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LIGHT & FIRE Art Explotion: Enrico Manera – New light
Sono previste quattro mostre personali degli artisti Bernard Aubertin, Maurizio Galimberti, Marco Lodola ed Enrico Manera che saranno allestite nell’ex Macello comunale di Putignano, sede del Laboratorio Urbano dei Bollenti Spiriti “I-MAKE”, in via Santa Caterina da Siena
Comunicato stampa
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Le sue opere sono fiabe, fumetti, frames
cinematografici ambientati in un mondo quasi
metafisico che vive, però, di soggetti tratti dalla realtà
quotidiana: oggetti comuni come un poster, un
aeroplano, una sedia, una finestra, una panca,
elementi che fanno anonimamente parte della vita di
ogni giorno e che in queste opere sembrano brillare di
una luce nuova, proprio in virtù di relazioni segrete e
magiche che si intuiscono pur non essendo
esplicitate. Le "passioni" prendono forma, le ineffabili
energie che attraversano il pittore, trovano sfogo e diventano gioie di vivere in perenne
mutamento, le opere d'arte si rinnovano mediante un concentrato di pensieri condensati in
immagini “mediatiche”. La realtà è registrata dall'artista in modo del tutto personale, cogliendone la
sua armonia essenziale, fatta di contrasti coloristici, di un’impercettibile calma che si traduce in
dinamismo attraverso il segno pittorico. Manera pone in risalto l'evidente paradosso che esiste tra
spirito e materia, descrivendo il sistema sociale nel quale viviamo senza banali e facili
categorizzazioni, ma limitandosi a trasportare su tela la sua personale percezione della realtà. Le
sue opere sono di impatto, utilizzano un linguaggio universale e globalizzato che toglie il fiato per
la veemenza del messaggio che trasmettono. Colpiscono l'assenza d'incertezza di tratto pur
essendo sfumato, la cura e la prontezza dell'esecuzione, il connubio tra volumi e colori. Vi saranno
"prospettive" negli scorci dei luoghi dell'infanzia, nei meandri di un passato attualizzato e di
"suggestioni" nelle vedute paesaggistiche di chiaro sapore metropolitano. Ogni opera dell'artista è
un “fantascopio” che raccoglie dentro di sé luce ed impulsi che nascono da un breve tempo
d'incubazione; riflessioni e mutazioni dell'inconscio in cui la vita e l'arte si confondono e diventano
inscindibili l'una dall'altra.
Biografia di ENRICO MANERA
A vent'anni frequenta l'accademia di Belle arti di Roma e nel 1973 presenta alcune sculture alla
galleria l'elefante di Roma, che lo lega con un contratto sino al 1976. La critica si accorge del suo
operato nel 1977, anno in cui espone i propri lavori accanto a quelli di Carla Accardi, Tano Festa,
Enrico Baj e altri. Dal 1979 lavora nello studio di Mario Schifano e nel suo ospita l'amico Tano
Festa; ritrae Schifano in più dipinti e diventa testimonial della Ray Ban in un suo quadro. Nel 1980
invitato alla mostra "20 anni di segnali"ottiene il premio "Salvatore Basile" per l'omaggio a Pino
Pascali. Dal 1982 apre lo studio a San Francisco. Nel 1988 ritorna a Roma per prendere parte ai
funerali di Tano Festa a cui dedica una mostra dal provocatorio titolo "Pensione Bronsky".
A inizio anni novanta, allestisce innumerevoli mostre in Europa e America; nel 1997 l'Anicagis gli
commissiona una mostra dedicata a Sergio Leone al museo civico di Spoleto; nel 1998 dedica un
ciclo di opere, esposte all'ex mattatoio di Roma, a Massimo Troisi, dal titolo “Cuore d'artista”.
Le sue opere sono acquistate da collezionisti lungimiranti e da collezioni istituzionali prestigiose.
Nel 1999 espone nuovamente a New York e dopo l'enorme successo ottenuto, realizza su
commissione delle poste italiane il primo francobollo del secolo. L'Alitalia lo invita ad esporre a
Milano, presso l'aeroporto di Malpensa, in catalogo uno scritto di Achille Bonito Oliva. Nasce il ciclo
dedicato ad Umberto Boccioni Futurista di striscio, il catalogo è curato da Duccio Trombadori.
cinematografici ambientati in un mondo quasi
metafisico che vive, però, di soggetti tratti dalla realtà
quotidiana: oggetti comuni come un poster, un
aeroplano, una sedia, una finestra, una panca,
elementi che fanno anonimamente parte della vita di
ogni giorno e che in queste opere sembrano brillare di
una luce nuova, proprio in virtù di relazioni segrete e
magiche che si intuiscono pur non essendo
esplicitate. Le "passioni" prendono forma, le ineffabili
energie che attraversano il pittore, trovano sfogo e diventano gioie di vivere in perenne
mutamento, le opere d'arte si rinnovano mediante un concentrato di pensieri condensati in
immagini “mediatiche”. La realtà è registrata dall'artista in modo del tutto personale, cogliendone la
sua armonia essenziale, fatta di contrasti coloristici, di un’impercettibile calma che si traduce in
dinamismo attraverso il segno pittorico. Manera pone in risalto l'evidente paradosso che esiste tra
spirito e materia, descrivendo il sistema sociale nel quale viviamo senza banali e facili
categorizzazioni, ma limitandosi a trasportare su tela la sua personale percezione della realtà. Le
sue opere sono di impatto, utilizzano un linguaggio universale e globalizzato che toglie il fiato per
la veemenza del messaggio che trasmettono. Colpiscono l'assenza d'incertezza di tratto pur
essendo sfumato, la cura e la prontezza dell'esecuzione, il connubio tra volumi e colori. Vi saranno
"prospettive" negli scorci dei luoghi dell'infanzia, nei meandri di un passato attualizzato e di
"suggestioni" nelle vedute paesaggistiche di chiaro sapore metropolitano. Ogni opera dell'artista è
un “fantascopio” che raccoglie dentro di sé luce ed impulsi che nascono da un breve tempo
d'incubazione; riflessioni e mutazioni dell'inconscio in cui la vita e l'arte si confondono e diventano
inscindibili l'una dall'altra.
Biografia di ENRICO MANERA
A vent'anni frequenta l'accademia di Belle arti di Roma e nel 1973 presenta alcune sculture alla
galleria l'elefante di Roma, che lo lega con un contratto sino al 1976. La critica si accorge del suo
operato nel 1977, anno in cui espone i propri lavori accanto a quelli di Carla Accardi, Tano Festa,
Enrico Baj e altri. Dal 1979 lavora nello studio di Mario Schifano e nel suo ospita l'amico Tano
Festa; ritrae Schifano in più dipinti e diventa testimonial della Ray Ban in un suo quadro. Nel 1980
invitato alla mostra "20 anni di segnali"ottiene il premio "Salvatore Basile" per l'omaggio a Pino
Pascali. Dal 1982 apre lo studio a San Francisco. Nel 1988 ritorna a Roma per prendere parte ai
funerali di Tano Festa a cui dedica una mostra dal provocatorio titolo "Pensione Bronsky".
A inizio anni novanta, allestisce innumerevoli mostre in Europa e America; nel 1997 l'Anicagis gli
commissiona una mostra dedicata a Sergio Leone al museo civico di Spoleto; nel 1998 dedica un
ciclo di opere, esposte all'ex mattatoio di Roma, a Massimo Troisi, dal titolo “Cuore d'artista”.
Le sue opere sono acquistate da collezionisti lungimiranti e da collezioni istituzionali prestigiose.
Nel 1999 espone nuovamente a New York e dopo l'enorme successo ottenuto, realizza su
commissione delle poste italiane il primo francobollo del secolo. L'Alitalia lo invita ad esporre a
Milano, presso l'aeroporto di Malpensa, in catalogo uno scritto di Achille Bonito Oliva. Nasce il ciclo
dedicato ad Umberto Boccioni Futurista di striscio, il catalogo è curato da Duccio Trombadori.
04
giugno 2011
LIGHT & FIRE Art Explotion: Enrico Manera – New light
Dal 04 al 19 giugno 2011
arte contemporanea
Location
EX MACELLO
Putignano, Via Santa Caterina Da Siena, (Bari)
Putignano, Via Santa Caterina Da Siena, (Bari)
Orario di apertura
tutti i giorni, dalle 18 alle 21
Autore




