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Letizia Pitigliani – Una storia romana 1950 – 1959
Mostra personale di Letizia Pitigliani, relativa alla sua produzione romana 1950 – 1959. Sono gli anni in cui la giovane studia e lavora con il tonalista Roberto Melli e frequenta gli ambienti del neorealismo romano di matrice espressionista prima del suo trasferimento a New York.
Comunicato stampa
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Inaugura mercoledì 13 maggio alle ore 18.00, presso la Galleria Aleandri Arte Moderna in via d’Aracoeli 7 a Roma, la mostra LETIZIA PITIGLIANI. Una storia romana 1950-1959.
La pittrice, fin ora nascosta fra le pieghe della seconda Scuola Romana, fu pupilla del tonalista Roberto Melli e attiva nella capitale dal 1950 al 1959, anno in cui emigra [o meglio fa ritorno] negli Stati Uniti d’America. Nasce a Roma nel 1935 da famiglia di religione ebraica. Nel 1938, in seguito alle leggi raziali, si trasferisce con tutto il nucleo familiare a New York. Studia ad Harlem, che acoglieva non soltanto le comunità afroamericane ma anche quelle israelitiche, e si cimenta nelle arti [High School of Music and Art]. Nel 1949 sua madre muore tragicamente e l’anno successivo fa ritorno con il padre in Italia. Roberto Melli, anch’egli ebreo [in quello stesso anno fu consacrato da una sala personale alla Biennale di Venezia, dopo i duri anni delle persecuzioni razziali], rimane colpito dalle precocissime abilità disegnative e pittoriche della ragazza, appena quindicenne, e fa di lei la sua allieva prediletta all’Accademia di Belle Arti di Roma, divengono amici e collaboratori. Uscivamo insieme da via Ripetta per visitare mostre e rassegne della scena artistica capitolina, ricorderà successivamente la pittrice. Letizia Pitigliani rimase in Italia fino al 1959. Nove anni in cui la giovane fu molto attiva ed espose regolarmente in sedi nazionali e internazionali, fra le quali le edizioni VII e VIII della Quadriennale romana ed una fitta serie di mostre presso: Galleria Il Pincio (a cura di Roberto Melli) sempre a Roma, Kunsthandel (Amsterdam), Università dell’Oregon, Withmann College (Washington), Vancouver Art Gallery (British Columbia, Canada) solo per citarne alcune.
La sua ricerca, a cavallo fra neorealismo ed espressionismo, descrive con poetica ironia la Roma del dopoguerra. Officine, botteghe, parchi, ponti, baracche e scorci industriali; meccanici, muratori, operai, giovani studenti e modelle. Amante del paradosso disegna delle accattivanti vedute d’interno dell’Accademia di via di Ripetta con un piglio quasi felliniano. Le sue opere restituiscono stanze dense di vita in cui una vecchia stufa convive con i calchi in gesso dei Prigioni di Michelangelo mentre “Angelina”, una modella un pochino sovrappeso e un pochino sgraziata, si riposa nuda ai piedi dei monumentali Dioscuri del Quirinale, che la tradizione attribuisce a Fidia e Prassitele. Così l’artista descrive nel 1952 il tragitto per l’Accademia:
Mentre cammino per questa stradina affollata che risuona di rumori mattutini, posso capire in quale dei negozi davanti a cui passo mi trovo, anche a occhi chiusi. I negozianti lasciano le porte aperte e da ognuna si diffonde un odore diverso che indica la merce del negozio. C’è l’odore pungente dei formaggi forti, l’odore sfumato del vino vecchio e il forte profumo di trementina e carta pulita. A quest’ora la strada è piena di questi odori e l’aria risuona di rumori striduli.
Letizia Pitigliani rappresenta una interessantissima riscoperta nelle vicende artistiche della seconda Scuola Romana. La mostra è interamente dedicata alla produzione capitolina [1950-1959], saranno fruibili oltre novanta opere fra olii, disegni a grafite, pastello, tempera e inchiostro.
Sarà disponibile un catalogo esaustivo a cura di Mario Finazzi con la consueta cura editoriale di Aleandri Arte Moderna.
Mercoledì 13 alle ore 18.30 in occasione del vernissage si terrà una conferenza sulle DONNE nella Scuola Romana.
Interverranno il curatore Mario Finazzi e gli studiosi Giulia Tulino e Cesare Terracina.
La pittrice, fin ora nascosta fra le pieghe della seconda Scuola Romana, fu pupilla del tonalista Roberto Melli e attiva nella capitale dal 1950 al 1959, anno in cui emigra [o meglio fa ritorno] negli Stati Uniti d’America. Nasce a Roma nel 1935 da famiglia di religione ebraica. Nel 1938, in seguito alle leggi raziali, si trasferisce con tutto il nucleo familiare a New York. Studia ad Harlem, che acoglieva non soltanto le comunità afroamericane ma anche quelle israelitiche, e si cimenta nelle arti [High School of Music and Art]. Nel 1949 sua madre muore tragicamente e l’anno successivo fa ritorno con il padre in Italia. Roberto Melli, anch’egli ebreo [in quello stesso anno fu consacrato da una sala personale alla Biennale di Venezia, dopo i duri anni delle persecuzioni razziali], rimane colpito dalle precocissime abilità disegnative e pittoriche della ragazza, appena quindicenne, e fa di lei la sua allieva prediletta all’Accademia di Belle Arti di Roma, divengono amici e collaboratori. Uscivamo insieme da via Ripetta per visitare mostre e rassegne della scena artistica capitolina, ricorderà successivamente la pittrice. Letizia Pitigliani rimase in Italia fino al 1959. Nove anni in cui la giovane fu molto attiva ed espose regolarmente in sedi nazionali e internazionali, fra le quali le edizioni VII e VIII della Quadriennale romana ed una fitta serie di mostre presso: Galleria Il Pincio (a cura di Roberto Melli) sempre a Roma, Kunsthandel (Amsterdam), Università dell’Oregon, Withmann College (Washington), Vancouver Art Gallery (British Columbia, Canada) solo per citarne alcune.
La sua ricerca, a cavallo fra neorealismo ed espressionismo, descrive con poetica ironia la Roma del dopoguerra. Officine, botteghe, parchi, ponti, baracche e scorci industriali; meccanici, muratori, operai, giovani studenti e modelle. Amante del paradosso disegna delle accattivanti vedute d’interno dell’Accademia di via di Ripetta con un piglio quasi felliniano. Le sue opere restituiscono stanze dense di vita in cui una vecchia stufa convive con i calchi in gesso dei Prigioni di Michelangelo mentre “Angelina”, una modella un pochino sovrappeso e un pochino sgraziata, si riposa nuda ai piedi dei monumentali Dioscuri del Quirinale, che la tradizione attribuisce a Fidia e Prassitele. Così l’artista descrive nel 1952 il tragitto per l’Accademia:
Mentre cammino per questa stradina affollata che risuona di rumori mattutini, posso capire in quale dei negozi davanti a cui passo mi trovo, anche a occhi chiusi. I negozianti lasciano le porte aperte e da ognuna si diffonde un odore diverso che indica la merce del negozio. C’è l’odore pungente dei formaggi forti, l’odore sfumato del vino vecchio e il forte profumo di trementina e carta pulita. A quest’ora la strada è piena di questi odori e l’aria risuona di rumori striduli.
Letizia Pitigliani rappresenta una interessantissima riscoperta nelle vicende artistiche della seconda Scuola Romana. La mostra è interamente dedicata alla produzione capitolina [1950-1959], saranno fruibili oltre novanta opere fra olii, disegni a grafite, pastello, tempera e inchiostro.
Sarà disponibile un catalogo esaustivo a cura di Mario Finazzi con la consueta cura editoriale di Aleandri Arte Moderna.
Mercoledì 13 alle ore 18.30 in occasione del vernissage si terrà una conferenza sulle DONNE nella Scuola Romana.
Interverranno il curatore Mario Finazzi e gli studiosi Giulia Tulino e Cesare Terracina.
14
maggio 2026
Letizia Pitigliani – Una storia romana 1950 – 1959
Dal 14 maggio al 15 giugno 2026
arte moderna
Location
Aleandri Arte Moderna
Roma, Piazza Costaguti, 12, (RM)
Roma, Piazza Costaguti, 12, (RM)
Orario di apertura
da martedì a sabato ore 10 - 13 e 14 - 18
Vernissage
13 Maggio 2026, 18.00
Editore
Edizioni Aleandri Arte Moderna
Autore
Curatore
Autore testo critico


