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Liuba Redux
Questo progetto è un DVD che raccoglie 4 video di Liuba in tiratura unica dal 2003 al 2005, espressamente rielaborati per questa edizione
Comunicato stampa
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Questo progetto è un DVD che raccoglie 4 video di Liuba in tiratura unica dal 2003 al 2005, espressamente rielaborati per questa edizione.
Il DVD è nato con l’intento di rendere l’arte e la videoarte accessibile e fruibile non solo alle persone del mondo dell’arte e a coloro che seguono le rassegne contemporanee, ma anche a ciascuno che sia interessato ad avvicinarsi alle nuove tendenze dell’arte.
La decisione di produrre un video a larga tiratura ha l’intento di rendere acquistabile e fruibile l’arte giovane a chiunque ne sia incuriosito o interessato. Ciò implica una direzione coraggiosa e sperimentale: ossia quella di uscire dal contesto canonico dell’arte e dalle regole standard del collezionismo e della vendita.
L’edizione a 1000 rende il costo del DVD molto basso e accessibile a chiunque, ma al tempo stesso, essendo un’edizione limitata e numerata, riamane comunque un oggetto non solo di fruizione ma anche di collezione. E’ un’operazione che vuole porsi in una linea di confine tra l’elitarismo del collezionismo artistico e la grande diffusione.
Nessun mezzo si presta meglio del video a fare ciò. La fruizione dei video degli artisti, anche i più famosi, è sempre ardua anche per gli addetti ai lavori e per chi segue con metodo le mostre e le rassegne d’arte. Al contrario di quadri, sculture, fotografie e installazioni, che possono essere fruiti anche attraverso una riproduzione cartacea dell’opera (che non è mai come vedere l’originale ma ne proietta il senso), il video è fruibile e capibile solo nella sua visione temporale e continua. La riproduzione cartacea dei videostills può incuriosire o può essere godibile come altra parte del progetto, ma non potrà mai dare la completezza dell’opera. Questo nuovo progetto nasce con questo intento, di colmare la lacuna tra la creazione, la produzione e il fruitore.
Il cieco di Gerico, Italy, 2003, 7’57”
Una critica ironica delle ipocrisie e degli stereotipi che si innescano a volte inconsapevolmente e che rendono le persone incapaci di vedere. Le mostre d’arte sono visitate ma spesso non sono viste. Invece di vedere si va a farsi vedere. Il video è una caustica messa a fuoco di comportamenti personali e sociali apparentemente invisibili, resi visibili con un’idea provocatoria e un’azione paradossale. La scelta inoltre è di agire a sorpresa con la performance nella vita reale. In questo modo anche il contesto, le persone e le loro reazioni diventano parte essenziale del lavoro.
Virus, Italy, 2004, 9’50”
Virus rende visibili, in maniera provocatoria e ironica, i meccanismi sociali e individuali della bulimia dell’acquisto, che si avverte non solo nel mondo dell’arte ma anche nella vita quotidiana.
La performance di Liuba, che all’inaugurazione di Artefiera ha infettato con miriadi di bollini rossi le opere esposte, ha destabilizzato il sistema creando confusione tra i lavori venduti e non, ironizzando sul rapporto tra valore commerciale e valore artistico dell’opera. Il virus si diffonde in maniera esponenziale, divenendo il protagonista unico e incontrastato, dove non è più importante la qualità ma la quantità, non cosa si compra ma quanto si possiede.
Virus New York, Italy-Usa, 2005,13’16”
La stessa performance, fatta in contesti differenti, dimostra come il contesto e la performance si influenzino a vicenda, offrendo una riflessione sulla realtà circostante. La performance Virus realizzata al Sofa di New York, ha avuto esiti completamente differenti da quella realizzata a Bologna, e implicazioni aggiuntive.
A New York la performance ha portato stupore, divertimento curiosità e rifiuto…ed è stata interrotta con l’espulsione di Liuba dalla fiera. Il video inizia con questa espulsione ( le riprese erano proibite e sono state fatte di nascosto), che rende sempre più sottile e ambiguo il confine tra realtà e performance, e col paradossale dialogo sull’onnipotenza del dio-vendita e del dio-denaro.
Rimini Rimini, Italy 2003, 4’26”
L’azione ha luogo nell’affollata spiaggia adriatica a ferragosto ed evidenzia, in modo ironico, gli aspetti comportamentali connessi con la vacanza, il divertimento, la moda.
La vacanza può essere il risultato di una scelta di massa: ci accorgiamo di essere inscatolati oppure lo scegliamo? La massificazione ci dà sicurezza o ci fa divertire? Questi interrogativi e altro sono l’humus della performance, che non dà facili soluzioni ma pone domande sulla quotidianità. La semplice visibilità della costipazione vacanziera produce uno piazzamento che a sua volta provoca l’interazione e la reazione delle persone, parte integrante del lavoro.
Il DVD è nato con l’intento di rendere l’arte e la videoarte accessibile e fruibile non solo alle persone del mondo dell’arte e a coloro che seguono le rassegne contemporanee, ma anche a ciascuno che sia interessato ad avvicinarsi alle nuove tendenze dell’arte.
La decisione di produrre un video a larga tiratura ha l’intento di rendere acquistabile e fruibile l’arte giovane a chiunque ne sia incuriosito o interessato. Ciò implica una direzione coraggiosa e sperimentale: ossia quella di uscire dal contesto canonico dell’arte e dalle regole standard del collezionismo e della vendita.
L’edizione a 1000 rende il costo del DVD molto basso e accessibile a chiunque, ma al tempo stesso, essendo un’edizione limitata e numerata, riamane comunque un oggetto non solo di fruizione ma anche di collezione. E’ un’operazione che vuole porsi in una linea di confine tra l’elitarismo del collezionismo artistico e la grande diffusione.
Nessun mezzo si presta meglio del video a fare ciò. La fruizione dei video degli artisti, anche i più famosi, è sempre ardua anche per gli addetti ai lavori e per chi segue con metodo le mostre e le rassegne d’arte. Al contrario di quadri, sculture, fotografie e installazioni, che possono essere fruiti anche attraverso una riproduzione cartacea dell’opera (che non è mai come vedere l’originale ma ne proietta il senso), il video è fruibile e capibile solo nella sua visione temporale e continua. La riproduzione cartacea dei videostills può incuriosire o può essere godibile come altra parte del progetto, ma non potrà mai dare la completezza dell’opera. Questo nuovo progetto nasce con questo intento, di colmare la lacuna tra la creazione, la produzione e il fruitore.
Il cieco di Gerico, Italy, 2003, 7’57”
Una critica ironica delle ipocrisie e degli stereotipi che si innescano a volte inconsapevolmente e che rendono le persone incapaci di vedere. Le mostre d’arte sono visitate ma spesso non sono viste. Invece di vedere si va a farsi vedere. Il video è una caustica messa a fuoco di comportamenti personali e sociali apparentemente invisibili, resi visibili con un’idea provocatoria e un’azione paradossale. La scelta inoltre è di agire a sorpresa con la performance nella vita reale. In questo modo anche il contesto, le persone e le loro reazioni diventano parte essenziale del lavoro.
Virus, Italy, 2004, 9’50”
Virus rende visibili, in maniera provocatoria e ironica, i meccanismi sociali e individuali della bulimia dell’acquisto, che si avverte non solo nel mondo dell’arte ma anche nella vita quotidiana.
La performance di Liuba, che all’inaugurazione di Artefiera ha infettato con miriadi di bollini rossi le opere esposte, ha destabilizzato il sistema creando confusione tra i lavori venduti e non, ironizzando sul rapporto tra valore commerciale e valore artistico dell’opera. Il virus si diffonde in maniera esponenziale, divenendo il protagonista unico e incontrastato, dove non è più importante la qualità ma la quantità, non cosa si compra ma quanto si possiede.
Virus New York, Italy-Usa, 2005,13’16”
La stessa performance, fatta in contesti differenti, dimostra come il contesto e la performance si influenzino a vicenda, offrendo una riflessione sulla realtà circostante. La performance Virus realizzata al Sofa di New York, ha avuto esiti completamente differenti da quella realizzata a Bologna, e implicazioni aggiuntive.
A New York la performance ha portato stupore, divertimento curiosità e rifiuto…ed è stata interrotta con l’espulsione di Liuba dalla fiera. Il video inizia con questa espulsione ( le riprese erano proibite e sono state fatte di nascosto), che rende sempre più sottile e ambiguo il confine tra realtà e performance, e col paradossale dialogo sull’onnipotenza del dio-vendita e del dio-denaro.
Rimini Rimini, Italy 2003, 4’26”
L’azione ha luogo nell’affollata spiaggia adriatica a ferragosto ed evidenzia, in modo ironico, gli aspetti comportamentali connessi con la vacanza, il divertimento, la moda.
La vacanza può essere il risultato di una scelta di massa: ci accorgiamo di essere inscatolati oppure lo scegliamo? La massificazione ci dà sicurezza o ci fa divertire? Questi interrogativi e altro sono l’humus della performance, che non dà facili soluzioni ma pone domande sulla quotidianità. La semplice visibilità della costipazione vacanziera produce uno piazzamento che a sua volta provoca l’interazione e la reazione delle persone, parte integrante del lavoro.
15
dicembre 2005
Liuba Redux
Dal 15 dicembre 2005 al 20 gennaio 2006
arte contemporanea
Location
SPAZIO ILOP
Milano, Via San Simpliciano, 2, (Milano)
Milano, Via San Simpliciano, 2, (Milano)
Orario di apertura
dal Martedì al Sabato 11-20
Vernissage
15 Dicembre 2005, ore 18
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