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LIMES – Verso la soglia dell’invisibile
In un presente segnato da una crescente pervasività delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, LIMES si configura come un’indagine sul concetto di soglia. Artisti visivi e poeti si incontrano in un dialogo tra linguaggi.
Comunicato stampa
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La Fondazione 107 è lieta di presentare LIMES, mostra collettiva di arte contemporanea che inaugurerà il 9 maggio 2026 e sarà visitabile fino al 28 giugno 2026 negli spazi della fondazione a Torino.
In un presente segnato da una crescente pervasività delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, LIMES si configura come un’indagine sul concetto di soglia: un confine sottile e mobile tra umano e artificiale, tra visibile e invisibile, tra immediatezza e contemplazione. Il termine latino “limes” rimanda infatti a una linea di demarcazione, ma anche a un punto di passaggio, a uno spazio di transizione che invita a essere attraversato più che definito.
La mostra nasce dall’urgenza di interrogare il nostro tempo, dominato da una fruizione rapida e superficiale delle immagini, per proporre invece un’esperienza estetica fondata sulla durata, sull’ascolto e sulla profondità percettiva. In opposizione alla logica dello scorrimento veloce e del consumo istantaneo, le opere in mostra chiedono allo spettatore di rallentare, di sostare, di abitare un tempo altro.
Gli artisti coinvolti presentano lavori che non si esauriscono nell’impatto visivo immediato, ma si rivelano progressivamente, attivando un dialogo intimo e stratificato con chi osserva. Le loro pratiche si muovono lungo il confine tra immagine e percezione, tra materia e immateriale, evocando dimensioni legate al sentimento, alla memoria e all’inconscio.
Elemento centrale del progetto è il dialogo tra linguaggi. Per l’occasione, a una selezione di poeti sarà chiesto di affiancare a ciascuna opera visiva un proprio testo poetico, generando una relazione inedita tra parola e immagine. La poesia diventa così un’estensione dell’opera, una soglia ulteriore che accompagna e amplifica l’esperienza percettiva, offrendo allo spettatore una chiave di accesso sensibile e non univoca.
Parallelamente, tutti gli artisti visivi invitati saranno coinvolti in un processo di restituzione diretta, attraverso momenti di racconto e condivisione in cui parleranno delle opere esposte. Questo dispositivo introduce una dimensione ulteriore di prossimità e ascolto, permettendo al pubblico di entrare in contatto con i processi, le intenzioni e le tensioni che attraversano le pratiche artistiche.
L’elemento poetico diviene dunque fondante, non solo come qualità intrinseca delle opere, ma come struttura relazionale della mostra stessa. LIMES si configura come uno spazio di risonanza, in cui il visivo e il verbale si intrecciano, attivando un’esperienza complessa e stratificata.
Il tempo diventa così materia e struttura del percorso espositivo: un tempo ciclico, dilatato, che si oppone alla frammentazione del quotidiano e invita a una forma di attenzione consapevole. Attraverso paesaggi evocati, fenomeni naturali trasfigurati e segni minimi carichi di tensione simbolica, le opere costruiscono un percorso immersivo che attraversa soglie percettive e interiori.
LIMES non è solo una mostra, ma un invito a sostare sul confine, ad accettare l’ambiguità e a riscoprire il valore dell’esperienza sensibile. In un’epoca in cui la distinzione tra umano e artificiale si fa sempre più incerta, il progetto espositivo riafferma la centralità del sentire come spazio irriducibile e profondamente umano.
Eventi collaterali Nel corso della mostra, il pubblico sarà invitato a partecipare a un programma di appuntamenti che approfondiscono i temi di LIMES. Sono previsti incontri con gli artisti, momenti di dialogo aperto in cui ciascun autore presenterà e racconterà il proprio lavoro, offrendo uno sguardo diretto sui processi creativi.
Accanto a questi, si terranno letture poetiche dal vivo, in cui i poeti coinvolti daranno voce ai testi nati in relazione alle opere esposte, attivando un’esperienza immersiva che intreccia parola, suono e visione.
Il calendario includerà inoltre talk e conversazioni dedicate al rapporto tra arte contemporanea, tempo, percezione e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di ampliare il confronto e stimolare una riflessione condivisa.
Artisti visivi: Vasco Bendini, Paolo Brenzini, Graham Collins, Mario Davico, Francesca Dondoglio, IoSonoMat, Dean Levin, Pino Mantovani, Yerbossyn Meldibekov, Ute Müller, Federico Piccari, Antoine Puisais, Giovanni Rizzoli, Germano Sartelli, Alma Zoppegni, Silvio Wolf.
Poeti: Giangiacomo Amoretti, Giannino Balbis, Giovanni Buriani d’Arezzo, Franco Canavesio, Dario Capello, Enri Casaccia, Mauro Comba, Myriam Mantegazza, Alessandra Odetti, Daniela Pericone, PKKollective, Federico Raviolo, Stefania Raschillà, Alfredo Rienzi, Angela Suppo, Louis Zukofsky.
In un presente segnato da una crescente pervasività delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, LIMES si configura come un’indagine sul concetto di soglia: un confine sottile e mobile tra umano e artificiale, tra visibile e invisibile, tra immediatezza e contemplazione. Il termine latino “limes” rimanda infatti a una linea di demarcazione, ma anche a un punto di passaggio, a uno spazio di transizione che invita a essere attraversato più che definito.
La mostra nasce dall’urgenza di interrogare il nostro tempo, dominato da una fruizione rapida e superficiale delle immagini, per proporre invece un’esperienza estetica fondata sulla durata, sull’ascolto e sulla profondità percettiva. In opposizione alla logica dello scorrimento veloce e del consumo istantaneo, le opere in mostra chiedono allo spettatore di rallentare, di sostare, di abitare un tempo altro.
Gli artisti coinvolti presentano lavori che non si esauriscono nell’impatto visivo immediato, ma si rivelano progressivamente, attivando un dialogo intimo e stratificato con chi osserva. Le loro pratiche si muovono lungo il confine tra immagine e percezione, tra materia e immateriale, evocando dimensioni legate al sentimento, alla memoria e all’inconscio.
Elemento centrale del progetto è il dialogo tra linguaggi. Per l’occasione, a una selezione di poeti sarà chiesto di affiancare a ciascuna opera visiva un proprio testo poetico, generando una relazione inedita tra parola e immagine. La poesia diventa così un’estensione dell’opera, una soglia ulteriore che accompagna e amplifica l’esperienza percettiva, offrendo allo spettatore una chiave di accesso sensibile e non univoca.
Parallelamente, tutti gli artisti visivi invitati saranno coinvolti in un processo di restituzione diretta, attraverso momenti di racconto e condivisione in cui parleranno delle opere esposte. Questo dispositivo introduce una dimensione ulteriore di prossimità e ascolto, permettendo al pubblico di entrare in contatto con i processi, le intenzioni e le tensioni che attraversano le pratiche artistiche.
L’elemento poetico diviene dunque fondante, non solo come qualità intrinseca delle opere, ma come struttura relazionale della mostra stessa. LIMES si configura come uno spazio di risonanza, in cui il visivo e il verbale si intrecciano, attivando un’esperienza complessa e stratificata.
Il tempo diventa così materia e struttura del percorso espositivo: un tempo ciclico, dilatato, che si oppone alla frammentazione del quotidiano e invita a una forma di attenzione consapevole. Attraverso paesaggi evocati, fenomeni naturali trasfigurati e segni minimi carichi di tensione simbolica, le opere costruiscono un percorso immersivo che attraversa soglie percettive e interiori.
LIMES non è solo una mostra, ma un invito a sostare sul confine, ad accettare l’ambiguità e a riscoprire il valore dell’esperienza sensibile. In un’epoca in cui la distinzione tra umano e artificiale si fa sempre più incerta, il progetto espositivo riafferma la centralità del sentire come spazio irriducibile e profondamente umano.
Eventi collaterali Nel corso della mostra, il pubblico sarà invitato a partecipare a un programma di appuntamenti che approfondiscono i temi di LIMES. Sono previsti incontri con gli artisti, momenti di dialogo aperto in cui ciascun autore presenterà e racconterà il proprio lavoro, offrendo uno sguardo diretto sui processi creativi.
Accanto a questi, si terranno letture poetiche dal vivo, in cui i poeti coinvolti daranno voce ai testi nati in relazione alle opere esposte, attivando un’esperienza immersiva che intreccia parola, suono e visione.
Il calendario includerà inoltre talk e conversazioni dedicate al rapporto tra arte contemporanea, tempo, percezione e intelligenza artificiale, con l’obiettivo di ampliare il confronto e stimolare una riflessione condivisa.
Artisti visivi: Vasco Bendini, Paolo Brenzini, Graham Collins, Mario Davico, Francesca Dondoglio, IoSonoMat, Dean Levin, Pino Mantovani, Yerbossyn Meldibekov, Ute Müller, Federico Piccari, Antoine Puisais, Giovanni Rizzoli, Germano Sartelli, Alma Zoppegni, Silvio Wolf.
Poeti: Giangiacomo Amoretti, Giannino Balbis, Giovanni Buriani d’Arezzo, Franco Canavesio, Dario Capello, Enri Casaccia, Mauro Comba, Myriam Mantegazza, Alessandra Odetti, Daniela Pericone, PKKollective, Federico Raviolo, Stefania Raschillà, Alfredo Rienzi, Angela Suppo, Louis Zukofsky.
09
maggio 2026
LIMES – Verso la soglia dell’invisibile
Dal 09 maggio al 28 giugno 2026
arte contemporanea
Location
FONDAZIONE 107
Torino, Via Andrea Sansovino, 234, (Torino)
Torino, Via Andrea Sansovino, 234, (Torino)
Biglietti
8,00 euro intero
5,00 euro ridotto
gratis - Abbonamento Torino Musei
Orario di apertura
sabato - domenica 14 - 19
Vernissage
9 Maggio 2026, 16 - 20
Sito web
Editore
Edizioni 107
Autore
Curatore
Autore testo critico
Allestimento
CiprianDuma
Progetto grafico
Produzione organizzazione
Sponsor
Patrocini
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