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Luca Zarattini – Archeologie differenziate
Nella magnifica cornice del museo Archeologico di Stellata di Bondeno, già residenza del poeta Ariosto, sarà ospitata la personale del giovane artista Ferrarese Luca Zarattini.
Comunicato stampa
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Pro-tratto
Nel guardarsi allo specchio, ciò che si vede non dice mai tutto della figura riflessa. Dice il qui, dice l’oggi, dice la forma esteriore.
Ma il dentro, il prima e l’altrove vissuto, lo specchio non può dirlo. Chi affronta l’avventura del ritratto ha qualche chance in più, soprattutto quando sia dipinto, perché con la perdita dei volumi, opera una trasfigurazione del vero.
La realtà concreta che insiste nello spazio e deve farsi largo nell’aria, come corpo fisico, nel passaggio alla bi-dimensione, non ha più necessità di pieni e vuoti, di scontri e vittorie tra le forme, positive e negative, non ha bisogno di rispondere a regole basate su ciò che è sperimentalmente dimostrabile.
Proprio per questo la pittura del ritratto e della figura offre più appigli significativi a ciò che non è visibile.
Il tempo. Quello che deteriora metalli, che incide la pietra e quando è incisa la leviga, quello che genera nelle materie fioriture di sostanze nelle sostanze, che oppone reazioni ad azioni scatenanti ed asseconda variabili ai reagenti,che metabolizza assimilando materiali ad altri materiali, oppure evolve in metamorfiche deviazioni dalle primitive forme, è il tempo. Tempo che amalgama e distingue. Nella pittura tutto si compie in un ridotto spazio, o più ampio, e si risolve la realtà sulla superficie. Attenzione, è solo apparenza. Un coperchio zincato di fusto è un medaglione, viene, addiviene, porta. Ecco è un porta-ritratto, con il piccolo bordo rilevato e rossi e bruni sul metallo. C’è, in questo breve spazio tondo, tutto un mondo, tutto un tempo in divenire: tempo che dilania e ricompone.
Il tempo copre, vela, nasconde e il ritratto tira fuori, trae da un dove misterioso il carattere che si cela, sotto la maschera fisionomica.
[Ritratto - portrait. Portare fuori – portare oltre - protrarre. Raffigurare.
È una contraffazione, rigorosa. Traduce il moto dell’anima in una fissità dell’immagine che allude. Luca Zarattini rifà ciò che farebbe il tempo che passa e contagia le materie.Anche lui opera una contraffazione, imita il passare del tempo, ma non è inganno, non offende il senso morale, è anzi esaltazione di verità, nella sua essenza. L’opera è già memoria. Il tempo passa attraverso una clessidra, ma ciò che accade non è sempre uguale a se stesso. Il tempo non passa in modo neutro.Particolarmente sulle tavole e le lastre metalliche, il tempo di Zarattini affolla un numero straordinario di eventi, con una densità che infrange, accavalla, sovrappone, accelera operazioni e variabili e lo sviluppo delle cose matura velocissimamente, da maturati accadimenti. Il caso è già previsto, prima che avvenga. E le figure vengono avanti, procedono, portano sempre più vicino, o più lontano, le proprie sembianze. L’artefice non fa che guidarle. Infine le premia con la decisione: “Ora!”
Quello che pare fermato sulla superficie graffiata, bruciata, tormentata inizia ora il suo cammino. Pro-trae oltre le brevi parole qui e ora, la propria vita autonoma.
Lucia Boni
Febbraio 2011
Nel guardarsi allo specchio, ciò che si vede non dice mai tutto della figura riflessa. Dice il qui, dice l’oggi, dice la forma esteriore.
Ma il dentro, il prima e l’altrove vissuto, lo specchio non può dirlo. Chi affronta l’avventura del ritratto ha qualche chance in più, soprattutto quando sia dipinto, perché con la perdita dei volumi, opera una trasfigurazione del vero.
La realtà concreta che insiste nello spazio e deve farsi largo nell’aria, come corpo fisico, nel passaggio alla bi-dimensione, non ha più necessità di pieni e vuoti, di scontri e vittorie tra le forme, positive e negative, non ha bisogno di rispondere a regole basate su ciò che è sperimentalmente dimostrabile.
Proprio per questo la pittura del ritratto e della figura offre più appigli significativi a ciò che non è visibile.
Il tempo. Quello che deteriora metalli, che incide la pietra e quando è incisa la leviga, quello che genera nelle materie fioriture di sostanze nelle sostanze, che oppone reazioni ad azioni scatenanti ed asseconda variabili ai reagenti,che metabolizza assimilando materiali ad altri materiali, oppure evolve in metamorfiche deviazioni dalle primitive forme, è il tempo. Tempo che amalgama e distingue. Nella pittura tutto si compie in un ridotto spazio, o più ampio, e si risolve la realtà sulla superficie. Attenzione, è solo apparenza. Un coperchio zincato di fusto è un medaglione, viene, addiviene, porta. Ecco è un porta-ritratto, con il piccolo bordo rilevato e rossi e bruni sul metallo. C’è, in questo breve spazio tondo, tutto un mondo, tutto un tempo in divenire: tempo che dilania e ricompone.
Il tempo copre, vela, nasconde e il ritratto tira fuori, trae da un dove misterioso il carattere che si cela, sotto la maschera fisionomica.
[Ritratto - portrait. Portare fuori – portare oltre - protrarre. Raffigurare.
È una contraffazione, rigorosa. Traduce il moto dell’anima in una fissità dell’immagine che allude. Luca Zarattini rifà ciò che farebbe il tempo che passa e contagia le materie.Anche lui opera una contraffazione, imita il passare del tempo, ma non è inganno, non offende il senso morale, è anzi esaltazione di verità, nella sua essenza. L’opera è già memoria. Il tempo passa attraverso una clessidra, ma ciò che accade non è sempre uguale a se stesso. Il tempo non passa in modo neutro.Particolarmente sulle tavole e le lastre metalliche, il tempo di Zarattini affolla un numero straordinario di eventi, con una densità che infrange, accavalla, sovrappone, accelera operazioni e variabili e lo sviluppo delle cose matura velocissimamente, da maturati accadimenti. Il caso è già previsto, prima che avvenga. E le figure vengono avanti, procedono, portano sempre più vicino, o più lontano, le proprie sembianze. L’artefice non fa che guidarle. Infine le premia con la decisione: “Ora!”
Quello che pare fermato sulla superficie graffiata, bruciata, tormentata inizia ora il suo cammino. Pro-trae oltre le brevi parole qui e ora, la propria vita autonoma.
Lucia Boni
Febbraio 2011
12
marzo 2011
Luca Zarattini – Archeologie differenziate
Dal 12 marzo al 17 aprile 2011
arte contemporanea
Location
MUSEO ARCHEOLOGICO DI STELLATA G. FERRARESI
Bondeno, Via Antonio Gramsci, 301, (Ferrara)
Bondeno, Via Antonio Gramsci, 301, (Ferrara)
Orario di apertura
Sabato e festivi: 15.00 – 19.00
Domenica: 9.30 – 12.30 e 15.00 – 19.00
Il museo sarà chiuso nei giorni 13 Marzo e 10 Aprile 2011.
Vernissage
12 Marzo 2011, ore 16.30
Autore
Curatore




