda Ghebremariam Tesfau’, Justin Randolph Thompson, presentano performance messe a punto durante un anno di residenze artistiche, mentorship e formazione. Il pubblico assisterà alle performance originali di Tim Bartel, Publik Universal Frxnd, Kristina Kusmina Dreit, Pina Danila Gambettola, Abdul Halik Azeez, Eleni Roberts Kazouri e Vladimir Babinchuk, Juan Yung Han. All’interno del progetto anche un artista italiano, Luc Ndikubwimana, selezionato per la borsa di studio nominata ad Agitu Ideo Gudeta, fellowship pensata come una forma di affirmative action, dal 2025 in collaborazione con Palazzo Grassi e Fondazione Re Rebaudengo, per contrastare l’assenza di diversità nel panorama artistico legata a barriere materiali e simboliche concrete che si verificano spesso nell’ambito della razzializzazione. ll programma prevede inoltre la presenza di guest come Alif Hilal (fka Lyra Pramuk), Katerina Andreou & Mélissa Guex, Tiziano Cruz. Ad aprire il capitolo, Kat Válastur & Aho Ssan con una performance e a seguire un live set di Aho Ssan. Il progetto si configura come una piattaforma di supporto concreto agli emergenti anche grazie a una rete consolidata di partner istituzionali quali Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Palazzo Grassi, Tanzfabrik Berlin, Hangar Barcellona, Operaestate Festival, facilitando incontro e dialogo tra artisti e sistema culturale nazionale e internazionale. Il pubblico del festival ha dunque l’opportunità di vedere il debutto nazionale di una nuova generazione di artisti provenienti da tutto il mondo.
Il 22 luglio con Collettivo Bagnomaria, Chiara Tagliaferri, Gianluca D’Incà Levis un’intera giornata dedicata al progetto The Sparks Return, progetto vincitore del bando Laboratorio di Creatività Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a cura di Virginia Sommadossi ed Elisa Di Liberato insieme agli attivisti e alle attiviste culturali trentine P. Parenti, Pierangelo Giacomuzzi e Stefania Santoni. The Sparks Return nasce come piattaforma di ricerca e alleanza tra pratiche artistiche, territori e comunità. Attraverso una rete di giovani attivisti culturali operanti nelle vallate trentine, il progetto esplora nuove forme di curatela condivisa, interrogando il rapporto tra cultura, paesaggio, appartenenza e trasformazione sociale, tra assemblee, tavoli di lavoro, talk e una cena condivisa, dove ogni cosa è aperta alla partecipazione pubblica.
LOVE IS POLITICAL (23-24-25-26 luglio 2026) con Anagoor, Annamaria Ajmone, Chiara Bersani con Lemmo, Dewey Dell, Francesca Pennini / CollettivO CineticO, Industria Indipendente, Laura Tripaldi, LIMINAL, Mali Weil, Michele Bertolino, MOTUS, OPEN GROUP, Rifugio Amore, Sofia Baldi Pighi, Violetta Cottini, Wissal Houbabi è il capitolo dell'estate di Centrale Fies dedicato alle relazioni che attraversano il tempo e continuano a trasformarsi. Da un lato tornano alcune delle compagnie italiane che Centrale Fies ha sostenuto fin dagli esordi e che oggi, dopo importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, presentano le loro creazioni più recenti; dall'altro, nuove artiste e artisti con cui si stanno costruendo percorsi di confronto, accompagnamento e ricerca condivisa. Dopo Enduring Love, Evolving Love e Radical Love, l'edizione 2026 mette al centro la natura politica delle relazioni. Perché ciò che accade tra le persone non resta mai soltanto nella sfera privata: lascia tracce, genera possibilità e contribuisce a modellare il mondo condiviso. LOVE IS POLITICAL nasce dalla convinzione che amore, amicizia, alleanza e cura siano pratiche capaci di incidere sul reale. Per questo guarda alle relazioni che cambiano nel tempo senza smettere di generare fiducia e immaginazione: quelle che legano artiste e artisti, curatrici, pubblici e territori, e che permettono alla ricerca di attraversare la vita quotidiana. Alcune compagnie tornano a Fies riportando con sé le tracce di una storia comune; accanto a loro, nuove ricercatrici e ricercatori condividono con il pubblico processi ancora aperti, dedicati a tutte quelle continuità disomogenee che continuano a trasformare persone, pratiche e immaginari.
Per LOVE IS POLITICAL, il collettivo trentino Rifugio Amore cura CLUB ALTROVE, interpretando il clubbing come spazio di relazione, espressione e trasformazione collettiva. Attraverso la musica e la costruzione di un contesto accogliente e inclusivo, il dancefloor diventa un luogo in cui sperimentare nuove forme di vicinanza, appartenenza e libertà. La selezione artistica riunisce KUNTHUG, producer e DJ che intreccia sonorità balcaniche, elettronica e influenze mediorientali; Kobramulata, progetto performativo che attraversa territori sonori ibridi e rituali; e Mantis, DJ attiva nella scena elettronica contemporanea. In dialogo tra loro, danno forma a una serata che mette al centro corpi, desideri e immaginari capaci di sfidare le convenzioni e aprire spazi di incontro inattesi.
La novità di quest’anno è l’inserimento di tre progetti speciali che Centrale Fies riconosce come affini, un patto di contesto che mette in comune pratiche, linguaggi e responsabilità. Si allarga dunque il campo delle alleanze con Lorenzo Pezzani responsabile del progetto di ricerca LIMINAL dell’Università Alma Mater di Bologna, che porta Overhead, intervento installativo in dialogo con il pubblico e creato ad hoc, e Sofia Baldi Pighi, curatrice indipendente e ricercatrice all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. LIMINAL è un laboratorio di ricerca dell’Università di Bologna che indaga la violenza di frontiera con tecniche di rappresentazione visiva, investigazione geospaziale, mediale e open-source. Overhead si sviluppa in tre giorni tra eventi pubblici e un’installazione audiovisiva attiva per tutta la durata, intrecciando tre diverse traiettorie di sorveglianza e violenza dall’alto nel Mediterraneo: aerial bordering, aerial occupations e genealogie dell’airpower italiano nella colonizzazione della Libia. Tra archivi, testimonianze, materiali open-source e un soundscape spazializzato, il lavoro ribalta lo sguardo dominante dall’alto e interroga il significato politico del guardare dal basso. Sofia Baldi Pighi lavora invece su cosa accade quando la guerra colpisce anche il patrimonio culturale, rendendo la sua tutela un atto politico, ispirandosi a un concetto espresso dall’UNESCO: “le guerre cominciano nella mente degli uomini”. Nel suo progetto Arte come resistenza civile, guarda alla scena culturale ucraina che nonostante il conflitto resta viva e dove mostre, spettacoli e librerie diventano forme di militanza e resistenza, anche attraverso raccolte fondi; nella sua ricerca emerge come molti artisti si arruolino o vendano opere per finanziare attrezzature e medicine. A Centrale Fies porta OPEN GROUP (Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga) con Repeat after me II, che il pubblico ha potuto vedere al padiglione polacco durante la 60ª Biennale di Venezia. Centrale Fies costruisce alleanze orizzontali tra curatrici, curatori, artisti e artiste, collettivi, ricercatori-ricercatrici e soggetti territoriali, mettendo al centro pratiche di ascolto, co-progettazione e responsabilità condivisa. In un contesto culturale sempre più orientato alla semplificazione e alla verticalità dei modelli produttivi, Centrale Fies sceglie di investire nella complessità, nella coesistenza delle differenze e nella costruzione di infrastrutture culturali condivise. Un approccio fondato sulla pluralità delle visioni e delle pratiche, che interpreta la curatela come spazio di relazione e costruzione condivisa.
Infine BLUE BLUE BLUE LIMBO - un-archive di Industria Indipendente e a cura di Michele Bertolino, propone, per gli spazi di Centrale Fies, una mostra, una performance, uno screening, una conversazione e un profumo: apparizioni incastrate delle più recenti ricerche del duo. La mostra raccoglie la ricerca condotta dal collettivo Industria Indipendente, insieme a Michele Bertolino, per la produzione del profumo Blue Blue Blue Limbo. L'esposizione è un archivio testuale, sonoro e olfattivo dove le voci di Jarman, Acker, Industria Indipendente e altre artiste si assommano, in una corrispondenza reciproca.
Più che un festival, Centrale Fies costruisce un ecosistema curatoriale condiviso.
Proprio per questo, a partire dal 2020, il centro ha avviato una profonda trasformazione delle proprie pratiche curatoriali e del formato festival, sviluppando un modello aperto, modulare e transdisciplinare. La direzione artistica si è progressivamente ridefinita come spazio di attivazione e relazione, capace di mettere in dialogo visioni, pratiche e soggettività differenti. Nel 2026 questo processo si amplia ulteriormente attraverso un ecosistema curatoriale composto da progettualità autonome e complementari, che convivono all’interno della programmazione estiva mantenendo ciascuna la propria identità, il proprio linguaggio e il proprio pubblico. Oltre alla Direttrice Artistica Barbara Boninsegna e Simone Frangi, curatore e mentor nell’ambito di Live Works Summit che curano la mostra personale di Monia Ben Hamouda; Agitu Ideo Gudeta Fellowship, che negli ultimi anni ha ampliato il proprio dispositivo curatoriale attraverso il coinvolgimento di Mackda Ghebremariam Tesfaù e Justin Randolph Thompson, da questa edizione Lorenzo Pezzani / LIMINAL, Sofia Baldi Pighi, Michele Bertolino e Virginia Sommadossi ed Elisa Di Liberato che curano insieme agli attivisti e alle attiviste culturali P. Parenti, Pierangelo Giacomuzzi e Stefania Santoni The Sparks Return, progetto vincitore del Bando Laboratorio di Creatività Contemporanee, fino a Club Altrove curato dal collettivo Rifugio Amore.
Da quattro anni Centrale Fies prosegue una nuova politica di vendita biglietti. Oltre alle moltissime proposte gratuite saranno attive 4 fasce di prezzo da scegliere in base al tipo di relazione che si vuole instaurare con la struttura, all'invito di "PAY WHAT YOU WANT". Ad ogni fascia corrisponde non più una categoria, come in passato, di abbonati, operatori, studenti ecc. ma delle azioni che chiunque può scegliere di fare: esplora (5€), apprezza (10€), ama (15€), sostieni (20€). Un campeggio accoglierà i giovani del mondo universitario, su richiesta. “Camping Fies” è campo base per studenti e studentesse di qualsiasi facoltà o accademia. Inoltre per facilitare l’arrivo dei pubblici, sui canali social di Centrale Fies saranno condivise iniziative di car sharing e logistica.
centro di ricerca per le pratiche performative contemporanee
16 - 26 luglio 2026
L’estate di Centrale Fies 2026
16 luglio
Exhibition opening + performance
17 - 19 luglio
LIVE WORKS SUMMIT
22 luglio
The Sparks Return
23, 24, 25, 26 luglio
LOVE IS POLITICAL
Dal 16 al 26 luglio 2026, Centrale Fies — centro di ricerca sulle pratiche performative contemporanee — apre al pubblico il frutto di un anno intero di lavoro, con dieci giorni consecutivi che restituiscono gli esiti dei progetti annuali e i principali assi di ricerca sviluppati. La programmazione estiva 2026 si articolerà attraverso mostre, lecture, pratiche performative, dispositivi di ricerca, momenti conviviali e attivazioni pubbliche diffuse, dando forma a un paesaggio culturale eterogeneo e in continua trasformazione.
LIVE WORKS SUMMIT (16-17-18-19 luglio 2026) rappresenta il momento culminante di un processo annuale che unisce scouting, supporto ad artisti emergenti e monitoraggio dei linguaggi performativi contemporanei più innovativi e transdisciplinari. A inaugurare l’estate di Centrale Fies sarà la mostra personale di Monia Ben Hamouda dal titolo Solo Show a cura di Simone Frangi e Barbara Boninsegna, che resterà aperta fino al 26 luglio 2026. In occasione della tredicesima edizione di Live Works Summit, otto artisti selezionati nel 2025 tramite una call internazionale dal board curatoriale di Centrale Fies, composto da Barbara Boninsegna, Simone Frangi, Mackda Ghebremariam Tesfau’, Justin Randolph Thompson, presentano performance messe a punto durante un anno di residenze artistiche, mentorship e formazione. Il pubblico assisterà alle performance originali di Tim Bartel, Publik Universal Frxnd, Kristina Kusmina Dreit, Pina Danila Gambettola, Abdul Halik Azeez, Eleni Roberts Kazouri e Vladimir Babinchuk, Juan Yung Han. All’interno del progetto anche un artista italiano, Luc Ndikubwimana, selezionato per la borsa di studio nominata ad Agitu Ideo Gudeta, fellowship pensata come una forma di affirmative action, dal 2025 in collaborazione con Palazzo Grassi e Fondazione Re Rebaudengo, per contrastare l’assenza di diversità nel panorama artistico legata a barriere materiali e simboliche concrete che si verificano spesso nell’ambito della razzializzazione. ll programma prevede inoltre la presenza di guest come Alif Hilal (fka Lyra Pramuk), Katerina Andreou & Mélissa Guex, Tiziano Cruz. Ad aprire il capitolo, Kat Válastur & Aho Ssan con una performance e a seguire un live set di Aho Ssan. Il progetto si configura come una piattaforma di supporto concreto agli emergenti anche grazie a una rete consolidata di partner istituzionali quali Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Palazzo Grassi, Tanzfabrik Berlin, Hangar Barcellona, Operaestate Festival, facilitando incontro e dialogo tra artisti e sistema culturale nazionale e internazionale. Il pubblico del festival ha dunque l’opportunità di vedere il debutto nazionale di una nuova generazione di artisti provenienti da tutto il mondo.
Il 22 luglio con Collettivo Bagnomaria, Chiara Tagliaferri, Gianluca D’Incà Levis un’intera giornata dedicata al progetto The Sparks Return, progetto vincitore del bando Laboratorio di Creatività Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a cura di Virginia Sommadossi ed Elisa Di Liberato insieme agli attivisti e alle attiviste culturali trentine P. Parenti, Pierangelo Giacomuzzi e Stefania Santoni. The Sparks Return nasce come piattaforma di ricerca e alleanza tra pratiche artistiche, territori e comunità. Attraverso una rete di giovani attivisti culturali operanti nelle vallate trentine, il progetto esplora nuove forme di curatela condivisa, interrogando il rapporto tra cultura, paesaggio, appartenenza e trasformazione sociale, tra assemblee, tavoli di lavoro, talk e una cena condivisa, dove ogni cosa è aperta alla partecipazione pubblica.
LOVE IS POLITICAL (23-24-25-26 luglio 2026) con Anagoor, Annamaria Ajmone, Chiara Bersani con Lemmo, Dewey Dell, Francesca Pennini / CollettivO CineticO, Industria Indipendente, Laura Tripaldi, LIMINAL, Mali Weil, Michele Bertolino, MOTUS, OPEN GROUP, Rifugio Amore, Sofia Baldi Pighi, Violetta Cottini, Wissal Houbabi è il capitolo dell'estate di Centrale Fies dedicato alle relazioni che attraversano il tempo e continuano a trasformarsi. Da un lato tornano alcune delle compagnie italiane che Centrale Fies ha sostenuto fin dagli esordi e che oggi, dopo importanti riconoscimenti nazionali e internazionali, presentano le loro creazioni più recenti; dall'altro, nuove artiste e artisti con cui si stanno costruendo percorsi di confronto, accompagnamento e ricerca condivisa. Dopo Enduring Love, Evolving Love e Radical Love, l'edizione 2026 mette al centro la natura politica delle relazioni. Perché ciò che accade tra le persone non resta mai soltanto nella sfera privata: lascia tracce, genera possibilità e contribuisce a modellare il mondo condiviso. LOVE IS POLITICAL nasce dalla convinzione che amore, amicizia, alleanza e cura siano pratiche capaci di incidere sul reale. Per questo guarda alle relazioni che cambiano nel tempo senza smettere di generare fiducia e immaginazione: quelle che legano artiste e artisti, curatrici, pubblici e territori, e che permettono alla ricerca di attraversare la vita quotidiana. Alcune compagnie tornano a Fies riportando con sé le tracce di una storia comune; accanto a loro, nuove ricercatrici e ricercatori condividono con il pubblico processi ancora aperti, dedicati a tutte quelle continuità disomogenee che continuano a trasformare persone, pratiche e immaginari.
Per LOVE IS POLITICAL, il collettivo trentino Rifugio Amore cura CLUB ALTROVE, interpretando il clubbing come spazio di relazione, espressione e trasformazione collettiva. Attraverso la musica e la costruzione di un contesto accogliente e inclusivo, il dancefloor diventa un luogo in cui sperimentare nuove forme di vicinanza, appartenenza e libertà. La selezione artistica riunisce KUNTHUG, producer e DJ che intreccia sonorità balcaniche, elettronica e influenze mediorientali; Kobramulata, progetto performativo che attraversa territori sonori ibridi e rituali; e Mantis, DJ attiva nella scena elettronica contemporanea. In dialogo tra loro, danno forma a una serata che mette al centro corpi, desideri e immaginari capaci di sfidare le convenzioni e aprire spazi di incontro inattesi.
La novità di quest’anno è l’inserimento di tre progetti speciali che Centrale Fies riconosce come affini, un patto di contesto che mette in comune pratiche, linguaggi e responsabilità. Si allarga dunque il campo delle alleanze con Lorenzo Pezzani responsabile del progetto di ricerca LIMINAL dell’Università Alma Mater di Bologna, che porta Overhead, intervento installativo in dialogo con il pubblico e creato ad hoc, e Sofia Baldi Pighi, curatrice indipendente e ricercatrice all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino. LIMINAL è un laboratorio di ricerca dell’Università di Bologna che indaga la violenza di frontiera con tecniche di rappresentazione visiva, investigazione geospaziale, mediale e open-source. Overhead si sviluppa in tre giorni tra eventi pubblici e un’installazione audiovisiva attiva per tutta la durata, intrecciando tre diverse traiettorie di sorveglianza e violenza dall’alto nel Mediterraneo: aerial bordering, aerial occupations e genealogie dell’airpower italiano nella colonizzazione della Libia. Tra archivi, testimonianze, materiali open-source e un soundscape spazializzato, il lavoro ribalta lo sguardo dominante dall’alto e interroga il significato politico del guardare dal basso. Sofia Baldi Pighi lavora invece su cosa accade quando la guerra colpisce anche il patrimonio culturale, rendendo la sua tutela un atto politico, ispirandosi a un concetto espresso dall’UNESCO: “le guerre cominciano nella mente degli uomini”. Nel suo progetto Arte come resistenza civile, guarda alla scena culturale ucraina che nonostante il conflitto resta viva e dove mostre, spettacoli e librerie diventano forme di militanza e resistenza, anche attraverso raccolte fondi; nella sua ricerca emerge come molti artisti si arruolino o vendano opere per finanziare attrezzature e medicine. A Centrale Fies porta OPEN GROUP (Yuriy Biley, Pavlo Kovach, Anton Varga) con Repeat after me II, che il pubblico ha potuto vedere al padiglione polacco durante la 60ª Biennale di Venezia. Centrale Fies costruisce alleanze orizzontali tra curatrici, curatori, artisti e artiste, collettivi, ricercatori-ricercatrici e soggetti territoriali, mettendo al centro pratiche di ascolto, co-progettazione e responsabilità condivisa. In un contesto culturale sempre più orientato alla semplificazione e alla verticalità dei modelli produttivi, Centrale Fies sceglie di investire nella complessità, nella coesistenza delle differenze e nella costruzione di infrastrutture culturali condivise. Un approccio fondato sulla pluralità delle visioni e delle pratiche, che interpreta la curatela come spazio di relazione e costruzione condivisa.
Infine BLUE BLUE BLUE LIMBO - un-archive di Industria Indipendente e a cura di Michele Bertolino, propone, per gli spazi di Centrale Fies, una mostra, una performance, uno screening, una conversazione e un profumo: apparizioni incastrate delle più recenti ricerche del duo. La mostra raccoglie la ricerca condotta dal collettivo Industria Indipendente, insieme a Michele Bertolino, per la produzione del profumo Blue Blue Blue Limbo. L'esposizione è un archivio testuale, sonoro e olfattivo dove le voci di Jarman, Acker, Industria Indipendente e altre artiste si assommano, in una corrispondenza reciproca.
Più che un festival, Centrale Fies costruisce un ecosistema curatoriale condiviso.
Proprio per questo, a partire dal 2020, il centro ha avviato una profonda trasformazione delle proprie pratiche curatoriali e del formato festival, sviluppando un modello aperto, modulare e transdisciplinare. La direzione artistica si è progressivamente ridefinita come spazio di attivazione e relazione, capace di mettere in dialogo visioni, pratiche e soggettività differenti. Nel 2026 questo processo si amplia ulteriormente attraverso un ecosistema curatoriale composto da progettualità autonome e complementari, che convivono all’interno della programmazione estiva mantenendo ciascuna la propria identità, il proprio linguaggio e il proprio pubblico. Oltre alla Direttrice Artistica Barbara Boninsegna e Simone Frangi, curatore e mentor nell’ambito di Live Works Summit che curano la mostra personale di Monia Ben Hamouda; Agitu Ideo Gudeta Fellowship, che negli ultimi anni ha ampliato il proprio dispositivo curatoriale attraverso il coinvolgimento di Mackda Ghebremariam Tesfaù e Justin Randolph Thompson, da questa edizione Lorenzo Pezzani / LIMINAL, Sofia Baldi Pighi, Michele Bertolino e Virginia Sommadossi ed Elisa Di Liberato che curano insieme agli attivisti e alle attiviste culturali P. Parenti, Pierangelo Giacomuzzi e Stefania Santoni The Sparks Return, progetto vincitore del Bando Laboratorio di Creatività Contemporanee, fino a Club Altrove curato dal collettivo Rifugio Amore.
Da quattro anni Centrale Fies prosegue una nuova politica di vendita biglietti. Oltre alle moltissime proposte gratuite saranno attive 4 fasce di prezzo da scegliere in base al tipo di relazione che si vuole instaurare con la struttura, all'invito di "PAY WHAT YOU WANT". Ad ogni fascia corrisponde non più una categoria, come in passato, di abbonati, operatori, studenti ecc. ma delle azioni che chiunque può scegliere di fare: esplora (5€), apprezza (10€), ama (15€), sostieni (20€). Un campeggio accoglierà i giovani del mondo universitario, su richiesta. “Camping Fies” è campo base per studenti e studentesse di qualsiasi facoltà o accademia. Inoltre per facilitare l’arrivo dei pubblici, sui canali social di Centrale Fies saranno condivise iniziative di car sharing e logistica.
16
luglio 2026
L’Estate di Centrale Fies 2026
Dal 16 al 26 luglio 2026
arti performative
Location
CENTRALE FIES
Dro, (Trento)
Dro, (Trento)
Biglietti
"PAY WHAT YOU WANT" : esplora (5€), apprezza (10€), ama (15€), sostieni (20€).
Orario di apertura
Orari variabili
Sito web
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